11.02.2013

Mergozzo a spinning



                  
                                   

  

Il Lago di Mergozzo è uno splendido specchio d’acqua circondato dai boschi e dominato dal Monte Orfano; Anticamente era unito al lago Maggiore, il cosiddetto Sinus Mergotianus. Poi le piene alluvionali del Toce ne hanno causato il distacco. Gli affluenti del lago sono il rio Rascina e il rio Valle dei Noci. E’ percorribile in auto solo la sponda più ad Est sulla statale che porta al paese omonimo mentre il versante opposto è inciso dalla presenza umana solo dalla ferrovia. A sud un bel canneto e a Nord il paese caratterizzato da una piccola ma carina piazzetta ove regna sovrano un olmo secolare. Il comune è piccolo superando di poco i 2000 abitanti.
Attualmente il collegamento fra i 2 bacini avviene attraverso un piccolo canale lungo quasi 3 km e l’acqua scorre dal Mergozzo al Verbano visto che esso e' elevato rispetto al Maggiore di circa 1 metro. La lunghezza del bacino e' di circa 2,35 km, la larghezza di poco più di un km, la circonferenza di 6 km, la profondità massima è di 74 metri, il volume delle acque e' di 89 milioni di metri cubi. Risulta uno dei laghi più puliti della nostra penisola vista la mancanza di industrie sulle rive. La pesca è redditizia soprattutto dalla barca anche se lascia spazio a quella da riva nel paese omonimo e in qualche postazione lungo la provinciale. Nel canale la pesca è molto difficile data la scarsa profondità dell’ acqua e i diffusi canneti ma vi sono discreti lucci,qualcuno anche big .


Per il canale trovare posti che ci permettano facili e lunghi lanchi con minnows i più galleggianti possibili meglio se snodati e con colorazione vivace in pancia.
 Qua si pesca solo il luccio e quindi canna da cm 240, mulinello del N 4000 con filo almeno dello 0.30 o un discreto trecciato e cavetto di acciaio. Nel lago è permessa la navigazione a remi e potremmo insidiare cavedani ma di difficile cattura come in tutte le acque ferme: Usare canne da 7-8 piedim mulinello del N 2500 caricato con uno 0.20/o.22 di buona marca e minnows di qualche cm nelle varie versioni . I soliti e ben noti Filibustiere e Tranviere sono i migliori ma prendo parecchio anche con autocostruzioni Lesovitch .
Lucci e Black Bass sono presenti vicino al cannetto sulla sponda meridionale. Per entrambe le specie si provi nei pressi del cannetto con spinnerbait o poppers se si insidia solo il centrartide. Attrezzatura da lucci come citato prima per il cannetto ma usare ogni genere di esca compreso i gommati. Per una pesca mista usare conviene non mettere trecciati o raddoppiarli alla fine per almeno 50 cm. La zona migliore per l’esocide è la riva a ridosso dei monti

Arrivando sul posto di pesca, a volte vediamo anche i persici trota (con l’aiuto degli indispensabili occhiali polarizzanti),  magari anche decine di bass fermi a galla, nascosti e mimetizzati fra la vegetazione e fra i tronchi sommersi in prossimità delle rive. Gli esemplari grossi si inabisseranno, altri rimarranno immobili ma eviteranno accuratamente le nostre esche. Altri seguiteranno a pinneggiare lentamente a due passi da riva limitandosi ad osservare sornioni lo strano essere che si aggira all’esterno del loro territorio, pronti però a darsi ad una repentina fuga in caso di serio pericolo. Allora ci dobbiamo allontanare ed aspettare almeno 30 minuti e lanciare le esche da lontano verso il punto visto in precedenza. Usare magari gli SB da luccio che  hanno la forcella chiusa e questo permette (oltre ad avere una maggior robustezza strutturale) anche di poter attaccare l'indispensabile cavetto in acciaio a questo proposito consiglio di utilizzare cavetti rigidi simili a quelli utilizzati con i jerkbait, onde evitare che il cavetto si attorcigli sull'esca vanificandone il recupero.

Lo  SB  che è un'esca assai polivalente in quanto può essere adoperata in superficie a mezz'acqua o sul fondo variando il numero di palette, la forma di quest'ultime e il peso dell'esca. La paletta è secondo me la componente principale dell'esca; ci sono diversi tipi di paletta:
- Colorado (paletta tonda tipo Mepps)
- Indiana (paletta leggermente allungata simile ai rotanti Vibrax o il Mepps Comet)
-Willow (paletta a foglia di salice)Oppure rendono bene anche affondanti, i classici rotanti grossi come il notissimo Martin 28 gr e minnows shad rap con affondamento generoso specie dalla barca. Vi sono anche persici reali pescabili colla stessa attrezzatura usata per il cavedano. Ancora presenti gli autoctoni salmerini Alpinus. Grosse ma poche trote lacustri e lucioperca di taglia medio grossa. Anche i persici reali sono ben presenti.


Il lago è gestito dai pescatori locali. Indirizzo: Via Pallanza n.1
Telefono: 0323.80112
Fax: 0323.80298
EMail: pescatori@mergozzo.it





Buono giornaliero 2013 : euro 5,00

Annuale: euro 70,00 carp fishing, euro 60,00 dalla barca, euro 35,00 da riva

Altre soluzioni: ci sono week end ad euro 12,00 da riva euro 15,00 dalla barca,  e settimanali 40 euro carp fishing, euro 30,00 dalla barca euro 20,00 da riva

Dove acquistarli: comune, due palme, campeggi

Il presidente è Ruggero Nibbio proprietario dell’ Hotel Due Palme che per chi fosse iscritto in Facebook lo trova al link: https://www.facebook.com/ruggeroroger.nibbio?fref=ts

Nibbio con Letta il presidente consiglio
 
Come arrivare: Uscire a Gravellona Toce dalla Voltri-Sempione, prendere in direzione Verbania e poco dopo il ponte sul Toce per Mergozzo.
.Dove dormire:
Ottima sistemazione alberghiera proprio di fronte al lago  presso
 Due Palme Hotel via Pallanza 1 28802 Mergozzo VB Tel               0323 80112        - fax +39 0323 80298 Sito internet : http://www.hotelduepalme.it/
Camera doppia al 2 palme e camera doppia al Bettina euro: euro 100/130 al due palme....euro 90/110 al Bettina con colazione a buffet x camera. Si può prendere il sole e bagnarsi nel prato dell’ hotel o in spiaggia libera se non si è clienti.

