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12.23.2014

Trote in laghetto col galleggiante

Il galleggiante in questione è detto "penna di Pavone"
Il pavone può essere cucinato in maniera molto simile al tacchino, ma la carne tende ad essere secca e richiede frequenti spennellate di burro o brodo..
Il giorno prima radunate diverse amiche e amici, prendete del vino bianco, frizzante e fresco oppure anche della birra e iniziate a versarlo nei vostri bicchieri. Mettete il pavone (privato delle interiora, di cui vi conserverete da parte il fegato) a mollo in una casseruola in cui avrete messo del vino rosso, delle bacche di ginepro, delle foglie di alloro, mezza cipolla.. Fate tardi e ogni tanto aprite il frigo dove avrete messo il pavone e ruotatelo.
La mattina dopo svegliatevi con la voglia di mangiare pavone e patate per pranzo.
Per fare il ripieno bagnare 1 chilo di mollica di pane nel latte e poi spremetela con le mani per togliere l’eccesso di latte. Unitela ad 1 chilo di carne di manzo tritato, fegato di pavone finemente tritato, 10 piccoli scalogni o 1 cipolla tritata e cotta nel burro per renderli teneri, 1 cucchiaio di sedano verde tritato e prezzemolo, salvia, maggiorana, timo, noce moscata, pepe, sale q.b..
L’infornata. Imbottite il pavone con il ripieno e mettetelo in forno a 180 gradi per circa 40 minuti per ogni chilo di pavone ripieno, oppure fino a che non lo vedete ben rosolato e tenero, bagnando molto frequentemente con burro fuso o brodo. Servire caldo con il sugo colato sulla casseruola e con patate arrosto.
e colle piume fate i galleggiati.......

In laghetto la pesca più comune è quella a striscio cioè usando le cosidette   “bombarde” e recuperandole ma una buona tecnica è quella  col galleggiante affusolato detta “Penna di pavone” visto che anticamente di usavano quelle . Si tratta di una tecnica adatta a qualsiasi stagione, e che  permette di associare molte azioni di pesca differenti. E se non avete dietro galleggianti affusolati usatene un altro di qualsiasi forma che è lo stesso.  Essa è molto adatta anche nelle fin troppo presenti bacini artificiali formati dalle dighe sui nostri monti.  Potremo infatti praticare sia una pesca statica mantenendo il galleggiante immobile mentre mangiamo un panino o rispondiamo al telefono alla moglie rompiscatole, sia una pesca più alla “cacchio” , alternando pause più o meno lunghe a  recuperi .
Possiamo recuperare di 5-10 metri ed aspettare x secondi o velocemente . Come canna possiamo benissimo stare vicino ai 4 metri sia in laghi con bassa profondità, sia in laghi con profondità elevate avendo l’ accortezza però in questo caso di  usare galleggianti scorrevoli infilandoci prima uno stopper fatto colla lana come si fa nella trota torrente o usando il cosidetto “chicco di riso” che troviamo in qualsiasi negozio

Il vantaggio fondamentale che ci porta questa montatura è che una volta individuata la profondità a cui stazionano le trote potremo mantenerla nei lanci successivi regolando la posizione della penna sicuri di non fare mai “passate a vuoto”. Questa montatura ci consente inoltre di poter fermare il recupero in caso di abboccata del pesce senza che la zavorra trascini l’esca in profondità. In caso di tocche lievi fermatevi un attimo e fate qualche metro trascinando il galleggiante 20-30 cm per volta; In questo caso è quasi sempre una trota svogliata che però col movimento a scatti dell’ esca la si induce ad attaccarla perché Lei vorrebbe scacciare quello scocciatore che disturba i suoi sogni di diventare una trota marmorata o un Huco Taimen.
Adriano T. al Nuovo Lago Maggiore di Galliate


Vediamo ora la costruzione di questa semplice montatura.

