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11.08.2016

Il Vangelo dello spinning secondo Roberto Cazzola

Per chi non sapesse chi è Roberto Cazzola lo può leggere al link: http://pescambiente.blogspot.it/2016/02/in-nome-dello-spinning-intervista.html
Oltre ad essere un grandespinnofilo ed ex autore sulla pesca ha la mente aperta a nuove soluzioni di cui l' ultima è stata lo Spin Fly .La descrizione delllo spin fly la trovate al link: http://www.bassmaster.it/b_SpinFly.htm


Ma in passato invento anche la canna detta "Tunnel"

Leggendo un libro di Carlo Cotta Ramusino fui attratto dalla questione delle gare di lancio, in cui il vincitore era quello che spediva più lontano un peso di alluminio di 7,5 grammi. Quelli che lanciavano più lontano montavano un imbuto sul primo anello (in alluminio o addirittura in argento) che aveva la funzione di convogliare le spire del filo provenienti dalla bobina del mulinello. Ma tale imbuto, visto soprattutto il materiale di costruzione (ma non solo), nella pesca pratica diventava un impiccio, oltretutto favoriva un pericoloso sfregamento della lenza. Io allora ho creato un “imbuto” immaginario (cioè un tunnel) posizionando 4 passanti ravvicinati in maniera che il filo potesse creare un vortice che diminuisse l’attrito. Risultato: con il tunnel, a parità di tutto, si guadagna circa il 10% a ogni lancio. L’idea è stata ripresa anche da costruttori giapponesi, il che mi gratifica alquanto. 

Quali canne deve avere uno spinnofilo a 360°? E' vero che la monopezzo è la migliore?

Dipende dall'auto... Nella mia Toyota Rav4 ci stanno anche quelle da due metri e mezzo. Comunque il concetto vincente è sempre stato quello che prevede l'uso di canne specifiche. Semplificando parecchio, una per trote montane (e magari per DBS), qualcuna per i black-bass, una per marmorate , un paio per i lucci, una per siluri. In tutti i casi, la scelta individuale può variare moltissimo, in base alle acque frequentate e alla presenza di questa o quella specie.

Stessa domanda per i mulinelli

Io non assegno al mulinello tutta questa importanza.. Comunque, secondo me servirebbero (sempre semplificando): tre mulinelli a bobina fissa (per DBS e ultraleggero, per black-bass, cavedani e perca, e un terzo per pesci di una certa taglia o spinning in mare. E tre a bobina rotante: uno per black-bass e gli atri due per lucci e siluri.  

Nylon,trecciato, nanofil....

 Mano a mano che i produttori risolvono i problemi dei trecciati, primo fra tutti la resistenza all'abrasione, il nylon diventa sempre meno utile. Il Nanofil merita un discorso a parte. Utilissimo nello Spinfly DBS e nell'ultraleggero, soffre l'abrasione e va accompagnato da un nodo sicuro. Io lo lego con un nodo a doppia spirale, facendo una dozzina di giri. Per ora con pesi leggerissimi (DBS) è ancora insuperato, anche se si sta affermando il Sufix.

In una pesca in spot con lucci e Black Bass si deve usare il cavetto?

A questa domanda rispondo molto brevemente: quando so che sto pescando in acque dove è certa la presenza del luccio, io monto il cavetto.


La validità della gomma?


 La gomma ha dalla sua un'importantissima caratteristica, quella di venire modellata con dovizia di particolari. Ne escono artificiali perfettamente corrispondenti al vero. Per cui, con i doverosi distinguo, è un  po' come pescare con esche naturali. E i risultati lo testimoniano. 

Ho comprato all' estero questi 3 artificiali per collezionismo ma seondo te funzionano?



Secondo me funzionano. Così, ad occhio, mi sembrano esche da traina. Nei grandi laghi potrebbero dire sicuramente la loro.

Quali pesci sono più difficili a spinning?

