Con l’ inizio del freddo molti pescatori vanno nei laghi
a pagamento anche se a detta della vice presidentessa dell’ Assolaghi, dove
potete trovare tutti i laghetti associati in Italia e altro (http://www.assolaghi.it/index.php),
in un pranzo presso il suo lago cioè il Nuovo Lago Maggiore a Galliate (NO)
disse a me e agli altri commensali che la crisi economica faceva si che molta
gente appendesse la canna al chiodo sia in acque normali sia in laghetto.
Il laghetto ha anche bar e ristorante oltre a qualche
articolo da pesca. La signora è la moglie di Piero Fantinato proprietario della
Fattoria del Pesce .Articolo :
http://pescambiente.blogspot.it/2010/04/piero-fantinato-la-fattoria-del-pesce.html
Nei laghetti le specie ittiche presenti generalmente sono
storioni, Striped Bass, in qualcuno vi è anche qualche luccio, qualche trota
fario, anguille e carpa ma soprattutto trote iridee di cui qualche esemplare di parecchi Kg..
Si può benissimo pescare a spinning ove l’ esca è
generalmente un ondulante medio piccolo.
Ma la tecnica che rende di più è quella recupero
effettuata con bombarde, piombini, il vetrino,la Maracas, le sonar.
Le bombarde hanno dei numeri sopra per indicarne
l’ azione; Un G10 Gr 2 vuol dire che l’ attrezzo pesa 10
grammi ma in acqua agisce come se fosse pesante 2 grammi.
La pesca con il piombino
abbisogna di una canna con un’azione abbastanza morbida con un cimino molto sensibile; Questo sia per
poter trasmettere le vibrazioni all’esca che per poter meglio avvertire e
gestire l’abboccata e la relativaferratadel
pesce. La lunghezza della canna varia da poco meno a poco più di 4 metri e la
potenza di lancio tra 1 e 5 grammi. La lenza è composta ovviamente da una piombino,
una girella tripla ed un finale di lunghezza che varia dai 50 ai 120 cm. La
tremarella deve il suo nome al movimento che il pescatore esegue con la canna
ed stata inventata da Gino Soffritti con negozio in Verbania vicolo del Molino
N 11 Tel 0323 516091 sito:http://www.ginosoffritti.com/.
Gino Soffritti
La
cannaè caratterizzata da
numerosi anelli guidafilo strutturati per migliorare le prestazioni nei lanci
di piccole zavorre. Il movimento tremolante della canna abbinato a
un recupero a scatti faranno diventare la nostra esca irresistibile. L’esca avanza e si ferma in rapide sequenze, a
scatti continui paragonabili a quelli di un animaletto in fuga. Se a questo si
aggiunge la rotazione e una certa variazione di velocità degli scatti, capiamo
da soli che verrà fuori l’istinto predatorio della trota che aggredirà
sicuramente la nostra esca.
Il Saltarello ricorda
molto la Tremarella; L'avanzamento dell'esca avvenire in superficie o sul fondo
e si ottiene spostando la canna verso l'alto. Nel frattempo il mulinello non deve girare. Diventa attivo a fine corsa
della canna, per riavvolgere il filo mentre l'attrezzo ritorna velocemente in
posizione iniziale. L'effetto "tremarella" va prodotto quando si sta
sollevando la canna verso l'alto. Il saltarello è indicato in superficie o a
mezz'acqua quando le iridee sono scarsamente attive e quindi in inverno con
pesci sul fondo o vicino alla riva.. Tuttavia il saltarello si esprime al
meglio in inverno, quando le trote stazionano sotto sponda e attaccate al
fondo.
Per le “Maracas” il recupero vale sempre la solita tecnica
della tremarella con la differenza che si deve effettuare un recupero
molto lento e a volte alternato anche a interruzioni di breve tempo;Quando la
trota abbocca ci si ferma completamente sia con la canna che con il mulinello
attendendo la solita partenza decisa del pesce per poicon un
colpo secco .
Le “sonar” sono dei
piombini a forma allungata della lunghezza di circa 6 – 12 mm da un sonar all’
altro una piccola molla metallica che ha la funzione di distanziare i piombi
fra loro e farli rimbalzare e quindi allargare tra loro durante il recupero a
tremarella.
