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1.30.2015

Gare di pesca al colpo

Gara sul Quintino Sella a Novara

Per esaminare le gare di pesca intervistiamo sig. Massimo F. o più semplicemente Malauros (suo Nick nel forum Pesca360) nato nel 1947 e residente in provincia di Varese. Massimo pesca o pescava con le tecniche passata (con canne fisse o bolognesi), inglese e roubaisienne, ha gareggiato nelle tecniche indicate prima e ha fatto il giudice di gara per 25 anni nel settore  Acque Interne e la sola specialità Colpo, nella Trota Lago solo poche gare
-----------A che età hai incominciato a pescare e a che età hai fatto la tua prima gara?
Ho iniziato da pischello, avevo 11 anni, mi portava a pescare mio padre sul Ticino a Bereguardo, poi ha frequentato i laghetti o quelli tecnicamente chiamati CPP (Centri Privati di Pesca); la prima gara è arrivata molti anni più tardi, ero già sposato ed abitavo a Saronno, mi sono iscritto ad una Società della città, la SPS Saronnesi, era il 1980 ed avevo 33 anni
Campo gara a Trezzo Adda

----- Malauros per gareggiare ci si deve iscrivere ad un club affiliato FIPSAS  (tralasciamo ENAL e ARCI di molto minor “sostanza”)  ma come si fa a diventare garista? Si esprime la propria volontà a chi
Come ho fatto io, ci si iscrive ad una Società Sportiva e poi si inizia con il fare le gare sociali e poi è la stessa associazione che già partecipa ai Campionati Provinciali (è il primo gradino), se il socio ne ha voglia ed ha dimostrato abilità, viene iscritto sia come individuale sia come componente di una squadra di quattro garisti

----------Per quali club hai gareggiato? E per quanti anni hai fatto il garista? A che livello sei arrivato?Una tua gara di cui sei particolarmente orgoglioso?
Ho iniziato con i Saronnesi, poi nel 1992 sono andato ad abitare a Castiglione Olona e mi sono iscritto alla Malnatesi dove sono rimasto fino al 1996, quindi sono passato alla Venegonesi (dove sono attualmente). La mia gara migliore è stata sul Ticino, una gara provinciale dove ho fatto il primo assoluto su 240 concorrenti.
------------Quale è il record di Alborelle?
Fu sul Ceresio, un Provinciale, mi sembra di ricordare che furono  650 e, se la memoria non mi inganna, mi piazzai 3° di settore, quindi 3° su 10


------------Quali pesci erano le prede più comuni oltre alle Alborelle ieri e quali sono quelle di adesso?
Sul Ticino i cavedani; in Provincia adesso c’è scarsità di catture: al Ticino quasi esclusivamente cavedani ma di taglia interessante e pochi gardon, al Lago di Varese le scardole la fanno da padrone
Link a video del campo gara di Trezzo Adda e di  gara nel Quintino Sella a Novara
----------Alle gare partecipano i club, i singoli od entrambi?
Ogni garista che, per definizione comune, è chiamato atleta, può gareggiare sia come individuale (nei campionati appositi) oppure come componente di squadra; in caso di Trofeo a Squadre il concorrente concorre con il proprio piazzamento al punteggio, che viene definita penalità perché meno penalità si ottengono più alta è la posizione in classifica e questo vale sia per le squadre sia per gli individuali. Ci sono anche campionati a Box e A Coppie, è l’unica volta in cui i componenti del box/coppie, pescano uno a fianco all’altro e possono aiutarsi vicendevolmente, cosa che nelle altre gare non possono fare, infatti il regolamento recita così: il concorrente non può prestare né ricevere aiuto pena la squalifica
Risultato gara sul QS a Novara


----------La classifica come veniva stilata ai tuoi inizi e come viene stilata oggi?
La tecnica è la stessa, solo che attualmente viene fatto tutto tramite computer per mezzo di un programma apposito fornito dalla sede centrale della Fipsas; il Giudice può anche non essere necessariamente anche l’operatore del computer ma quasi tutti i GdG dispongono di PC portatile (io ne ho tre) e stampante

