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2.28.2010

Pesca nel lago di Como

I laghi e specialmente quelli grandi, hanno sempre un fascino particolare ed offrono la possibilità di unire svago, relax, cultura e pesca. Cosi, mentre Voi pescherete, i vostri eventuali accompagnatori, potranno farsi una bella gita in battello o semplicemente godersi il sole, se non vogliono fare shopping nella città lariana.

Il bacino di Como offre ampie possibilità di pesca a qualsiasi genere di pescatore, novizi ed esperti trovano pesci adatti alle loro esigenze e le tecniche praticabili sono parecchie. Si và dalla semplice pesca a galleggiante alle piccole alborelle (vige regolamento speciale) alla pesca col Mort Manieè passando per quella a Molagna e Tirlindana. Queste ultime sono da farsi con la barca e non sono certo semplici da eseguire e quindi adatte ad esperti. Pochi gli scivoli d’alaggio imbarcazioni, il principale è a Tavernola fraz. di Como, nei pressi dell’uscita dell’autostrada dei laghi (A9), altri più piccoli e con problemi di parcheggio sono a Como, in zona darsena S. Agostino e ad Argegno, nelle vicinanze del lido. Dalla barca possiamo anche insidiare i coregoni con la tecnica alla sonda.


Occorre una canna denominata “cannino” generalmente in monopezzo lunga circa cm.180 con un'azione di punta e un vettino sensibilissimo su cui monteremo un mulinello con in bobina uno 0.24 come nylon. Dopo aver trovato i pesci con l’ecoscandaglio (assolutamente vietato tenerlo acceso durante la pesca) o, se non l’abbiamo altre barche ci indicheranno la zona ove si calerà la lenza, composta di un'amettiera lunga dai 4 ai 7 mt. recante un massimo di 15 ami con imitazioni di chironomi e un piombo finale sui 10 gr. Detti attrezzi sono venduti nei negozi di pesca locali. Una volta che il piombo tocca il fondo si solleva molto lentamente per 25-35 cm. per poi dopo una breve pausa ritornare giù sempre lentamente. La mangiata di codesto pesce può essere violenta od estremamente delicata e ci vuole esperienza per ferrarli tutti. Una volta agganciato il pesce bisogna recuperarlo molto lentamente perchè ha un apparato boccale molto delicato, e una volta giunto in superficie, se allamato al basso dell’amettiera, bisognerà alzare il cannino con una prolunga realizzata dai primi 2 o 3 pezzi di una vecchia canna, dove lo si innesta a baionetta con il manico, consentendo di alzarlo di qualche metro, facilitando il recupero del pesce con il guadino.
Naturalmente con la barca tutte le tecniche sono più semplificate ma anche da terra si hanno buone possibilità. Buone zone sono il lungolago di Viale Geno, dove possiamo pescare le alborelle nella bella stagione, e con la presenza di queste, persici, cavedani e qualche trota con il vivo o a spinning, mentre nel periodo degli agoni, la passeggiata di Villa Olmo fa da padrona.


Per tutta l’estate e l’inizio dell’autunno, pescando in zona del Tempio Voltiano, possiamo insidiare lucciperca, anguille e persici pescando a fondo con il pesce vivo o morto, mentre chi vuole divertirsi con le tecniche alla bolognese o all’inglese, pasturando e innescando bigattini, la diga Foranea è il luogo adatto, cavedani, pighi, scardole, triotti, gardon, ecc., sono i diretti interessati.



Parlando ora di tecniche, possiamo dire che agendo a spinning con canna da 240-270 cm , mulinello N 2500 con in bobina uno 0.22 potremo insidiare persici reali, sandre e cavedani. Per questi ultimi sono ideali minnows di tutti i tipi fino anche a 9 cm di lunghezza data la taglia extra che il ciprinide raggiunge nei grandi laghi.


Oltre ai pesciolini finti, per la sandra, possiamo agire con i siliconici a forma di pesce con la coda piatta, agendo molto lentamente sul fondo quasi facessimo Mort Manieè. Il persico reale non rifiuta i rotanti, e, ricordiamo la vecchia tattica da effettuare sui fondali di sabbia o ghiaia fine, si lasci adagiare l’artificiale sul fondo e lo si faccia partire di scatto provocando una nuvoletta. Il “tigrato” avrà l’impressione che un piccolo pesciolino sia partito e scatterà sul cucchiaino. Tutti questi predatori sono certamente insidiabili anche col pesce vivo avendo cura di cambiare la dimensione dello stesso a seconda della specie che vogliamo insidiare. Le tecniche sono molte ma tutte di facile applicazione. Piombo a fondo di tipo allungato o bombarda e terminale di 1/1.5 metri col pesciolino attaccato, ogni tanto si sposta se non avviene l’abboccata, oppure, con galleggiante di buona portata non tarato completamente e cioè che regga il peso del pesciolino terminale. Per i persici reali è in voga uno strano sistema che prevede l’uso di un’amettiera detta scoubidou, con piccoli ami avvolti di un tubettino di plastica colorata, che agganciando un piombo terminale, con o senza adeguato galleggiante, viene lanciata in mezzo al branco d’alborelle. Con vento il tutto si agiterà da solo altrimenti dovremo muovere noi. Le alborelle abboccano agli “scoubidou” ed invece di recuperarle subito le si lascia in zona per vedere se qualche persico ingoia il tutto.


Per gli Agoni a Como si usa il solito sistema della speciale camolera, con piombo fisso a oliva e l’amettiera terminale. Fare attenzione a fermare il filo sul mulinello con l’indice per far distendere il tutto ed evitare ingarbugli. Non è possibile scrivendo di pesca a Como non citare il Sig. Roberto Cantaluppi detto “Ropino” che è stato forse il primo ad aver introdotto in Italia le tecniche della “Pesca alla sonda” per la pesca con la canna del coregone, e il sistema Drachkovitch comunemente chiamato “Mort Manieè”, per la pesca dei predatori con il pesce morto manovrato, diffondendole ancora oggi attraverso il Coregonia Club, con corsi e manifestazioni. Tra le specie ittiche, va segnalata la presenza di trote (anche se le vere lacustri sono quasi un ricordo), e ultimamente in base alle stagioni si pescano i salmerini con la tecnica alla sonda.


