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5.28.2017

Pesca nel Verbano al lago le Betulle a Feriolo (fraz di Baveno)




A fine maggio 2017 fa un caldo, ho male al polpaccio della gamba destra ma ho promesso alla moglie di portarla a fare una gita e cosi mi reco  al lago le Betulle posto a Feriolo (frazione di Baveno)  anche se non sono proprio uno specialista dei laghetti sportivi.










 La Pesca alla trota di lago è un tipo di pesca, che comprende la "Pesca a Striscio", lo "Spinning", la "Pesca a Mosca" e la "Pesca a Fondo".Le tecniche si basano tutte su un concetto fondamentale: la rotazione e movimento dell'esca( con la girella tripla) , che hanno lo scopo di stimolare il più possibile il pesce all'abboccata, tenendo conto di tutte(o quasi) le variabili che sono: stagione, temperatura e profondità.
La lenza viene costruita sfruttando un particolare piombo affusolato a forma di pera allungata, per evidenti questioni di idrodinamicità, che viene chiamato in modi diversi a seconda delle grammature:
·         Bombarda peso nelle grammature che vanno dagli 8 ai 40 grammi, con diverse classi di galleggiabilità

·         Piombino da striscio per quelle inferiori e per la pesca a fondo.
·         Bombarda galleggiante per avere lo stesso effetto del galleggiante classico, ma per avere la possibilità di lanci lunghi e precisi pescando sempre a galla
·         Vetrino ottimo per la pesca con la tecnica di recupero saltarello, ma non consente lanci molto lunghi.
Fulcro dell'intera azione di pesca, tali oggetti sono costruiti mediante una studiata combinazione di piombo vero e legno di balsa, (o solo piombo per determinati modelli) in una percentuale diversa in base al tipo di pesca che vogliamo attuare. A seconda dell'affondabilità di ogni bombarda il piombo al suo interno è posizionato in maniera diversa proprio per garantire un affondamento più o meno veloce anche a parità di grammatura. La galleggiabilità è il rapporto zavorra/materiale galleggiante, che determina il movimento in acqua della bombarda, e indicato sulle bombarde stesse con una G e gr sta per grammi. Un G2 gr 8 vuol dire che fuori dall’ elemento liquido pesa 8 gr e dentro l’ acqua agisce come fosse 2 grammi. La pesca alla trota lago consente di sbizzarrirsi nell'uso di svariati tipi, colore e forme di esche, dal vivo al sintetico, dalla pastella artificiale attirante al pano e al mais anche se i le esche più usate sono le cane o i vermi intagliati in modo che nel recupero girino. Si può usare anche il galleggiante ed un ottimo link per vedere tale tecnica è:



Sempre al sito: https://www.macinator.it/ potete trovare descritto tutto sulla trota lago meglio di quello che ho fatto io.
Naturalmente si può pescare a spinning e vi ho preso 2 trote in mattinata, a mosca o semplicemente a fondo ove quel giorno ho preso altre 8 trote e direi stranamente visto i miei pochi trascorsi in detti laghetti.


Non sto a descrivere i pesci presenti e tutto il resto dato che potete vedere il tutto al sito: http://www.lagobetulle.it/ da cui prelevo anche qualche foto.














La pesca alla trota in laghetto è oramai conosciuta da tutti e in codesto lago è stata immortalata dal leggendario Gino Soffritti nel video: 
https://www.youtube.com/watch?v=y2MhK0QyjHE

Facciamo al proprietario il signor Sandro che è fra l’ altro uno dei fondatori dell’ Assolaghi (http://www.assolaghi.it/) invece alcune domande
-Avete un piccolo negozio di pesca?
 Si, ed effettuiamo anche riparazioni




-Avete un servizio sponde per esche e viveri?
 Si, al sabato e domenica solo per bere e panini

-Quanti kg di trote immettete ogni settimana?
 Dai 700 ai 1000 kg provenienti da allevamenti appennini, bresciani e dell’ est Italia. Puntiamo molto sulla qualità. Le trote vengono tenute vive in un apposito vascone.