Sicuramente il luccio non è quel pesce, come qualcuno pensa, che attacca senza indugi tutto quello che gli passa a tiro. Anzi, è piuttosto frequente il caso in cui si passano ore e ore senza attacchi e poi, magari ripassando dagli stessi posti appena tartassati di lanci, se ne prendono tre o quattro in poco tempo. Comunque, nella pesca di certezze non ce ne sono: anche un plebeo cavedano può essere difficilissimo da fregare... In tutti i casi, più il pesce è difficile, più aumenta la soddisfazione se lo si convince ad abboccare.

Non ti sembra che gli artificiali costino troppo?

Ahi ahi ahi..., non sono quello giusto a cui si può rivolgere una domanda simile: a me gli artificiali li regalano.... Comunque sì, sono piuttosto cari. Se fossi un economista, ti risponderei che trattasi di legge di mercato...

Che validità hanno gli ondulanti? Io li uso poco anche se nel lago del Verney a 2000 mslm presi con un ondulante raddopiato (2 ondulanti uguali uniti da un unico anello in testa e una ancoretta in coda) una trota bel oltre il Kg....anzi direi quasi 1500 grammi


Non sono mai stato un estimatore degli ondulanti. Detto questo, in alcuni casi possono essere utili, come quando si ha la necessità di esplorare grandi quantità di acque. A traina nei laghi, infatti, rendono ancora parecchio, anche se nel pike fishing hanno perso molta attrattività in seguito all'avvento di esche decisamente più catturanti, come le grosse gomme e i mega crank.

I migliori scrittori di spinning...

Sul presente ho poco da dire: quasi tutti quelli che scrivono adesso di spinning, si limitano a riportare i risultati di reportage, quasi sempre di pescate all'estero. Se invece andiamo indietro col tempo, ho sempre avuto tanta stima per gli iniziatori di “qualche cosa”. Come  Giandomenico Bocchi, dal quale ho imparato tantissimo. O anche il mio  amicone Renzo Della Valle, di cui ricordo il merito di essere  stato il primo italiano a prendere in seria considerazione le gomme, agli inizi degli Anni Ottanta.

Tu come fondatore dello Spinning Club Italia come giudichi l' odierna amministrazione?


Pur essendone il fondatore, non mi sono mai interessato del più grande club nazionale, come avrebbe meritato. E qui entra in gioco il mio carattere: seguo soprattutto la pesca pratica e troppo poco (ahimé) le problematiche relative all'inquinamento e alle politiche ittiche. Tant'è vero che, appena fondato il club, quando la sede si spostò da Cava Manara, vicino a Pavia, a Sesto San Giovanni, io mi affrettai ad abdicare in favore del mio amico Renzo Della Valle... Con tutto ciò, esprimo pubblicamente (perché la persona già lo sa) la mia infinita stima e fiducia in Mario Narducci, che considero il presidente ideale per un club come lo Spinning Club Italia.

In che stato è il nostro amato Ticino li' nel pavese?


Qui ci vuole un altro ahi ahi ahi... Sempre peggio...
Confluenza Ticino con il Po
Qualche grosso aspio (qualcuno sfiora i 90 cm.) rallegra i musi lunghi dei lanciatori del Ticino pavese. I perca  sembrano essersi volatilizzati: se ne incontra qualcuno a macchia di leopardo, tutta un'altra cosa rispetto a qualche anno fa. E di affibbiare la colpa della loro rarefazione a coloro i quali li portavano a casa, non me la sento proprio: i padellari ci sono sempre stati, per cui i problemi che stiamo vivendo non si possono imputare soltanto a quelli. E poi ci sono i siluri, ma di questi non parlo perché non mi piace pescarli. Questione di gusti...

Qualche trucco per i lettori...

Oh sì, ne ho talmente tanti che non so da quale ripartire... 
Seriamente, gli argomenti sono vastissimi, per cui, se un lettore mi ponesse una domanda, io gli risponderei debitamente, svelando “segreti e trucchi “ senza alcun problema.

Ringrazio Roberto per la sua disponibilità


2.01.2016

In nome dello spinning (Intervista a Roberto Cazzola)

Premessa: E’ inutile nascondere la verità e quindi dico subito che io e Roberto siamo stati amici e ci siamo frequentati per un paio di anni prima di avere dei dissidi. Il tempo passa. L’età e quindi la saggezza di sessantenni quali siamo io e Lui ci ha portati alla riappacificazione.
Roberto è nato a  Mezzanino (PV)   il   4 agosto 1952 e risiede a      San Martino Siccomario (PV)    
Scrivere di Roberto ci vorrebbero fiumi di inchiostro visto la sua cultura nella pesca ma anche nei funghi e nella musica.