Dove Mangiare: Sempre all’ hotel 2 Palme anche sul terrazzo nella buona stagione. Costi appena più della media ma servizio eccellente e cucina ottima con piatti insoliti e raffinati come Coregone allo zenzero, riso allo zafferano con filetti di persico reale e ravioli al lucioperca.



Per i più giovani Camping Lago delle Fate a circa un Km dal paese direttamente sul lago. Tel               0323 80326        Sito internet : http://www.lagodellefate.com/index.html

Negozio di Pesca: Birillo Pesca E Sport Articoli Sportivi
Corso Roma, 22 a Gravellona Toce (VB) - Tel 0323 848786

Video:







10.28.2013

Fiume Sesia medio



Per tratto medio intendiamo il fiume dopo Doccio e fino all’ immissione nello stesso del Torrente Cervo fra Collobiano e Caresanablot vicino Vercelli. Lo possiamo dividere in 3 tratti cioè fino al ponte che collega Romagnano a Gattinara che è zona a salmonidi, la lama di Romagnano zona No Kill  e il restante tratto.


Serravalle Sesia dalla passarella

 A monte di Doccio è gestito dai pescatori Valsesiani e a valle dalla FIPSAS Novara/Cagep (Fishing Tour la denominazione)  fino al ponte ferroviario di Romagnano e dopo dalla FIPSAS di Novara o di Vercelli
Il fiume dopo Doccio ha già una ottima portata d’acqua e scorre fra grosse pietre ed anche massi di cui alcuni giganteschi come a Prato Sesia sulla riva o dentro l’acqua. La lunghezza è attorno ai 10 KM. Gli accessi non sono molti di cui la maggior parte in sponda orografica destra e segnalati nella mappa che troverete nel sito di cui allegheremo il link.


Nel primo tratto troviamo correntine e correntone, alcune buche sui 2-3 metri e passa di profondità ed alcune lame con correnti medie e profondità medie. Naturalmente tutto questo a livelli normali del fiume. Subisce un prelevamento di media/grossa entità prima per la roggia della filatura a valle di Serravalle in sponda sinistra e poi, sempre nella stessa sponda,  a Prato Sesia uno  ben consistente per l’ uscita della roggia Mora ed infine un altro medio a Gattinara per una altra roggia nell’altra sponda. 





Nel 2011 sono stati immesse circa 2200 Kg di trote adulte oltre a un gran numero di trote allo stato di piccole trote o adulti e tanti avannotti di trota marmorata. Purtroppo anche li la “peste nera piumata” cioè i cormorani sono presenti e….và beh sapete cosa fanno!! SGRUNT



Cavedani e barbi assieme a vaironi dovrebbero essere presenti teoricamente ma non ne ho mai visto prendere uno e manco visto nell’ acqua che è ad un buono stato di trasparenza.
Di sicuro sono presenti degli esemplari di  grosse marmorate selvatiche di difficile cattura. Alcune sono anche state recuperate, spremute e reimesse.
Le tecniche sono quelle classiche della pesca alla trota cioè tocco, spinning e mosca. Personalmente consigliamo usi di fili un po’ più grossi del normale vista la presenza di queste grosse marmorate. Al tocco diciamo  uno 0.28 con lo 0.25 come finale (anche di più se si spera nella BIG) e a spinning un trecciatino dello 0.12 oppure almeno un buon 0.25 come nylon. Ricordatevi che è meglio tenere il nylon al buio (cmq dove il sole non batte)  a casa e che cambiare filo al mulinello dovrebbe essere fatto ogni anno.
 
Solite camole o vermi al tocco e a spinning soprattutto rotanti del N 3-4/Martin 9-15 gr e qualche minnows galleggiante per le lame e correnti o Shad Rap per le buche fra i 7 e 11 cm entrambi. Chi sa praticare bene  una o più tecniche di Mort Manieè ha molte più probabilità che a spinning!!! Stivaloni o meglio wader. Visto che siete online e magari avete Facebook guardate le autocostruzioni di Roberto Leso; potete trovarlo in FB anche come “rl minnow”. Spedisce anche se volete…basta che paghiate ah ah ah. Autocostruisce anche artificiali da spinning e montature speciali per pesca al siluro:Più volte in passato chiamato ad illustrare tecniche ed altro in una ex notissima rivista cartacea.. Il negozio è a Novara  frazione Lumellogno Via dei muratori 86 (statale Novara -Vercelli e in periferia seguire le indicazioni stradali e poi si attraversa la frazione per la via principale fino a quasi in fondo). Email: robertoleso@libero.it

Roberto Leso detto Lesovitch a pesca
La lama di Romagnano ha una profondità di circa 4 metri nella sponda orografica sinistra ed è tutta fatta con grossi massi naturali e non comodissima anche se abbastanza praticabile. Diciamo che l’ uso della roubissianne è da scartare (mai visto uno!!)come trovare postazione per 2 canne a fondo è difficile.  Il fondo degrada verso il bosco opposto o la spiaggietta di sassi se il fiume è basso.In periodi di irrigazione la lama termina con una diga di pietre per fare uscire l’ acqua per un canale.