Le trote in autunno
generalmente stanno a galla o poco sotto e le insidieremo con tecniche
veloci.
In inverno si posizionano a
galla o a metà del fondo vicino a riva e sono più lente e quindi le tecniche da
usare, sono la penna di pavone e il saltarello, e qualche piccola bombardina
per pescare a fondo se la profondità del lago non è eccessiva. Le esce da usare
sono: doppia camola, verme e camola, tebo.
In estate troveremo le trote solamente nelle cave di dimensioni medio/grandi e con
profondità piuttosto elevate .
Durante questa stagione,
le trote tendono a sostare in prossimità del fondo, ed in mezzo al laghetto
sportivo. Bisognerà quindi praticare una pesca lenta, in profondità, con la
bombarda (da G8 in su. Come innesco, una doppia camola del miele, oppure
pastelle e gommini di varie dimensioni e colori.
In primavera e trote si svegliano dal torpore invernale e dunque in questo
periodo è quindi consigliata la solita tremarella. Se si devono raggiungere una
lunga distanza allora è consigliato una pesca con delle bombarde gallegianti
(da G0 a G4) che possono andare dai 6gr fino ai 30gr.
Per questo tipo di pesca
l'innesco va molto curato usando un Kaimano solo, interamente innescato, oppure
camola-camola, o Kaimano-camola. Le esche possono essere molteplici e cioè
camole bianche o colorate, tagli di verme grosso,pesciolino morto, Kaimano,
Tebo ecc ecc…basta che giri nelle tecniche a recupero.
Trancio di verme + camola
Ovviamente il cestino è
determinato dall’ abilità del pescatore e dalla quantità di pesce immesso dal
gestore.
Per approfondimenti consiglio il sito: http://www.macinator.it/
Video –Gino Sofritti spiega la tecnica della Tremarella
inventata da LUI permetto gli di essere un vero e proprio mattatore nelle gare.
Ad onor del vero eravamo un po’ indecisi se scrivere questo articolo o no e come farlo. Non si trattava certo di “filosofia” cioè che una parte dei pescatori non intende la pesca in laghetto come vera pesca; la perplessità era rivolta se trattare questa tipologia di spot nella sua interezza oppure no; farlo voleva dire trattare tutte le stagioni e anche tutti i pesci presenti generalmente in queste ex cave (generalmente infatti i laghetti erano cave di estrazione inerti) che non sono solo trote (quasi tutte iridee con qualche fario) ma anche carpe ,lucci, talvolta anche Striped Bass, detto Persico Spigola, e in special modo storioni negli ultimi anni.
Abbiamo deciso di farlo riguardo alle trote invernali perché è consuetudine che proprio nel periodo freddo molti pescatori non sapendo più cosa pescare nelle acque “libere” si diano alla frequentazione di tali spot e si uniscano agli abituè. E’ una mentalità sbagliata dato che gli esemplari migliori come taglia, anche di ciprinidi, si catturino col freddo. Pochi ma grossi…..
Ma le cose stanno cosi e quindi dedichiamoci alle nostre trote “pollo” come vengono definite tante volte le iridee. Trote pollo?
In effetti ci sono delle volte che esse si comportano come dei polli a cui appena si dà del mangime lo beccano; Ma questo avviene (ma non sempre) per le iridee immesse in torrente o canale. In laghetto la situazione si fa più complicata; specialmente per le “vecchie” cioè quelle immesse da un po’ di tempo e che hanno visto scorrere davanti ai loro occhi centinaia di esche e magari sono state allamate e perse una o più volte.
Andare a pesca in un laghetto e pensare di fare strage e una pia illusione che è riservata ai garisti più smaliziati. Tante volte anche loro hanno il loro bel tribulare; Abbiam visto una signora, nota garista del varesotto, chiamata a fare un servizio televisivo non riuscire a prendere un pesce colla abituale tecnica a striscio; Passata a pescare con galleggiante e uova di salmone come esca qualche trota l’ ha salpata ma molte di esse agivano come cavedani e sputavano quasi immediatamente. Boh!
Bisogna anche tener conto che il gestore ci deve guadagnare………
Bisogna calcolare che gli esemplari allamati e persi più volte si fanno furbi anche loro. Al di là di questo delle volte si possono ottenere un buon numero di catture con un po’ di fortuna ed abilità.