***Mi permetto di aggiungere io che prima era a pesce morto e veniva assegnato x punti ad ogni pesce a cui veniva aggiunto il peso totale; Attualmente è a pesce vivo e viene conteggiato solo il peso***
***
--------Spiegaci la storia dei settori, dei picchetti più o meno “buoni” dello “stopper” ecc ecc
Utilizzando il computer, il sorteggio viene effettuato in modo totalmente automatico dall’apposito programma, pertanto non è possibile prevedere quale sarà la posizione finale del concorrente; in fase di sorteggio il programma assegna ad ogni concorrente due parametri, il settore a cui viene assegnato un numero ed il posto gara a cui viene assegnata una lettera; la mattina della gara il Giudice effettua pubblicamente quello che si chiama “abbinamento” e la procedura è semplice: avrà due sacchetti anonimi, uno con delle lettere (tante quanti sono i settori previsti) ed uno con dei numeri (da 1 a 10 perche tanti sono i posti gara per ogni settore) trasformerà quindi i numeri dei settori in altrettante lettere, mentre per i posti gara trasformerà le lettere del sorteggio in numeri; il garista così non potrà mai sapere fino al momento dell’abbinamento quale sarà il suo posto gara. Gli “stopper” (chiamati anche “civette”) sono messi a monte ed a valle dal campo gara in modo che il primo e l’ultimo di campo non potranno mai essere effettivamente primo e ultimo che di norma sono avvantaggiati, gli stopper non sono compresi nella classifica.


---------Il pesce pescato adesso viene rimesso in acqua ma prima no. A chi andava? Al garista, al club  o magari si facevano donazioni ad ospizi ecc ecc
La Circolare Normativa è molto chiara in merito, quando la gara è a pesce morto (le gare alla trota per esempio), tutto il pescato va in beneficenza, è solo nella gare alla trota, dove il pesce deve essere obbligatoriamente immediatamente soppresso (sempre da regolamento nazionale) e il garisto lo paga con la quota di iscrizione, può essere trattenuto dal concorrente.
-----------Come sono cambiate le gare di pesca col galleggiante? Adesso mi sembra che si usi solo la roubaisienne nella maggior parte dei casi mentre prima anche la bolognese, la canna fissa e si pescava all’ inglese anche per grossi canali (Ostellato ad esempio) e nei laghi.
Dipende molto dal campo gara, nei laghi è normale dover usare una canna “inglese”, nei canali è più indicata la canna a innesti (roubaisienne) mentre nei fiumi (il Mincio ad esempio) è normale dover usare canne fisse (da 8 metri in su) o le “bolognesi”


-----------L’ attrezzatura di un garista di ieri e di uno di oggi quale deve essere?
Quando ho iniziato la mia attrezzature era molto povera ma anche i garisti più blasonati non erano molto più attrezzati, bastavano relativamente poche cose: oggi le cose sono molto cambiate ed i costi per dotarsi di un discreto parco canne può essere molto elevato, si parla di più di un migliaia di euro, ad essere parchi
--------Perché vincono quasi sempre i soliti? Mi è stato detto e da più persone che i Big mandano i loro “scagnozzi” già una settimana prima a provare il campo gara e poi loro arrivano un paio di giorni prima, ascoltano le impressioni degli “scagnozzi e poi provano anche loro. Cosa impossibile per un garista normale con budget limitato….
Si consideri che il top del panorama agonistico, è composto in buona parte da persone che hanno fatto della pesca sportiva il loro lavoro e non è vero che mandino loro galoppini a provare il campo gara perché sono loro stessi a farlo; il “segreto” sta tutto nella conoscenza del campo gara che acquisiscono pescandoci loro stessi e non si limitano ad un paio di posti, ma lo battono tutto, palmo a palmo
Quintino Sella
-----------Cosa ti ha spinto a diventare giudice di gare e quando hai cominciato? Esistono dei corsi per farlo?
Considera che non sono mai stato un garista di alto livello, tranne pochissimi episodi, però amavo e amo frequentare i campi gara per vedere gli altri pescare anche perché, come mi hanno insegnato, il modo migliore per imparare a pescare e guardare quelli bravi che lo fanno, insomma, come si suol dire: “rubare con gli occhi”
-----------Ci racconti un episodio spiacevole tipo ?
Spiacevole è solo quando mi vedo costretto a penalizzare qualcuno con decisioni sgradevoli come quella di considerare a cappotto un concorrente che ha sbagliato posto (può succedere quando ci sono degli assenti e la combinazione vuole che il concorrente pesca nel posto destinato al concorrente assente; mi è capitato anche di dover squalificare con retrocessione qualche concorrente che non ha rispettato i limiti nei quantitativi di esche e/o pasture