Romagnano da sotto il ponte a valle
 



 E’ seminata da moltissimi anni dalla FIPSAS NO coi pesci recuperati in roggie e canali posti in asciutta. Tanti vaironi, sempre più piccoli cogli anni,  sotto i massi ma prendere tale specie per fare NO Kill e non una frittura ci sembra un po’ assurdo. Bei e grossi cavedani, qualche tinca e carpa non molto grosse a parte alcuni esemplari.
Quando l’ argentato ciprinide era più numerosa valeva la pena anche di fare un po’ di spinning indirizzato a lui con minnows ma adesso non lo consigliamo. La fa da padrone il barbo con parecchi esemplari da record; parecchie le catture sui 3 kg e di certo un conoscente affidale ne ha preso uno di quasi 6 kg testimoniato con foto.  La pesca che và per la maggiore per le catture  è il ledgering usando il method meno che col freddo intenso dove conviene usare i feeder . La pesca a galleggiante è però la più praticata data la vocazione che hanno da sempre i pescatori novaresi e vercellesi per questa tecnica; inevitabile che barbi GROSSI spacchino!!
                                                               Valutate Voi il peso

Permessi , regolamenti, mappe, semine ecc ecc per questi 2 tratti li trovate in home page del sito www.apd.no.it

Il restante tratto scorre in un letto di sassi con qualche riva a strapiombo naturale (a valle di Carpignano Sesia) e qualche lama di non alta profondità a vecchi massi. In alcuni punti si ramifica. La corrente è quasi sempre abbastanza veloce e la pesca non è facile. I pesci poi sono pochi traducendosi in vaironi, qualche cavedano e qualche trota di discesa e a rarissime marmorate. Non lo consigliamo di certo. FIPSAS Novara o Vercelli il permesso oltre alla licenza ovviamente.


Le prime 2 zone si raggiungono uscendo al casello di Romagnano/Ghemme della Voltri-Sempione e seguendo le indicazioni per la Valsesia. Una volta giunti presso un passaggio a livello in Romagnano potete posteggiare e vedere la lama No Kill e nel caso fare il permesso (5 euro il giornaliero nel 2013  per la zona ciprini cola cioè a valle del ponte stradale e 8 euro la zona a trote cioè sopra il ponte + FIPSAS oppure annuale a prezzi ridicoli pur tenendo conto della crisi) al vicinissimo Bar Piemonte gestito da affabili persone. Oltre ad una passeggiata degna dei lungomare che costeggia tutta la lamavi è pure un WC attaccato al posteggino!!! Proseguendo arriverete al ponte e potete risalire il fiume sia al qua, sia al di là del ponte. Se volete andare al No Kill nel bosco girate ,dopo aver passato il ponte, a sinistra e nelle vicinanze(quasi attaccato direi)  di un altro passaggio a livello vi è una stradina.

Un negozio di pesca è nella vicina Prato Sesia sulla destra nella strada principale.
Alberghi e ristoranti ovunque.

Video:



Video Leso detto Lesovitich


Catture a Romagnano



Sesia


http://www.youtube.com/watch?v=xBsMEYQVYmo


 http://www.youtube.com/watch?v=fqnfDGhJk4M










10.23.2013

Barbo




Barbo, la conquista è avvenuta
 

Ticino a Pavia a giugno 2002

Il cranck bait da 11 cm vola in acqua alla ricerca di qualche siluro, lucioperca o grosso aspio insomma un predatore che abbia voglia di assaggiare qualcosa; lentamente si avvicina a riva vicino al fondo quando viene addentato o meglio dire morsicato da qualcosa. La difesa è potente ma strana, il trecciato dello 0.20 non da speranze al pesce che viene a riva. Con grande sorpresa è un barbo europeo di quasi 3 kg che colpito da improvvisa pazzia ha attaccato l'artificiale. Che sia pazzia non è detto visto che ogni tanto la cosa si ripete specialmente nel periodo riproduttivo della specie.



Sesia a Palestro ad agosto 2003

Stanno pescando da oltre un ora e la canna da ledgering con pasturatore da 90 gr non ha alcun sussulto. Ogni 5 minuti si danno una spruzzata di antizanzare, si riempie il feeder e lo si lancia sempre allo stesso punto ma nulla fin quando la pasturazione dà il suo effetto e all'improvviso un violento strattone fa sussultare il tutto; la ferrata è fulminea ed inizia la lotta. Si intuisce subito dalle violente testate che è un barbo. Lo 0.18 finale è messo a dura prova ma alla fine vince la resistenza del baffuto europeo che è stimato oltre i 2 kg. Alla fine della serata saranno 6 i pezzi dai 1500 ai 2500 gr portati a riva più alcuni slamati da Sandro ex  negoziante di pesca in Gaglianico (BI) e sua moglie. 
 





Quintino Sella a Novara città a luglio 2003

I due arrivano a sera , montano le loro bolognesi con mulinelli caricati dello 0,14, finale del 0,10 e ami del 18 e 20. Una bella pasturazione di bigattini e via nella tranquilla acqua del ramo secondario del canale con un galleggiantino da un grammo con la speranza di qualche discreta cattura. L'inizio è incoraggiante con un paio di discreti cavedani, un gardon e un barbo nostrano sul mezzo kg ma poi il sottile finale comincia a saltare una, due, tre volte e i “nostri” passano allo 0,12 senza però riuscire a vedere una coda lo stesso.