Curiosità:

Il Coregone Lavarello (Coregonus lavaretus), è una specie ibrida di altri coregoni ed esattamente: Wartmanni coeruleus ,Schinzii e Maraena , che fu introdotto nella metà del 1800 dalla Svizzera. Esso raggiunge taglie ragguardevoli e questo costituiva un problema per le massaie locali dell’ epoca e cosi, dal lago di Neuchâtel nella vicina Svizzera, fu introdotto il Coregone Bondella (Coregonus macrophthalmus) che oltre ad accrescere più velocemente ha una taglia minore più adatta ad essere cucinata e servito come porzione singola.

IL TESSERINO SEGNAPESCI

Il tesserino provinciale segnapesci è obbligatorio per la pesca nei torrenti e per la pesca ai coregoni con l’amettiera. In provincia di Como si può pescare con il tesserino rilasciato dalla Provincia di Lecco e viceversa.
Il tesserino ha una doppia finalità: facilitare il controllo del limite massimo di catture (per trote e coregoni 6 capi complessivi al giorno) e tenere sotto controllo l’andamento annuale del pescato.I tesserini segnapesci sono rilasciati gratuitamente e possono essere ritirati: vedere

Provincia di Como

LIMITAZIONI RIGUARDANTI LA PESCA DELL’ ALBORELLA

La pesca delle alborelle è permessa, esclusivamente nel lago di Como solo il giovedì, il sabato e la domenica, con le seguenti eccezioni:
· i minori di anni 13 possono catturare le alborelle in tutti i giorni della settimana; -
· la cattura di alborelle da usare come esca nella pesca “con il vivo” è ammesso in tutti i giorni della settimana, con l’obbligo di mantenere le alborelle vive in adeguati contenitori e con il limite massimo di 20 esemplari al giorno per pescatore. Durante il periodo di divieto di pesca dell'alborella non è permessa alcuna detenzione delle alborelle catturate, ma solo l'immediato utilizzo delle medesime con esca.
Ciascun pescatore può usare una sola canna da pesca, armata con un solo amo. E’ vietata la pasturazione. E’ consentito l’uso dello scoubidou per la pesca del pesce persico “con il vivo.

Licenza di pesca:
Il bacino antistante la città di Como, è denominato “Riserva Celesia”, si tratta di acque con diritti esclusivi di pesca, zona F.I.P.S., nelle quali la pesca è consentita con l’apposita tessera federale e naturalmente la licenza governativa



Info: -Provincia di Como - ufficio pesca - Via Sirtori 3 Como
tel 031 230111 031 570200 031 230334
Provincia di Como

Negozi:
-COMO: “L’Esca” via Lega Insurrezionale 24 Tel 031 3372193
-COMO: “Ropino” – via Asiago 25/b Tel 031 340979

ASSOLUTAMENTE DA VISITARE

A pesca in barca sul lago di Como

Walter Scandaluzzi

2.16.2010

La provincia di Novara

La provincia di Novara è una delle più ricche d’ acque della nostra penisola comprendo una porzione dei 2 grossi laghi Maggiore e D’Orta ed essendo stretta fra Il Ticino ed Sesia che fanno da confine in molti punti con altre provincie. Dentro essa nascono e scorrono per buona parte del loro percorso i torrenti Terdoppio e Agogna oltre a vari rii e fontane; innumerevoli e dalle diverse portate sono i canali di irrigazioni che danno acqua ai terreni di una zona dalla spiccata tendenza agricola rivolta soprattutto alla coltivazione del riso. Questo non vuol dire che troveremo pesci ovunque dato che innumerevoli sono i problemi legati alle acque e in primis le asciutte autunnali dei canali e la presenza da decenni del cormorano, inquinamenti vari. Sopperite in parte in parte le prime dai volontari di associazioni gestionali degli stessi canali, purtroppo irrisolto il problema degli uccelli ittiofagi. Tornando al riso è da sottolineare come il progressivo avanzamento di un nuovo tipo di coltivazione che prevede molta meno acqua della vecchia stia creando parecchi problemi alle falde acquifere e quindi ai numerosi fontanili.
Ma veniamo ad una analisi delle acque.

Laghi

Lago D’ Orta: Appartiene per circa la metà alla provincia ed il restante a quella di Verbania. Ha una area di oltre 15 kmq, un volume di 1.3 Km cubi, un bacino di 116 kmq con un tempo di ricambio dell’acqua di quasi 9 anni. La sua è una situazione strana ed emblematica di quello che può fare l’ uomo alla natura. Capace di regalare ai pescatori professionisti qualcosa come 7.000 kg di coregone, 5000 kg di trote di lago e molti altri pesci fino al 1927 si ritrova senza una anima viva ittica l’anno dopo causa un inquinamento della neonata ditta Bemberg che fa morire la fauna planctonica e conseguentemente il cibo per i pesci. Negli anni “60 l’ inquinamento aumenta anche. Verso il 1982 l’ inquinamento comincia a diminuire e un po’ di pesci persici reali dimorano nel lago specialmente dove si immettono i ruscelli che scendono dai monti circostanti. Fra il 1989 e il 1990 si effettua una operazione di liming immettendo nelle acque 15.000 tonnellate di carbonato di calcio per diminuire l’acidità dell’ acqua e la cosa riesce bene. Attualmente la situazione è abbastanza buona e si registrano catture di persici reali e cavedani discrete oltre all’ accertata presenza di trote, salmerini, lucci, carpe, tinche e anguille introdotte all’ inizio e si spera anche riprodotte. Si può pescare colla sola licenza governativa.