. Sulla lenza madre inseriremo la penna di pavone colla  grammatura rapportata alle dimensioni del lago e alla potenza della canna. . Nulla vieta di pescare all’ inglese con le apposite canne e galleggianti.
 Come zavorra utilizzeremo una torpille che tari la penna per 3/4 del carico,;Esempio penna 6  gr. Torpille 4 gr. Qualche pallino e via. Ricordarsi sempre di fermare col dito indice la lenza prima che entri in acqua pena il finale che si accavalla al galleggiante.  Dopo il piombo, gommino salvanodo e girella tripla per assicurare la dovuta rotazione dell‘esca. Finale con  diametro di 4 sezioni minori della lenza madre (0.22/0.18---0.26/0.22)  di lunghezza non inferiore ai 50cm. L’amo verrà scelto in funzione dell’esca, da un N 5 per vermi e caimani, ad un 10 per camola singola.
Dobbiamo anche tenere presente che nel caso avessimo intenzione di usare la pasta da trote come esca, essa tenderà a salire in superficie nei momenti di stallo, e che quindi sarà necessario zavorrare il finale più del consueto diminuendo il peso della torpille.
Nuovo Lago Maggiore

La parte emergente della penna deve essere grossa e fuoriuscire abbastanza da vederla anche a grandi distanze. Ricordiamoci sempre in nuovi spot di perdere del tempo a misurare la prodondità che è essenziale se il pesce è sul fondo.

Come esca personalmente preferisco il verme grosso ed in alternativa esche animali  che specie nei momenti di stasi possano essere ingoiate da altre specie differenti dalla trota come piccoli storioni, Striped Bass, carpe ecc ecc

Per sapere quali laghetti sono vicini a Voi andare al sito:


http://www.assolaghi.it/index.php

Mia moglie ma a spinning


1.10.2014

Pesca a galleggiante nei canali





 
Canale Cavour  Novara Veveri
I canali offrono al pescatore amante della pesca a galleggiante il luogo ideale per esercitare la sua tecnica preferita essendo generalmente a fondo e corrente uniforme anche se offrono angolini di diverso genere.; Questo fa che la pastura faccia un percorso retto che dovrà percorrere anche il “tappo”. La pianura Padana superiore presenta canali di diversa portata a cui si aggiungono rogge e fontanili che per le caratteristiche che hanno possiamo assimilare a canalini; la difficoltà  di pesca a galleggiante di questi ultimi sta nella scarsa profondità che hanno, ma trovando tratti con almeno 70-80 cm di acqua o buchette essi risulteranno degli ottimi posti per una pesca di relax alla minutaglia con corte canne fisse ed adatte specialmente ai novizi. 



La fauna ittica di questi canali è costituita generalmente da quei pesci che dimorano nei torrenti o fiumi da cui derivano; Generalmente  dopo molti km di percorso un suddetto canale presenta una fauna ittica molto vasta anche perché  riceve e da acqua ad altri corsi d'acqua. Un caso emblematico è il corso medio-basso del grande canale Cavour che partendo da Chiasso(TO) con acqua del Po, finisce per riceverne anche dalla Dora Baltea attraverso il canale De Pretis e dal Ticino attraverso il canale Regina Elena; Ne elargisce un Po a parecchi canaletti e canalotti ma anche alle rogge Biraga e Busca nei pressi di Biandrate. Un altro esempio è la rete di canali, anche di vecchia data, che nasce colla roggia Mora a Prato Sesia la quale origina le rogge Busca e Biraga nelle quali confluisce acqua dal Cavour.

Roggia Mora



Mora
Molti altri che conosco scorrono nel Vercellese ma quasi ovunque nella pianura padana se ne hanno a poca distanza da casa. Se per il Cavour l'acqua risulta sempre non trasparente, non altrettanto si pur dire di quei canali che derivano dal Ticino o dall'Adda come il gia  citato Regina Elena, i navigli Sforzesco e Langosco o la Muzza e il naviglio Martesana* (derivazioni Adda) solo per citarne alcuni. 

Roggione o Canale Sartirana


Martesana







Comunque vuoi di qua o di la nella pianura Padana medio-alta possiamo trovare una infinta di questi corsi sempre d’acqua corrente più o meno veloce adatti alla pesca col galleggiante. Una siffatta rete idrica comporta che, gironzolando, dovremmo avere nel bagagliaio della nostra auto almeno 2/3 canne bolognesi ed altrettante fisse anche se le prime sono da preferirsi per la loro versatilita. Sia pescando, sia attraverso recuperi di pesce che ho fatto, ho potuto costatare che negli ultimi venti km del Cavour c’è  la possibilità che vi sia buona parte delle specie ittiche presenti in Italia con presenze rare, ma comunque sempre presenze, di Agoni, coregoni e bottatrici.  Una buona 6 metri ad anelli è la canna base per quasi ogni evenienza anche se non dobbiamo farci mancare una versione più corta, attorno ai 4,5 metri, per canali piccoli o per piante e rovi che ostacolino l'azione di pesca. Inoltre, una 7 metri bolognese sarà utile per canali ampi e profondi. Molti di questi corsi sono in gestione ad associazioni e perciò bisogna essere in possesso della relativa tessera associativa. La maggior parte dei canali novaresi è nel 2014 del Fishing Tour **mentre nel vercellese altri sono della FIPSAS ad esempio.
Tinca



