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10.15.2016

Pesca a spinning oltre ogni limite



Oltre il limite
Articolo e fotografie di Marco Altamura

Tutti gli esseri umani hanno la necessità di porsi dei traguardi da raggiungere per far fronte alle difficoltà della vita e , in quest’ottica , anche il sottoscritto non fa certo eccezione ; nella pesca come nella vita sento impellente il bisogno di raggiungere le mie mete e di spostare sempre più in alto l’asticella per garantirmi gli obiettivi prefissati . Se a ciò aggiungiamo il fatto che anche nella pesca a volte cerco di complicarmi le situazioni per trarne maggior soddisfazione , il cerchio si chiude senza una logica apparente . Ma solo apparente perché questa “forma mentis” negli anni mi ha aiutato non poco a soddisfare la mia voglia di crescere e credo che finché questo modo di pensare rimarrà vivo in me avrò la concreta possibilità di imparare sempre nuove cose .
Fin da quando anni fa ho iniziato la mia carriera di testimonial per varie aziende del settore “spinning”, ho applicato questa mia filosofia  in questo che per me più che un lavoro è stato ed è tutt’ora un vero e proprio divertimento . Non mi sono mai fidato dei proclami più o meno roboanti delle Aziende che descrivono i loro prodotti come il massimo presente sul mercato , ma ho voluto toccare con mano le reali potenzialità di ciò che rappresentavo per essere sicuro di abbinare al mio nome un prodotto di qualità e non solo una trovata pubblicitaria o una moda del momento . Da due anni a questa parte , da quando cioè collaboro con “Rapture” di Trabucco,
  ho adottato lo stesso metodo di giudizio ed ho avuto l’opportunità di conoscere una realtà dinamica ed in continua crescita che propone materiali di grande qualità a prezzi veramente competitivi se paragonati ai principali competitors americani e nipponici. Così una volta affidatomi i materiali da testare , non mi sono accontentato di conoscerne le caratteristiche tecniche e prestazionali , ma ho voluto condurre i miei test portandoli ai limiti di utilizzo e, talvolta , anche oltre . E’ esattamente ciò che ho fatto con un attrezzo da me molto apprezzato come la canna da spinning da Mt. 2,44 in due sezioni e con range di lancio 3/15 gr. denominata Delsol
; si tratta di una canna con azione dichiarata di tipo MF (medium/fast ) e pertanto adatta ad uno spinning leggero in lago alla ricerca principalmente di persici reali e cavedani

o in laghetto in cerca di trote . Non potevo certo lasciarmi sfuggire la ghiotta occasione di portare questa canna al limite insidiando lucci e lucioperca in ambiente lacustre . Approfittando del periodo propizio quale è l’inizio d’autunno quando cioè tutti i predatori sono al massimo dell’attività , ho organizzato alcune uscite sul “mio” lago Maggiore dove conosco gli spot più proficui e le tecniche adeguate per ingannare qualche bel predatore e , soprattutto , per mettere a dura prova la resistenza della Delsol . Il lago , a causa della quasi assenza di precipitazioni degli ultimi due mesi , si presenta con livelli molto bassi e questo stato del Verbano  coincide da sempre con copiose catture sia in termini di numero che in taglia del pescato . Come primo approccio scelgo una spiaggia che con i livelli normali risulta irraggiungibile anche con l’uso dei waders e che viceversa ora è pescabile in modo ottimale ;
opto come inizio per l’utilizzo di un Super Dexter , minnow dall’assetto affondante che con i suoi undici centimetri di lunghezza e soprattutto con i suoi 32 gr. di peso mettono a durissima prova la corretta azione della canna sia in fase di lancio che di un corretto recupero dell’artificiale
. L’alta criticità del test piano piano lascia il posto alla consapevolezza di poter osare grazie ad un grezzo che , come invece avviene nella maggioranza dei casi , non è sovrastimato in materia di potenza di lancio ma semmai il contrario ! La Delsol mostra di essere perfettamente in grado di gestire la gravosa situazione e così, positivamente impressionato , inizio a sondare la porzione di lago antistante . Dopo il lancio lascio scendere l’artificiale verso il fondale che qui è profondo circa quattro metri , ed inizio una serie di recuperi lenti inframmezzati da colpetti di cimino per far “spanciare” il Super Dexter che così emana accattivanti bagliori ; la livrea che ho a disposizione è la Super Dexter, molto naturale , che imita il pesce foraggio presente in loco come gardons e piccoli cavedani . Se abbocca qualcuno grosso di cavedano è il benvenuto!!!I
primi tentativi sono infruttuosi e così decido di forzare un po’ il lancio cercando di raggiungere una maggiore distanza da riva ; la canna sopporta bene e , finalmente , durante uno di questi recuperi percepisco in canna l’inconfondibile attacco dell’esocide : ferro prontamente e la Delsol si incurva fin quasi all’impugnatura , regalandomi attimi di puro godimento . Il combattimento dura un po’ più del dovuto considerando il fatto che il pesce , pur non essendo un gigante della specie , è pur sempre un luccio di circa tre chilogrammi che prima di arrendersi ce la mette tutta per complicarmi la vita e il terminale è di spessore mm 0,22 . Una volta salpato lo fotografo velocemente e lo lascio ritornare nel suo ambiente .