Il lago Maggiore o Verbano ha una area di 212.5 kmq, un volume di 37.5 km cubi, un bacino 6600 Kmq ed un tempo di rinnovo dell’ acqua di 4 anni. Il maggior problema del lago rimane il DDT presente nelle sue acque e derivante da alcuni scarici nel Toce da parte di una azienda che lo usava per una specifica lavorazione. Una storia tormentata coi soliti problemi legislativi. Il lago fa parte delle acque in coabitazione colla svizzera e perciò la pesca è sottoposta alla convenzione italo svizzera. Il DDT fu scoperto nel 1993 dagli svizzeri e segnalato poi all’ Italia. Esso si accumula nel grasso dei pesci e specialmente in quello di certe specie. Perciò in Italia si è vietato il consumo di alborelle, coregoni,agoni e scardole provvedendo a dare indennizzo ai professionisti di pesca. La cosa strana è che la soglia di pericolosità non è eguale ovunque legislativamente e quindi tali pesci sono consumabili in svizzera…e lo sarebbero in altre nazioni. Misteri della scienza o della medicina…Al momento di scrivere sembra che alcuni divieti siano stati tolti meno sicuramente quello al consumo dell’ Agone. Nel lago sono diminuiti di molto i cavedani anche se qualche bel esemplare rimane ed è catturabile più che altro a spinning con minnow visto che la famosa convenzione vieta la pasturazione col bigattino (non l’uso) e che senza di essa allamare l’astuto ciprinide in acque ferme è impresa difficile. La pesca nel Verbano dà buoni frutti soprattutto dalla barca che da modo di insidiare Black bass nei canneti di Dormelletto oppure le rare trote lacustri trainando colla trotiera. Si stanno riprendendo le alborelle dopo il declino anche se alcuni branchi di pesciolini avvistabili dalle rive sono gli alloctoni Gardon presenti in gran numero; La presenza straniera è più accettata e direi quasi gradita invece per i luccioperca. Diminuiti ma ancora ben presenti i persici reali insidiabili con successo se si conosce la posizione dei quadrati di fascine immesse in acqua per favorirne la riproduzione. Mister Esox dimora con esemplari notevoli che sono preda di anziani esperti che li insidiano nei luoghi migliori dalla barca col vivo o trainando grossi minnows. Abbisogna della FIPSAS per esercitare la pesca.


Torrenti

Il Torrente Terdoppio nelle cui acque ho immesso le mie prime lenze e reti da bilancia nasce nei pressi di Agrate Conturbia da alcune risorgive e solca tutta la pianura fino a gettarsi nel Po nel pavese dopo 86 km. Considerata legislativamente acqua pregiata fino alle porte di Novara ed esattamente fino a quando il canale Regina Elena lo sovrapassa è purtroppo soggetto a notevoli asciutte nei periodi di siccità nella parte alta e soggetto ad inquinamenti nel tratto a monte e valle della città causati da scarichi caseari e da fogne. Oltre Cerano si sperde in decine di rivoli che si riuniscono successivamente. Alcuni considerano i 2 tratti come 2 entità separate classificandoli come Terdoppio novarese e pavese. Appena discreta la presenza di vaironi, trote, carpe e cavedani nella parte medio alta; più che buona quella di lucci anche se di dimensioni medio piccole in quella bassa dopo Novara. Questo per merito anche della provincia che provvede ad immettervi un buon quantitativo di luccetti (15000 nel 2004 di misura 3/5 cm) e trotelle e di carpe adulte. E’ pescabile colla sola licenza governativa.


Il Torrente Agogna nasce dalle pendici del Mottarone a quasi 1000 metri di quota e solo il caso vuole che non si getti nel lago D’ Orta. Scende quasi parallelo al Terdoppio lambendo Novara dalla parte opposta e facendo la sua stessa fine nel PO a Balossa Bigli dopo 140 km di percorso compreso quello in provincia di Pavia. Ottimo torrente da Trote nella parte montana risulta alquanto depauperato da fauna ittica nel tratto sottostante anche se “qualcosina” resta sotto forma di cavedani, barbi e trote di immissione provinciale . I grossi branchi di lasche sono solo un antico ricordo mentre gli altri pinnuti sopravivono in numero più o meno ridotto a seconda delle zone ma mai abbondanti. Da segnalare nel tratto finale del suo corso novarese l’ Agogna morta cioè una lanca abbandonata dal torrente in seguito ad opere idrauliche e considerata una zona umida di interesse scientifico. Pescabile colla normale licenza. Gli altri torrenti sono tutti rialetti di poco conto se si esclude il Torrente Rese che si getta nel lago Maggiore a Dormeletto e che è popolato bene da trote essendo gestito da un gruppo locale di pescatori associato al CAGeP. Per pescarvi occorre buono reperibile nei negozi della zona.

Fiumi

Il Sesia nasce dal massiccio del monte Rosa ed è amministrativamente appartenente alla provincia di Novara da poco a valle di Borgosesia fino a poco dopo Landiona delimitando i confini con Vercelli. In questo tratto comincia a diventare un bel fiume di fondovalle e specialmente nel tratto fino a Romagnano si può dire che la pesca trova una buona applicazione specialmente rivolta verso i salmonidi. Personalmente lo considero uno dei tratti migliori che conosca per praticare lo spinning medio con rotanti anche N 3-4 e minnows di medie dimensioni affondanti, galleggianti o Crack bait a seconda del luogo. In gestione alla locale sezione della FIPSAS occorre un versamento ulteriore di 18 euro per accedervi a pescare. A monte del ponte della statale che collega il paese a Gattinara è ben seminato da iridee e da novellame di marmorata 6/8 cm prodotto nell’ incubatoio di Grignasco . La sorpresa della bella marmorata non è un evento rarissimo, anche se difficile, da verificarsi mentre la taglia media si aggira sugli 8/9 etti. Possibile allamare qualche temolo di discesa dai piani più alti. La grossa lama in paese è ben popolata di ciprinidi vari fra cui spicca una grossa popolazione di barbi. Campo gara è da considerarsi una palestra per la pesca con bolognesi e fisse. Difficile l’uso della roubissianne in quanto la massicciata è abbastanza ripida . Da segnalare una zona riservata alla sola pesca a mosca No Kill , anche invernale, a Grignasco sempre della FIPSAS e sempre con ulteriore versamento. Più a valle è pescabile colla sola licenza governativa ed è abbastanza disastrato.