Vi sono diverse tipologie di laghetto a cominciare dalle dimensioni e profondità ed è quasi essenziale sapere dove abitualmente stazionino le trote. Comunque in inverno con giornate soleggiate e temperatura ancora decente hanno la tendenza a stare a galla e vicino alla riva incominciando i preliminari di quella riproduzione che non avverrà mai dato che è ben noto che nelle nostre acque le iridee non riescono a farla. E’ facile vedere che si rincorrono alla ricerca del partner.
Con temperature molto rigide, ghiaccio sulle rive , giornate nebbiose o nuvolose i pesci si portano sul fondo e nelle anse più riparate dal vento…ovviamente se c’è. Questo perché a 4° l’ acqua va sul fondo ed è ben difficile che alle altre profondità ci sia acqua più calda di quella. Ovvio che ci sono tante situazioni intermedie e variabili.
Prima di passare all’ attrezzatura vera e propria è bene evidenziare che stiamo parlando di pesca a basse temperature ed è quindi bene premunirsi di vestiario adeguato con scarponcini e calze pesanti ed avere gli appositi guanti tagliati per quanto riguarda l ‘indice e il pollice cioè le dita che maneggiano amo ed esca.
La canna da trota lago classica è quella adatta allo striscio e deve essere molto flessibile per fare in modo che ad ogni piccolo movimento l’ esca si muova. La lunghezza è attorno ai 4 metri; Qualcosa di meno per pesca “leggera, qualcosa di più per pesca “Pesante”. I garisti ne hanno decine e i dilettanti almeno 3.
Un principiante è meglio che si affidi ad un buon negoziante spiegando le sue esigenze anche di portafoglio. Ideale sarebbe avere un buon maestro seno bisogna “rubare” le malizie sul posto di pesca .Per i mulinelli consigliamo di non lesinare sul prezzo dato che l’ attrezzo nella pesca a striscio lavora molto e deve avere una buona meccanica. Rapporto di recupero almeno di 5:1 cioè 5 giri della bobina ogni giro di manovella.
Filo in bobina: Dallo 0.18 allo 0.22 da cambiare di frequente oppure…..perché non usare trecciati di piccolo diametro? Oramai nei laghetti è consuetudine immettere grosse trote anche fino a 5 kg e oltre e un trecciatino , specie se si pesca statici a fondo, è l’ ideale; I lanci saranno meno lunghi ma ci permettono finali di maggiori dimensioni e poi chi lo dice che bisogna sempre lanciare il più lontano possibile? Il terminale sarà di qualche decimo inferiore alla lenza madre e lungo 1-2 metri a seconda della situazione.
Ma cosa è questo striscio?
Lo striscio è una tecnica di pesca che vuole agire sul naturale istinto predatorio della trota. Nell'azione di pesca è paragonabile un po’ allo spinning e quindi si tratta di lanciare e recuperare ed anche “agitare” l’esca con la canna . Per attuare lo striscio si usa molto come piombo un accessorio di forma ovale più o meno allungata e con una lunga astina, di legno o plastica, detta Bombarda. La scelta della Bombarda giusta è determinante per l’ esito della pescata. Ogni singolo pezzo ha una sigla col peso (Gr) e colla “galleggiabilità” (G); Cioè una Bombarda “Gr 20 G 3” vuol dire che pesa sulla bilancia 20 grammi ma che in acqua la sua azione è come quella di un piombo di 3 grammi.
A complicare la scelta del principiante vi sono 3 “assetti”:
-Di punta: Avremo una bombarda “aggressiva” che sarà ideale per pesci in caccia. Quando è recuperata scende e risale diagonalmente a seconda dei movimenti che imprimeremo alla canna. Se si avverte l’ abboccata bisogna cercare di tenere il filo in tensione per evitare che essa trascini l’esca lontano dal pesce. Cessando il recupero scende di punta diagonalmente.
-Di coda : Col recupero lineare viaggerà piatta ma può venire deviata dalla linea retta di navigazione con movimenti della canna e variazioni di velocità. Anche qua mai mollare la bombarda se si avverte una tocca. Se rilasciata scende ovviamente dalla parte dell’ astina.
-Lineare; La bombarda avanza in maniera lineare. Se rilasciata scende piatta e lentamente.