-Roberto vuoi incominciare a dire qualcosa di queste ultime due passioni visto che tanti pescatori sono anche fungaioli e molti amano la musica)


Studio i funghi da più di trent'anni. Non sono un bravo cercatore, perché il mio scopo non è strettamente collegato alla quantità della raccolta. Mi sono specializzato, perciò, nella determinazione delle varie specie. Ora come ora ne conosco qualche migliaio.
Quanto alla musica, ho fatto la professione per sei o sette anni, girando l'Italia in lungo e in largo.Sono iscritto alla SIAE da 25 anni e da poco ho ricominciato a comporre canzoni di vario genere, dai Pink Floyd, al rock, e qualche rara canzone in italiano. 

-Tu sei un autentico guru dello spinning e ti chiedo quando hai incominciato a pescare e se sempre a spinning o anche con altre tecniche.

Le mie prime belle catture sono state delle tinche di stagno, prese con canne di bambou e la polenta aromatizzata alla vaniglia come esca. Ma al primo avvistamento di una cacciata di un predatore, ho cambiato decisamente rotta, lanciandomi anima e corpo nello spinning. Grande infuenza su questa scelta ebbe anche la lettura degli articoli di Giandomenico Bocchi.


-Se stato un fondatore dello SpinnintgClub Italia. Ci racconti come è avvenuta la cosa

 Scusa se ti correggo, ma più che “un” fondatore, sono stato “il” fondatore dello Spinning Club Italia. Nell'autunno del 1980, in un bar di Cava Manara (PV), la Troika, ci siamo trovati in 9 , tutti amici pescatori convocati da me, e da lì è partito il tutto.

-Quando hai incominciato a scrivere per la stampa cartacea? Sempre è solo per l' Editoriale Olimpia? 

Ho cominciato nel 1976, all'età di 24 anni. Oltre che su riviste dell'Ed. Olimpia, ho scritto per qualche anno anche su Caccia & Pesca di Milano.

-Ti ricordi il tuo primo articolo quale fù?

Fu un semplice itinerario: La Valle dell'Aveto.

-Quante copie faceva mediamente mensilmente la defunta storica rivista PESCARE? Quando vi scrivevo io manco 20.000 copie.....

Non mi ricordo, sicuramente molte di più di quanto riescono adesso a vendere le poche riviste rimaste. (Una volta dicesti che vi avevano dato un premio per aver fatto 110.000copie di PESCARE)


-Hai anche scritto dei libri. Quali? Sono ancora reperibili in commercio?

Ho scritto 4 libri, che trattavano lo spinning al luccio, alla trota,  al cavedano e al black bass. Essendo tutti redatti dall'Ed. Olimpia, con il fallimento della stessa, si concluse anche la loro commercializzazione. Ora se ne trova qualche esemplare (così mi dicono) nei vari negozi o anche nei mercatini locali.




-Un giorno di molti anni un notissimo pescatore al colpo (di cui scrivo solo le iniziali cioè MM) e famoso articolista della rivista Pesca In mi disse che l' unico che ci abbia guadagnato a scrivere di pesca sei stato tu? E' vero? Se si' vuol dire che sei stato veramente un GRANDE!!! 


Questa è davvero bella! Non so cosa intendesse veramente MM, ma è riconosciuto da tutti che se c'è uno che non ha mai accettato di fare da testimonial a qualche ditta (anche un paio di multinazionali) sono proprio io. Se devo spiegarmi meglio, c'è stato chi per una canna o un pacchetto di esche in regalo si è letteralmente venduto. Io, ma lo sanno tutti quelli che mi conoscono personalmente, ho rifiutato contratti piuttosto importanti, per il semplice motivo che non mi soddisfaceva l'idea di vendere solo il nome e non le idee. In pratica, chi mi contattò voleva solo che firmassi qualche canna esistente, che poco o nulla aveva a che vedere con le mie idee al riguardo. Questa è la vera causa dei miei rifiuti.  