Il fiume Ticino nasce in Svizzera dal massiccio del San Gottardo per poi entrare nel lago maggiore presso Magadino. Ne esce a Sesto Calende con una portata d’acqua maggiore. Lungo 248 Km di cui 90 in Svizzera ha un bacino imbrifero di 7228 kmq.
La portata massima del fiume è stata calcolata attorno ai 1150 metri cubi al secondo in ottobre e quella minima in 52 a febbraio; L’acqua utilizzata per derivazioni idriche è di circa 20 milioni di metri cubi in estate e di 13 in inverno che fanno diventare il fiume in periodi di asciutta quasi simile ad un torrentello . Esse sono La roggia Molinara, Il canale Regina Elena nella parte alta , il canale Langosco a Cameri e Sforzesco a Galliate. Avendo consultato parecchi esperti pescatori che vivono sulle sue rive e anche un altro collaboratore autorevole di questa rivista posso tranquillamente affermare che il Ticino dopo l’ultima diga è in una fase comatosa per quanto riguarda la fauna ittica.
Abbastanza barbi nei fondaloni specie a Cameri ma una grande rarefazione di cavedani e soprattutto la quasi scomparsa di savette e pighi che lo avevano reso famoso. La tanto nominata marmorata è un sogno e solo qualche vecchio esemplare di notevole mole resiste inseguita da bracconieri che usano barche e fucili subacquei per tentarne la cattura. . Di certo la colpa maggiore è dei cormorani ma bisogna anche mettere nel conto che sul fiume gravitano ben 58 depuratori come già segnalato da Angelo Ramella sulla rivista in altro numero. E ben sappiamo come funzionano i depuratori in Italia…


Le lanche ogni tanto rivedono un fiorire di lucci che appena sono segnalati subito sono catturati in maniera quasi totale col pesce vivo. Ultimo caso la lanca Barcellona a Galliate dove esce il Naviglio Sforzesco che abbondata da anni dai pescatori in maniera totale da non aver più postazioni come da me stesso riscontrato ha avuto la sventura di veder un anziano che provava a fare 3 colpi col rotante…Preso il primo luccio, preso il secondo, ci è tornato giorno dopo giorno col vivo fino a prenderne oltre 20…l’opera è stata poi completata da altri colleghi. Questa è la storia che mi ha raccontato quasi colle lacrime agli occhi un mio buon amico guardia volontaria del CAGeP e dimorante nel comune che da tempo sapeva di questo ritorno di mister Esox e si era guardato bene di diffondere la cosa conoscendo l’abitudine dei suoi paesani alla padella….Nella parte alta, appena uscito dal lago, dove è invasato invece la situazione è nettamente migliore con una buona presenza degli alloctoni Gardon e Lucioperca e anche di lucci di tutte le taglie fino a qualche Over 10 kg. Non mancano i grossi cavedani e resistono le altre specie in maniera decente.
Sul Ticino gravitano 2 parchi e mi soffermo a chiedermi cosa servono 2 entità amministrative per un unico fiume? Forse ad aumentare i cosiddetti “cadreghini”… Penso forse male?
Penso male quando mi chiedo se per caso non operino non molto bene questi parchi che esistono da un ventennio visto che in tal lasso di tempo la situazione delle acque e dei pesci è andata via via peggiorando?
Penso male quando vedo i soldi versati nelle casse del parco per opere sul Ticino andare a finire nell’ acquisto di grandiose ville invece che sul fiume che è quello che ha subito i danni? Non è forse di esso il merito della costituzione dei parchi e quindi dello stipendio che prendono i funzionari? Scusate la riflessione ma sono abbastanza perplesso sulla reale intelligenza umana quando vedo tenere in cosi’ poca considerazione l’acqua che è uno dei elementi essenziali di tutta la vita del pianeta.
Certo di progetti ne hanno fatti molti ma i risultati dove sono?
Il Ticino è tutto soggetto a Diritti Esclusivi di Pesca e quindi oltre alla licenza governativa bisogna la tessera FIPSAS o CAGeP ; Per le derivazioni è la stessa cosa ed anzi oltre alle suddette associazioni se ne aggiungono altre fra cui le maggior sono i Pescatori di Cameri per la lanca nel comune omonimo, SPD Galliate e UP Trecate per i tratti scorrenti in quei comuni.


Rogge e canali

Molteplici sono le roggie e fontanili che attraversano il novarese. Sono quasi tutte in gestione al CAGeP e qualcuna alla sezione FIPSAS di Novara. Della più importante cioè la roggia Mora assieme con le sue derivazioni Busca e Biraga ne ho già parlato ampiamente nel numero di maggio 2005 e perciò vi rimando là. Di buona importanza alieutica anche il canalino di Veveri che riceve acqua dal Regina Elena fino a fine settembre e poi da una roggia; di cemento le sponde e di sassi il fondo contiene un buon numero di pesci vari ed in special modo trote iridee di immissione, barbi e cavedani difficili da prendere, specie le ultime 2 specie, per la scarsa profondità e la limpidezza dell’ acqua.
Da non dimenticare la fontana Cerana che si immette nel Terdoppio presso Cerano ed ospita una consistevole popolazione di lucci anche se di taglia medio piccola oltre a ciprinidi vari. Altre sono le fontane potenzialmente buone come il Cavo Cid e molte lo erano una volta prima che il progressivo abbassamento della falda acquifera riducesse di molto la loro portata. Lunga 18 Km. dall'attuale imbocco in regione "Campo dei Fiori" fino alla confluenza nelle Lanche di Cameri presso la presa del Naviglio Langosco, la Roggia Molinara costituisce una tra le maggiori, e certamente la più antica tra le canalizzazioni della sponda destra del Ticino essendo stata costruita alla fine del 1400. Di buona grandezza anche il Ticinazzo a Galliate ed il Treccione, ex regno della frega delle marmorate, che derivano entrambi dal naviglio Langosco.
Queste roggie e fontanili danno e ricevono acqua molte volte dai grossi canali che solcano la pianura.


Il Cavour nasce dal Po a Chiasso ed è stata una delle più grosse opere idrauliche mai realizzate se si pensa che la sua costruzione è avvenuta attorno alla metà del 1800. Esso riceve acqua dal Canale De Pretis derivato dalla Dora Baltea e successivamente dal regina Elena prima di formare il Quintino Sella. Finisce la sua corsa a Galliate con uno scolmatore in Ticino e formando il canale Vigevano. I pesci che vi dimorano sono quelli che si immettono in esso dai fiumi oltre ad un buon numero di roba immessa dal CAGeP. Quindi vi possiamo trovare un po’ di tutto compreso qualche sorpresa. I luoghi migliori per la pesca sono presso i sottopassi del Torrente Agogna e Terdoppio. Il Regina Elena deriva dal Ticino alto e finisce nel Cavour alle porte di Novara. Cementato interamente e con forte corrente si presta alla pesca vicino alle centraline idroelettriche poste nel suo tratto finale. Pesci del Ticino e trote iridee di immissione le prede per il pescatore. Il Q. Sella come detto nasce dal Cavour e prosegue fino a Cilavegna dove si dirama nei diramatori Mortara e Pavia. Popolato dagli stessi pesci del Cavour oltre che un buon numero di fario immesse allo stato giovanile. Ottime zone per la pesca sono la buca iniziale dietro alla centrale ed il tratto No Kill dietro la stazione ferroviaria di Novara, buono comunque tutto il suo corso. Dopo settembre questi canali vengono posti in asciutta almeno semi parziali e nelle zone con meno acqua i pesci vengono recuperati ed immessi altrove dai volontari del CAGeP.


