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1.13.2014

Lucci a Vercelli









Dopo mi rifeci ma vi sono dei momenti della mia vita aulietica in cui avrei tanta voglia di appendere le scarpe, pardon, le canne al chiodo. Uno di questi è avvenuto negli ultimi giorni del 2005 quando il mio negoziante di fiducia mi presenta la foto di un altro suo cliente, tal Cristiano, con un luccio di Kg 10 esatti preso a spinning con un ondulante di 17 gr alla lanca del Sesia situata nei pressi della cascina Brarola vicino alla strada che dalla periferia di Vercelli porta a Palestro. Avrei voluto smettere non tanto perché era parecchio che non la visitavo ma dato che il signor Cristiano era solo due mesi che pescava a spinning e mi sembrava esagerato il fondoschiena che aveva avuto.

Cristiano col luccio citato

Comunque quello era solo la continuazione di una serie di esocidi extra che puntualmente da qualche anno facevano la fortuna di qualche pescatore che immergeva la propria lenza nelle acque del basso Sesia, dei suoi affluenti o delle sue lanche.
Ero un  un assiduo frequentatore del lago Ripalta cioè uno specchio d’acqua di 11 ettari posto ad Asigliano, sempre nel vercellese, ed in ex gestione alla APD Novara(grossa moria di pesci pochi anni fa però).   Esso presentava al momento dell’iniziale gestione la presenza di qualche esocide a detta dei vecchi frequentatori; in un recupero in una roggia della zona di Mortara, sempre in gestione APD NO, fatta poco dopo furono rinvenuti inaspettatamente quasi 70 esemplari di luccio che furono collocati appunto in detto lago. Parecchi erano piccoletti ma parecchi avevano più che discrete dimensioni fino ad arrivare ad un paio di soggetti attorno agli otto kg.
Nei successivi mesi autunnali ed invernali ne presi in quello specchio d’ acqua almeno una dozzina di esox; Sia con rotanti normali, con rotanti tandem, con minnows, ondulanti e qualsiasi si voglia esca artificiale ma nessuno dico nessuno di essi superava il kg e trecento grammi, il chilo e quattrocento ad voler essere buono con me stesso. Lo sberleffo finale avvenne quando a primavera un mio amico carpista  ne tiro a riva uno attorno ai 4500 gr che aveva addentato due boiles rosse e gialle mentre recuperava le stesse……..


Inizio lanca Prarolo

Lo scopo dell’ articolo è evidentemente quello di metter in risalto  quella che personalmente ritengo la provincia piemontese di maggior interesse per coloro che volessero dedicare la loro attività piscatoria  alla caccia Mister Esox. Notizie certe corredate in qualche caso  da alcune foto mi danno questa netta impressione.  Non mi avventurerò in descrizione delle tecniche da usarsi anche se personalmente ritengo il pesce vivo la più adescante seguita a ruota dal morto manovrato. Ma ognuno ha le sue convinzioni e i sistemi di pesca che più si adeguano anche alla  sua indole, alla sua cultura piscatoria, alla sua sensibilità e quindi mi limito a segnalare la bontà della zona.


Luccioni come o superiori al primo descritto ogni anno vengono tirati a riva usando le più disparate tecniche; non posso certamente mettere in dubbio la parola del presidente APD NO che mi disse che alla fine degli anni “90  tiro a riva un esemplare di 12 kg circa pescando a morto manovrato alla Svizzera, cioè con piombo interno al pesce esca, nell’ asta principale del Sesia. E che dire della foto apparsa nel 2006 su un giornale locale del novarese di uno stupendo esemplare, probabilmente femmina, di oltre 15 kg preso innescando una scardola vicina ai 400 grammi, sempre in qualche lama del Sesia basso. Lame, specifichiamo per  coloro che non avessero mai visto il fiume, lunghe mediamente oltre un km, con profondità che oscillano fra i 4 e 6 metri per toccare punte anche maggiori come qualche centinaio di metri; luoghi perciò ben adatti ad ospitare grossi esemplari di luccio anche se purtroppo sono diventate anche luogo di dimora di grossi siluri.



Aggiungi didascalia

Tutti luoghi che potrete trovare abbastanza facilmente prendendo stradine non asfaltate, ma comunque ben individuabili, che dipartono dai  paesi posti nelle vicinanze del fiume compreso la città di Vercelli nel rione Cappuccini.
Nel comune di uno questi e cioè Prarolo, posto appena a Sud di Vercelli sulla strada per Casale, vi è quella che ritengo la più grossa e più bella lanca fluviale della regione.
Essa si trova sulla sinuosa stradina asfaltata che dal paese citato porta alla frazione di Pizzarrosto ed è alquanto nota anche per le carpe, i Black Bass, i bei persici reali e gli innumerevoli pesci gatto che vi dimorano.  Attraverso esperienze dirette e di “negozio” mi risulta un adeguato numero di catture di esocidi anche se non corredate da pesi record fermo restando che esemplari sui 4-5 kg sono già da considerarsi buone come un esemplare di 5.100 kg preso nel 2004 dal mio negoziante stesso(purtroppo defunto)..