-Esperienze all' estero?

Poca roba. E anche qui c'è una spiegazione molto semplice : ho il terrore dell'areo! Per colpa di questa fisima, ho addirittura rifiutato quindici giorni in Nuova Zelanda a caccia di marlin. Ma trenta ore di aereo mi avrebbero ucciso... Sono comunue stato a pesca di salmoni nella penisola di Kola, in Russia, invitato dalla Rapala. E poi ho passato qualche giorno in Irlanda dal mio amico Pikepride. Tutti viaggetti di poche ore... (Scusa Roberto ma l' Austria non è estero? ci siamo stati assieme anche...)

-Hai anche molto ingegno e hai fatto delle invenzioni? 

Non credo che lo Spinning Club Italia rientri nelle invenzioni”. Comunque, partiamo dal “tunnel Cazzola”: un particolare posizionamento dei passanti che permette di ottenere circa il 10 % in più in lunghezza ad ogni lancio. Poi la “no-angle”, cioè un'azione particolare delle canne da spinning (anche questa non sarebbe da annoverare fra le invenzioni...), adottando la quale si ottiene una canna parabolica e rapida nel contempo. Molti pensano che “parabolico” significhi “molle”. La risposta a questi scettici è proprio l'azione “No-angle”. Invenzioni vere e proprie sono alcuni artificiali: il V-minnow (un minnow dallo scodinzolamento  velocissimo, super economico e velocissimo da costruire, fatto in foam e alluminio), lo “slow prop”, una sorta di rotante con un supporto che fa girare le palette a velocità bassissima, come nessun rotante in commercio riesce a fare . Poi il “rising rudd”, uno strano ondulante che scodinzola come un minnow. E poi il DBS (dryfly balance system), che permette di pescare a mosca, anche secca, con la sola attrezzatura da spinning. Mi sarò dimenticato senz'altro qualcosa...

-Incominciamo da quello strano "minnow" colle "ali"...lo hai inventato tu? Dicci qualcosa....

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Se intendi i “propellers”, non li ho inventato io, si tratta di artificiali che gli americani impiegavano da tempi direi remoti, quasi un secolo fa. Io casomai ho preso l'idea e ne ho costruiti utilizzando semplici galleggianti già bell'e pronti. Po ho aggiunto elichette con un supporto che ne permette un vorticosià molto fluida, migliore per esempio del Dying Flutter della Heddon , forse il propeller più famoso.

-Passiamo alla famosa canna "tunnel" ci daresti una descrizione sommaria e del perchè l' hai progettata?

Il Tunnel Cazzola non è altro che un insieme di tre o quattro passanti ravvicinati, a seconda della lunghezza della canna, i quali formano un tunnel, appunto. Con questo ci si guadagna in distanza di lancio ma anche in precisione, perché adottandolo si standardizza il lancio.( Scusa roberto ma mi dicesti che vi erano gare di lancio cioè chi arrivava più lontano e vinceva sempre uno che aveva messo un imbuto appena dopo il mulinello per far raddrizzare subito le spire e da li' hai avuto l' idea...)

-La tua ultima invenzione o meglio innovazione quale è?




E' senz'altro il D.B.S. (cioé: Dryfly Balance System). Esercitando il DBS, si può pescare a mosca, e sottolineo anche secca, con la sola attrezzatura da spinning. Per cui, termini com e Black Gnat, Mayfly, Royal Coachman, sedge, plecotteri e tutto il resto, fino al 2010 (data in cui è nato lo spinfly DBS) appannaggio del solo fly fishing, sono ormai di uso comune anche fra i pescatori a spinning. Oltretutto, e questo particolare mi fa amare ancor più il DBS,  nel gruppo facebook  “D.B.S.  new fishing system born in Italy) su più di 1500 iscritti, il 90 % è  formato da giovanissimi. Il che ne conferma l'interesse per il futuro della pesca con artificiali.


Ringrazio Roberto e se è in accordo la prossima volta parliamo un pò di tecnica pura dello spinning.


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Pescare nei laghi di Bertignano e Masserano (entrambi nella provincia di Biella)

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