Il naviglio Langosco nasce dal Ticino a Cameri ed è in gestione al CAGeP per lungo tratto. Pesci del fiume ed immissione di trote iridee periodicamente.
Il naviglio Sforzesco scorre parallelo al Langosco e nasce dalla lama Barcellona del Ticino. Riserva sociale dell’ APD NO e data in gestione al Club Pesca Sportiva di Novara è adibita un tratto alla sola pesca con la coda di topo ed un altro sempre alla stessa ed allo spinning. Abbisogna tessera annuale o buono giornaliero



Parecchi i laghetti nati da escavazioni. Alcuni sono adibiti a pesca sportiva come il Nuovo Lago Maggiore a Galliate e ben popolato da storioni, altri a carpodromo ,altri in gestione ad associazioni di pescatori come i laghi Inglesa, la cava di Cameri, il laghetto Orione dell’ APD NO Team tanto per citarne alcuni.
Il personaggio

Parlare della pesca a Novara e non parlare di Renato Pellò non esiste!


Industriale della plastica come lavoro e presidente dell’ APD NO da decenni come Hobby od il contrario come dicono molti alla soglia dei 50 anni è riuscito a concretizzare il suo sogno cioè una unione, seppur parziale, di acque soggette a DEP in gestione ad alcune associazioni prima disgiunte: IL CAGeP ovvero il Coordinamento Acque Gestionali Piscatorie . Nato prima come semplice unione per interagire colle forze politiche ed amministrative dal 2005 gestisce un parco acque per oltre 1000 km di sponde e pescabili con un solo tesserino. La presidenza della consulta regionale piemontese è sempre affidata all’ assessore ma Renato è il vicepresidente eletto ed eletto con una maggioranza cosi grande che ne consacra la sua figura non solo nel novarese ma in tutta regione. In una regione dove la FIPSAS ha molte acque credo che ciò debba fare pensare parecchio riguardo al proprio operato ai dirigenti della federazione. Grande pescatore ma soprattutto eccelso conoscitore del mondo della pesca in tutte le sue forme ha anche redatto alcune bozze di legge regionale anche se l’impresa di averne una nuova in Piemonte si stà rivelando una impresa ciclopica dato il disinteresse quasi totale delle forze politiche verso il nostro mondo. Pur non approvando al 100% il suo operato l’ho sempre definito come il Messia perché tale lo ritengo per la pesca. Divertentissimo un episodio legato a questa denominazione. In una pescata su un lago ecco che i 2 compagni del Pellò salgono in fretta e furia sulla barca e cominciano a remare lasciandolo a terra e gridandogli “ Tu sei il Messia…cammina sulle acque!”. Forse anche per questo mi guarda sempre con un occhio storto quando ci vediamo…
Indirizzi utili

- APD NO e CAGeP


- FIPSAS Novara –Strada comunale per Nibbia N 8 Tel 0321/391281

Ufficio Caccia e Pesca al quarto piano di Corso Cavour 4 a Novara Tel 0321/378424 dalle 8.30 alle 14 e al Lunedi e Giovedi anche dalle 15.30 alle 17.30

-ASP Trecate a Trecate in Via Dante 11 Tel 0321/75957

- Enalcaccia Pesca Tiro
28100 Novara (NO) - 39, Via Fara
tel: 0321 475541
-Nuovo lago Maggiore- centro di pesca sportiva
Località Ponte Ticino
Galliate (NO) Tel 0321/862759

Negozi di Pesca

PARNISARI FRATELLI sas
28040 Lesa (NO) - 2, v. Opifici
tel: 0322 772152 - fax: 0322 76647

Strategia (s.n.c.) armeria
28041 Arona (NO) - 13, VIALE BARACCA FRANCESCO
Tel 0322 46506

Ciani Sport (s.a.s.) armi - Munizioni - Pesca
28010 Briga Novarese (NO) - 165, VIA BORGOMANERO
tel: 0322 917177

Gioria Carlo caccia Pesca E Sport Strategia (s.n.c.) armeria
28077 Prato Sesia (NO) - 24, VIA GIACOMO MATTEOTTI
tel: 0163 850200

M.a.p. Di Freddi Giovanni & Gobetti Rosangela articoli Da Pesca
28053 Castelletto Sopra Ticino (NO) - 22, VIA MARZABOTTO
tel: 0331 972528

Mora Christian Angelo articoli Sportivi Pesca
28021 Borgomanero (NO) - 113, VIA MARCONI
tel: 0322 846563

Parachini Michele pesca E' Sport
28053 Castelletto Sopra Ticino (NO) - 22, VIA VIGEVANO
tel: 0331 962220

Roberto Leso Snc Di Leso Roberto & C.
28100 Novara (NO) - 87, VIA MURATORI LUDOVICO ANTONIO
tel: 0321 469722

Boutique della Pesca
Corso della Vittoria 51
28100 Novara

G.u.n. (s.n.c.) articoli Pesca E Caccia
28100 Novara (NO) - 184/B, VIALE GIULIO CESARE
fax: 0321 461997

Triesport pesca Sportiva
28100 Novara (NO) - 80, CORSO TRIESTE
tel: 0321 691120

Turismo

Il capoluogo e l’area circostante non hanno una grande valenza turisitica anche se la grandiosa cupola di San Gaudenzio ed il Broletto meritano senz’altro una visita come l’abbazia di San Nazzaro Sesia.