A nulla vale cambiare bobina mettendo come madre lo 0.18 e finali lo 0.14 e anche lo 0.16; si riesce a tenere qualche attimo in più i pesci ma questi infilandosi in corrente centrale inevitabilmente spaccano. Una carpa mostruosa salta nel sottoriva anzi nel sottopiedi e cosi si pensa ad una mangianza dei panciuti ciprinidi. La notte avanza e i due desistono fino alla sera dopo quando scendono di nuovo da Biella e muniti di belle canne a fondo, finali del 0.18 e 0,22 riescono finalmente ad avere ragione di giganteschi barbi europei attorno ai 3 kg anche se qualcuno arriva a raddrizzare l'amo del 10.

Uno di questi fa addirittura impazzire il pescatore che deve fare 20 minuti di lotta e 200 di riva prima di averne ragione. Scene come queste oramai sono abituali in tutto il Nord Italia; chi dice che prende europei, chi spagnoli, chi dell'est, chi italiani, chi incroci ma fatto sta che non vi è fiume o torrente di grossa portata che non ospiti questo simpatico e stimato, per la sua difesa, ciprinide. 





Fù girato anche un filmato che andò in onda su TeleNovara intitolato “I barboni del Quintino Sella” ove non si seppe mai chi intendeva come barboni l’ autore del filmato.


Romagnano Sesia 2010 E’ RECORD !!!!!!(non nostro)
Gr 5850





Poco tempo dopo la parte finale dell’ ADDA diventò un vero e proprio Luna Park specie per gli amanti del ledgering e da alcuni anni anche il Sesia a Romagnano regala veri e propri mostri.


Naturalmente le catture a spinning sono rare ma pescando a fondo o a passata con lenze a radere bene il fondo è ben difficile, nel periodo estivo non trovare qualche branco di barbi decisi a far divertire il pescatore.

Non sempre sono grossi, qualche volta sono piccoli medi come ho riscontrato nel Tanaro a Rivarone, parecchie volte hanno una pezzatura media con qualche esemplare grosso come nel Ticino novarese, nel Quintino Sella ma anche nel Cervo basso e nel Po torinese specie nel periodo caldo. Altre volte si và a capotto ma questo è parte del gioco anche perché in alcune acque sono presenti solo in determinati punti.


 





Sia come sia comunque il divertimento è assicurato sia usando i classici bigattini come esca, sia con esche alternative come i vermettini di letame. Vermettini che potremo trovare conoscendo qualche agricoltore che abbia del letame maturo; con una buona dose di pazienza, senza aver tanto schifo ci potremo rifornire di una valida esca che andrà bene anche per gli altri ciprinidi che vivono assieme al barbo. Da non dimenticare le pellets specie al gusto di pesce, le microboiles ed anche la carne in scatola di quella pressata e senza gelatina. 


                                                          Barbo Comizo




Anche i cavedani non guardano troppo al sottile con il vermettino e potremo usare finali ben più sostanziosi dello 0.10 certi che adescheremo parecchie specie e soprattutto avremo la consistente speranza di guadinare i giganti se abboccheranno. Giganti che possono anche essere delle belle carpe che non disdegnano certamente le stesse esche dei barbi e che potremo incontrare in quei posti dove la corrente permetta lo stazionamento di entrambe le specie. Diremmo che pescando a ledgering lo 0.22 deve essere il finale minimo ed almeno lo 0.18 pescando a passata. Mulinello almeno del N 2500 meglio se con Bait Runner e canna potente che lanci anche oltre i 150 gr per il ledgering.



                                                       Barbo Comizo a spinning






Anche per i galleggianti col vermettino non si dovrà troppo guardare al grammo in più od in meno in quanto l'abboccata è decisa. Ad onore del vero oramai con l'arrivo di queste ondate di barbi punto decisamente a loro sia come grammature sia come fili e nonostante questo ho riscontrato lo stesso l'abboccata di numerosi cavedani che sono ben disponibili ad assaggiare i bigattini innescati a fiocchi. Beh qualche volta sono talmente veloci che riescono a risputare ma preferisco non allamare i cavedani, di cui ho notato la netta diminuzione di taglia nelle mie zone, piuttosto che rischiare di perdere barbi di taglia elevata. Ma sono convinto che col fiocco di bigattini allamo anche i cavedani………….





Crivelli al Quintino Sella


 Come pastura oltre alle retine idrosolubili di bigattini anche sfarinati al formaggio; un'astuzia abitando vicino ad acque idonee può essere di conservare congelate le croste di vari formaggi specie dal sapore sostanzioso ed una volta raggiunto un buon quantitativo far bollire le stesse in una pentola, meglio se vecchia per evitare le ire delle donne di casa, con del latte immergendo dei sassi porosi e dei mattoni forati che getteremo in acqua, sulla linea della presunta passata, il giorno prima della pescata. Naturalmente in una postazione poco battuta e avendo all' occhio che nessuno ci veda e approfitti della nostra pasturazione preventiva.
Lo stesso formaggio, magari fatto ammollare anche lui nel latte per le qualità consistenti, tagliato a dadini di 1 cm circa.

Montature a passata rigorosamente sul fondo con l'ultimo pallino a non più di 15 cm dall 'amo se peschiamo a passata. . L'amato ciprinide è ben noto che ama l'acqua corrente ma è sempre bene rammentarlo per i neofiti.

Attenzione che le uova del barbo sono tossiche.