La prima situazione “border line” è stata abbondantemente superata e quindi cambio artificiale per ricercare altre condizioni che possano mettere in difficoltà il combo ( alla canna ho abbinato il mulinello SX-1 taglia 2000 sul quale ho imbobinato del trecciato di spessore mm 0,12 con un finale in fluorocarbon spessore mm 0,22 ) .
Scelgo tra le varie possibilità uno spinnerbait e precisamente il Windex Sniper Single Blade da mezza oncia ( 14 gr.)  al quale ho aggiunto un trailer-hook per mettermi al riparo da eventuali attacchi “corti” .
Ho a disposizione la finitura Special White che ben si addice ad acque trasparenti quali sono quelle del lago Maggiore . Mi sposto di qualche centinaio di metri lungo la sponda fino a raggiungere una stazione dove i battelli di linea fanno scalo la mattina e la sera ; qui alcuni pali di attracco creano luoghi ideali per i predatori intenti a tendere agguati alla minutaglia presente in loco
. Riesco ad interessare solo un black bass che insegue pigramente il mio spinner fino a riva per poi fare dietro front e scomparire di nuovo nelle profondità del lago . Continuando a pescare giungo nei pressi di un piccolo porto dove i  pesci-foraggio trovano riparo dai venti periodici e dalle intemperie ; sulla carta dunque un luogo ideale per trovarvi qualche bel luccio . Lancio parallelamente alla riva , faccio affondare il mio spinner ed infine attuo un recupero che i bassmen chiamano “slow rolling” e che nella realtà permette all’artificiale di procedere lentamente tra le asperità del fondo;  all’inizio dell’autunno , con il progressivo abbassarsi della temperatura dell’acqua , il luccio predilige cacciare prede più “facili” tralasciando le sfuriate e i veloci inseguimenti che caratterizzano il suo modo di cacciare nella stagione calda . I bagliori emessi dalla pala di tipo “willow leaf” dello Sniper Blade rendono molto accattivante l’insidia che in uno dei lanci successivi viene attaccata ferocemente da un luccio di piccole dimensioni , stimato intorno al chilogrammo e mezzo di peso ; anche in questo caso il combattimento è entusiasmante grazie all’attrezzatura che ne amplifica le sensazioni .