Ma vi sono delle piombature vere e proprie costituite da catenelle di Styl: Le più usate sono quella dette “raggruppate” e “aperta”. La seconda è lunga 30-50 cm , con styl distaccati, per un peso variabile dai 2 ai 3 grammi circa. La prima invece vede gli styl raggruppati e pesa un paio di grammi in più.
Piombi in un unico blocco sono: Gli Slim, Superslim,Short.
L’ ultimo è tozzo ed è il massimo per pescare vicino al fondo o a galla con trote aggressive e molto veloci, il primo è allungato per pesca in superficie o a mezz’acqua ed infine per pesca a galla e trote svogliate e poco aggressive troviamo il Superslim di forma molto allungata.
Troviamo anche i “vetrini” che hanno le stesse azioni dei piombi sovracitati ma sono fatti di vetro appunto e che in acqua pesano il 40% in meno che in acqua e che quindi permettono lanci più lunghi.
L’esca in tutti i casi deve girare e la maggior parte delle volte si usano 2 camole; Una innescata per tutto il corpo e l’ altra solo per metà. Si può innescare anche solo una camola, le camole finte color naturale o colorate o il tronco di verme. Un ottimo innesco lo si può vedere nel seguente filmato:
http://www.youtube.com/watch?v=mzqVjh75eJE
Queste sono le tecniche più usate ma nulla vieta di fare una statica pesca a fondo oppure di usare il galleggiante. Questo ultimo meglio di forma allungata tipo la classica “penna di pavone” e se la profondità del lago lo richiede anche scorrevole. Con il galleggiante potremo sondare le varie profondità e mantenere l’ esca a quella che avremo più abboccate. Il “tappo” andrà zavorrato quasi del tutto con una torpille ;Generalmente si lancia lungo e si procede ad una serie di recuperi più o meno veloci e momenti statici.
Altri video sono facilmente vedibili andando su You Tube e immettendo parole chiave.
I salmonidi sono una importante famiglia appartenenti all’ ordine dei Salmonidae. Questa famiglia è presente in tutto l’emisfero boreale, nelle zone temperate e fredde e fino alle zone polari, sia nei mari che nelle acque interne. Sono stati largamente introdotti in tutte le parti del mondo con caratteristiche climatiche idonee.
Prediligono acque fresche e ben ossigenate.
Etimologia - Latino, salmo, -onis = pesci simili alla trota.
Il gruppo comprendeva originariamente soltanto salmoni, salmerini e trote. In base ad una più attenta analisi la famiglia è stata recentemente ampliata con l’inserimento delle specie appartenenti alle famiglie dei Coregonidi e dei Timallidi, riconsiderate come sottofamiglie. I Salmonidi risultano pertanto formati da tre sottofamiglie: i Salmonini, i Coregonini ed i Timallini.
Marzo 1999-Dora Baltea vicino Ivrea Kg 10.200
Al gruppo appartengono 11 generi con circa 66 specie, molte delle quali originarie delle acque europee od introdotte dall’uomo per scopi alieutici o commerciali.
Coregoni: La sottofamiglia comprende due generi e circa 70 specie, alcune probabilmente estinte. Solo due generi sono presenti nelle acque interne europee. In Italia sono presenti il coregone Lavarello e Bondella. Alquanto singolare è il motivo dell’ introduzione della Bondella. Furono prima introdotti dalla Svizzera i Lavarelli ma questi diventano anche un paio di Kg; Erano troppo grossi per le massaie del lago di Como e cosi’ furono introdotti i coregoni Bondella che arrivano all’ incirca a 6 etti .
Thymallinae.
Noto come Temolo è presente in Italia con le pinne di riflesso azzurre (autoctono) e quelle rosse (alloctono).
Salmonidae: La sottofamiglia comprende 6 generi e circa 108 specie,alcune probabilmente estinte. Tutti i generi, tranne uno ,sono presenti nelle acque interne europee.
