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10.31.2016

Pescare in Adda a Castelnuovo bocca d' Adda



Castelnuovo Bocca d'Adda è situata nel basso lodigiano, dove il fume fiume Adda si immette nel Po, in località Brevia. Dista una quarantina di chilometri dal capoluogo provinciale cioè Lodi.


Nel mondo della pesca d'acqua dolce Castelnuovo è conosciuta per la pesca di varie specie di pesci ed è il regno dei barbi che popolano il tratto basso dell'Adda.
A Castelnuovo Bocca d'Adda, inoltre, vi è l'ultimo sbarramento sul fiume che determina una zona di pesca molto ricca aliuticamente. I 2 fiumi formano l' Isola Serafini.*** Lo sbarramento, costituito da undici luci di 30 m ciascuna, regolate da paratoie a carrelli, crea un dislivello variabile da 3,50 a 7,50 m.

Le pesche da effettuare sono quella col galleggiante di grammatura pesante con trattenute perfette e piombatura concntrata sul fondo lenza oppure a ledgering con fedeer di buona grammatura che contengano pastura al formaggio e bigattini da portarsi appresso in buona quantità. Molti barbi sono grossi d è meglio non lesinare sul filo;
Presenti qualche cavedano e carpa e  parecchie Breme.

Fra l' altro potrebbe abboccare qualche Aspo che assieme ai siluri e qualch Zander costituiscono i predatori della zona.



Negozi pesca: http://www.negozipesca.it/lombardia.html#lodi


licenza governativa

Video

https://www.youtube.com/watch?v=eE2hT8zwDFU


https://www.youtube.com/watch?v=eE2hT8zwDFU


https://www.youtube.com/watch?v=WfewKKfYYUU


 

Come arrivarci:
Per raggiungere Castelnuovo Bocca d'Adda: per chi arriva da Milano la strada più semplice è percorrere la via Emilia in direzione Piacenza, appena fuori dall’abitato di Lodi girare a sinistra seguendo le indicazioni per Castelnuovo Bocca D’Adda . Dopo circa 40 Km avendo attraversato i comuni di Turano Lodigiano, Castiglione d'Adda e Maleo, vi troverete a Castelnuovo Bocca d'Adda; dopo circa un km voltate a sinistra e seguite le indicazioni per i fiumi Po e Adda. Proseguite per circa 3 km e in prossimità di una cascina vi troverete di fronte una stradina sterrata, percorretela per circa 200 m e sulla vostra destra vedrete il fiume Adda

 
***Isola Serafini è un'isola fluviale, la maggiore del fiume Po, situata nel territorio del comune di Monticelli d'Ongina in provincia di Piacenza in prossimità del punto in cui l'Adda confluisce nel Po. Si trova tra la città di Piacenza, una ventina di chilometri a ovest, e Cremona, pochi chilometri ad est.
 
 
È collegata alla terraferma da un ponte sulla sponda emiliana che la mette in comunicazione con Monticelli, distante 3,5 km. Di particolare interesse naturalistico è classificata come sito di Interesse Comunitario (SIC), per la presenza di estese zone umide e sabbioni che richiamano numerose specie di uccelli sia stanziali che migratori come: rondini di mare, fraticelli, falchi, gufi, picchi, gruccioni

2.05.2014

Fiume Adda a Trezzo







Di Emilio Ambrosoni  

Emilio

Si ringrazia per le foto anche Raffaele Mapelli, grande pescatore a Ledgering, socio di LBF Adda e del Comitato Centro Adda (http://www.comitatocentroadda.it/).

Il tratto in questione è stato oggetto recentemente di immissione di molte tonnellate di pesce derivanti dai recuperi fatti nel naviglio Martesana causa asciutta totale dello stesso. Insomma i pinnuti sono tornati a casa loro anche se ovviamente qualcosa è andato perso.

Raffaele



Come arrivare

Dall’autostrada A4 cioè la Milano-Venezia uscire a Trezzo sull’Adda e proseguire per il centro paese.

Arrivati lì seguite le indicazioni per il fiume Adda, rispettivamente via Val di porto e successivamente Via Alzaia
Parcheggiare la macchina e poi proseguire a piedi risalendo l’Adda; superata la prima curva sarete dove  inizia la zona del campo gara, riconoscibile dall’inconfondibile prismata e dal triangolo di ferro giallo. Essendo campo gara e volendoci andare di domenica informarsi presso la FIPSAS di Milano.  Frequenti le gare anche il lunedì pomeriggio durante la stagione estiva (http://www.fipsasmi.it/)



Caratteristiche

Tra Cornate e Trezzo ha una larghezza variabile tra i 50 e i 100 metri.