-----------Oramai se fuori e ci puoi dire le regole che non ti piacevano e quali altri regole tu metteresti?
Non mi sono tirato fuori in maniera definitiva, ho solo chiesto una “sospensione” volontaria che può arrivare ad un massimo di due anni; di regole ce ne sono fin troppe e alcune perfettibili; ad esempio una che cambierei riguarda la Lombardia ed è il quantitativo massimo di cagnotti (la larva di mosca carnaria) imposta dalla Legge Regionale che è di 500 gr, in molti campi gara sono pochi e mettono il garista in condizione di commettere un’infrazione
----------L’ ultima domanda è quella velenosa……Scusa ma perché uno iscritto ad un club, anche se non garista, ha diritto ad esprimere almeno un voto e uno non iscritto non ha questa possibilità.  Molti anni fa la direzione FIPSAS non aveva istituito la possibilità di scelta di questa cosa alle sezioni provinciali? A me risulta che solo BG aveva aderito o sbaglio?. Tu come vedi la cosa cioè che in una sezione provinciale vi fosse un rappresentante dei “liberi” pescatori iscritti FIPSAS?



Vorrei usare la frase che si sente pronunciare in qualche telefilm poliziesco: “mi appello al diritto di non rispondere” ma hai toccato un tasto dolente: a dire la verità non sono molto ferrato sull’argomento, so che c’è un articolo nello Statuto della Fipsas che prevede qualcosa di simile ma non sapendo esattamente cosa recita, preferisco non lanciarmi in affermazioni sbagliate.
Io e i lettori ti ringraziamo vivamente per aver discernito un mondo quasi sconosciuto a chi non fa le gare. Personalmente faccio i complimenti alla tua sezione per il bel sito che avete e che dovrebbe essere di esempio per le altre sezioni. Col tempo ho limitato le mie idee sui garisti e ti chiedo scusa se in passato ti ho preso un po’ in giro e ho attaccato troppo duramente le gare di pesca;  Anche se continuo a ritenere che esse siano un modo molto diverso di vivere la pesca. Diverso non vuol dire negativo o positivo ma solo diverso.





10.21.2011

Pesca a galleggiante controcorrente




Che vi fossero delle storture mentali e anche tecniche nel mondo della pesca c’è ne eravamo resi conto noi di P&P, ma l’ incontro col Dayaco in un forum di pesca ci ha aperto gli occhi e siamo andati ad intervistarlo e a pescare con lui con diverse tecniche durante un suo periodo di ferie in Toscana. La moglie sua è al mare e noi 3 a Calcinaia sull Arno a prendere carpe e channel. Abbocherà pure una piccola anguilla.

Perché Lei non si rileva apertamente?

- Ho avuto un passato, ed ancora adesso sono parecchio conosciuto nel mondo della pesca; Inoltre il mio consuocero ha notevoli interessi nella pesca. Voglio evitare discussioni inutili



Come mai i pesci abboccano anche con acque sporche come quelle in cui stiamo pescando?