-Solo iridee od anche fario?
Sopratutto iridee, fario e salmerini solo da ottobre a aprile
-Immette trote anche di grossa taglia?
Si?, sino a circa 7-8 kg.
-Quali sono i record di peso per le varie specie presenti nel lago?
 Trote 8 kg., carpe 15 kg., amur 18 kg.,pesce gatto 18 kg., persico spigola 4 kg., storioni 10 kg., temolo russo 40 kg.
-Come si pesca il temolo russo?
Bella domanda (con molta fortuna)


-Quali sono le specialità culinarie del ristorante annesso? Al ristorante ha anche tavoli all’ aperto.



 Lumache, rane, trota in caore (carpione piu’ dolce), trota marinata
-Un accompagnatore(accompagnatrice) può mangiare e se affermativo a quale costo?
Si, esiste un menu’ a € 10,00 tutti i giorni compreso sabato e domenica (con una scelta tra 4-5 primi-4-5 secondi ¼ vino o acqua, caffe’
-Si possono trattenere tutti i pesci catturati (anche di diverse specie) o vi è un limite?
Si?, si possono trattenere con un limite di 20 kg. Per le trote e 5-8 kg. Per il pesce bianco come da tabella esposta entrata lago.
Cani al guinzaglio. Infatti noi avevamo al seguito il nostro Jack Russel Cavedano (si’ l’ho chiamato col nome di un pesce che è anche oramai da 2 decenni anche mio Nick Name in internet)



 Intervista al proprietario che potete vederla a schermo pieno in You Tube al link:

 https://www.youtube.com/watch?v=-H2_oDUS3JU

Mangiamo Mocetta Ossolana, trota in caore, e coregone alla griglia e poi nel pomeriggio mi metto a pescare a fondo dove appunto prendo stranamente 8 trote.



Altri filmini miei in You Tube sul lago in questione

https://www.youtube.com/watch?v=9Gk3iDQUt7I

https://www.youtube.com/watch?v=YLUd8YjVab0

Altri filmini:
Come raggiungere il lago: Uscire dalla Voltri/Sempione al casello di Baveno e girare a destra costeggiando il lago Maggiore fino a Feriolo e dopo…dopo visto che siamo in internet andate in un sito di mappe e mettete “ Feriolo, via Arnold”
Cosa vedere: Il lago Maggiore è già uno spettacolo ma consiglio la visita a Villa Taranto (http://www.villataranto.it/)
e alle Isole Borromee (http://www.lagomaggiore.net/blog/isole-borromee/)