 Da una ricerca internet al link http://www.ittiofauna.org/webmuseum/pesciossei/cypriniformes/cyprinidae/barbus/barbus.htm scopro che il genere Barbus è diffuso in Europa, Asia e Africa e solo nel vecchio continente sono ben 23 le specie: Albanicus, barbus, bocagei, brachycephalus, caninus, capito, comizo, cyclolepis, graecus, graeellsii, quiraonis, haasi, macedonicus, meridionalis, microcephalus, peloponnesius, plebejus, prespensis, sclateri, steindachneri, tauricus, tyberinus. 


video 1
Video 2


 Video 3

Barbo a bolognese sul Sesia di Ighli Vanucchi





 


2.02.2013

Trota lago

Ad onor del vero eravamo un po’ indecisi se scrivere questo articolo o no e come farlo. Non si trattava certo di “filosofia” cioè che una parte dei pescatori non intende la pesca in laghetto come vera pesca; la perplessità era rivolta se trattare questa tipologia di spot nella sua interezza oppure no; farlo voleva dire trattare tutte le stagioni e anche tutti i pesci presenti generalmente in queste ex cave (generalmente infatti i laghetti erano cave di estrazione inerti) che non sono solo trote (quasi tutte iridee con qualche fario) ma anche carpe ,lucci, talvolta anche Striped Bass, detto Persico Spigola, e in special modo storioni negli ultimi anni.



Abbiamo deciso di farlo riguardo alle trote invernali perché è consuetudine che proprio nel periodo freddo molti pescatori non sapendo più cosa pescare nelle acque “libere” si diano alla frequentazione di tali spot e si uniscano agli abituè. E’ una mentalità sbagliata dato che gli esemplari migliori come taglia, anche di ciprinidi, si catturino col freddo. Pochi ma grossi…..
Ma le cose stanno cosi e quindi dedichiamoci alle nostre trote “pollo” come vengono definite tante volte le iridee. Trote pollo?
In effetti ci sono delle volte che esse si comportano come dei polli a cui appena si dà del mangime lo beccano; Ma questo avviene (ma non sempre) per le iridee immesse in torrente o canale. In laghetto la situazione si fa più complicata; specialmente per le “vecchie” cioè quelle immesse da un po’ di tempo e che hanno visto scorrere davanti ai loro occhi centinaia di esche e magari sono state allamate e perse una o più volte.

Andare a pesca in un laghetto e pensare di fare strage e una pia illusione che è riservata ai garisti più smaliziati. Tante volte anche loro hanno il loro bel tribulare; Abbiam visto una signora, nota garista del varesotto, chiamata a fare un servizio televisivo non riuscire a prendere un pesce colla abituale tecnica a striscio; Passata a pescare con galleggiante e uova di salmone come esca qualche trota l’ ha salpata ma molte di esse agivano come cavedani e sputavano quasi immediatamente. Boh!
Bisogna anche tener conto che il gestore ci deve guadagnare………
Bisogna calcolare che gli esemplari allamati e persi più volte si fanno furbi anche loro. Al di là di questo delle volte si possono ottenere un buon numero di catture con un po’ di fortuna ed abilità.
Vi sono diverse tipologie di laghetto a cominciare dalle dimensioni e profondità ed è quasi essenziale sapere dove abitualmente stazionino le trote. Comunque in inverno con giornate soleggiate e temperatura ancora decente hanno la tendenza a stare a galla e vicino alla riva incominciando i preliminari di quella riproduzione che non avverrà mai dato che è ben noto che nelle nostre acque le iridee non riescono a farla. E’ facile vedere che si rincorrono alla ricerca del partner.



Con temperature molto rigide, ghiaccio sulle rive , giornate nebbiose o nuvolose i pesci si portano sul fondo e nelle anse più riparate dal vento…ovviamente se c’è. Questo perché a 4° l’ acqua va sul fondo ed è ben difficile che alle altre profondità ci sia acqua più calda di quella. Ovvio che ci sono tante situazioni intermedie e variabili.
Prima di passare all’ attrezzatura vera e propria è bene evidenziare che stiamo parlando di pesca a basse temperature ed è quindi bene premunirsi di vestiario adeguato con scarponcini e calze pesanti ed avere gli appositi guanti tagliati per quanto riguarda l ‘indice e il pollice cioè le dita che maneggiano amo ed esca.

La canna da trota lago classica è quella adatta allo striscio e deve essere molto flessibile per fare in modo che ad ogni piccolo movimento l’ esca si muova. La lunghezza è attorno ai 4 metri; Qualcosa di meno per pesca “leggera, qualcosa di più per pesca “Pesante”. I garisti ne hanno decine e i dilettanti almeno 3.
Un principiante è meglio che si affidi ad un buon negoziante spiegando le sue esigenze anche di portafoglio. Ideale sarebbe avere un buon maestro seno bisogna “rubare” le malizie sul posto di pesca .Per i mulinelli consigliamo di non lesinare sul prezzo dato che l’ attrezzo nella pesca a striscio lavora molto e deve avere una buona meccanica. Rapporto di recupero almeno di 5:1 cioè 5 giri della bobina ogni giro di manovella.
Filo in bobina: Dallo 0.18 allo 0.22 da cambiare di frequente oppure…..perché non usare trecciati di piccolo diametro? Oramai nei laghetti è consuetudine immettere grosse trote anche fino a 5 kg e oltre e un trecciatino , specie se si pesca statici a fondo, è l’ ideale; I lanci saranno meno lunghi ma ci permettono finali di maggiori dimensioni e poi chi lo dice che bisogna sempre lanciare il più lontano possibile? Il terminale sarà di qualche decimo inferiore alla lenza madre e lungo 1-2 metri a seconda della situazione.



Ma cosa è questo striscio?
Lo striscio è una tecnica di pesca che vuole agire sul naturale istinto predatorio della trota. Nell'azione di pesca è paragonabile un po’ allo spinning e quindi si tratta di lanciare e recuperare ed anche “agitare” l’esca con la canna . Per attuare lo striscio si usa molto come piombo un accessorio di forma ovale più o meno allungata e con una lunga astina, di legno o plastica, detta Bombarda. La scelta della Bombarda giusta è determinante per l’ esito della pescata. Ogni singolo pezzo ha una sigla col peso (Gr) e colla “galleggiabilità” (G); Cioè una Bombarda “Gr 20 G 3” vuol dire che pesa sulla bilancia 20 grammi ma che in acqua la sua azione è come quella di un piombo di 3 grammi.
A complicare la scelta del principiante vi sono 3 “assetti”:
-Di punta: Avremo una bombarda “aggressiva” che sarà ideale per pesci in caccia. Quando è recuperata scende e risale diagonalmente a seconda dei movimenti che imprimeremo alla canna. Se si avverte l’ abboccata bisogna cercare di tenere il filo in tensione per evitare che essa trascini l’esca lontano dal pesce. Cessando il recupero scende di punta diagonalmente.