- Hanno delle specie di sensori lungo i fianchi: detta linea laterale che avverte le vibrazioni. Ogni animaletto si muove ed anche le esche artificiali. Poi molti grufolano ed aspirano tutto rigettando poi quelle cose non di loro gradimento.



I pesci vedono il filo?

Non lo so ma è ininfluente ai fini della pesca.
- Loro non sanno cosa sia un filo ed a cosa serve. Di certo nei tratti No Kill o similari stanno ben ben attenti a cosa mettono in bocca dopo essere stati punti varie volte ma ho preso un barbo una volta con ben altri 7 ami sul labbro... Nel caso del cavedano col singolo bigattino usare fili fini è solo un modo di far fluttuare meglio il complesso della lenza dato che l’amo influenza notevolmente la caduta del bigattino singolo in acqua ed il cavedano, attento osservatore, nota la differenza fra quello innescato e quelli in pastura che scendono molto più lentamente. Pescare con 4-5 bigattini è tutta una altra cosa.



A passata quale è la cosa più essenziale?

- E’ come nel ledgering.
A ledgering il lancio del pasturatore ad intervalli regolari (a seconda della quantità di pesce) sempre allo stesso punto sia coi feeder sia col method. A passata una pasturazione iniziale nelle giuste dosi e il mantenimento regolare della stessa a piccole dosi una volta che il pesce abbocca. Non serve assolutamente a nulla continuare a pasturare, specie in acque ferme o lente, se i pesci non entrano nell’ area pasturata. Ovviamente la passata deve avvenire sempre ove si è pasturato




A ledgering servono fili fini!!

- A parte casi particolari che riguardano sempre i NO Kill (ma anche li’ nutro seri dubbi) e qualche volta i cavedani in acque trasparenti, ma proprio trasparenti, direi proprio di no. Tutto il resto ingoia senza problemi l’esca ben presentata e si autoferra quasi sempre. Il resto è suggestione dettata dalla leggenda.


Ma lei si rende conto che sta dicendo il contrario di quello che vari esperti dicono da lustri, anzi decenni, nelle riviste ?

- E’ una leggenda, oltre ad essere Marketing e cose derivanti dalle gare di pesca ove il pesce piccolo e medio rappresentava la maggioranza del pescato, ed anche legato al cavedano nelle gare. Cioè: una volta il cavedano rappresentava circa il 30% dei pesci sopra i 300 gr; i pezzi sopra i 2 kg vi erano ma di certo non erano oggetto delle attenzioni dei garisti al colpo mentre quelli di taglia media si. Questi ultimi collo 0.10 od anche 0.08 li tirate fuori tranquillamente anche voi 2 imbranati.
Questo assieme di cose ha fatto del filo fine una delle basi del pescatore a passata. Per me è un grande errore tecnico specie di chi pesca da anni. Può anche darsi che abbocchi il 10% in più di pesci ma di sicuro i pezzi veramente grossi spaccano. Lei ben capirà che più roba vi è nella cassetta meglio è per il portafoglio di industria e commercianti della pesca.




Non siamo convinti di questa storia….Lei vorrebbe che un pescatore legasse un amo del N 22 a dello 0.18 ?

- Uffà che barba...L’ amo può essere anche del N 16 o del N 14 o anche meno come numero e si innesca NON uno, ma parecchi bigattini.
Tutti innescano un bigattino con amo minuscolo e filo sottile per rendere il bigatto esca più similare nella calata e nelle movenze in acqua ai bigattini di pastura.
Ognuno fa quello che vuole ma io innescando più bigattini rendo diversa la mia esca….come se pescassi con un grosso verme, mais, uva ecc ecc. Con le esche alternative e voluminose i cavedani abboccano anche con lenze da oratorio e fili di diametro più generoso.
Chi pratica il carpfishing da anni può benissimo dire che ha preso grossi cavedani colle boiles; ditemi Voi che terminali usano stè persone per poter portare al guadino carpe anche di 20 Kg? . 7-8-9 o più bigattini diventano una esca similare come concetto ad esche grosse; Basta attirare i cavedano coi bigattini sfusi e pescarli con altra esca, o meglio, innesco.