11.08.2016

Pesci predatori in frenesia alimentare

Testo di Marco Altamura-Foto di Marco Altamura e Walter Scandaluzzi



Mutuare un termine preso in prestito dai documentari che trattano le abitudini dei grandi predatori pelagici come gli squali e le orche può sembrare eccessivo , ma con le dovute differenze dei diversi ecosistemi in cui vivono , è esattamente ciò che accade anche nelle acque interne per i relativi predatori che le abitano in un determinato periodo dell’anno . Nessuno “spinner” infatti degno di questo nome sarebbe disposto a rinunciare ad insidiare i vari predatori presenti in laghi e fiumi nostrani in questa magica stagione . Il periodo temporale al quale mi riferisco è quello susseguente al grande caldo estivo ed è identificabile nei mesi di settembre, ottobre e parte di novembre quando cioè la temperatura dell’acqua cala di qualche grado e tutta la folta schiera di predatori delle acque dolci si mette sul piede di guerra per fare letteralmente razzia di tutto ciò che è commestibile e per riuscire a far fronte alla lunga stasi invernale quando la bassa temperatura delle acque rallenta di molto il metabolismo corporeo dei pesci e di conseguenza anche la loro attitudine predatoria . Per una volta durante tutto l’arco dell’anno abbiamo a nostra disposizione la folta schiera di predatori disponibili nelle acque nostrane : dagli autoctoni cavedani , persici reali
, lucci italici ( ci sono anche le trote fino a quando  il periodo riproduttivo non ne vietasse la cattura cioè generalmente la prima domenica di ottobre) )
, agoni , fino agli alloctoni aspi , lucioperca , lucci nordici , siluri e black bass.  C’è di che sbizzarrirsi così da accontentare tutti i lanciatori che dal Piemonte alla Sicilia e isole comprese possono finalmente dedicarsi in santa pace alla loro disciplina preferita senza dover incorrere negli elementi di disturbo tipici del periodo estivo come bagnanti , chiassose imbarcazioni , sagre paesane varie , regate veliche , ecc…
Come spesso accade , non è tutto oro ciò che luccica , così starà a noi saper scegliere l’ambiente giusto per insidiare il predatore di turno , oltre al fatto di trovare le condizioni ottimali dei corpi idrici ( livelli e grado di trasparenza delle linfe)  e dei fattori atmosferici  (manifestazioni temporalesche piuttosto che repentini abbassamenti della pressione atmosferica prima di un fronte freddo ) per far rendere al massimo questo fantastico stralcio di autunno . L’esperienza maturata sul campo in quasi mezzo secolo di spinning mi porta ad effettuare scelte che si dimostrano corrette anno dopo anno , al pari con l’alternarsi inesorabile delle stagioni ; nell’ultimo decennio tuttavia queste scelte sono risultate più difficoltose in quanto il progressivo processo di “tropicalizzazione” che ha interessato tutti i Paesi europei e non solo ,non ha risparmiato il nostro amato “Stivale” dando vita a fenomeni estremi quali grandi siccità alternate a periodi di piogge torrenziali con tutto ciò che ne consegue .
 Anche i pesci quindi fanno fatica ad adattarsi a questi lenti ma inarrestabili cambiamenti ed inevitabilmente variano anche le loro più radicate abitudini . Diciamo comunque , per tracciare una linea di condotta di massima , che con un andamento climatico regolare e con l’assenza di fenomeni catastrofici , possiamo identificare con la stagione autunnale il periodo più favorevole dell’anno per insidiare i nostri predatori a spinning . Chi ha seguito negli anni i miei articoli prima cartacei sulle più importanti Riviste di settore e poi sul Web in vari blog sa che solitamente frequento le acque piemontesi del lago Maggiore
ed è  proprio in queste acque che in autunno realizzo le mie più importanti catture ; di volta in volta mi dedico all’insidia del persico reale , del black bass e del luccio ed il bello sta nel fatto che in questo magico periodo possiamo ritrovarci attaccati ai nostri artificiali i pesi massimi della specie .
Immagine di repertorio
Anche il 2016 non ha fatto eccezione e così ho avuto modo di effettuare diverse uscite armato di tutto punto alla ricerca di qualche pesce da fotografia ; attrezzatura completa Rapture con canna Intruder , mulinello SX-1 e vari artificiali della vasta gamma prodotta dalla Casa di Bianconese insieme anche ad alcuni artificiali auto costruiti . In un’uscita di metà ottobre ho deciso di dedicarmi all’insidia di pesci di taglia così , dopo aver scelto un paio di spot promettenti , ho lasciato da parte le tecniche “finesse” e mi sono messo al riparo da spiacevoli e cocenti delusioni caricando il mulinello con del trecciato di spessore mm 0.16 con un terminale in nylon di spessore mm 0,305 e minuteria metallica “very strong”.