Ottimo posto risulta anche la parte Est dove da Vercelli verso Palestro si può raggiungere una lanca attraversando la cascina Brarola, raggiungere l’ argine e girare a sinistra; Oppure entrando in Palestro, girare a destra al semaforo e poi ancora a destra in prossimità di una curva. Alla diramazione dello stradino prendere a sinistra ed avremo il fiume vivo ed una lanca collegata ad esso.   E’ la che finalmente presi il mio Over 10 con un Martin di 28 gr a fine 2007.






Oltre ai già citati luoghi esistono nel vercellese numerose acque dalla diversa tipologia che sfociano nel Sesia; Esse sono spesso oggetto di risalita dei lucci, specialmente nei momenti prossimi alla frega. Ne troviamo un paio molto interessanti presso la già citata cascina Brarola dalla parte sinistra del fiume. La roggia Bona ed il Torrente Marcova si immettono invece sulla destra del Sesia e le troveremo sulla statale che da Vercelli porta verso Casale nell’ ordine citato. Sta a Voi poi trovare i luoghi migliori come fece il mio collega Adriano Taglier di Occhieppo Inferiore (BI) nel dicembre 2007.


Sesia e lanca a Palestro

 Profondo conoscitore della rete idrica vercellese trovava strano che in quel tratto di Marcova a Stroppiana non si riusciva a prendere un pesce pescando con parecchie tecniche. La convinzione che un grosso luccio vi dimorasse risultò esatta quando il suo Martin 28 gr fu preda della vorace bocca di un esemplare di ben 12 kg proprio al calar delle tenebre .


Adriano

E questi sono solo gli esocidi extra di cui sono a conoscenza e quindi è presumibile che altre grosse catture siano avvenute.

Infatti la guida di pesca Paolo Baragioli (paolo.baragioli@yahoo.it) ne ha eseguito altre e le potete vedere nel suo profilo Facebook.


Tutti i luoghi citati, eccetto il lago Ripalta, sono pescabili con licenza governativa e tessera FIPSAS. Un negozio di pesca aperto anche alla domenica mattina lo trovate in Corso Casale 42 a Vercelli. 


 Questo è un articolo mio apparso un po’ di anni fa sulla rivista cartacea PESCARE e successivamente in PescareOnline e leggermente modificato adesso.

Video






4.10.2012

Lanca del Sesia a Prarolo

Una lanca è un meandro fluviale abbandonato per la diversione dell'alveo principale. Le cui acque sono stagnanti.
Le lanche sono presenti tipicamente nelle piane alluvionali con pendenza molto bassa e bassa velocità di corrente, in cui i corsi d'acqua tendono a divagare assumendo una configurazione a meandro. In sedimentologia ,si definisce pianura alluvionale (o piana alluvionale) un ambiente sedimentario in cui la sedimentazione è controllata dalle correnti fluviali.
In alcune lanche entrano roggie o canaletti vari che possonio generare una leggerissima corrente nei pressi della immissione;Generalmente però tutta la lanca è da considerarsi come acqua ferma eccetto quando il fiume straripa e và nella lanca. Vi sono lanche collegate al fiume e lanche che non lo sono; Alcune vengono innondate dalle piene e altre no.Diversi esempi si riscontrano nei grandi fiumi della Pianura Padana, come il Po ,l’Adda, il Sesia e il Ticino.
Anfibi e rettili ospitati nell’ acqua e sul circondario terrestre possono essere la Rana verde, Raganella, Rana di Lataste, Rospo comune, Tritone, Biscia comune, Ramarro, Lucertola muraiola, Biacco, Biscia dal collare e Natrice tassellata. Tra queste merita sicuramente attenzione nella progettazione degli interventi e nei monitoraggi futuri la Rana di Lataste, anfibio endemico della pianura-padana protetto dall'Unione Europea.



Come uccelli si trova il Germano reale e sono presenti purtroppo dei Cormorani. Il bosco umido e la fascia che circonda le lanche ospitano nel periodo invernale una discreta presenza di Colombacci. Nel periodo estivo è facile avvistare Aironi cinerini, Garzette e il Martin pescatore, che si alimentano nelle lanche, ed osservare Gallinelle e Porciglioni.