Nei decenni a cavallo tra la fine dell’ottocento e l’inizio del novecento tutta la zona è stata oggetto di importanti trasformazioni per mano dell’uomo per la costruzione di numerose centrali idroelettriche che hanno fortemente contribuito al rilancio dell’ industria italiana la quale, povera di carbone,  aveva fortemente investito in questa forma di energia alternativa.  Pertanto la zona da Cornate d’Adda fino al tratto chiamato Ronda Nera è caratterizzata da una serie di canali di derivazione che portano acqua per far girare le turbine e che la fanno poi defluire per renderla all’Adda. 
Dalla zona che viene identificata con il nome di Ronda Nera o Colonia verso valle il corso dell’Adda è uniforme, con portata costante fino alla  centrale Taccani che si trova in territorio di Trezzo, esattamente sotto il castello Visconteo.
Immediatamente prima del Castello e  della Centrale Taccani il fiume fa un ampia ESSE e si allarga notevolmente fino a superare i 100 metri di larghezza. Questo tratto chiamato il Laghetto presenta un fondale variabile con secche e zone profonde anche 8 metri.



Pesci presenti.

Questo tratto di fiume ha preservato le sue caratteristiche di grande fiume di pianura con fauna ittica quasi esclusivamente composta di pesce autoctono.  Forte la presenza di cavedani e barbi e da pochi anni si nota un significativo ritorno del pigo, un pesce endemico protetto dalla normativa europea la cui presenza era diminuita in maniera preoccupante.
Scarse le alborelle e i triotti che un tempo erano fortemente presenti e cha costituivano abbondante foraggio per i numerosi lucci concentrati nel laghetto. Ancora nella zona del laghetto si possono pescare carpe, tinche e grossi carassi. Per chi fa una pesca dedicata e selettiva c’è la possibilità della cattura di qualche siluro, la cui presenza è in preoccupante aumento. Una campionatura fatta qualche mese fa con l’elettrostorditore ha fatto riscontrare una presenza di siluri di piccole e medie dimensioni



Come pescare

La tecnica di pesca maggiormente praticata è la bolognese, fatta con lunghe canne di 7 / 8 metri, con galleggianti di portata variabile tra i 4 e i 12 grammi, secondo la velocità della corrente. Piombatura preferibilmente fatta di lunghe corone di pallini a distanza progressivamente descrescente fino ad arrivare ad un bulk a 1,20 m / 1,5 dall’amo. La caratteristica della pesca in questo tratto di fiume è che bisogna dare tanta ma veramente tanta pastura.   In forte aumento anche la presenza di pescatori a ledgering, con feeder di 60 / 90 grammi.
I trezzesi  praticano da sempre  una pesca molto spartana e rudimentale, ma concreta, utilizzando invece del pasturatore una capace retina appesantita con un sasso di adeguate dimensioni.  L’esca più utilizzata è certamente il cagnotto ma c’è anche chi pesca con il pane.



Permessi:

Licenza governativa e FIPSAS



Negozio Pesca:

Adda Pesca di Davide Ronchi - via Trento n° 2 - 24040 Canonica d'Adda (Bg) Tel. 02 90965403
Tutti a pesca di Rota G. Paolo - via Valverde 19 - 20056 -Trezzo sull'Adda - Tel.0290938332




Dove mangiare e dormire.

Sul posto vi sono ristoranti quasi nell’ acqua; Consigliamo una attenta visione del menù  e nel dubbio chiedere delucidazioni sul pesce proposto.



Cosa vedere:

Centrale Taccani.  Edificata su commissione dell’ing. Benigno Crespi con lo scopo di produrre energia elettrica per i proprio cotonificio, è entrata in funzione nel 1906. Tra le direttive dell’ing.Crespi, oltre all’aspetto funzionale e produttivo c’era anche quello paesaggistico ed ha voluto una costruzione che non si impattasse con l’ambiente circostante e che non fosse in contrasto con il già presente castello visconteo. Come materiale di costruzione è stato usato un conglomerato tipico della zona chiamato ceppo dell’Adda, in stile liberty pur nel rispetto della architettura medioevale del sovrastante castello.

