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9.02.2015

Parco Ittico

Parco Ittico Paradiso

Articolo dedicato ai gestori del Parco Ittico Paradiso ma anche alla LIPU, agli animalisti e a tutti coloro che si dimenticano che vi sono esseri viventi anche in acqua e non solo in terra e nel cielo.
Molti anni fà seppi che nei dintorni di Lodi ed esattamente a Zelo Buon Persico vi era un parco speciale cioè Un parco ittico!!
Non ci pensai 2 volte e nel fine settimana successivo assieme alla moglie e alla famiglia ci sorbimmo i 130 Km circa fra la mia residenza e Zelo Buon Persico.


La visita mi fece naturalmente venir voglia di pescare ma DIVIETO DI PESCA nel Parco ittico; a bellezza del luogo, che descriverò in futuro, mi indusse a scrivere un articolo per una delle 2 riviste di pesca di cui ero collaboratore cioè la storica PESCARE e Il Pescatore di acqua dolce entrambe di proprietà dell' Editoriale Olimpia fallito nel 2009.
Non certo per colpa mia  visto che un subdolo personaggio che lavorava per l' Editoriale ma aveva interessi anche online pensò di denigrarmi bene presso la direzione dato che criticavo nei vari forum  chi intralazzava subdolamente o diceva cose inesatte   in internet nel mondo della pesca incluso lui. E quindi ad agosto 2008 fui escluso dai collaboratori anche se ero uno con più articoli con anche 50-60 pagine ingombro (testo+foto (dimensioni delle foto a discrezione del capo redattore)) e persi quei 2500 euri medi che mi permettevano di non incidere nelle spese famigliari per il mio Hobby cioè la pesca ovviamente.
Non mi pento affatto visto che per me nella pesca viene  prima la verità ai soldi. E di verità in quel mondo ne sapevo,  visto che le spie vi erano nei vari club ed associazioni di pesca che nelle discussioni non intervenivano (per non litigare all' interno) ma poi mi mandavano messaggi privati...... E mi vanto di essere l’ unico che cerca di trattare la pesca a 360° con itinerari, tecniche, ambiente, associazionismo, leggi e quanto altro mi è possibile.


Ma tornando indietro a metà anno 2015 ci sono tornato con i miei migliori amici di Vimodrone(MI) e la loro figlia minore  ed eccomi qui' a dirvi ed ad illustravi il Parco Ittico Paradiso.


Detto loco è un’oasi naturale di 13 ettari circa cioè 130.000 mq, dentro  un bosco di  6000 piante più o meno . I canali che derivano da acqua sorgiva ospitano oltre  20 specie di pesci d’acqua dolce, dal piccolo pesce rosso alle bellissime carpe koi




, ai grandi siluri e storioni .La famiglia Acipenseridae comprende 28 specie di pesci anadromi e d'acqua dolce comunemente conosciuti come storioni, appartenenti all'ordine Acipenseriformes. Gli autoctoni sono Storione (Acipenser Sturio) Storione cobice (Acipenser Naccarii) Storione ladano (Huso Huso) Qualche specie tipo il luccio  è difficile da vedere in quanto tende a stare nascosta sotto erbe o tronchi  in acqua ;
Lucci-Foto di repertorio


Altre sono facilmente vedibili come le carpe, le trote e i cavedani che sono ovunque. Alcune solo autoctone cioè italiane mentre altre sono alloctone cioè di altri paesi e altre considerate acclimatate essendo alloctone ma in Italia da molto tempo.

Cavedani-foto di repertorio

Fra queste ultime citiamo la carpa o le varie forme di carpe originali cioè quella a specchi , quella cuoio e  derivante dall' Asia fin dai tempi dei romani ed alcuni dicono che anche la tinca sia come la carpa mentre altri ittiologici sono del parere che le tinche sono autoctone pure.
Tinca-foto di repertorio
Le carpe Koi cioè quelle dalle molteplici colorazioni hanno una storia particolare che può essere paragonata ai pesci rossi.
I carassi sono parenti delle carpe e si ibridano con loro dando origine a ibridi con 2 baffi (le carpe ne hanno 4 mentre i carassi nessuno). Quello che però importa è che qualche carassio ha sempre avuto del colore rosso, specie sulle pinne, e i cinesi già migliaia di anni facevano incrociare individui con quella colorazione arrivando ad avere i pesce rosso. Per carpe Koy si è seguito lo stesso procedimento arrivando ad esemplari da decine di colorazioni nello stesso individuo. Succede la stessa cosa per quei pesci dalle pinne anomali o dagli occhi enormi che vedete nei normali acquari cioè fanno incrociare individui collo stesso "difetto" fisico.
Altri e esemplari che si possono definire acclimatati dato che è oltre un secolo che sono ospiti delle acque italiane sono i pesci gatto, I persici trota (Black Bass il loro nome in USA).
Black Bass-foto di repertorio