Il Broletto è un interessantissimo complesso architettonico costituito da quattro edifici storici. Il palazzo del Comune risale al 1200, con un portico al piano terra sovrastato da un ampio salone per le assemblee pubbliche, o Arengo, decorato sulla facciata da un fregio pittorico con scene cavalleresche.
San Gaudenzio è il patrono della città, festeggiato ogni anno il 22 gennaio. Il suo corpo è conservato nello scurolo nel transetto destro della basilica, realizzata a partire dal 1577 su progetto di Pellegrino Pellegrini, detto il Tibaldi. All’interno è di grande interesse artistico la cappella della Natività, dove è conservato un monumentale polittico di Gaudenzio Ferrari del 1500. Per la decorazione della chiesa, con pianta a croce latina, furono chiamati i migliori pittori lombardi del tempo: dal Morazzone per la cappella della Buona Morte (la prima a destra) a Tanzio da Varallo per quella dedicata all’Angelo Custode (prima a sinistra). Sulla basilica poggia la cupola che domina la città; alta 121 metri fù realizzata da Alessandro Antonelli e completata nel 1888. In vetta alla cupola la statua del Salvatore, opera di Pietro Zucchi.Il campanile settecentesco della basilica è opera di Benedetto Alfieri.

L'abbazia di S. Nazzaro venne fondata nel 1040 per volontà del vescovo di Novara Riprando e dei suoi fratelli conti di Biandrate. Secondo la tradizione il complesso fu edificato sui resti di un precedente monastero.
Situata lungo la "via Regis" vicino alla riva sinistra del Sesia l'abbazia riuscì a sfruttare economicamente la sua posizione e ad essere un centro di ricchezza materiale e spirituale.
Tentando di invertire il processo di decadenza della vita religiosa ed economica dell'abbazia, nel XV secolo essa fu quasi completamente ricostruita e fortificata dall'abate Antonio Barbavara Il complesso è caratterizzato da linee tardo gotiche quattrocentesche. In stile romanico sono l'alta torre campanaria e il quadriportico.

I laghi hanno invece una grande vocazione turistica da per sé dove spiccano anche il San Carlone ad Arona, Isola di San Giulio nel lago d’Orta e il Santuario della madonna del Sasso.

Dal 1439 alla fine del 1700 Arona fu dominata dai Borromeo. Il Cardinale Federigo Borromeo, cugino di San Carlo, decise di dedicare al santo il colle alle spalle della loro città natale.
Così decise di far erigere 15 cappelle, dedicate alla vita di San Carlo, intorno alla colossale statua di rame e bronzo detta San Carlone. La statua, alta più di 23 m fu eseguita da Bernardo Falconi e Siro Zanelli nel 1697.
L 'Isola di San Giulio raggiungibile in pochi minuti di navigazione da Orta. L'isola ospita la splendida Basilica di San Giulio, imponente monumento romanico del novarese sempre visitabile, che custodisce affreschi di Gaudenzio Ferrari, Ambrogio Figino, Giorgio Bonola e Bernardo Monti.
Il Santuario della Madonna del Gran Sasso è una splendida costruzione barocca edificata tra il 1730 e il 1748 sopra la roccia granitica a strapiombo sul lago sottostante. Su quel luogo sorse prima una cappella dedicata alla Vergine Addolorata e poi l'attuale Santuario.
Nell'interno a croce greca è custodito un grande ciclo pittorico di Lorenzo Peracino. Sull'altare maggiore si può ammirare lo splendido dipinto del 1547 di Fermo Stella da Caravaggio raffigurante la Deposizione di Cristo.


Walter Scandaluzzi


Feeder - Ledgering

CarpFishing

La lanca del Monza

La lanca del Monza in sponda orografica destra del Ticino e quindi in Piemonte comunica direttamente col fiume quando questo è a livello normale o alto attraverso un canaletto lungo pochi metri. La si intravede percorrendo l’ autostrada A4 in direzione Torino appena oltre il ponte sul fiume. Blocchi ben squadrati e ordinati in prossimità del canaletto che la collega col fiume la contraddistinguono. Di buone dimensioni con profondità accentuata, ramaglie e tronchi in acqua, in qualche punto ospita i classici pesci dell’ ex fiume azzurro . In inverno le sponde alberate lasciano senz’altro più spazio al pescatore mentre in estate sono anche le alghe acquatiche oltre alla vegetazione e agli insetti a complicare l’azione di pesca. Alcune postazioni di pesca però sono già ben delineate.


In inverno ottima senz’altro la pesca ai lucci e ai persici. Resta solo il dilemma della tecnica da usare; Vivo per chi bada alla sostanza, spinning o Mort manieè per chi intende rilasciare. Esche piccole tipo alborelle o vaironi piccoli per i persici e grosse come scardole per insidiare i lucci. Senz’altro per la cattura di Mister Esox è indispensabile il cavetto d’acciaio per tutte le tecniche sopra citato. Attenzione però che anche tentando il persico reale non è detto che qualche piccolo di luccio abbocchi…In estate la preda più ricercata resta la tinca assieme alla carpa anche di grossa dimensione; canne a fondo con piccole boiles sono da preferire dato che mais e bigattini attirano inevitabilmente le scardole. Anche a fondo con grossi vermi la pesca può rendere visto anche la presenza di anguille. Scardole e minutaglia sono da pescarsi al largo all’inglese oppure se individuate nel sottoriva con canne fisse. Nelle immediate vicinanze del canaletto possibili agganci di vaironi e cavedani. Interessante sottolineare l’assenza di specie alloctone .
Consigliamo l’uso di un buon antizanzare in estate e stivaletti nei periodi post pioggie. Indispensabile guadino a manico lungo.



Come arrivare: E’ un po’ difficoltoso per chi non conosce la zona ; stradine varie dipartono da San Martino di Trecate e Romentino per arrivare al naviglio Sforzesco zona Boscaccio . Lo si attraversi e si segua il corso fino al ponte autostradale. Si posteggi e si raggiunga la lanca a piedi li vicino.


Licenza governativa e tessera CAGeP . CAGeP

Da Vedere: Oltre alla solita cupola di San Gaudenzio sempre a Novara vi è Il Broletto, un interessantissimo complesso architettonico posto di fronte al Duomo; è costituito da quattro edifici storici sorti in epoche diverse con materiali ed elementi decorativi non coerenti tra loro e disposti a quadrilatero attorno al cortile centrale.