Carpione
La trota assieme al Carpione (endemico del lago di Garda) e al carpione del Lago Fibreno sono i salmonidi presenti in italia. Il carpione del Garda è una specie che si nutre prevalentemente di zooplancton e, in alcuni periodi, di crostacei bentonici, raggiungendo circa 40 cm di lunghezza e 0,5/0.6 kg di peso.. L’habitat riproduttivo del carpione del Garda è costituito da acque limpide e ben ossigenate poste a profondità superiori a 50-80 metri e fino a 200-250 metri. Esistono due diversi periodi riproduttivi in ogni anno, che sembra interessino aree distinte del lago. Il Carpione del lago del Fibreno è un salmonide che non supera i 20 cm di lunghezza.
Carpione lago Fibreno
Ha abitudini lucifughe: predilige le acque più profonde del lago, dove solitamente staziona, ed è stato osservato in cunicoli sotterranei artificiali facenti parte di un mulino in disuso come riprova della tendenza a frequentare le acque povere di luce; ciò confermerebbe la credenza dei pescatori locali, secondo i quali il carpione del Fibreno vive almeno in parte dell’anno nel sistema carsico sotterraneo che alimenta il bacino lacustre. Per la riproduzione, che ha luogo durante un lungo periodo invernale-primaverile, utilizza come aree di frega substrati con fondo ghiaioso.
Ma anche per le trote troviamo in Italia diverse specie
Difficile definirne la classificazione esatta attraverso la livrea se non si è un ittiologo dato che è oggetto di allevamento e svariati incroci. Possiamo trovare la fario atlantica (alloctone) o quella mediterranea (autoctona) ed anche le macrostigma cioè trote endemiche di una tale zona come in Sardegna. Immessa da adulta molte volte non procrea o per meglio dire “è una cattiva madre”.
Essa è tipica dei torrenti di montagna e collina ma scende anche a valle incrociandosi colla trota marmorata.
La trota Fario
Caratteristiche: di forma allungata e affusolata ha una coda dal profilo rettilineo e molto ampia, grazie alla quale riesce a stare a lungo controcorrente con il muso verso monte per localizzare il cibo. Preferisce acque limpide, fresche e di conseguenza molto ossigenate. La presenza stessa di questo salmonide in un fiume ha indice spesso della buona qualità dell’acqua. Il colore della sua livrea dipende dall’ambiente in cui abita. In piccoli correnti sarà di colore bruno con numerose e vistose macchie rosse. In acque ricche di calcio invece ha una stupenda livrea color crema con una quantità minore di puntini rossi.
Dimensioni: variano a seconda dell’habitat. Nei grandi fiumi di fondovalle e nei grandi laghi pur superare anche i 4 kg di peso.
si ciba prevalentemente di insetti e crostacei. Raggiunta una certa età e una dimensione di tutto rispetto diventa esclusivamente carnivora e si ciba di piccoli pesci.
Inquadramento: La trota fario presenta livree diversissime all’interno delle sue popolazioni. Di solito, queste livree sono riconducibili a due ceppi principali di origine: il ceppo mediterraneo e quello atlantico. Per quanto riguarda il primo, si crede che sia “autoctono” e cioè che le trote di tale ceppo siano originarie della nostra penisola, ma non tutti gli studiosi sono d’accordo, tanto che molti credono che la trota mediterranea provenga da oltralpe. Il secondo ceppo, invece, è stato introdotto in Italia negli scorsi decenni con massicci ripopolamenti in fiumi e torrenti. Oggi, i due ceppi, si sono quasi totalmente ibridati, con una netta prevalenza della trota detta “atlantica” che risulta molto più resistente a condizioni di vita difficili rispetto alla trota considerata autoctona.
La trota fario di ceppo mediterraneo
Caratteristiche fenotipiche:
macchia preopercolare scura, ben definita, circondata generalmente da macchiettatura nera;
macchie opercolari non fuse e di forma irregolare;
macchie parr verdastro-azzurre lungo i fianchi riscontrabili anche in adulti di 5-6 anni;
livrea con macchie scure a forma irregolare, fitte e con disposizione casuale;
macchiettatura fine diffusa sui fianchi e sulle pinne dorsali e sulla pinna , corpo slanciato e snello, testa abbastanza grande.
La trota fario di ceppo atlantico
Caratteristiche fenotipiche:
assenza di macchie “parr” oppure grandi e non sul ventre;
punti rossi e punti neri con areola e disposizione regolare quasi geometrica, lungo linee e diagonali immaginarie;
macchie opercolari tondeggianti e mai fuse;
corpo relativamente tozzo, testa piccola.