Assolutamente autoctoni sono il Cavedano, il Luccio, Le trote fario, le Anguille, delle specie di storioni e salmerini se della specie Alpinus, il barbo e il persico reale dalla stupenda livrea e aggiungo io dalla bontà in tavola superlativa.


Alloctoni tutti gli altri fra cui il Siluro che è una specie da eradicare stante tutte le leggi italiane, Questo pesce originario dai paesi dell' Est è molto simile ad un  enorme pesce gatto per intenderci e sono stati catturati esemplari lunghi quasi 250 cm cioè 120-130 kg di peso nel medio basso Po e nei laghi di Mantova  ed ha invaso buona parte delle acque della pianura padana, del Tevere e dell' Arno basso.
Foto di repertorio
Non è il solo pesce con divieto di reimmissione dopo la cattura ma esso ha creato un  grosso impatto ambientale se pensiamo che è un predatore e prima della sua comparsa il predatore che raggiungeva il maggior peso nella nostra penisola era il luccio con rari esemplari fino a  20 Kg e rarissimi (e non certificati) oltre tale peso.
Luccio-foto di repertorio


Le trote italiche sono le fario e le marmorate; le iridee sono trote USA che non si riproducono nelle nostre acque e sono quelle che normalmente troviamo nelle pescherie;
Trota iridea-foto di repertorio
Vengono inseminate artificialmente; Il loro pregio è avere una buona carne ma sopratutto risultano le più economiche da vendere od immettere nelle acque.
Grossa iridea-foto di repertorio
Le trote salmonate non sono che iridee a cui danno un mangime contenente una sostanza che vi è nei gamberetti (che mangiano in natura); La stessa cosa è fatta negli zoo per i fenicotteri rosa altrimenti perderebbero la colorazione delle piume.  Le trote giapponesi credo (credo) siano derivate anche esse da manipolazione degli asiatici.


Alloctoni abbastanza recenti cioè arrivati da qualche decina di anni sono gli Amur detti carpe erbivore, i persici spigola o Striped Bass, alcune specie di storioni, salmerini Fontanilis e altre specie non presenti nel parco.


Vi sono anche degli acquari ma il punto più qualificante dell' intero complesso sono gli osservatori sotterranei cioè si scende sotto il livello dell' acqua , attraverso un vetro, si vede quello che succede nei canali....come essere davanti ad un grosso acquario.


Il parcheggio non è vicinissimo e per chi non vuole percorrere almeno 1/1.5 Km a piedi  vi è un trenino navetta che fa da spola fino all' ingresso e ritorno  dove assieme al biglietto vi danno anche la cartina.
Il biglietto d'ingresso al Parco nel 2015 costa:

10,00 € INTERO per adulti
8,00 € RIDOTTO per bambini da 3 a 13 anni
8,00 € COMITIVA (gruppi di minimo 15 persone) nei giorni FESTIVI
7,00 € COMITIVA (gruppi di minimo 15 persone) nei giorni FERIALI
7,00 € COMITIVA (scuole, oratori e centri estivi) tutti i giorni
7,00 € bambini sotto i 3 anni facente parte di scolaresche
6,00 € oratori delle diocesi lombarde (con tessera)
GRATIS per insegnanti e diversamente abili.
Residenti a Zelo Buon Persico in possesso di documento d'identità,
biglietto intero 5,00 € e ridotto 4,00 €.
Ma vi sono anche convenzioni con enti ed associazioni.
Subito dopo vi è il bar che offre servizio di tavola fredda durante la settimana e di tavola calda nel fine settimana e festivi. Vi è anche la possibilità di prenotazione per comitive a prezzi fissi.


Vi sono i campi giochi ed esattamente il Ponte Tibetano, i passaggi sospesi, gli scivoli e le altalene.



Vi è la voliera per Fenicotteri,
il bosco dei conigli, la fattoria  e tante altre cose per passare una giornata in pieno relax e far conoscere ai propri bimbi (ed anche a Voi stessi) parte della vita acquatica esistente in Italia e altro.