-Di coda : Col recupero lineare viaggerà piatta ma può venire deviata dalla linea retta di navigazione con movimenti della canna e variazioni di velocità. Anche qua mai mollare la bombarda se si avverte una tocca. Se rilasciata scende ovviamente dalla parte dell’ astina.

-Lineare; La bombarda avanza in maniera lineare. Se rilasciata scende piatta e lentamente.
Ma vi sono delle piombature vere e proprie costituite da catenelle di Styl: Le più usate sono quella dette “raggruppate” e “aperta”. La seconda è lunga 30-50 cm , con styl distaccati, per un peso variabile dai 2 ai 3 grammi circa. La prima invece vede gli styl raggruppati e pesa un paio di grammi in più.

Piombi in un unico blocco sono: Gli Slim, Superslim,Short.
L’ ultimo è tozzo ed è il massimo per pescare vicino al fondo o a galla con trote aggressive e molto veloci, il primo è allungato per pesca in superficie o a mezz’acqua ed infine per pesca a galla e trote svogliate e poco aggressive troviamo il Superslim di forma molto allungata.



Troviamo anche i “vetrini” che hanno le stesse azioni dei piombi sovracitati ma sono fatti di vetro appunto e che in acqua pesano il 40% in meno che in acqua e che quindi permettono lanci più lunghi.

L’esca in tutti i casi deve girare e la maggior parte delle volte si usano 2 camole; Una innescata per tutto il corpo e l’ altra solo per metà. Si può innescare anche solo una camola, le camole finte color naturale o colorate o il tronco di verme. Un ottimo innesco lo si può vedere nel seguente filmato:

http://www.youtube.com/watch?v=mzqVjh75eJE
Queste sono le tecniche più usate ma nulla vieta di fare una statica pesca a fondo oppure di usare il galleggiante. Questo ultimo meglio di forma allungata tipo la classica “penna di pavone” e se la profondità del lago lo richiede anche scorrevole. Con il galleggiante potremo sondare le varie profondità e mantenere l’ esca a quella che avremo più abboccate. Il “tappo” andrà zavorrato quasi del tutto con una torpille ;Generalmente si lancia lungo e si procede ad una serie di recuperi più o meno veloci e momenti statici.

Altri video sono facilmente vedibili andando su You Tube e immettendo parole chiave.

10.12.2012

Artificiali da luccio





















Per come vede la questione P&P è un tema estremamente difficile o fin troppo semplice da trattare.

Il nostro esocide è un feroce predatore pronto ad attaccare (a pancia vuota o perché infastidito) qualsiasi cosa gli si presenti a non troppa distanza dalla bocca, anche solo per vedere se è commestibile oppure no.
Non esiste quindi nessun artificiale specifico per luccio che sia adatto in qualsiasi situazione. Ne esistono per situazioni specifiche.
L’unica cosa che possiamo dire è che ben difficilmente un esocide spreca più energie di quelle che potrebbe trarne dalla possibile preda. Quindi qualsiasi artificiale può andare bene per catturare il luccio.




Abbiamo già anche trattato la pesca del luccio nei grandi laghi http://www.pescaepesca.org/2011/12/pesca-luccio-laghi.html

Affermiamo che ogni nuova tecnica dai nomi strani e/o altisonanti che utilizzi esche artificiali è solo una maniera per fare arrivare l’artificiale vicino alla bocca dell’ esocide e non certo un qualcosa di nuovo o strabiliante, ma è qualcosa che probabilmente è già stata sperimentata nel passato da qualche antico pescatore. Solo i gommati, gli spinnerbait e i i buzz bait sono da escludersi dal discorso.

Il Flipping, di cui in un noto sito si dice che è stato ideato negli anni settanta in America, consiste principalmente in una tecnica di presentazione dell’esca quasi più in verticale che in orizzontale ed è sicuro veniva praticato nelle lanche di Cozzo Lomellino oltre 50 anni fa, dove si usavano rotanti che giravano anche scendendo, per sondare i canaletti stretti di quelle acque e quindi si faceva la stessa cosa.
Oggi si usano i gommati a coda tagliata mentre allora si faceva lo jo-jo!! Di certo cambia il materiale e il gommato ha una forma simile al pesce mentre lo jo-jo no; ma la tecnica sempre quella è!! Ogni altra cosa fatta diventare novità con nomi altisonati non è altro che un'elaborazione di cose già esistevano. Il tanto apprezzato e decantato Pitching non è altro che la stessa tecnica un po’ più pesante per lanci a breve - media distanza. Darsi a praticare solo un certo tipo di pesca è secondo noi demenziale se si vuole catturare.



Di certo le dimensioni degli artificiali sono aumentate con gli anni e le loro forme sono le più diverse, ma abbiamo il forte sospetto che sia più la validità commerciale rispetto a quella tecnica, specie sulla fantasia di alcuni artificiali; Crediamo che sia una discreta cosa invece la crescita del volume.
Restiamo dell’opinione che un artificiale sia soprattutto valido se agisce nell’area del luccio. Se usiamo un galleggiante dalle forme supersinuose quando il predatore è 9 metri sotto acqua questo sarà solo un bella e conturbante ballerina che danza a pelo d’acqua senza alcun costrutto erotico. Quindi sarà la nostra elasticità mentale a cambiare artificiale con l’arma più vincente che abbiamo in dotazione in quel momento.