Video sub trota L’incrocio tra i due ceppi
Caratteristiche fenotipiche:
numerosissime macchie rosse circondate da bordo bianco lungo la linea laterale;
numerosissimi punti rossi circondati da bordo bianco distribuiti lungo tutto il corpo;
macchie scure meno fitte sempre circondate da bordo bianco;
macchie parr presenti solamente lungo la linea laterale solitamente riscontrabili in giovani individui.
Marmorata
E' la trota dei grossi fiumi e torrenti di fondovalle che confluiscono nel Po in sponda orografica sinistra. Difficilmente è immessa da adulta. Livrea come dice il nome.Record saputo di 25 kg circa….ovviamente nella notte dei tempi. Secondi esperti è la specie più timida e paurosa.
Lacustre
Non è altro che una fario o una marmorata (pareri diversi degli ittiologi) che si immette in un grande lago e ha segni sul dorso a forma di “Y”. Da non confondersi colla lacustre dei laghi del Nord Europa e immessa in qualche posto. Record. In tempi antichi oltre i 20 Kg. In tempi recenti sicuramente un esemplare di 12 Kg nel Verbano, presa da un pescatore professionista pochi anni or sono.
Iridea ovvero la trota americana.
Salvo sporadici casi non si riproduce da noi ma è molto presente causa intense immissioni. E’ la trota che troviamo generalmente nei banchi di pescheria. E’ la più facilmente allevabile (fecondazione artificale), quella a più basso costo rispetto alle altre due. In qualche laghetto a pagamento sono presenti anche esemplari sui 10 Kg.
Generalmente all’apertura vengono immesse iridee o fario adulte. Essa avviene solitamente l’ultima domenica di febbraio o in alcune parti (Friuli ad esempio) l’ ultima di marzo.
Per i laghi alpini passiamo a giugno e la tratteremo a parte.
Le tecniche che si usano sono generalmente 3 cioè al tocco, a spinning o a mosca; Si può usare anche il galleggiante in luoghi idonei.
Innanzitutto dovremo idealizzare dove andare; possiamo andare in luoghi che siano stati “seminati” e di sicuro troveremo tanti colleghi mentre in luoghi che non lo sono la concorrenza sarà molto minore. Poi dobbiamo decidere se andare in minuscoli torrentizi, in torrenti di quota o di fondovalle o nei grandi fiumi come il Toce o la Dora Baltea. Le probabilità di cattura saranno maggiori più si salirà di quota ma minori come taglia.
Marmorata del Po
Dovremo avere stivali chiodati od almeno con suola antiscivolo, le speciali babbucce da infilare sopra le calze e non abbiate pudore ad indossare le mutande lunghe di lana, guanti con pollice ed indice tagliati e mettere nelle tasche del giubbotto gli “scaldini”(che potremo anche usare per i piedi). Pescare col freddo vuol dire “capottare” in partenza. Se intendiamo andare in posti colla neve o ruscelli scoscesi è meglio essere in due. Una scivolata non solo può compromettere la pescata ma anche la vita. L'occhiale polarizzato consente al pescatore di individuare le trote ed è quasi indispensabile.
Spinning
Più saliamo di quota, più troviamo trote di misura slanciata e allungata. Questo perché la maggior parte del loro cibo sono insetti, mentre verso valle e sul piano hanno a disposizione più cibo e soprattutto piccoli pesci da cacciare.
Avvertiamo subito che lo spinning rende meglio con acque calde e trote più propense ad inseguire ma ha comunque la sua validità anche all’ apertura. In commercio sono disponibili svariati modelli di esche artificiali. Si era soliti racchiudere queste esche in rotanti, ondulanti e minnows però ultimamente hanno sempre più preso piede anche le esche siliconiche. Quelle più usate restano le esche rotanti comunemente dette “cucchiaini”.