Comunque sempre occhio ai cartelli. Questa cosa risulta abbastanza importante visto che queste associazioni la maggior parte delle volte li ripopola con trote iridee adulte oppure anche con fario o novellame della stessa specie. Parlando di trote vi è da segnalare che è sempre possibile l'incontro anche con materiale selvatico di discesa e quindi anche marmorate e lacustri. In base a questa considerazione e al fatto che anche le carpe e i super barbi europei sono ben rappresentati in queste acque vi è da chiedersi quali fili e ami usare.
Trota cavo Montebelluna
L'ideale è avere  un buon mulinello leggero con due bobine aventi lo 0.14/0.16 in una e lo 0.20/022 nell'altra. Finali da 0.10 a 0.18 e ami dal N 20 al 10. Naturalmente retine, fionde, slamatore e l'indispensabile sonda saranno l'attrezzatura base assieme a galleggianti da 0.5 ad almeno 5 grammi ma anche oltre . Come esca principale i bigattini anche se non dovrà mancare una scatola di vermettini da letame per le situazioni difficili o per le zone che le associazioni considerano come acqua pregiata . A seconda della velocità della corrente imposteremo la pesca a fionda od addirittura manualmente nei piccoli canali con pochi ma frequenti lanci di larve oppure usando le retine metalliche per acque veloci che impongano più di 2 gr di galleggiante.

La pastura sarà bene usarla solo se si è certi della pescosità del tratto preso in esame inizialmente; sempre in questo caso e di sponde adatte nulla vieta l'uso della roubaisienne a chi piace questo tipo di pesca. 
Barbo quintino Sella


La passata invece con le bolognesi sarà lunga, se necessario molto lunga, al limite della visibilità dell' astina in modo da sondare il più ampio tratto del canale possibile. Conviene non esagerare con la pasturazione fino a quando non si è verificato che vi sia pesce o meno in modo da non trovarsi poi senza bigattini da pastura una volta trovato il tratto buono.
Quintino Sella Novara
La lenza andrà costituita da torpille per circa il 75% della grammatura e da una scalata di pallini, magari a catenelle, a partire dal N 9 a salire. E' bene usare quelli con piombo tenero in modo da poterli spostare agevolmente sulla lenza. Io uso partire con una lenza a mezza via fra la pesca al cavedano e quella al barbo per poi adattarla al pesce che più prevale. Le cose da dire sarebbero ancora molteplici ma ricordo che in caso di non abboccate sarà bene procedere ad uno spostamento a valle di qualche centinaio di metri; cosa che diviene quasi automatica nei canali medio-piccoli ogni 30/45 minuti anche in caso che vi siano dato che il trambusto fatto dopo 2/3 catture sarà sufficiente a far spostare tutto il branco.


Ricordarsi sempre di avere a portata di mano un guadino, meglio col manico lungo dato che mai pescheremo a filo d'acqua e anzi sovente sarà ben il contrario. L'accertata presenza di carpotte o di trote iridee di immissione (generalmente segnalata sui libretti delle associazioni ) richiederà di aumentare le dimensioni di ami e fili in modo da passare dal consueto amo del N 20/18 legato su filo del 0.10/0.12 a fili dello  0.14  su cui legare ami del 12/14 in modo da innescare agevolmente camole, vermettini o gruppi di bigattini ed avere una maggior certezza di portare al guadino anche i capi di maggior dimensioni. Diverso discorso se punteremo ai pezzi davvero super dove in mulinello dovremo avere almeno uno 0.20 con un finale dello 0.16/018 oltre ad azionare una canna non propriamente fragile. 
Regina Elena