Negozio consigliato: Bolognini Sport S.a.s.
28069 Trecate (NO) - Corso Roma, 76 Tel 0321 71130

Dove mangiare e dormire: Albergo Ristorante
28069 Trecate (NO) - Via G. Mazzini, 8 Tel 0321 770130


Walters Scandaluzzi

2.10.2010

Torrente Tesso

La Valle Tesso deve il suo nome ai due fiumi che la attraversano, il Tesso e il Tessuolo . Nella valle sorgono i comuni di Coassolo e Monastero Di Lanzo.
L'ambiente ancora incontaminato e i limitati insediamenti fanno sì che la Valle Tesso possa considerarsi un grande parco naturaledove si incontrano numerose specie di piante, funghi e scorci naturali di grande suggestione.




l Tesso nasce sulle pendici meridionali della Punta dell'Aggia (2.245 m), in comune di Monastero di Lanzo.
Per un lungo tratto scorre verso sud segnando il confine tra questo comune e quello di Coassolo. Piega poi verso sud-est e, entrato in comune di Lanzo, riceve da sinistra il suo principale affluente, il Torrente Tessuolo.
Dopo aver infine lambito il centro storico di Lanzo va a gettarsi nella Stura poco ad est del Ponte del Diavolo, a 450 metri di quota.

Fra la lussureggiante vegetazione di una poco conosciuta valle del torinese scorre questo incantevole torrente dalle limpidissime e fresche acque fino ad immettersi nel più noto Stura di Lanzo proprio vicino al paese da cui prende il nome quest’ ultimo. Dir che appare, per la sua conformazione, agli occhi del foresto come la realizzazione dei sogni di un pescatore di trote è solo render merito a questo corso .Pur soffrendo come tutti i suoi fratelli di periodi di siccità e acque alte mantiene sempre una portata significativa per l’esercizio della pesca la cui gestione è affidata ad una associazione a cui si accede versando una quota di una certa importanza economica. Nel tratto predisposto alla semina di trote fario dalla splendida livrea e sicuramente selezionate un comodo sentiero dalla poca pendenza permette l’azione a qualsiasi pescatore che voglia farlo.



Un susseguirsi continuo di buche di ogni dimensione, correntine e anche di un orrido offrono riparo anche alle autoctone rappresentante anche da qualche marmorata specialmente nel tratto più a monte. Imbucati i buoni presso il posto di sorveglianza al Mulino della Grata si indossano stivali a tutta coscia e si risale il corso scegliendo a seconda della propria vocazione alieutica la tecnica. Adatta solo ad esperti , causa vegetazione, la pesca a mosca invece il torrente si presta ottimamente alla pesca al tocco usando teleregolabili di media lunghezza cioè di 6 o 7 metri; mulinelli di misura 2500 con uno 0.22 di lenza madre e finali dello 0.18/0.20 per salpare i pesci che si saranno fatti ingannare dal verme o dalla camola innescati su ami del N 6-8. Montature lunghe 70/80 cm a pallini del N 5 per i fondo lama.
Nelle correntine intervallate da sassi conviene usare piccole spiraline mentre nelle schiume sotto le cascate un pallettone di adeguato peso riuscirà a far star ferma la nostra esca. A spinning l’ottimale è una canna a 2 pezzi di 210 cm con leggero mulinello caricato di un buon 0.18. Artificiali rotanti sia argentei che ramati del N 2 dal corpo pesante con rotazione perfetta a favor di corrente sono l’ideale per far la quota giornaliera in breve tempo mentre di maggiori dimensioni selezioneranno la taglia ed eviteranno l’ingoio alle parecchie rotelle ruspanti. Minnows di 5-7 cm galleggianti o Crack Bait e jig solo nelle buche più ampie e nell’orrido. Più a monte dello stesso la pesca si fa difficoltosa per la mancanza di sentieri ma affascinante dalla presenza solamente di trote autoctone fra cui parecchie marmorate anche di buona taglia.


Nel caso di assenze di tocche conviene sostituire la solita camola con Larve di Friganee, meglio conosciute come portassi, innescate ancora con il guscio oppure il Gatoss (Larva di Tipula Maxima) diminuendo la sezione del terminale fino anche ad arrivare allo 0.14. Per gli ami sceglieremo modelli a filo fine della misura del N 10/12. La montatura in questo caso sarà costituita da qualche spaccatina di 3 mm avendo cura di restare il più possibile lontano dall’acqua. L’esiguità del finale rende conveniente avere a disposizione almeno un guadino dal manico corto. Essendo la trota marmorata una specie che rifugge la luce pescare in zone ombrose, al mattino presto o verso il tramonto aumenta le possibilità della sua cattura. Indispensabile a spinning, specie nelle piccole buche, non sbagliare il primo lancio che molte volte risulta quello catturante. In questo tratto usare ami senza ardiglione per agevolare il rilascio è sinonimo di rispetto per un avversario che sta regredendo numericamente in molte acque. E’ pur vero che la quota associativa è rilevante(2300 euro per 300 trote o minimo 800 euro per 80 trote) ma per riempire il cestino bastano e qualche volte avanzano anche le trote di semina.


cattura

Trota


Trote nel Nord Ovest


TROTA presa a 2000 metri in Valle d' Aosta
Ricordo a tutti che la trota marmorata è presente solo in qualche acqua della Slovenia ed esclusivamente negli affluenti di sinistra del PO
 
Kg 12.600 di Alberto Sambugaro
L' articolo ha un titolo ma potrebbe essere intitolato anche "Torte del Nord Est" visto che le acque presenti li' sono molteplici come l' Isonzo, Il Tagliamento, l' Adige, Il Piave, il Brenta, Il Sile ecc ecc.
 
Dora Baltea Quassolo

Tornando al titolo originale diciamo subito che le acque di buona portata (assieme ai loro affluenti con una buona portata) sono in Piemonte il tratto di fiume Po da Torino a Monte
Carignano

Il fiume Sesia nel tratto medio alto cioè da Romagnano Sesia a monte
 
Sesia
 Le trote del Ticino purtroppo sono sparite o quantomeno ridotte a sporadiche apparizioni.

Il Toce si mantiene decentemente

Toce

Mi ero dimenticato del Tanato medio-alto

In Lombardia troviamo l' Adda

Adda
 e l' Oglio

Un giorno un ragazzino mi scrisse che ero stato bravo a prendere una trota sul Kilogrammo che avevo messo in una sezione catture di un sito che non ricordo. .