Noi vi vogliamo parlare della più grossa lanca del Sesia nel comune di Prarolo. Li il Sesia è sbarrato da una grossa diga per permettere , da sponda opposta cioè in comune di Palestro (PV), l’ uscita del canale Sartirana che abbiamo già trattato nel sito.

Come arrivarci : Poco dopo Vercelli in direzione Casale si svolta per il sudetto paese e dopo il calcavia autostradale si gira al terzo cartello indicatore e dopo poco alla prima a destra.

Seguire tale strada fino ad una grossa cascata sulla sinistra, tornare indietro di un pò ed avere la possibilità di parcheggiare l'auto in alcune comode piazzole e appena al di là della boscaglia vi è l’acqua . In inverno l'inizio della lanca si vede.
Nella seconda alternativa dopo 50 metri dell’ unico dosso che troverete si prende una la stradina sterrata a sinistra con cui si raggiunge direttamente la zona golenale e seguendo la pista tracciata in mezzo al pioppeto raggiungere l'altra sponda della lama. Se scegliamo quest'ultima possibilità consideriamo che la sterrata non è in buono stato e tante volte anche mal segnata specie dopo piogge abbondanti. In questo caso possiamo anche fermarci sul fiume. Comunque a Prarolo nel dubbio chiedere.



La lama di Prarolo è la classica "morta" fluviale, collegata perennemente al Sesia. Di notevoli dimensioni, è situata in una zona golenale soggetta durante le grandi piene del Sesia all'allagamento completo. La profondità è variabile dal metro fino anche ai quattro metri nei punti più profondi. Vicino a riva sono presenti canneti e altra vegetazione, a tratti sono presenti anche ninfee e dispersi per tutta la lama vi sono tronchi e rami d'albero sommersi. Proprio queste caratteristiche rendono la lama un posto ideale per la pesca ai predatori: lucci, persici reali, black bass e anche siluri "entrati" dall'asta principale del fiume, anche se non raggiungono grandi dimensioni come nel fiume.


Se decidiamo di andare direttamente sul Sesia esso è diventato il regno degli Aspi.


Ovviamente vi sono anche carpe, le quali raggiungono dimensioni di tutto rispetto, scardole, carassi, triotti, alborelle, pesce gatti e anche qualche tinca. In passato, fino a 15-20 anni fa, la lama era "famosa" per le grandi quantita di lucci e black bass presenti. A causa di vari fattori ambientali, si è assistito a una diminuzione del luccio, anche se fortunatamente la situazione adesso si è stabilizzata e i lucci presenti sono ancora discreti come numero e taglia. Stessa sorte, molto più drastica è toccata al black bass. Se prima erano relativamente comuni bass dal chilo ai due chili, oggi esemplari di tali dimensioni sono un'eccezione. Si raccomanda quindi il rispetto delle misure minime e dei periodi di divieto,anzi, meglio adottare il cattura e rilascia per evitare la scomparsa di questi splendidi predatori.



Tecniche consigliate

Ciprinidi: possiamo optare per tre scelte diverse. La prima consiste nel dedicarci alla minutaglia che, soprattutto da maggio a settembre, h presente con numeri di tutto rispetto nel sottoriva. Allo scopo procuriamoci una fissa sui quattro-cinque metri, una lenza dello 0.12, amo del 18-20, un galleggiantino sotto il grammo, piombini distribuiti lungo la lenza. Ogni tanto, a seconda dell'andamento delle abboccate, una manciata di bigattini e una noce di pastura sfarinata che si sciolga a mezz'acqua: non mancheranno certo alborelle, triotti e scardoline. Ogni tanto, possono anche mangiare scardole di una certa mole. Non è poi molto remota la possibilità di allamare persici reali, attratti più dalla minutaglia che dalla pastura, ma che comunque non disdegnano uno o due bigattini scodinzolanti. Se invece preferiamo prede più grosse, si possono tentare carpe, scardole, carassi e tinche con diverse tecniche: inglese, ruobasienne, ledgering, fondo e perchh no, anche bolognese.



Non entrando nei particolari delle montature delle varie tecniche, si suggerisce di non tentare molto distante da riva, pasturazione con bigattini/mais e sfarinati in quantità modiche ma continua per tenere sempre i pesci "sotto". Con l'inglese e il ledgering abbiamo il vantaggio di poter, in alcuni punti, pescare agevolmente anche vicino alla riva opposta. Alterniamo il bigattino, esca universale a sempre catturante, al mais e al piccolo lombrico di letame per selezionare la taglia del pesce. Infine, il carpfishing ci permette di insidiare le carpe grosse, che certamente non mancano, ma in questa lama sono difficilissime. Un'attenta "lettura" di rive e fondali, unita a una costante pasturazione aumentano le probabilita di pescare la carpa da sogno, considerando sempre che non è proprio un luogo da neofiti.