Luoghi particolari dei canali risultano le bocche di uscita di canalini da canali più ampi o quelle di sottopasso a fiumi o torrenti dove nella maggior parte dei casi le paratie non sono tutte alzate e questo fa si che allo sbocco si creino rigiri d'acqua buoni come nel canale Cavour che passa sotto l'Elvo, Il Sesia, L'Agogna e il Terdoppio. Per i pesci, questi sono come alberghi a 5 stelle e conviene sempre insistere un pò. Altresi interessanti saranno i rigiri d'acqua al punto di ricongiunzione dello stesso canale che si è diviso magari per dare acqua ad una centralina idroelettrica oppure perchè riceve acqua da una roggia. 
Roggia Bona


Ottimo esempio il canale Quintino Sella in zona quinto magazzino a Novara che fra l'altro è zona No Kill. Da ricordarsi che molti canali sono messi in asciutta almeno parziale ad inizio-meta autunno e che questa si protrae per qualche mese. Di questo possiamo informarci telefonicamente o via e-mail  presso la direzione dei consorzi irrigui o alle sedi delle società gestionali. Quello che  è bene evidenziare è di essere preparati a tutto; prendere tinche, trote, cavedani, pighi ecc ecc nello stesso posto h una evenienza senz'altro da prendere in considerazione e la rottura del finale h da mettere nell'ordine delle cose.
Al Pusè bel di Confienza (PV)
 





Paolo Baragioli al Quintino Sella No Kill






 



10.21.2011

Pesca a galleggiante controcorrente




Che vi fossero delle storture mentali e anche tecniche nel mondo della pesca c’è ne eravamo resi conto noi di P&P, ma l’ incontro col Dayaco in un forum di pesca ci ha aperto gli occhi e siamo andati ad intervistarlo e a pescare con lui con diverse tecniche durante un suo periodo di ferie in Toscana. La moglie sua è al mare e noi 3 a Calcinaia sull Arno a prendere carpe e channel. Abbocherà pure una piccola anguilla.

Perché Lei non si rileva apertamente?

- Ho avuto un passato, ed ancora adesso sono parecchio conosciuto nel mondo della pesca; Inoltre il mio consuocero ha notevoli interessi nella pesca. Voglio evitare discussioni inutili



Come mai i pesci abboccano anche con acque sporche come quelle in cui stiamo pescando?

- Hanno delle specie di sensori lungo i fianchi: detta linea laterale che avverte le vibrazioni. Ogni animaletto si muove ed anche le esche artificiali. Poi molti grufolano ed aspirano tutto rigettando poi quelle cose non di loro gradimento.



I pesci vedono il filo?

Non lo so ma è ininfluente ai fini della pesca.
- Loro non sanno cosa sia un filo ed a cosa serve. Di certo nei tratti No Kill o similari stanno ben ben attenti a cosa mettono in bocca dopo essere stati punti varie volte ma ho preso un barbo una volta con ben altri 7 ami sul labbro... Nel caso del cavedano col singolo bigattino usare fili fini è solo un modo di far fluttuare meglio il complesso della lenza dato che l’amo influenza notevolmente la caduta del bigattino singolo in acqua ed il cavedano, attento osservatore, nota la differenza fra quello innescato e quelli in pastura che scendono molto più lentamente. Pescare con 4-5 bigattini è tutta una altra cosa.



A passata quale è la cosa più essenziale?

- E’ come nel ledgering.
A ledgering il lancio del pasturatore ad intervalli regolari (a seconda della quantità di pesce) sempre allo stesso punto sia coi feeder sia col method. A passata una pasturazione iniziale nelle giuste dosi e il mantenimento regolare della stessa a piccole dosi una volta che il pesce abbocca. Non serve assolutamente a nulla continuare a pasturare, specie in acque ferme o lente, se i pesci non entrano nell’ area pasturata. Ovviamente la passata deve avvenire sempre ove si è pasturato




A ledgering servono fili fini!!

- A parte casi particolari che riguardano sempre i NO Kill (ma anche li’ nutro seri dubbi) e qualche volta i cavedani in acque trasparenti, ma proprio trasparenti, direi proprio di no. Tutto il resto ingoia senza problemi l’esca ben presentata e si autoferra quasi sempre. Il resto è suggestione dettata dalla leggenda.


Ma lei si rende conto che sta dicendo il contrario di quello che vari esperti dicono da lustri, anzi decenni, nelle riviste ?