I motivi sono principalmente la maggior facilità d’uso e prezzo più accessibile delle altre oltre al fatto che vengono anche considerate le più catturanti. Si tratta di marchingegni realizzati completamente in metallo costituiti da un asse sul quale è infilato una zavorra e una e qualche volta due palette innestate direttamente oppure indirettamente tramite un apposito “cavallotto ad “U”. Alla base dell’asse viene inserita un’ancorina che si può sostituire con una amo singolo per le zone No Kill. Quelle innestate direttamente (Una volta solo la ditta Martin) sono considerati i migliori da parecchi anche se tendono ad ingarbugliarsi di più e a girare un attimo in ritardo. . Di relativa importanza è il colore della paletta e quasi nulle le decorazioni realizzate su di essa. A onor del vero in pieno sole andrebbero usati colori dorati (ma le fario rustiche in pieno sole non dovrebbero starci) e per il restante palette argentate. il potere attrattivo dei rotanti è legato, in gran parte, alle vibrazioni emesse e non ai colori anche perché girando viene una assieme tra il colore di fondo e i puntini o le decorazioni varie. Ma procediamo con ordine.
Una volta in acqua però, l’esca sfarfalla vistosamente anche durante la calata verso il fondo e non è raro riuscire ad agganciare qualche trota proprio in certi istanti coi tipo Martin.
La paletta può essere rotondeggiante (a goccia) o allungata (a foglia di salice). Quelle a forma di foglia di salice sono adatte per essere utilizzate in acque mosse ove c’è bisogno che il rotante, spinto in superficie dalla forza della corrente, riesca a resistere e stia il più possibile vicino al fondo. Quelli ovalizzati sono adatti ad acque tranquille. Tra tutti questi tipi di rotanti ce n’è uno strano. Ha la paletta a goccia inserita sul cavallerino, ma ciò che lo contraddistingue è la zavorra, cioè il corpo. E’ a forma di campana e ruota su sé stesso oltre a potervi inserire delle volte essenze aromatiche (ex Netts) oppure al suo interno ha delle piccole sfere di metallo in grado di aumentare l’intensità delle vibrazioni emesse. E’ il classico Vibrax, anche se, come ogni cosa ha molte imitazioni.
Ci sono poi i Tandem e cioè quei rotanti che presentano due palette, ma a dir la verità, per la trota, almeno pescando in torrente vengono usati poco e direi a torto. I siliconici sono da usare in pareti a strapiombo facendoli ballonzolare oppure nei casi disperati.
Mulinelli del N 1000 caricati con filo del 0.20 per i torrenti mentre saliremo a un N 2500 e filo anche del 0.28 per tentare trote grosse in fiumi di fondovalle.
La pesca al tocco
La canna sarà teleregolabile che dà la possibilità di fare arrivare l’esca proprio dove pensiamo sia la trota.
Questa canna dà la possibilità di pescare a diverse lunghezze: la possiamo bloccare a nostro piacimento con le apposite boccole. Arrivano anche a 13 metri ma diciamo che per un dilettante 8-9 metri sono più che sufficienti. Dovrà essere rigida per sentire meglio le tocche. La teleregolabile dà la possibilità di fare arrivare l’esca proprio dove pensiamo sia la trota.
Da www.robertobarbaresi.it
Questa canna dà la possibilità di pescare a diverse lunghezze: la possiamo bloccare a nostro piacimento con le apposite boccole. Questa canna ha la prerogativa di fare arrivare l’esca proprio dove pensiamo sia la trota diciamo quasi in verticale. Mai lanciare come con le bolognesi e al massimo fare piccoli lanci a pendolo.
Le lenze a corona sono chiamate così perché vengono realizzate con una lunga serie di pallini di piombo.
Data la loro particolare forma, in cui il peso, che può raggiungere anche i quindici grammi non è concentrato ma viene distribuito su un lungo tratto di lenza, offrono il vantaggio di ridurre moltissimo le probabilità d’incaglio sul fondo mantenendosi estremamente morbide nella discesa fra i sassi o gli ostacoli. Ecco le più note: La sua costruzione è molto semplice; sul primo spezzone di filo montate una girella del n.16 oppure fate un anello e montate un moschettone con girella sul filo che arriva dal mulinello.
Schiacciate N.8 pallini del 3.75 e montate la seconda girella n.16.
Sul secondo spezzone schiacciate N.10 pallini sempre della stessa misura ed infine mettete un'altra girella.