E per lo spinning?

- Lo stesso per lo spinning. Te la menano sulle esche ma nessuno spiega a che profondità, in che luogo rispetto a quella tipologia di acqua e in che periodo staziona tal o tal altro pesce. Ma non perché non vogliano ma perché non lo sanno nemmeno loro.
Sanno lanciare, sanno che quella esca artificale fa una tale azione e basta.



E Lei?

- Io non sono capace e ho solo fortuna, direbbe anche adesso il capitano della mia squadra di pesca di molti lustri fa...Esperienza che aborro ma che mi è stata utile! Pesco da una vita anche in posti ove facevo il bagno e scrutavo colla maschera i pesci per vedere dove erano e poi pescarli. Ma tecnicamente sono scarso.
Mi piace girare svariati posti e provare di tutto meno mosca e carpfishing.


Amo senza ardiglione? Che ne dice?

- A passata si; meno in acque ove ci sono anche trote, cioè torrenti di fondovalle, ma già in zone ciprinicole.
Il pesce bianco lo tieni sempre in tiro e non salta a parte qualche caso. La trota tante volte si e si slama abbastanza con amo od ancoretta senza ardiglione. Idem anche a ledgering.
A spinning mai meno ove è obbligatorio. Non rischio manco un 1% di perdere un medio/grosso predatore.





Come mai Dayaco?

- Essi sono una razza malese che prima tagliava e poi rimpiccioliva le teste dei nemici. Io faccio metaforicamente la stessa cosa adesso.

9.17.2011

Gare di pesca galleggiante


 In questa intervista non intende polemizzare sulla “Pesca vera - o – non vera”, sull’etica, sulla filosofia etc., ma si limita a riportare una semplice intervista.

Sotto il nome di “pesca al colpo” si intendono varie tecniche: canna fissa, bolognese, roubaisienne, inglese e alborella ossia tipologie di pesca che si attuano in gara.

Fino a non molti anni fa, in Italia le licenze di pesca superavano il milione di libretti. Si può quindi ben immaginare quale fosse il “movimento” di denaro intorno al mondo della pesca e, specialmente, intorno al mondo dell’agonismo. Tenete conto che un agonista era ( ed è tuttora) un “cliente” molto interessante per le grosse Aziende di pesca, dato che un agonista spende all’anno, tra attrezzature varie, esche, pasture etc., almeno dieci volte di più di un normale pescatore per diletto . L’associazione di pesca sportivi degli agonisti Italiani era la FIPSAS (a quell’epoca semplice FIPS).

Denaro e onestà non vanno troppo d’accordo, ed ecco perché l’intervistato avrà un Nick, grazie al quale si potrà esprimere liberamente su certi argomenti. Noi, per comodità, lo chiameremo “Silvio Trambusti”.Io stesso ne certifico l' attentuità.

Trambusti è nato e risiede tuttora in Toscana. E’ stato un agonista di livello medio (e se ne vanta). Ha anche collaborato alla rivista “Pescare” negli anni ’90.

-S. Trambusti, che differenza c’è tra l’attrezzatura da garista dei tuoi tempi e quella di adesso?