Fare lanci a casaccio in un fiume è deleterio quando magari abbiamo delle piante abbattute in acqua.
Certo il rischio di lasciare l’artificiale è maggiore ma è maggiore il rischio di non prendere nulla lanciando qua e là. Diciamo subito che il pesce in oggetto non ama troppo la corrente e predilige luoghi con colori dominanti come il verde e il giallo dove il suo mimetismo sia migliore. 


Tende a tenersi riparato o comunque nascosto fra le erbe pronto a fare breve e veloci scatti. Difficile vederlo inseguire per tanti metri la preda.
Quindi la nostra esca deve arrivare ridosso a lui. Certo che una possibile preda che avanzi in maniera “malconcia” lo indurrà a muoversi più del solito. Non è un ghiottone e se sazio non abbocca a meno che irritato.


Le condizioni migliori per l’ abbocco sono le pioggerelline ( alcuni dicono le nevicate), cielo coperto senza vento, pressione stabile, luna calante e ore centrali della giornata in autunno/inverno.

Ma andiamo a parlare degli artificiali da luccio.

Partiamo da molto tempo fà; negli anni in cui il pesce poteva essere considerato un alimento da ricchi ed andava a sostenere l'economia famigliare.
Mangiare un bel pesce era mangiare carne. Per questo la pesca al luccio con esche artificiali, nata in particolar modo nel bacino del Po e dei grandi laghi prealpini, era fatta con esche artigianali; e cosa di meglio se non l'ondulante che imitava i pesci?
Naturalmente ognuno aveva i suoi metodi, pesi, misure, gradi di sinuosità. C’è chi giura, fra i veraci e scafati spinnofoli, che sia l’esca di maggior resa, specie in acque libere e profonde.

 

Riflettiamo sulle sue caratteristiche precise: l'estrema lanciabilità, in funzione delle sue caratteristiche aereodinamiche e del suo peso specifico, e la ridotta resistenza che oppone al recupero essendo al tempo stesso anche idrodinamico.
L’ ondulante è molto versatile potendo compiere un sacco di movimenti a seconda del peso e della forma. Non si dovrà di certo farne scendere uno pesante vicino a erbai, ma con modelli leggeri, larghi e sottili potremo farlo ballare un po’ sopra con qualche speranza.



Il Rotante è formato da un filo armonico con un'asola in testa; al filo è inserita una campanella (sono pochi i modelli in cui non è presente) e attorno a questo filo gira un cavallierino (vi sono modelli detti Martin senza) che è collegato a una specie di paletta (detta cucchiaino); il tutto termina con una ancoretta.
Un volta in acqua la paletta, recuperando il rotante, gira ed emette vibrazioni che unite alla visibilità fanno si che il pesce attacchi l’artificiale. Se ha voglia!!!
La paletta può avere mille colorazioni anche se in effetti solo quella dorata (da usarsi in piena luce) e quella argentata contano qualcosa.
Naturalmente anche qua vi sono pesi e misure diverse ed ultimante nella campanella sono stati inseriti pallini di piombo per aumentare le vibrazioni e addirittura “scients”, cioè sostanze odorose(non molto usate nel campo in questione, ad onor del vero). E’ l’artificiale più usato specie nella versione Martin 28 gr.
Ci sono anche rotanti detti tandem, cioè a doppia paletta, utili soprattutto per aumentare le vibrazioni. La paletta di testa è più piccola di quella di coda.





Minnows o pisciolini finti sono anche loro di varie forme e misure: quali sono validi per prendere il pesce e quali validi per prendere il portafogli del pescatore è difficile da dire.
Ognuna di queste esche ha un movimento natatorio specifico a seconda dell'animazione data dal pescatore e una profondità di azione particolare legata in special modo all'inclinazione e alla taglia della paletta e al piombo introdotto . Può essere galleggiante, affondate, suspendig, cioè sta fermo nel punto in cui si ferma la trazione o Crack Bait, cioè galleggiamte ma che scende di profondità durante il recupero. Può anche essere snodato in 2 o più parti.
Vi è una versione della marca ABU con una paletta regolabile in 6 diverse posizioni per diversificare la profondità che raggiungerà. Scodinzolamenti, saliscendi di pochi o parecchi cm, deviazioni laterali sono prerogative dei modelli usati.



Create appositamente per insidiare il il black bass, le spinner bait sono disponibili con paletta singola o doppia (tandem), in diverse vivaci colorazioni e abbinamenti testina-paletta.
Sono disponibili in tante diverse grammature.
Sono diventate molto conosciute per la pesca al luccio dopo essere state usate per il re dei predatori “americani”, il Black Bass appunto. Il maggior pregio è il gonnellino che ne offre visibilita; il difetto è che molte volte il pesce attacca il gonnellino invece dell’ altra estremità ove vi sta l’amo.

I Buzz Bait sono similari ma emettono uno notevole sciacquio dando l’impressione di un pesce, magari ferito, che faccia movimento in acqua.
Stessa funzione di sciacquio lo aveva Heddon Crazy Crawler attraverso 2 alette laterali.



I siliconati, specie quelli a coda tagliata, vanno benissimo agendo nel sotto riva e specie fra ostacoli.
Hanno sostituito degnamente nell’azione e nell’aspetto i rotanti usati come jo-jo e fanno un adescante sali scendi essendo piombati in testa. Più di ogni altro artificiale abbisognano di fili ultrapotenti in modo da non lasciare azione al pesce dato i luoghi infiascati ove li useremo.