- E’ una leggenda, oltre ad essere Marketing e cose derivanti dalle gare di pesca ove il pesce piccolo e medio rappresentava la maggioranza del pescato, ed anche legato al cavedano nelle gare. Cioè: una volta il cavedano rappresentava circa il 30% dei pesci sopra i 300 gr; i pezzi sopra i 2 kg vi erano ma di certo non erano oggetto delle attenzioni dei garisti al colpo mentre quelli di taglia media si. Questi ultimi collo 0.10 od anche 0.08 li tirate fuori tranquillamente anche voi 2 imbranati.
Questo assieme di cose ha fatto del filo fine una delle basi del pescatore a passata. Per me è un grande errore tecnico specie di chi pesca da anni. Può anche darsi che abbocchi il 10% in più di pesci ma di sicuro i pezzi veramente grossi spaccano. Lei ben capirà che più roba vi è nella cassetta meglio è per il portafoglio di industria e commercianti della pesca.




Non siamo convinti di questa storia….Lei vorrebbe che un pescatore legasse un amo del N 22 a dello 0.18 ?

- Uffà che barba...L’ amo può essere anche del N 16 o del N 14 o anche meno come numero e si innesca NON uno, ma parecchi bigattini.
Tutti innescano un bigattino con amo minuscolo e filo sottile per rendere il bigatto esca più similare nella calata e nelle movenze in acqua ai bigattini di pastura.
Ognuno fa quello che vuole ma io innescando più bigattini rendo diversa la mia esca….come se pescassi con un grosso verme, mais, uva ecc ecc. Con le esche alternative e voluminose i cavedani abboccano anche con lenze da oratorio e fili di diametro più generoso.
Chi pratica il carpfishing da anni può benissimo dire che ha preso grossi cavedani colle boiles; ditemi Voi che terminali usano stè persone per poter portare al guadino carpe anche di 20 Kg? . 7-8-9 o più bigattini diventano una esca similare come concetto ad esche grosse; Basta attirare i cavedano coi bigattini sfusi e pescarli con altra esca, o meglio, innesco.




E per lo spinning?

- Lo stesso per lo spinning. Te la menano sulle esche ma nessuno spiega a che profondità, in che luogo rispetto a quella tipologia di acqua e in che periodo staziona tal o tal altro pesce. Ma non perché non vogliano ma perché non lo sanno nemmeno loro.
Sanno lanciare, sanno che quella esca artificale fa una tale azione e basta.



E Lei?

- Io non sono capace e ho solo fortuna, direbbe anche adesso il capitano della mia squadra di pesca di molti lustri fa...Esperienza che aborro ma che mi è stata utile! Pesco da una vita anche in posti ove facevo il bagno e scrutavo colla maschera i pesci per vedere dove erano e poi pescarli. Ma tecnicamente sono scarso.
Mi piace girare svariati posti e provare di tutto meno mosca e carpfishing.


Amo senza ardiglione? Che ne dice?

- A passata si; meno in acque ove ci sono anche trote, cioè torrenti di fondovalle, ma già in zone ciprinicole.
Il pesce bianco lo tieni sempre in tiro e non salta a parte qualche caso. La trota tante volte si e si slama abbastanza con amo od ancoretta senza ardiglione. Idem anche a ledgering.
A spinning mai meno ove è obbligatorio. Non rischio manco un 1% di perdere un medio/grosso predatore.





Come mai Dayaco?

- Essi sono una razza malese che prima tagliava e poi rimpiccioliva le teste dei nemici. Io faccio metaforicamente la stessa cosa adesso.

9.17.2011

Gare di pesca galleggiante


 In questa intervista non intende polemizzare sulla “Pesca vera - o – non vera”, sull’etica, sulla filosofia etc., ma si limita a riportare una semplice intervista.

Sotto il nome di “pesca al colpo” si intendono varie tecniche: canna fissa, bolognese, roubaisienne, inglese e alborella ossia tipologie di pesca che si attuano in gara.

Fino a non molti anni fa, in Italia le licenze di pesca superavano il milione di libretti. Si può quindi ben immaginare quale fosse il “movimento” di denaro intorno al mondo della pesca e, specialmente, intorno al mondo dell’agonismo. Tenete conto che un agonista era ( ed è tuttora) un “cliente” molto interessante per le grosse Aziende di pesca, dato che un agonista spende all’anno, tra attrezzature varie, esche, pasture etc., almeno dieci volte di più di un normale pescatore per diletto . L’associazione di pesca sportivi degli agonisti Italiani era la FIPSAS (a quell’epoca semplice FIPS).