R: Ho cominciato a fare le prime gare che ero ancora adolescente, quindi a metà degli anni ’70. A quei tempi , l’attrezzatura, specie per chi iniziava, era molto ridotta rispetto a oggi. Si trattava di avere una “batteria” di canne fisse telescopiche ad azione di punta, dai 5 agli 11 metri, poi un paio di bolognesi di 5-6 metri e alcuni cannini da alborella. A quell’epoca, non esisteva ancora né roubaisienne, né inglese né i grossi panchetti che usano oggi.
Tutto sommato, erano gare alla portata di tutti o quasi, specie se uno si limitava ai circuiti provinciali. Se poi salivi di livello ( Regionale, Nazionale ) i costi lievitavano in modo esponenziale perché, oltre alle attrezzature, esche e pasture, dovevi mettere in conto la benzina, i pedaggi etc.


Ai miei tempi, poi, non esistevano gli Sponsor intesi in senso odierno. C’era qualche piccola azienda del tutto estranea al mondo della pesca che magari ci aiutava a pagare le piccole spese come affiliazione alla FIPS, tessere e poco altro.


-E i garisti di adesso che costi devono affrontare?

R: E’ difficile generalizzare. Certamente, oggi, anche un ragazzo giovane che comincia l’attività agonistica, deve mettere in conto di avere una roubaisienne, un buon panchetto, varie canne inglesi e bolognesi e relativi mulinelli e, in certi campi gara, ci vogliono anche le “vecchie” canne fisse e i cannini da alborella. Quindi, si può dire che, rispetto ai miei tempi, è una spesa superiore, anche perché molte Società di pesca sportiva, in pratica, “obbligano” il giovane (o la giovane) ad avere un certo tipo di attrezzatura, cosa che non succedeva ai miei tempi… Chi poi deve affrontare Campionati di un certo livello (Eccellenza Nord che corrisponderebbe ad una serie A in un altro sport oppure anche un’Eccellenza Zonale che invece sarebbe la serie B) si deve preparare a sostenere costi molto elevati, che sicuramente molti non si potrebbero permettere se non ci fossero gli Sponsor.
Da una recente indagine, pubblicata anche su di un noto forum, risulta che il 70 per cento circa dei 320 partecipanti all’Eccellenza Nord fanno parte del mondo della pesca, in quanto negozianti, rappresentanti, direttori commerciali di aziende produttrici e distributrici etc.



-Come si svolge una gara di pesca e come vengono redatte le classifiche ?

R: Tutti i partecipanti si ritrovano ad un luogo di Raduno. Lì, viene consegnata ad ognuno una busta che contiene le indicazioni per trovare il “picchetto” (posto di gara). Per esempio : Zona B, settore III, picchetto 5 , vuol dire che Ti dovrai recare nella Zona B, e poi al terzo settore della zona stessa. Lì, dovrai cercare il posto contrassegnato dal N° 5.
La gara, di solito, dura tre ore e per ogni tipo di Campionato sono previste delle “limitazioni” in fatto di esche e pasture.
Le Classifiche vengono redatte in base al peso del pescato da ogni singolo concorrente, quindi c’è una Classifica di Settore, di Zona e poi Assoluta.
Importante sottolineare che, prima e durante lo svolgimento della gara, i concorrenti sono (o, almeno, dovrebbero essere) controllati da un Giudice di Sponda, pronto a registrare ogni irregolarità e ad accogliere eventuali reclami.



-Ti è mai capitato di vedere od assistere a qualche “illecito” o “furbate” varie ?

R: Beh, sai, “la Madre dei furbi “ è sempre all’opera…Perché tutti vogliono vincere, o quanto meno “spulciare” il miglior risultato possibile.
Secondo me, bisogna distinguere due epoche : durante gli Anni Settanta, il pescato in gara veniva tenuto in buste di nailon legate alla cintola, per cui, a fine gara, i pesci erano morti. Ovviamente, c’è stato chi ha approfittato di questa norma, a volte, addirittura portando i pesci morti da casa per appesantire il sacchetto, e quindi vincere o quanto meno piazzarsi tra i primi.
Dopo, negli anni Ottanta, c’è stato l’obbligo tassativo di tenere il pesce in vivo nelle apposite nasse, per cui questo tipo di “escamotages” non è esistito più..
Le “furberìe” più evidenti sono quelle di chi detiene un quantitativo di esche
(bigattini) e pasture (sfarinati) di molto superiore al consentito dal Regolamento di questo o quel Torneo. E qui la “fantasia” dei furbi si scatena :
chi nasconde etti di larve dentro la fodera del giaccone da pesca (fodera cucita apposta), chi li nasconde in un calcio (o pompa) della Roubaisienne, chi cerca
di eludere i controlli celando cagnotti e pasture in borse, borsoni, fondi di secchi.. E la lista non finisce qui..