Così combinato mi sono recato sulle sponde del Maggiore in luoghi da me ben conosciuti ed ho iniziato a scandagliare le acque con un classico minnow dall’assetto affondante del peso di 32 gr. chiamato “Super Dexter” sempre di Rapture ; con questo artificiale ho effettuato una serie di lanci a raggiera attuando un recupero lento che permetteva alla mia insidia di rimanere a contatto con il fondale . Di tanto in tanto alternavo al recupero lineare alcune jerkate che facevano sbandare vistosamente il minnow creando movimenti disordinati e bagliori di luce molto accattivanti . Il primo spot da me visitato non dava alcun risultato così ho deciso di spostarmi più a nord in una spiaggia sassosa a media granulometria dove in estate ho effettuato diverse catture di bass ; qui lo spot completamente diverso dal precedente mi obbligava ad un approccio differente : la spiaggia con fondale digradante fino ad un massimo di due metri di profondità mi suggeriva l’utilizzo di uno spinnerbait da mezza oncia ( 14 gr. ), lo Sniper Single Blade sempre di Rapture con il quale ho iniziato dapprima  a perlustrare gli strati superficiali dell’acqua  per poi finire con un recupero “slow rolling” a stretto contatto con gli ostacoli del fondo ; dopo circa un’ora di questi tentativi registravo solo due attacchi da parte di altrettanti bass di piccole dimensioni prontamente slamati e rilasciati .
Mentre mi prendevo una pausa per meditare sul da farsi , i miei occhi e le mie orecchie venivano rapiti da una fragorosa cacciata verificatasi a galla a circa trenta metri dalla mia posizione ; istintivamente cambiavo l’artificiale estraendo dalla mia tackle box un minnow lipless da nove centimetri per 16,5 gr. di peso , lo Slash Stick sempre di Rapture . Questo minnow privo di paletta direzionale e dall’alto coefficiente di penetrazione nell’aria mi consentiva lunghissimi lanci così da poter raggiungere la zona interessata dall’attività predatoria alla quale avevo appena assistito . I primi lanci non fruttavano niente e così decidevo di attendere la prossima cacciata , se mai ci fosse stata , per poter lanciare immediatamente in zona il mio stick con finitura “clown” di un colore  giallo acceso .
Il lago era tornato di nuovo calmo così da permettermi una perfetta localizzazione qualora si fosse verificata un’altra scorribanda del predatore che così ad occhio e croce ipotizzai trattarsi di un grosso black bass intento a rimpinguare le sue scorte di proteine in previsione del lungo inverno .
Finalmente dopo circa dieci minuti di attesa si verificava ciò che con tanta bramosia stavo aspettando : sempre ad una trentina di metri da me vedevo schizzare letteralmente fuori dall’acqua una schiera di piccoli gardons atterriti che scomparivano in un grosso gorgo a galla causato dal predatore . In un attimo effettuavo il lancio e posizionavo la mia insidia a circa un metro di lato all’atto predatorio del presumibile grosso centrarchide ;  avevo appena il tempo di riavvolgere poche spire di trecciato che percepivo in canna un colpo sordo e subito dopo vedevo a distanza il grosso pesce esplodere a galla in uno dei suoi funambolici salti . Era un bass !
Mi sentivo abbastanza sicuro della presa che le ancorine avevano fatto nell’apparato boccale del pesce così da poter assecondare senza troppi timori tutte le scorribande e le evoluzioni che il pesce stesso compiva prima di arrendersi . Dovevo solo prestare attenzione alle numerose boe posizionate in zona ma , forte del terminale di spessore mm 0,30 ,potevo forzare senza alcun problema fino a condurre il pesce ad adagiarsi su di un fianco a poca distanza da me . Lo afferravo per la mascella inferiore e con l’aiuto del boga-grip ne determinavo il peso : si trattava di una femmina di black bass di kg 1,600 che aveva attaccato con ferocia la mia vistosa insidia ed ora , dopo le foto di rito , si apprestava a tornarsene nel suo ambiente naturale .
Questa bella cattura meritava certo un momento di relax concomitante con il fatto che nel frattempo il tempo stava cambiando radicalmente : da cielo sereno della prima parte del pomeriggio si stava giungendo ad una situazione di cielo perturbato caratterizzato da una fitta pioggerella fine ma battente che lasciava presagire nuovi e proficui scenari piscatori . Così , animato da rinnovata fiducia , decidevo di spostarmi verso un altro spot che avevo visitato nei giorni precedenti senza apprezzabili risultati ; qui negli anni avevo effettuato belle catture di lucci di taglia e non mi rassegnavo all’idea che in questa stagione non avevo ancora nulla di interessante all’attivo . La sera prima avevo assemblato con vari e diversi componenti alcuni spinnerbait da mezza oncia e l’idea era quella di utilizzarne uno proprio per l’approccio di quello spot ; con lo spinner sono solito non utilizzare il terminale in acciaio perché questo verrebbe a disturbare l’equilibrio di per sé già precario di questa wire-bait . Così dopo aver optato per un doppia pala willow leaf/colorado con skyrt di colore nero e testina nera avevo deciso di effettuare i primi lanci in prossimità di alcune strutture in metallo ( pali di attracco ) dove gli esocidi amano sostare in corrispondenza del salto di profondità .