Non mi prolungo di più date che state leggendo dal vostro PC e quindi per sapere altro basta che andate al link: http://www.parcoittico.it/ e potrete trovare tutte le offerte del momento (magari leggete questo articolo nel 2016). 

Parco Ittico Paradiso offre dei prezzi agevolati per gruppi e scolaresche in collaborazione con compagnie di autotrasporti private che servono la Lombardia.

 Vi do solo dei video

https://www.youtube.com/watch?v=E0dhJkxZFiI


---https://www.youtube.com/watch?v=kaH_QASwV30



----https://www.youtube.com/watch?v=XzcK6N-z2OI

e gli estremi



Parco Ittico Paradiso
Via Dosso
frazione Villa Pompeiana
26839 - Zelo Buon Persico (LO)
Tel e Fax 02 9065714
email:info@parcoittico.it



8.16.2015

Blog di pesca: Fishing articles of old

Eccovi miei antichi pensieri risalenti ad inizi anni 2000 e scritti in spinning online di Giuseppe Boschetti e Michele Marziani  (http://pescambiente.blogspot.it/2015/04/pesca-col-marziano.html) 
Che potete anche leggere al link:

Ma senza foto_



---Pesca controcorrente


Quando dico contro corrente non intendo una forma di recupero contro la corrente dell'acqua ma semplicemente dico così per non intitolare il "pezzo giornalistico" malafede. Infatti intendo sfatare incominciando adesso una serie di luoghi comuni determinati anche dalla stampa giornalistica che mi sembrano fatte ad arte per vendere dei prodotti.
Cominciamo con il detto "il pesce vede il filo".
Ma se ho visto prendere cavedani con lo 0.22, barbi con lo 0.40, delle carpe è meglio non parlare su cosa abboccano e lo stesso per i siluri. Inneschi a passata un bel verme e prendo cavedani con il terminale 0.14-0.16. Innesco sullo stesso amo del 18 un bel bigattino e non prendo più niente. 

Quale è la deduzione logica allora: il pesce non vede il filo ma nota la differenza di caduta e di andazzo nella corrente del bigattino innescato rispetto a quelli usati per la pasturazione. Infatti il peso specifico dell'amo rispetto al bigattino è molto maggiore a quello di qualsiasi altra esca e l'attrito dell'acqua su un filo di "alto diametro" fa sì che il pesce ma forse dire il cavedano esclusivamente noti la differenza fra il bigattino innescato e quelli usati per la pastura.
Perciò sarebbe almeno logico quando si dice "il pesce vede il filo" mettere almeno delle virgolette e non fare credere alla gente che usare uno 0.06 in pesche diverse da quella destinata al cavedano in acque chiare sia meglio che usare lo 0.08-0.10.
Perché tanto ormai lo sappiamo tutti che molti pezzi giornalistici sono fatti ad uso e consumo delle case produttrici di materiale da pesca o di grossi magazzini.


---Aipo muovi il c….