Per la colorazione dei nostri artificiali l’unico consiglio che ci sentiamo di dare è quello di usare tonalità simili o uguali al pesce foraggio che dimora nell’area del luccio.
Ma Ma se ci pensiamo bene può sovvenire anche la domanda “Come mai il quotato e famigerato Martin 28 gr ha un fiocco rosso in coda quando nessun pesce ha la sola coda rossa?”….Misteri della fede, Ops della pesca!

Vedendo foto e filmati di esox presi all’estero, specie dalla barca, possiamo ammirare una vera e propria collezione di artificiali dalle varie forme e dimensioni che per noi non fa che avvalorare la tesi che quando il predatore ha voglia di abboccare si aggancia a tutto quanto.
Questo in base al concetto già espresso in altro articolo che il pesce non sa cosa sia una cosa artificiale e quindi per lui tutto quello che si muove in acqua è una cosa che potrebbe essere commestibile…da sputare se non lo è oppure “se il cuoco lo ha cucinata male”.

Pur essendo ben consci delle cifre da capogiro che hanno alcuni di questi artificiali dobbiamo mettere in evidenza che più si lancia l’artificiale distante da ostacoli (probabili tane dei lucci) meno probabilità si ha di agganciare qualche esox.
Quindi la nostra attrezzatura dovrà essere potente e consigliamo vivamente i trecciati che oltre ad essere molto potenti, non avendo elasticità, non lasciano molto spazio al pesce per nascondersi negli ostacoli.

Ricordiamo sempre di usare il cavetto di acciaio, di avere a disposizione un buon paio di pinze per la slamatura e di usare stivali con gomme antiscivolo, guanti termici e gli speciali scaldini se il freddo comincia a farsi sentire. Un piccolo kit di pronto soccorso sarebbe utile per qualsiasi evenienza.

Quello che non deve assolutamente mancare è la determinazione e la costanza alla ricerca del luccio visto anche la notevole rarefazione del pesce in oggetto.

Non siamo dei puristi del No Kill, ma questa volta ci sentiamo di consigliare il rilascio di tutti i soggetti possibili se in buon stato anche se ben oltre la misura minima di legge.

VIDEO

http://www.youtube.com/watch?v=YhwOW6R5rdk
http://www.youtube.com/watch?v=nm5DMdpj8ig

10.10.2012

Totanare

Inauguriamo questa nuova sezione del sito dedicata alle attrezzature e agli articoli per la pesca, segnalandovi dei set di totanare per la pesca delle seppie, dei polpi e dei calamari.
Le esche in questione si trovano sul sito Fishing Equipment (FishEq Istituzionale 200x200), ma potete vederle cliccando sui link qui sotto.

.SET 10 Totanare Super Color  2.5 mm 75 con Borsa
.SET 10 Totanare Super Color  3.0 mm 90 con Borsa
.SET 10 Totanare Super Color  3.0 mm 90 con Borsa
.SET 10 Totanare Super Color  3.5 mm 105 con Borsa
.SET 10 Totanare Super Color  3.5 mm 105 con Borsa

Interessante è anche questo set, sempre di 10 artificiali, fatto da 5 totanare "classiche", cioè quelle a gamberetto, e 5 dalla forma a pesce. Sul sito vengono definiti "squid jigs per seppie", ma sicuramente anche totani e polpi non disprezzeranno.

.SET 10 Squid Jigs per Seppie - Dimensioni mm 60 e 75

Se le provate fateci sapere che impressioni avete avuto! :-)



.SET 10 Squid Jigs per Seppie - Dimensioni mm 60 e 75





10.01.2012

Predatori in Versilia

La Versilia, oltre ad essere un posto dove ci sono bei locali,un sacco di gente e un bel mare, è un luogo dove anche la pesca nelle acque interne può regalare belle soddisfazioni, anche coi predatori per eccellenza, cioè lucci e bass.

In questo articolo vorrei parlarvi di alcuni piccoli fossi nella zona tra Forte dei Marmi e Marina di Pietrasanta; piccoli si, ma pieni di bei pesci!



Nello specifico mi riferisco al bacino del fosso Fiumetto (costituito appunto dal fosso Fiumetto e dal fosso Tonfano) e dei piccoli corsi d'acqua circostanti.

L'ambiente è quello tipico dei piccoli canali di campagna: acqua bassa (raramente oltre il metro, per lo più siamo sui 50-70 cm), corrente lenta e molta vegetazione sia in acqua che fuori...l'ideale quindi per esocidi e black bass.
Sono proprio le caratteristiche morfologiche di questi luoghi a dettare le regole e a imporre la pesca.



Per i lucci sono da lasciare a casa le pesanti e voluminose esche che si usano in grandi fiumi e laghi e sono da prediligere artificiali leggeri e che posssano lavorare in pochissima acqua.
Ottime sono le imitazioni di pesci in gomma, da usare con pochissima piombatura, così come minnows galleggianti e grossi martin allegeriti.
Per i bass sono da prediligere esche siliconiche come i classici vermoni oppure artificiali top water; micidiale è il "basirisky", la temibile ranocchietta di gomma dal movimento inconfondibile.





Da segnalare è che la zona è "Area di protezione del Luccio", quindi una ZRS. Il regolamento è molto semplice: il luccio si può pescare, ma solo con esche artificiali ad amo singolo e privo di ardiglione. Vietato l'uso dell'esca viva o morta. Dal 31 dicembre al 1 aprile (periodo che in Toscana è di divieto per il luccio) è vietata la pesca con qualsiasi tipo di esca artificiale. Questa ZRS è stata creata grazie all'opera dell'associazione Fly Club '90 Versilia.



Un ringraziamento va all'amico Matteo, ritratto in alcune di queste foto, compagno di molte pescate.

Pescare nei laghi di Bertignano e Masserano (entrambi nella provincia di Biella)

Dal PDF (stranamente scaricabile) della provincia “” In provincia di Biella le acque gravate da vincoli particolari sono: ...