Predatori: il luccio costituisce la più grossa attrazione alieutica della lama, sia che si peschi a spinning, morto manovrato o vivo.
A spinning, sondiamo con metodo e costanza l'acqua fino a dieci metri da riva con lanci paralleli alla medesima. Particolare attenzione va riposta ove vi sono alberi, tronchi e altri ostacoli sommersi: sono queste le tane preferite del predatore. Se abbiamo la fortuna di trovare i lucci in caccia, osserviamo le cacciate e insistiamo lì, ci sono molte possibilità che ritorni a cacciare. Usiamo robuste canne da spinning sui due metri e settanta e una potenza reale di cinquanta grammi, ricordiamoci che ci deve aiutare anche a forzare il luccio da tane pericolose per l'incolumità del nostro filo.
Un buon mulinello, di dimensioni generose caricato con un moderno trecciato con una tenuta non inferiore ai quindici chili, è necessario per lo stesso motivo, tenendo conto poi che l'esemplare da sogno abbocca quando meno ce lo aspettiamo. Per quanto riguarda gli artificiali c'è che l'imbarazzo della scelta: grossi rotanti e grossi rotanti tandem, ondulantoni, minnow e cranckbait dagli undici ai venticinque centimetri, grossi spinnerbait, grossi bucktail, grosse imitazioni in gomma con testa piombata da far saltellare insistentemente nei pressi delle tane per stimolare l'aggressivita del luccio.
Più importante del tipo di artificiale usato è la fiducia che riponiamo in esso: mai macinare filo svogliatamente, perche se lo spinning al luccio vuol dire anche cappotti, non si sa mai quando e dove il luccio decida di attaccare, e spesso h anche l'unica occasione della giornata: un vero peccato farsi cogliere impreparati. Stessa costanza, metodo e posti, ma diversi movimenti da imprime a canna e mulinello per il morto manovrato.
Possiamo provare comprando la montatura Drackovitch gi` fatta nei negozi forniti. Per il vivo usiamo alborelle, scardoline, cobiti e gobioni, innescati ad uno amo per le labbra. Un galleggiante adeguato, un piombo prima del terminale e la lenza h bella che fatta. Per canna e mulinello vanno bene le stesse da spinning oppure canne da fondo, ledgering e carpfishing. Possiamo stare per tutto il tempo nello stesso luogo oppure muoverci ogni tanto lungo la riva. D'obbligo in tutti e i tre casi il cavetto.



Il periodo migliore per il luccio è la stagione fredda, da novembre fino alla data di chiusura e poi nel periodo successivo all'apertura, coi lucci affamati dopo il periodo riproduttivo. Stante la taglia modesta dei siluri presenti, possiamo usare la stessa attrezzatura per insidiare anche questo predatore, naturalmente in periodi diversi.
Il black bass purtroppo non è molto presente soprattutto per quanto riguarda gli esemplari di taglia, anche se sembra che la popolazione sia in ripresa numerica e qualitativa. Si insidiano con i siliconici piombati e spiombati, preferibilmente realizzando inneschi antialga, recuperando a strappetti presso la riva, tronchi sommersi, canneti e ninfee. Se sono presenti a galla e sono in attivita, popper e prop bait diventano imbattibili regalandoci abboccate a galla di indubbia spettacolarita.
Il persico reale pur essere presente nella lama con branchi di moltissimi esemplari; pur perchè si sposta frequentemente in branchi compatti in vari punti della lama ed entra ed esce dalla lama all'asta principale del Sesia.
Insidiabile a spinning leggero con rotanti e minnow di piccole dimensione, i locali lo insediano preferibilmente con bolognesi robuste, grossi galleggianti da passata e ami del 6-7, innescando l'alborellina viva  o altri pesci esca piccoli come il cobite che è il Re di questa pesca
.
Cobite
. Se i reali sono in zona ne prenderemo uno dietro l'altro.



Licenza: Governativa e FIPSAS. Attenzione che dalla diga a 200 metri a monte è zona di divieto.

Negozio Pesca: Luciano Pozzati Via casale. A Vercelli zona Cappuccini


http://www.lucianopesca.it/


Dove mangiare: AL BISTROT IN PIAZZA DI PEDRINAZZI FEDERICA SNC
STR. ST. 31 DEL MONFERRATO, 31
13100 PRAROLO (VC)
tel.: 0161240142

Dove dormire: HOTEL ARCOTEL
Strada Statale 31
15030 VILLANOVA MONFERRATO (AL)
tel.: 0142493528

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