Il castello visconteo di Trezzo. Il promontorio di Trezzo era di importanza strategica fondamentale in quanto terra di confine e facilmente difendibile. Si hanno reperti di presenza longobarda, il castello è stato abitato da Teodolinda ed è stato anche un importante caposaldo utilizzato dal Barbarossa. La sua importanza storica è comunque dovuta al fatto che è stato residenza di Bernabò Visconti. Poi è succeduta una progressiva e inarrestabile decadenza.  Nel XIX secondo è stato quasi completamente smantellato per ricavarne materiale di costruzione per l’Arena di Milano

Alla frazione Concesa c'è il  Santuario dedicato alla Madonna in stile barocco costruito verso metà del 1600 sul luogo di una presunta apparizione miracolosa e la chiesa parrocchiale, neogotica con pianta a croce latina con tre altari.



Video























4.06.2012

Adda a Trezzo

di Raffaele Zubo Mapelli

Vi voglio parlare del campo gara a Ttrezzo d’adda, uno dei più conosciuti dagli amanti di pesca alla passata soprattutto.
È uno dei campi gara più difficili, dove i cavedani enormi sanno leggere e scrivere e se non si pesca o non si pastura adeguatamente si rischiano cappotti clamorosi.
In questo tratto di fiume ci sono fondali che variano dai 4 ai 7 metri di profondità



Le specie presenti oltre a enormi cavedani, sono barbi sia europei e ancora qualche bellissimo nostrano, qualche rara carpa, tinche prima presenti in numero impressionante ora calate vistosamente anche se presenti, siluri(purtroppo) pesci persici e negli ultimi 2 anni la ricomparsa di qualche pigo visto il grande lavoro svolto dal comitato centro adda per la gestione delle acque. Vedere: http://www.comitatocentroadda.it
Maurizio Biolcati



Oltre alla classica tecnica della passata nel posto è usata una tecnica abbastanza rudimentale chiamata retina trezzanese

E’ più o meno come la pesca a method nel legdering o nel carpfishing, l’unica diversità è che invece di mettere la palla di pastura sul piombo(method), si mette tutto dentro nella retina metallica che si usa per pasturare e il risultato è veramente molto efficace.
Consigliate canne da carp fishing o le specialist della pesca al barbo, perche per lanciare queste “bombe” ci vuole una bella potenza nella canna.



La stagione consigliata per pescare in questo tratto, comincia dalla tarda primavera fino ai primi di autunno, anche se qualche personaggio del posto ci prova ugualmente durante la stagione invernale pescando a galleggiante, cercando appunto gli enormi e furbi cavedani.



Oltre al classico bigattino, si possono usare le ciliegie o le more sempre per la pesca alla passata quando è il periodo di questi frutti i cavedani ne vanno matti, dopo accurata pasturazione preventiva.
Negli ultimi periodi si sta provando anche con boiles artigianali dedicate al barbo di taglia.
I risultati sono abbastanza incoraggianti, non tantissime catture, ma quelle che vengono a guadino sono esemplari di tutto rispetto.
Sicuramente un posto che almeno una volta, sia per gli appassionati di ledgering e per chi pesca alla passata, vale la pena di provare.



L’Adda è come una bella donna, tante volte si concede e tante volte ti tradisce, ma questa è la bellezza di questo fiume e solo chi lo vive e lo conosce può capirne il significato.

Come si raggiunge


Dall’autostrada A4 uscire a Trezzo sull’Adda e proseguire per il centro.
Arrivati nella zona di centro seguite le indicazioni per il fiume Adda, rispettivamente via val di porto e successivamente via belvedere.
Parcheggiare la macchina e poi proseguire a piedi risalendo l’Adda superata la prima curva inizia la zona del campo gara, riconoscibile dall’inconfondibile prismata
Zubo Mapelli




Negozi di Pesca

Adda Pesca di Davide Ronchi
via Trento n° 2 - 24040 Canonica d'Adda (Bg) Tel. 02 90965403

Tutti a pesca di Rota G. Paolo
via Valverde 19 - 20056 -Trezzo sull'Adda - Tel.0290938332


Licenze
licenza di tipo B e FIPSAS

Dove mangiare

www.terrazzasulladda.com/terrazza-sull-adda/




Cosa vedere: La Centrale Taccani che sbarra il fiume che si presenta come un grande museo naturalistico e antropologico. Essa fù progettata da Moretti all’inizio del 1900 ed è composta  da un corpo centrale e da due ali di diversa lunghezza.