Cosa fanno per la gestione delle acque i vari produttori & c. ?
Il 30 Giugno 2001, sono andato per volta a pescare con Giuseppe. Il luogo è stato il lago Ripalta ad Asigliano che vi propongo come itinerario TOP nell' apposita sezione. Un discreto numero di Black Bass aveva abboccato agli artificiali specialmente di Boschetti che è un "principe" di detta specie. Ma cosa c'è ne frega di quello che fate tu e il Boschetti direte voi? Il fatto è che detto lago è rimasto l' unico posto buono nel raggio di parecchie decine di Km! Qualche posto decente resiste e la nostra redazione fa del suo meglio per proporveli ma di posti direi "sicuri" nisba mentre fino a pochi anni fa………..Inoltre essendo anche consigliere e adetto CAGeP (coordinamento Associazioni gestionali Piscatorie) ho ricevuto in settimana delle e-mail da parte di gruppi (Pesca Ambiente di Fossano e Fly della Toscana) in cui mi si chiedeva aiuto od informazioni su come combattere le dighe e i prelievi idrici .La mia mente girava ed il mio spirito era sempre più malinconico al pensiero che più che più formare raggruppamenti di protesta (molti difficili da organizzare) e inoltrare denunce, senza molte possibilità di successo, non si potesse fare.
La pesca è allo sfascio! Inquinamenti vari che hanno raggiunto l' apice negli anni ""70 ma che seppur in modo "episodico" continuano ad esistere, alluvioni disastrose a causa di cementificazioni selvagge
, siluri e cormorani che non sono neanche classificati extra-comunitari con tanto di espulsione presunta e per buon ultimo una vera invasione di richieste per la costruzione di centraline idroelettriche stanno distruggendo quello che resta del patrimonio ittico italiano.
Le associazioni di pesca serie (non ci metto la FIPSAS fra queste) si stanno battendo ma più tanto non riescono a fare anche perché le istituzioni se ne fregano ed i verdi sono solo a caccia di voti e ben si sa che gli uccelli (niente battutine ironiche per favore) tirano di più dei pesci.
Ed allora cosa fare? Io ci ho pensato molto ed un buon vinello mi ha aperto la mente su chi ha più interesse che la pesca continui in maniera almeno decente.
Forse ci voleva poco, forse il messaggio non giungerà a chi di dovere ma
AIPO muovi il c…….
Chi è l' AIPO? Ma i produttori di materiale da pesca. Industriali e commercianti che vivono sulla pesca e che quindi si devono dare da fare per sostenere la stessa. Se la pesca è in declino anche loro sono in declino e quindi in nome di "DIO DENARO" di cui loro sono i più diretti benificiari SI DIANO DA FARE!!!!!!

---L' ora del terrore

Arriva l'autunno ma anche .......

Fino a qualche anno fa l'autunno era il momento che aspettavo con impazienza. Si avvicinavano le piogge autunnali e i pesci ritornavano a muoversi con frenesia alla ricerca delle larve trasportate dalle acque sempre alte . Ogni minimo calo di livello che permetteva di stare in pesca era un momento buono per fare belle catture di cavedani, barbi, lasche, savette, pighi e minutaglia varia. Avevo il mio bel da fare a stare dietro a questo e quel torrente per trovare i posti migliori assieme alla ricerca dei funghi chiodini che a me piacciono come i porcini. Qualche giorno di ferie era già riservato a ottobre fin dall' inizio dell' anno.
Ora invece arriva "
l' ora del terrore"! Le pioggie si abbattono più copiose e in minor tempo che prima; Fiumi e torrenti trasportano masse d' acqua incredibile che travolgono tutto, pesci compresi, incanalate come sono da cementificazioni scellerate e non trovando più casse d' espansione naturali vanno a fare distruzione dove è più labile la protezione delle rive.
Laghetti a pagamento vicini a qualche corso d' acqua vengono spazzati via dalla furia delle acque e qualche pesce del Turbeistan, immesso come attrazione, và ad ingrossare la già lunga schiera di pesci stranieri che popola le nostre acque. 
E si grida alla calamità naturale ricominciando di nuovo a cementificare e a ritornare sugli errori di prima. Ma di errori si tratta o di soldoni?
Da più parti infatti si è segnalato l' inutilità di massicciate da tutte le parti e invece si continua sulla stessa strada. Allora viene da pensare che Verrà fuori anche "massiciata pulita" fra un po'. Guariniello ittico DOVE SEI?
Inoltre a chi danno in appalto sti' lavori; ho visto lame spianate con la ghiaia, l' altro giorno ho sentito che nel Po a Casale con le ruspe

buttavano le piante in acque adirittura! A Cameri vi è una diga di pietre sul Ticino per dare acqua al Naviglio Langosco. Quando il fiume và in piena la diga logicamente crolla, vanno le ruspe a risistemarla e tutti si pensa che mettano le pietre del fiume. NO, la rifanno con ghiaione! Cosi' altri EURO anche per la ghiaia senza contare che essendo di poco peso và a tappare i buchi e le lame del tratto seguente del fiume. A Formigliana sul Cervo hanno fatto delle risaie a 50 mt dal torrente e una bella massicciata a protezione della risaia. Ripeto: A protezione della risaia!!!!!!
E il vero terrore deve ancora incominciare!!!!!!
Le temperature dopo si abbassano, l' acqua torna normale ed ecco apparire LORO, 
I terminator alati.
A migliaia si abbattono sui sopravissuti e ne decimano le file in maniera impietosa ed anzi si pavoneggiano di fronte a esseri dalle due gambe che si credono fautori della verità assoluta in campo ambientale e che comunemente si fanno chiamare verdi. 