-Che mi puoi dire della situazione odierna ?

R_Oggigiorno, il mondo dell’Agonismo al Colpo in A.I. è in lento, ma (secondo
me), irreversibile declino. I giovani non sentono più, come una volta, il fascino delle gare. I motivi, del resto ci sono : la pesca in gara è uno “sport” costoso, per farsi una buona attrezzatura di base, occorre un mucchio di soldi. Poi, la benzina che costa ogni giorno di più. Mettiamoci anche che, negli ultimi 15-20
anni, sono nate discipline nuove di pesca come il Carp-Fishing, la grande esplosione dello Spinning e della pesca a Ledgering e la pesca al Siluro.
Queste nuove tecniche hanno affascinato sempre più giovani pescatori, promettendo grosse catture tutto sommato con un’attrezzatura che costa relativamente poco. Poi, c’è il fenomeno dei “laghetti” a pagamento (o cave), che offrono pesci a “pronta-pesca” (le famose “Trote-pollo”) e sono vicini alle città. Molti pescatori, anziani ma anche tanti giovani, vanno lì per “sfogare” la loro passione, sognando, magari, di pescare il bestione da dieci chili…



-Cosa mi dici dell’Arno Fiorentino ?

 2Video cattura siluro
Video cormorani
R: Purtroppo, tocchi un tasto dolente. L’Arno è MORTO !! Ed il brutto è che nessuno ne vuol sentire parlare.. E’ come la Favola del “Re Nudo” : tutti lo vedevano, ma nessuno aveva il coraggio di dirlo. L’Arno a Firenze è praticamente un fiume “morto”, in quanto non c’è più pesce bianco..Dove sono andate a finire le tonnellate di cavedani, scardole, savette, carassi che c’erano fino a dieci-quindici anni fa ? Inquinamento (certo), Effetto Diga di Bilancino (certo), ma soprattutto MILIONI DI SILURI che si sono mangiati tutto il pesce rimasto!! Se poi ai Siluri vogliamo aggiungere i Cormorani e i Channels, altra specie alloctona più invasiva del siluro stesso, il quadro è completo.
Nelle Gare in Arno si prende poco o nulla : qualche manciata di alborelle,oppure, ogni tanto, c’è chi pesca il “Jolly” sotto forma di carpona di 5-6 kg o
un Silurotto della stessa taglia e riesce, dopo non pochi sforzi, a portarli a guadino. Sull’Arno sono stati pubblicati Studi dell’Università di Firenze, in cui si dichiara che il 90 per cento della Bio-Massa del fiume, è costituito da Siluri.
Che altro vuoi che ti dica ? Che ..hanno ammazzato il fiume più pescoso d’Italia ? Te lo dico, e sono incavolato NERO ! Soprattutto con tutti i bigotti-ipocriti che fanno finta di niente, o con gli sciocchi che credono che “la Natura” metterà le cose a posto ! Sì, domani !! Stammi bene !



Silvio detto “I’ Trambusti”.

Video gara

http://pescambiente.blogspot.it/2011/09/gare-di-pesca-al-colpo.html

https://www.youtube.com/watch?v=6f_GOCGRHC0

Pescare nei laghi di Bertignano e Masserano (entrambi nella provincia di Biella)

Dal PDF (stranamente scaricabile) della provincia “” In provincia di Biella le acque gravate da vincoli particolari sono: ...