 Il castello visconteo  che è posto su un promontorio in un'ansa del fiume e quindi protetto su due lati; Il castello fu eretto difesa di un ponte e per la sua posizione strategica fu a dapprima conteso fra Barbarossa Federico e il comune di Milano e dopo fra  i Torriani e i Visconti. Fu più volte distrutto o incendiato ma sempre ricostruito.
Alla frazione Concesa c'è il  Santuario dedicato alla Madonna in stile barocco costruito verso metà del 1600 sul luogo di una presunta apparizione miracolosa e la chiesa parrocchiale, neogotica con pianta a croce latina con tre altari.


Dove dormire

CLICCA QUI
Centrale

Video









2.10.2010

Trote nel Nord Ovest


TROTA presa a 2000 metri in Valle d' Aosta
Ricordo a tutti che la trota marmorata è presente solo in qualche acqua della Slovenia ed esclusivamente negli affluenti di sinistra del PO
 
Kg 12.600 di Alberto Sambugaro
L' articolo ha un titolo ma potrebbe essere intitolato anche "Torte del Nord Est" visto che le acque presenti li' sono molteplici come l' Isonzo, Il Tagliamento, l' Adige, Il Piave, il Brenta, Il Sile ecc ecc.
 
Dora Baltea Quassolo

Tornando al titolo originale diciamo subito che le acque di buona portata (assieme ai loro affluenti con una buona portata) sono in Piemonte il tratto di fiume Po da Torino a Monte
Carignano

Il fiume Sesia nel tratto medio alto cioè da Romagnano Sesia a monte
 
Sesia
 Le trote del Ticino purtroppo sono sparite o quantomeno ridotte a sporadiche apparizioni.

Il Toce si mantiene decentemente

Toce

Mi ero dimenticato del Tanato medio-alto

In Lombardia troviamo l' Adda

Adda
 e l' Oglio

Un giorno un ragazzino mi scrisse che ero stato bravo a prendere una trota sul Kilogrammo che avevo messo in una sezione catture di un sito che non ricordo. .

Di tale pezzatura nel Nord Ovest le possiamo trovare anche nelle parti medio basse dei torrenti del Verbano Come l’ Ovesca, Il San Bernardino, Il San Giovanni oppure in quelli torinesi e cuneesi come l’ Orco, il Chiusella, Il Pellice, La Dora Riparia tanto per citarne alcuni. Molto più difficile la cosa nel biellese dove i tratti dei torrenti Cervo ed Elvo che sarebbero adatti ad ospitare pesci di quelle dimensioni sono bistrattati da anni in maniera incivile passando da una asciutta totale per prelievi idrici ad un inquinamento per arrivare a lavori in alveo che distruggono le buche. Davanti a cose come queste sovvien da pensare se le leggi in Italia servono a qualcosa e stessa cosa a pensar agli studi di eminenti professori che consigliano di affrontare il problema delle alluvioni in maniera decisamente opposta a quello che viene poi attuato.

Sesia a Prato Sesia
Chi ha percorso qualche strada della Valle D’ Aosta non ha potuto far a meno di osservare su parecchi torrenti orrende massificazioni alte alcuni metri con pendenza del 100% che alla prossime piene daranno all’acqua una velocità mostruosa con risultati che ben lascio immaginare quando essa entrerà nel tratto naturale a valle. I naturali luoghi di esondazione, che davano rifugio ai pesci, non esistono più ed anche le più rustiche trote saranno spazzate via da correnti mostruose.

Ma tornando alla sola pesca lo scopo di questo articolo non è il parlare delle “belle” trote ma delle “stupende”…diciamo dai 2000 grammi fino fino facciamo ai 11.500 grammi della marmorata del Naviglio Langosco presa da 3 pescatori di Galliate (NO). La foto apparve nella rivista PESCARE nei mesi successivi e dette anche alito ad interventi polemici di qualche lettore per la sua soppressione.







Spero vivamente che ci si astenga questa volta dal commentare la cattura di un verbanese che appare con una bella marmorata del Toce del peso di 6.5 kg presa con la tecnica ossolana…tanto oramai è già bella che digerita e stradigerita!
 