Denaro e onestà non vanno troppo d’accordo, ed ecco perché l’intervistato avrà un Nick, grazie al quale si potrà esprimere liberamente su certi argomenti. Noi, per comodità, lo chiameremo “Silvio Trambusti”.Io stesso ne certifico l' attentuità.

Trambusti è nato e risiede tuttora in Toscana. E’ stato un agonista di livello medio (e se ne vanta). Ha anche collaborato alla rivista “Pescare” negli anni ’90.

-S. Trambusti, che differenza c’è tra l’attrezzatura da garista dei tuoi tempi e quella di adesso?

R: Ho cominciato a fare le prime gare che ero ancora adolescente, quindi a metà degli anni ’70. A quei tempi , l’attrezzatura, specie per chi iniziava, era molto ridotta rispetto a oggi. Si trattava di avere una “batteria” di canne fisse telescopiche ad azione di punta, dai 5 agli 11 metri, poi un paio di bolognesi di 5-6 metri e alcuni cannini da alborella. A quell’epoca, non esisteva ancora né roubaisienne, né inglese né i grossi panchetti che usano oggi.
Tutto sommato, erano gare alla portata di tutti o quasi, specie se uno si limitava ai circuiti provinciali. Se poi salivi di livello ( Regionale, Nazionale ) i costi lievitavano in modo esponenziale perché, oltre alle attrezzature, esche e pasture, dovevi mettere in conto la benzina, i pedaggi etc.


Ai miei tempi, poi, non esistevano gli Sponsor intesi in senso odierno. C’era qualche piccola azienda del tutto estranea al mondo della pesca che magari ci aiutava a pagare le piccole spese come affiliazione alla FIPS, tessere e poco altro.


-E i garisti di adesso che costi devono affrontare?

R: E’ difficile generalizzare. Certamente, oggi, anche un ragazzo giovane che comincia l’attività agonistica, deve mettere in conto di avere una roubaisienne, un buon panchetto, varie canne inglesi e bolognesi e relativi mulinelli e, in certi campi gara, ci vogliono anche le “vecchie” canne fisse e i cannini da alborella. Quindi, si può dire che, rispetto ai miei tempi, è una spesa superiore, anche perché molte Società di pesca sportiva, in pratica, “obbligano” il giovane (o la giovane) ad avere un certo tipo di attrezzatura, cosa che non succedeva ai miei tempi… Chi poi deve affrontare Campionati di un certo livello (Eccellenza Nord che corrisponderebbe ad una serie A in un altro sport oppure anche un’Eccellenza Zonale che invece sarebbe la serie B) si deve preparare a sostenere costi molto elevati, che sicuramente molti non si potrebbero permettere se non ci fossero gli Sponsor.
Da una recente indagine, pubblicata anche su di un noto forum, risulta che il 70 per cento circa dei 320 partecipanti all’Eccellenza Nord fanno parte del mondo della pesca, in quanto negozianti, rappresentanti, direttori commerciali di aziende produttrici e distributrici etc.



-Come si svolge una gara di pesca e come vengono redatte le classifiche ?

R: Tutti i partecipanti si ritrovano ad un luogo di Raduno. Lì, viene consegnata ad ognuno una busta che contiene le indicazioni per trovare il “picchetto” (posto di gara). Per esempio : Zona B, settore III, picchetto 5 , vuol dire che Ti dovrai recare nella Zona B, e poi al terzo settore della zona stessa. Lì, dovrai cercare il posto contrassegnato dal N° 5.
La gara, di solito, dura tre ore e per ogni tipo di Campionato sono previste delle “limitazioni” in fatto di esche e pasture.
Le Classifiche vengono redatte in base al peso del pescato da ogni singolo concorrente, quindi c’è una Classifica di Settore, di Zona e poi Assoluta.
Importante sottolineare che, prima e durante lo svolgimento della gara, i concorrenti sono (o, almeno, dovrebbero essere) controllati da un Giudice di Sponda, pronto a registrare ogni irregolarità e ad accogliere eventuali reclami.



-Ti è mai capitato di vedere od assistere a qualche “illecito” o “furbate” varie ?