Appena presa visione dello spot , notavo immediatamente la presenza di una folta schiera di gardons
assenti fino al giorno prima posizionati ad un paio di metri dalla riva e, mentre il cervello dava meccanicamente impulso al braccio di effettuare il lancio , pensavo tra me e me : vuoi vedere che oggi c’è e lo frego? Lo spinner si tuffava in acqua ad una quindicina di metri dalla riva e dopo avergli fatto guadagnare il fondo mi apprestavo ad un recupero regolare intervallato ogni tanto da invitanti rallentamenti che lo facevano collassare verso il fondale mantenendo però in costante rotazione le pale ; quando l’artificiale giungeva nei pressi dell’imbarcadero avvertivo in canna un arresto brutale del recupero e istintivamente portavo una poderosa ferrata .
Attraverso l’acqua limpida scorgevo l’inconfondibile sagoma di un luccio di grande mole che cercava disperatamente con testate ripetute di liberarsi da quel “coso” che gli precludeva la libertà di movimento ; la potenza scatenata dal pesce ferrato a così breve distanza da riva faceva sì che tutta l’attrezzatura fosse messa a durissima prova in tutti i suoi componenti : la Intruder si rivelava una volta in più un attrezzo ottimale nei confronti dei pesci di taglia , l’ SX-1 con la sua frizione a regolazione micrometrica cedeva filo allorché il pesce ne richiedeva ed il finale teneva botta egregiamente alle sfuriate e alle ripartenze improvvise del grosso luccio .
Il problema semmai era quello di forzare oltre il limite per evitare che il pesce  finisse tra i pali del sotto riva ed inoltre la mia posizione sopraelevata di un paio di metri sul livello dell’acqua non mi facilitava certo le operazioni ; così combinato trascorsi una manciata di minuti con la precisa volontà di stancare il pesce per poi pensare a come recuperarlo , dato che si presentava il non indifferente problema di raggiungere il livello dell’elemento liquido . Fino alla primavera la terrazza della Società di navigazione del lago Maggiore era scoperta e quindi bastava scavalcare il parapetto per passare oltre e raggiungere l’acqua ; a luglio di quest’anno  purtroppo era stata edificata una copertura con relativi pilastrini in metallo e pareti avvolgibili in nylon che ne complicavano ulteriormente il superamento e mettevano a forte rischio la buona riuscita della cattura . Quando il luccio finalmente si presentava a galla adagiato su un fianco , decidevo ti tenere la canna con il braccio sinistro e con il destro e le gambe cercavo di superare gli ostacoli architettonici che mi separavano da quel sogno ; dapprima scavalcavo l’inferriata perimetrale e poi liberavo le pareti di nylon trasparente che andavano ad avvolgersi su un rullo posto vicino al soffitto . Facevo questa operazione per i quattro lati del manufatto stando sempre attento alle evoluzioni del pesce che portando allo sfregamento del trecciato contro il cemento avrebbe potuto facilmente riguadagnare la libertà . Sono stati momenti interminabili e non privi di pericolo caduta , ma quando finalmente riuscivo a liberarmi di quel malefico labirinto , riprendevo la canna con il braccio destro , scendevo lo scivolo in cemento e guadagnavo la tanto sospirata spiaggetta dove giaceva il grosso pesce . Con una sicura presa opercolare lo afferravo e mentre scoppiavo di gioia risalivo fino a livello della strada con la mia preda al sicuro . Subito si formava l’immancabile capannello di gente che tra lo esterrefatto e lo sbigottito si complimentava e scattava foto ; porgevo la mia digitale tra le mani di un ragazzo e mi facevo immortalare con la bella cattura .
Dopo una serie di foto scattate velocemente e la pesatura con il boga-grip ( cm 96 – kg 5.800 ) , liberavo il pesce dall’artificiale e , chinatomi sull’acqua , cominciavo una lunga operazione di ossigenazione del pesce che aveva accumulato stress per le fasi concitate del combattimento : tenendo la mano sinistra sotto la pancia e afferrandolo per la coda con la destra , lo muovevo avanti e indietro per far scorrere la maggior quantità d’acqua attraverso le delicate branchie . Dopo qualche minuto di tale operazione , il pesce con movimento autonomo riguadagnava le profondità del lago sparendo alla mia vista . Ancora una volta il “mio” lago Maggiore non mi aveva tradito e , anzi , mi aveva regalato un’emozione indescrivibile con le semplici parole .


Pescare nei laghi di Bertignano e Masserano (entrambi nella provincia di Biella)

Dal PDF (stranamente scaricabile) della provincia “” In provincia di Biella le acque gravate da vincoli particolari sono: ...