Ma il loro vero colore sarebbe il 
grigio come la nebbia che ofusca il loro cervello e fa considerare degli uccelli alloctoni meglio dei pesci.
A Sondrio ai maledetti (non oso neanche nominarli) gli hanno sparato. E dalle altre parti ? Perché gli uffici Pesca-la FIPSAS-le associazioni non si attivano anche loro con una seria campagna contro questo fragello alato che ha dato il colpo finale alla già depauperata fauna ittica del nostro continente?



I canali vanno in asciutta e se non sono gestiti da associazioni chi pensa a salvare i pesci che si sono immessi? Tu, amico pescatore, forse che non sai neanche quando e dove?
TU PAGA E ZITTO!!!!!!
Anche perché sono capaci di fare anche nella tua regione una legge regionale come quella lombarda nuova dove non hanno stabilito subito le misure minime e i periodi di divieto demandandoli a dopo con il risultato che non si sa se attualmente (settembre 2001) valgono quelli di prima o adirittura non ci sono.
E della storia che in una riserva di caccia, anche le acque nella riserva, in periodi di caccia, diventano riserva anche loro che ne dici amico pescatore?
Non la so bene però sembra che ci sia in discussione anche questa!!!


_---Basta con stè trote

BASTA BASTA BASTA BASTA CON STE' TROTE!

Ma possibile che nel mondo delle acque esistono solo trote!

Io personalmente preferisco e di molto prendere prendere un bel barbo o un bel pigo che quattro trote di cui cinque sono di immisione. 
Non capisco sinceramente questo accanimento alla ricerca della trota; alla ricerca della trota autoctona da parte dei "Puristi"; non capisco tutto quello spendere di soldi da parte di associazioni, province, ecc. allo scopo di tentare di salvare ceppi autoctoni di trota. 
MI SEMBRA UNA BATTAGLIA GIA' PERSA IN PARTENZA. 
Io amo prendere tutti i tipi di pesce e faccio distinzione di essi sulla capacità difensiva di una specie rispetto all'altra oppure alla difficoltà di cattura.

Ebbene devo dire che la trota iridea ha notevoli capacità difensive ma il grosso difetto di essere alloctona e secondo me di essere una preda molto molto molto facile da catturare per un pescatore di media esperienza.
Altresì la cugina fario vanta una più difficile abboccata se disturbata (è molto più diffidente sarebbe meglio dire) ma una difesa meno agguerrita. Il preferire l'immissione di una o dell'altra specie dipende attualmente solo dalle leggi e dal costo minore dell'iridea rispetto alla fario visto che ambedue (salvo rari casi) risultano sterili nei soggetti di allevamento.
Il problema stà proprio qua: Sono STERILI al 99% tutte le trote o "cattive madri"  e quindi neanchè quelle che si salvano dalle mattanze post-immissioni non offrono nessun beneficio all' ambiente che loro presenza. E se per caso (non tanto per caso) sono immesse in acque normali fanno più danni che vantaggio.
Ma un barbo, che tira di più, ha l'aria più simpatica, è più economico anche vedendola sotto il punto di vista di una sua più probabile immissione (non è molto buono da mangiare) è forse da buttare via? 

MA PERCHE' ALLORA NON IMMETTIAMO PIU' BARBI O ALMENO PREMIAMO SUGLI ALLEVATORI PER LA LORO RIPRODUZIONE ARTIFICIALE LASCIANDO UN PO' PERDERE QUESTA BENEDETTA TROTA? 
MA POSSIBILE CHE I PESCATORI DEBBANO ESSERE CONSIDERATI TUTTI DEI "PEZZENTI" CHE NON HANNO I SOLDI PER ANDARE A COMPRARE 3 TROTE AL SUPERMERCATO PER MANGIARLE? 

E' appunto questa mentalità che bisogna cambiare

. Perdere qualche socio "avido" per una gestione più consona alle esigenze delle acque. Personalmente alla prossima assemblea APD chiederò di trasformare tutte le Fario in Iridee(Tanto è lo stesso) e con il risparmio immettere barbi-pighi ecc. Mi sembra il primo passo che possà fare come associato anche perché non sarebbe meglio tentare di ripolare i nostri disastrati fiumi con pesci meno pregiati ma di sicura riproduzione, che impegnino di più il pescatore alla loro ricerca, che lo facciano divertire alla loro cattura(tirare fuori un bel barbo è certamente "godurioso come agganciare una iridea e un cavedano bello tira come una fario) e che sicuramente inducano a una loro reintroduzione in acqua più una una "culinaria" trota? Le trote le lasciamo alla montagna e basta.