R: Beh, sai, “la Madre dei furbi “ è sempre all’opera…Perché tutti vogliono vincere, o quanto meno “spulciare” il miglior risultato possibile.
Secondo me, bisogna distinguere due epoche : durante gli Anni Settanta, il pescato in gara veniva tenuto in buste di nailon legate alla cintola, per cui, a fine gara, i pesci erano morti. Ovviamente, c’è stato chi ha approfittato di questa norma, a volte, addirittura portando i pesci morti da casa per appesantire il sacchetto, e quindi vincere o quanto meno piazzarsi tra i primi.
Dopo, negli anni Ottanta, c’è stato l’obbligo tassativo di tenere il pesce in vivo nelle apposite nasse, per cui questo tipo di “escamotages” non è esistito più..
Le “furberìe” più evidenti sono quelle di chi detiene un quantitativo di esche
(bigattini) e pasture (sfarinati) di molto superiore al consentito dal Regolamento di questo o quel Torneo. E qui la “fantasia” dei furbi si scatena :
chi nasconde etti di larve dentro la fodera del giaccone da pesca (fodera cucita apposta), chi li nasconde in un calcio (o pompa) della Roubaisienne, chi cerca
di eludere i controlli celando cagnotti e pasture in borse, borsoni, fondi di secchi.. E la lista non finisce qui..


-Che mi puoi dire della situazione odierna ?

R_Oggigiorno, il mondo dell’Agonismo al Colpo in A.I. è in lento, ma (secondo
me), irreversibile declino. I giovani non sentono più, come una volta, il fascino delle gare. I motivi, del resto ci sono : la pesca in gara è uno “sport” costoso, per farsi una buona attrezzatura di base, occorre un mucchio di soldi. Poi, la benzina che costa ogni giorno di più. Mettiamoci anche che, negli ultimi 15-20
anni, sono nate discipline nuove di pesca come il Carp-Fishing, la grande esplosione dello Spinning e della pesca a Ledgering e la pesca al Siluro.
Queste nuove tecniche hanno affascinato sempre più giovani pescatori, promettendo grosse catture tutto sommato con un’attrezzatura che costa relativamente poco. Poi, c’è il fenomeno dei “laghetti” a pagamento (o cave), che offrono pesci a “pronta-pesca” (le famose “Trote-pollo”) e sono vicini alle città. Molti pescatori, anziani ma anche tanti giovani, vanno lì per “sfogare” la loro passione, sognando, magari, di pescare il bestione da dieci chili…



-Cosa mi dici dell’Arno Fiorentino ?

 2Video cattura siluro
Video cormorani
R: Purtroppo, tocchi un tasto dolente. L’Arno è MORTO !! Ed il brutto è che nessuno ne vuol sentire parlare.. E’ come la Favola del “Re Nudo” : tutti lo vedevano, ma nessuno aveva il coraggio di dirlo. L’Arno a Firenze è praticamente un fiume “morto”, in quanto non c’è più pesce bianco..Dove sono andate a finire le tonnellate di cavedani, scardole, savette, carassi che c’erano fino a dieci-quindici anni fa ? Inquinamento (certo), Effetto Diga di Bilancino (certo), ma soprattutto MILIONI DI SILURI che si sono mangiati tutto il pesce rimasto!! Se poi ai Siluri vogliamo aggiungere i Cormorani e i Channels, altra specie alloctona più invasiva del siluro stesso, il quadro è completo.
Nelle Gare in Arno si prende poco o nulla : qualche manciata di alborelle,oppure, ogni tanto, c’è chi pesca il “Jolly” sotto forma di carpona di 5-6 kg o
un Silurotto della stessa taglia e riesce, dopo non pochi sforzi, a portarli a guadino. Sull’Arno sono stati pubblicati Studi dell’Università di Firenze, in cui si dichiara che il 90 per cento della Bio-Massa del fiume, è costituito da Siluri.
Che altro vuoi che ti dica ? Che ..hanno ammazzato il fiume più pescoso d’Italia ? Te lo dico, e sono incavolato NERO ! Soprattutto con tutti i bigotti-ipocriti che fanno finta di niente, o con gli sciocchi che credono che “la Natura” metterà le cose a posto ! Sì, domani !! Stammi bene !



Silvio detto “I’ Trambusti”.

Video gara

http://pescambiente.blogspot.it/2011/09/gare-di-pesca-al-colpo.html

https://www.youtube.com/watch?v=6f_GOCGRHC0

Pescare nei laghi di Bertignano e Masserano (entrambi nella provincia di Biella)

Dal PDF (stranamente scaricabile) della provincia “” In provincia di Biella le acque gravate da vincoli particolari sono: ...