Da www.robertobarbaresi.it
Corona caricata
E’ costituita da uno spezzone di filo del 0,22 lungo un metro, su cui vengono fissati 22 pallini del n.4 del tipo extraduro. Devono essere schiacciati, partendo dall’alto, i primi 8 ad una distanza l’uno dall’altro di 6 centimetri; dal nono al dodicesimo a 5 centimetri e proseguendo poi con i restanti sempre a scalare fino ad una distanza di 1 centimetro. Agli estremi vanno montate due girelle dal n.12 al n.18 che permettono una migliore rotazione. Il terminale in genere deve essere tra i 10 e i 40 centimetri
Di Cesano
E’ costituita da uno spezzone di filo lungo circa un metro con diametro del 0,22, partendo dal basso, si schiaccerà 15 pallini del n.4 del tipo extraduro ad una distanza di 6 centimetri l’uno dall’altro. Il terminale è di 30 centimetri. Naturalmente, anche la corona di Cesano può essere modificata adattandola alle diverse condizioni di corrente, variando la misura dei pallini senza modificare la distanza.
Di ricerca
È costituita da uno spezzone di filo del 0,20, alle cui estremità ci sono due girelle del n.14, lungo intorno a un metro. Sullo spezzone di filo vanno fissati 30-40 pallini del tipo extraduro tutti della stessa misura ad una distanza di 2 centimetri l’uno dall’altro, gli ultimi otto in fondo un po’ più ravvicinati per rendere la corona più equilibrata e per mantenere meglio l’esca sul fondo. Il terminale deve essere lungo da 20 a 30 centimetri del diametro del 0,18.
3 girelle
La sua costruzione è molto semplice; sul primo spezzone di filo montate una girella del n.16 oppure fate un anello e montate un moschettone con girella sul filo che arriva dal mulinello.
Schiacciate N.8 pallini del 3.75 e montate la seconda girella n.16.
Sul secondo spezzone schiacciate N.10 pallini sempre della stessa misura ed infine mettete un'altra girella.
Seguono comunque quella da canale, ½ corona, concentrata corta, la caricata corta e da Bujet.
La spiralina.
È costituita da uno spezzone di filo del 0,20 alle cui estremità ci sono delle girelle per migliorare la rotazione, la zavorra è costituita da un filo di piombo avvolto a spirale su un tubicino di gomma cavo che permetta lo scorrere del filo. Il diametro del filo di piombo varia a seconda delle condizioni in cui ci troviamo a pescare, maggiore è il diametro, maggiore è anche il peso quindi una spirale corta ma tozza è ottima per correnti forti, invece se il filo è fine avremo una lenza che si adatta meglio ad acque tranquille.
Il Pallettone
Il pallettone o cicca, è una zavorra costituita da una sfera di piombo con al centro un buco per far si che scorra sul filo.
Naturalmente, il pallettone non è in grado di sostituire le altre lenze, ma è l’unico in grado di "bucare" la corrente portando l’esca tra i sassi e dove l’acqua è più calma. La montatura è semplicissima, costituita da uno spezzone di filo lungo intorno ad un metro di buon filo sul quale si infila un tubetto di plastica che ha la funzione di salva nodo (dato che il pallettone scorre sul filo rischierebbe di tagliare il nodo con la girella), oppure si schiaccia un piombino. Il terminale, del 0,18 può essere lungo anche 70/80 cm.
Galleggiante
Particolarmente indicato per la pesca a canna lunga lontano da riva. Sullo spezzone di lenza della corona viene messo un galleggiante a pera intagliato che sostenga il totale del peso. Può essere lanciato e controllato a distanza.
Mulinelli e fili come nello spinning anche se potremo scendere un po’ in alta montagna ove le dimensioni del la trota sono minori.
Come esche i classici vermi e camole oltre ai mortasassi e ai caimani e dove permesso al pesciolino vivo o morto.
Per la pesca al tocco vi rimandiamo anche ad alcuni articoli dell’ amico Roberto:
http://www.robertobarbaresi.it/spiraline_torrente.htm
http://www.robertobarbaresi.it/spiralina_yo_yo.htm
http://www.robertobarbaresi.it/pesca_pesante.htm
http://www.robertobarbaresi.it/prime_tocche_in_torrente.htm
http://www.robertobarbaresi.it/strategie_inizio_stagione.htm
Per la pesca a mosca niente di meglio che:
http://www.pipam.org/index.php
http://www.pescaconlamosca.it/strategie/apertura