--Parità di diritti


E ora di pensare seriamente a piani di reintroduzione di TUTTI i pesci !

Ieri sono andato prima sul naviglio di Ivrea, poi sul Sesia ad Oldenico e infine sul Rovasenda a Villarboit, alla ricerca di arborelline per la pesca con il vivo.
Ritengo che almeno a passata peschi decentemente (adesso mi porto dietro pure gli occhialie faccio montaturine da 10-12 pallini per mezzo grammo ) ed allora come mai non ho visto neanchè un arborella? In questo periodo pochi anni fa le arborelle ti becchettavamo sul mais adirittura!

E NOI PENSIAMO ALLE TROTE?
Ho preso 2 cavedani medi (reimessi) nel Rovasenda ma manco un vaironcello, un gobione, un barbetto (quello finiva nel mio acquario ) E noi pensiamo alle trote?
Nel Sesia l' acqua era limpida; Ho visto 4 grosse carpe di un 5-6 kg. ma manco un vaironcello, un cavedanello ecc E NOI PENSIAMO ALLA TROTA?
E ora di pensare seriamente a piani di reintroduzione di TUTTI i pesci che stanno subendo gravi regressi e non solo pensare alla Trota a cui anch'io ambisco ma come normale preda e non in una visione "soave" di essa.
Il pescatore deve capire che non esiste solo la Trota come preda seria da reimmettere e pensare ad equilibrare un ambiente perduto. Perché và da sé che è inutile salvaguardare la Marmorata se poi essa non trova il cibo preferito (i piccoli vaironi). Cosa mangia stà poveretta poi?
Basta con le aperture dove si immettono tonnellate di Trote Sterili che dopo 4 giorni sono già state tutte prese. Ed ai lucci non pensiamo? Qua tanto è lo stesso pensarci o no dato che anche se fosse non troverebbero più cavedanelli da mangiare.
BASTA BASTA BASTA CON STE' TROTE!!!!! NOI CAVEDANI associati CON I BARBI, le TINCHE (le carpe sono quasi al livello delle Trote), I PIGHI
, LE SAVETTE, I GOBIONI, LE ARBORELLE e i VAIRONI uniti in regolare associazione detta "i dimenticati" alleati della spett. ass "i dimenticati pregiati" che è formata da LUCCI, CARPIONI, AGONI,BOTTATRICI, STORIONI, CHEPPIE

CHIEDIAMO

PARITA' DI DIRITTI
















1.29.2014

Trote in cucina


Vi voglio parlare di come si cucinano le trote a casa mia ma… prima devo prendere qualcosa ed eccomi che mi attivo in una sera di luglio 2008 sul Cervo pedemontano e a spinning catturo 3 belle fario sui 25 cm. Quale miglior pesce per un degno pranzo che la trota?
Poi le trote fario dei torrenti hanno un sapore delicato che anche i nobili hanno sempre apprezzato. 



Dopo averle prese si abbia però cura di conservarle in un cestino di vimini con delle frasche e di pulirle appena a casa od addirittura sul posto se fa particolarmente caldo. Ritengo che le si apprezzi a pieno cotte in una padella col burro e poi irrorate di limone, magari con una insalatina come contorno.
Se appena di misura le si può anche lasciare intere e rigirarle ogni tanto mentre friggono oppure se più grosse è consigliabile fare dei filetti. Un buon vino bianco fresco è la bevanda che si accosta meglio a tutti i piatti di pesce e quindi anche a questo. 


Una variante detta Trote alla Mugnaia stà nell'infarinare i pesci, farli sempre friggere e poi irrorarli col succo di limone direttamente nella padella e continuare la cottura ancora per qualche minuto.
Io direi di evitare ricette con salse e quanto altro che tolgano il gusto primario della trota… una ricetta semplice-semplice… del resto io sono Walter il Cavedano… mica uno chef!!!

Video

Video sfilettatura trota 

Video sfilettatura 2 

Cervo Biella 

Cervo Biella 2 

Cervo Biella 3 

Trote bollano sul Cervo

Pescare nei laghi di Bertignano e Masserano (entrambi nella provincia di Biella)

Dal PDF (stranamente scaricabile) della provincia “” In provincia di Biella le acque gravate da vincoli particolari sono: ...