La presenza di mega marmorate anche testimoniata, oltre da foto di catture, anche da esemplari catturati con gli elettorstorditori per essere spremute; La volontà degli autori delle foto mi impedisce di rivelare i luoghi delle catture ma siamo comunque nelle acque in cui stò per parlarvi. Bisogna anche mettere in considerazione che anche qualche fario supera i 2 kg anche se è più raro della marmorata e della lacustre e che nel conto si può benissimo aggiungere qualche iridea scampata per miracolo, negli anni, alle lenze dei pescatori. Può benissimo capitare che avvenga qualche cattura in altri luoghi ma si tratta dei soliti miracoli che la natura ogni tanto ci regala.



 Ma con cosa si prendono le grandi trote? Semplice: Colle camole o coi bigattini !!! Sconcertanti o allibiti da tale affermazione? Non resta allora che prendere i numeri arretrati della rivista “Il Pescatore” ed andare a ritroso nel tempo fino al numero di ottobre del 1996, a pag 14, dove tal Davide Brusoni compare con una marmorata di 5 e passa kg presa da lui nel Ticino a Bereguardo appunto colla camola del miele pescando a passata.
Marmorata mia del Po


Io stesso ho fotografato la cattura di un esemplare di un paio di kg, se non oltre, preso con bigattini da un signore che pescava barbi nel Cervo a Formigliana ed arrivata nel torrente probabilmente da uno scaricatore del canale Cavour visto l’assenza di marmorate in tal corso d’acqua anche nei tratti medio alti.
Naturalmente la tecniche adatte allo scopo sono ben altre ed in particolare lo spinning dove non si deve aver paura di usare artificiali di dimensioni simili a quelli per il luccio. I “marmoristi” sostengono che queste grosse trote, specialmente le marmorate, stanno quasi alla fine delle grosse lame di fondovalle. Alberto Sambugaro è uno di questi e ha un record di 12.600 fatto nel 2016 ma in un fiume del Nord Est.....comunque cambia nulla rispetto al Nord Ovest

. In Facebook lo trovate al link

https://www.facebook.com/alberto.sambugaro.7

http://www.marmocrazyartificiali.altervista.org/

 Nella pesca nulla è scontato ma sembra che la pesca a mosca sia nettamente perdente nel confronto collo spinning stando alla grande guida slovena Franko Gorjan con cui ho avuto modo di colloquiare in un mio soggiorno in Slovenia.
Franko Gorian
 Poi vi sono le tecniche col morto manovrato che è vietato in molte acque pregiate male TROTONE sono molte volte a valle della linea di confine. Le tecniche sono 4 anche se quella Drachkovicth è da usare solo in posti alti e impescabili con altro. La “Vigevanese” e “ L’ossolana” si assomigliano e prevedono un piombo prima del pesciolino morto alla distanza prescelta dal pescatore. Infine esiste “La Svizzera” ove il piombo a forma di Torpille viene inserito nel pesciolino morto. In queste 3 è logico che si recuperi e nella “Svizzera” da monte a davanti a Voi. Meglio pesciolini vivi uccisi all’istante che hanno più consistenza sulle ancorette. Pesci ideali sono scazzoni, vaironi, sanguinerole ed alborelle grosse..
Alberto Sambugaro
Autocostruttore potete vedere e se volete comprare i suoi artificiali andando al link

http://www.marmocrazyartificiali.altervista.org/



Le caratteristiche più evidenti della trota marmorata riguardano la taglia e la livrea. Questo pesce può raggiungere dimensioni ragguardevoli, l'esemplare più grande mai catturato pesava poco meno di 25 kg. La livrea della trota marmorata è caratterizzata da un'alternanza di macchie chiare e scure, irregolari e spesso fuse fra loro, che formano un disegno intricato definito "marmorizzatura", da cui deriva il nome comune dell'animale. Essa risulta comunque fortemente influenzata dall'ambiente in cui vive l'esemplare in considerazione e dal periodo dell'anno. Si osservano infatti esemplari con striature di un grigio chiarissimo quasi bianco come di un marrone scuro quasi nero. Ogni fiume pare conservare un ceppo con caratteristiche morfologiche e di livrea leggermente diverse, anche se non tassonomicamente significative.

Di certo il meglio per un pescatore maschio sarebbe agganciare una TROTONA come  nella foto sotto






Pescare nei laghi di Bertignano e Masserano (entrambi nella provincia di Biella)

Dal PDF (stranamente scaricabile) della provincia “” In provincia di Biella le acque gravate da vincoli particolari sono: ...