Di tale pezzatura nel Nord Ovest le possiamo trovare anche nelle parti medio basse dei torrenti del Verbano Come l’ Ovesca, Il San Bernardino, Il San Giovanni oppure in quelli torinesi e cuneesi come l’ Orco, il Chiusella, Il Pellice, La Dora Riparia tanto per citarne alcuni. Molto più difficile la cosa nel biellese dove i tratti dei torrenti Cervo ed Elvo che sarebbero adatti ad ospitare pesci di quelle dimensioni sono bistrattati da anni in maniera incivile passando da una asciutta totale per prelievi idrici ad un inquinamento per arrivare a lavori in alveo che distruggono le buche. Davanti a cose come queste sovvien da pensare se le leggi in Italia servono a qualcosa e stessa cosa a pensar agli studi di eminenti professori che consigliano di affrontare il problema delle alluvioni in maniera decisamente opposta a quello che viene poi attuato.

Sesia a Prato Sesia
Chi ha percorso qualche strada della Valle D’ Aosta non ha potuto far a meno di osservare su parecchi torrenti orrende massificazioni alte alcuni metri con pendenza del 100% che alla prossime piene daranno all’acqua una velocità mostruosa con risultati che ben lascio immaginare quando essa entrerà nel tratto naturale a valle. I naturali luoghi di esondazione, che davano rifugio ai pesci, non esistono più ed anche le più rustiche trote saranno spazzate via da correnti mostruose.

Ma tornando alla sola pesca lo scopo di questo articolo non è il parlare delle “belle” trote ma delle “stupende”…diciamo dai 2000 grammi fino fino facciamo ai 11.500 grammi della marmorata del Naviglio Langosco presa da 3 pescatori di Galliate (NO). La foto apparve nella rivista PESCARE nei mesi successivi e dette anche alito ad interventi polemici di qualche lettore per la sua soppressione.







Spero vivamente che ci si astenga questa volta dal commentare la cattura di un verbanese che appare con una bella marmorata del Toce del peso di 6.5 kg presa con la tecnica ossolana…tanto oramai è già bella che digerita e stradigerita!
 




La presenza di mega marmorate anche testimoniata, oltre da foto di catture, anche da esemplari catturati con gli elettorstorditori per essere spremute; La volontà degli autori delle foto mi impedisce di rivelare i luoghi delle catture ma siamo comunque nelle acque in cui stò per parlarvi. Bisogna anche mettere in considerazione che anche qualche fario supera i 2 kg anche se è più raro della marmorata e della lacustre e che nel conto si può benissimo aggiungere qualche iridea scampata per miracolo, negli anni, alle lenze dei pescatori. Può benissimo capitare che avvenga qualche cattura in altri luoghi ma si tratta dei soliti miracoli che la natura ogni tanto ci regala.



 Ma con cosa si prendono le grandi trote? Semplice: Colle camole o coi bigattini !!! Sconcertanti o allibiti da tale affermazione? Non resta allora che prendere i numeri arretrati della rivista “Il Pescatore” ed andare a ritroso nel tempo fino al numero di ottobre del 1996, a pag 14, dove tal Davide Brusoni compare con una marmorata di 5 e passa kg presa da lui nel Ticino a Bereguardo appunto colla camola del miele pescando a passata.
Marmorata mia del Po


Io stesso ho fotografato la cattura di un esemplare di un paio di kg, se non oltre, preso con bigattini da un signore che pescava barbi nel Cervo a Formigliana ed arrivata nel torrente probabilmente da uno scaricatore del canale Cavour visto l’assenza di marmorate in tal corso d’acqua anche nei tratti medio alti.
Naturalmente la tecniche adatte allo scopo sono ben altre ed in particolare lo spinning dove non si deve aver paura di usare artificiali di dimensioni simili a quelli per il luccio. I “marmoristi” sostengono che queste grosse trote, specialmente le marmorate, stanno quasi alla fine delle grosse lame di fondovalle. Alberto Sambugaro è uno di questi e ha un record di 12.600 fatto nel 2016 ma in un fiume del Nord Est.....comunque cambia nulla rispetto al Nord Ovest

. In Facebook lo trovate al link

https://www.facebook.com/alberto.sambugaro.7

http://www.marmocrazyartificiali.altervista.org/

 Nella pesca nulla è scontato ma sembra che la pesca a mosca sia nettamente perdente nel confronto collo spinning stando alla grande guida slovena Franko Gorjan con cui ho avuto modo di colloquiare in un mio soggiorno in Slovenia.
Franko Gorian
 Poi vi sono le tecniche col morto manovrato che è vietato in molte acque pregiate male TROTONE sono molte volte a valle della linea di confine. Le tecniche sono 4 anche se quella Drachkovicth è da usare solo in posti alti e impescabili con altro. La “Vigevanese” e “ L’ossolana” si assomigliano e prevedono un piombo prima del pesciolino morto alla distanza prescelta dal pescatore. Infine esiste “La Svizzera” ove il piombo a forma di Torpille viene inserito nel pesciolino morto. In queste 3 è logico che si recuperi e nella “Svizzera” da monte a davanti a Voi. Meglio pesciolini vivi uccisi all’istante che hanno più consistenza sulle ancorette. Pesci ideali sono scazzoni, vaironi, sanguinerole ed alborelle grosse..
Alberto Sambugaro
Autocostruttore potete vedere e se volete comprare i suoi artificiali andando al link

http://www.marmocrazyartificiali.altervista.org/



Le caratteristiche più evidenti della trota marmorata riguardano la taglia e la livrea. Questo pesce può raggiungere dimensioni ragguardevoli, l'esemplare più grande mai catturato pesava poco meno di 25 kg. La livrea della trota marmorata è caratterizzata da un'alternanza di macchie chiare e scure, irregolari e spesso fuse fra loro, che formano un disegno intricato definito "marmorizzatura", da cui deriva il nome comune dell'animale. Essa risulta comunque fortemente influenzata dall'ambiente in cui vive l'esemplare in considerazione e dal periodo dell'anno. Si osservano infatti esemplari con striature di un grigio chiarissimo quasi bianco come di un marrone scuro quasi nero. Ogni fiume pare conservare un ceppo con caratteristiche morfologiche e di livrea leggermente diverse, anche se non tassonomicamente significative.

Di certo il meglio per un pescatore maschio sarebbe agganciare una TROTONA come  nella foto sotto






Pescare nei laghi di Bertignano e Masserano (entrambi nella provincia di Biella)

Dal PDF (stranamente scaricabile) della provincia “” In provincia di Biella le acque gravate da vincoli particolari sono: ...