Veloce foto e poi via di nuovo in acqua . Sono giunte ormai le ore diciannove , decido di riporre l’attrezzatura e con l’auto faccio ritorno a casa ; durante il tragitto di ritorno ,  percorrendo la statale che costeggia il lago , vedo un piccolo assembramento di gente intente a guardare attentamente ed in modo concitato in acqua . Riconosco due amici e decido di accostare per sincerarmi sull’accaduto ; subito mi viene detto che vicino alla riva è stato avvistato un pesce siluro di notevoli dimensioni e che loro , essendo intenti ad insidiare persici reali con artificiali piccoli , non sarebbero stati in grado di provarne la cattura perché dotati di attrezzature estremamente sottodimensionate . In men che non si dica corro al bagagliaio della mia auto e tra me e me ripeto che non ci sarebbe stata occasione più propizia per testare i miei materiali : il tempo di annodare un terminale più robusto dello spessore mm 0,30 e di prelevare dalla mia tackle box il minnow Super Dexter e subito mi ritrovo anch’io a scrutare l’acqua in cerca di quel grosso pesce . Finalmente , intento a cacciare i pesci del sottoriva , si mostra in tutta la sua possanza e immediatamente , più per istinto che per ragionamento , lancio il mio minnow nelle vicinanze ; lo faccio affondare e subito inizio un recupero sincopato fatto di continui colpetti di cimino per dare un aspetto il più veritiero possibile alla mia insidia . Non ho neppure il tempo di ragionare che una botta tremenda mi riporta alla realtà : ho in canna un pesce di circa un metro e mezzo che tira come un treno con relativi vagoni e non vuole cedere alla mia trazione ; allento subito la frizione micrometrica del mulinello per evitare rotture e constato di come la mia povera Delsol sia incurvata fino all’impugnatura sotto i colpi poderosi del glanide . Il pesce nel divincolarsi viene in superficie lasciando me e le persone presenti all’evento del tutto attoniti ; si sente solo lo stridio della frizione dell’SX-1 che svolge il suo lavoro a meraviglia ! Cerco di non pensare in negativo e , per quanto mi è possibile , forzo il pesce fuori da una zona che presenta diverse piante acquatiche ; inoltre la mia posizione è sopraelevata rispetto alla superficie dell’acqua e , se da una parte mi facilita la visuale , dall’altra mina ulteriormente le possibilità di successo in quanto l’angolo acuto descritto dal trecciato rispetto l’artificiale amplifica la già esuberante reazione del grosso pesce . Non sono in grado di determinare quanto tempo passi in realtà in questa situazione , ma improvvisamente mi ritrovo con il filo allentato e l’artificiale che letteralmente schizza fuori dall’acqua : si è slamato proprio quando il combattimento iniziava a volgere a mio favore . Disdetta ! La delusione fa breccia negli animi dei presenti e soprattutto in me anche se posso ritenermi soddisfatto di aver tenuto testa ad un pesce “extra large” con un’attrezzatura largamente sottodimensionata . In fondo quello che cercavo l’ho avuto ma dopo un simile smacco ho bisogno di un’immediata rivalsa ; è giunta l’ora di cena ma , tacendo con gli amici le mie intenzioni , mi  riprometto di cenare per poi con il buio ritentare in quello stesso posto con la stessa attrezzatura . Detto fatto circa alle ventidue mi ripresento sul luogo incriminato con rinnovata fiducia e con la speranza di catturare di nuovo quel pesce ; dopo aver cambiato il terminale in casa alla luce e in tutta comodità , decido di usare come artificiale un minnow lipless di cm 9 per 16,5 gr di peso con livrea Clown , molto ben visibile nell’oscurità e pertanto adatto al siluro , predatore notturno per antonomasia . Si tratta dello Slash Stick di Rapture particolarmente adatto per raggiungere grandi distanze grazie al suo grande cx di penetrazione dell’aria e al suo buon peso ; sento distintamente il rumore di fragorose cacciate a galla , segno evidente che alcuni siluri stanno facendo incetta di pesce . Inoltre ho anche la possibilità di lasciare scendere lo Stick fino sul fondo per sondare gli strati bassi dell’acqua nell’eventualità ci siano anche dei lucioperca . Ed infatti da li a poco ho ragione di due piccoli lucioperca che hanno aggredito con voracità il mio lipless e subito dopo hanno riguadagnato la libertà . Ma i perca non sono il soggetto delle mie attenzioni e così riprendo a lanciare al largo nella direzione dove provengono gli sciacquii dell’attività predatoria dei siluri . Purtroppo non registro alcunché e dopo un’ora di tentativi ripiego sulla possibilità di catturare qualche lucioperca , considerando che poco prima questi non erano rimasti indifferenti alle lusinghe del mio minnow ; eseguo lanci di circa quindici metri ed attuo un recupero a saltelli sul fondo anche se per questo tipo di approccio sarebbe stato più corretto usare un silicone . Quando ormai consideravo terminata la mia sessione notturna , in uno degli ultimi lanci , ricevo un colpo secco in canna e porto una decisa ferrata : la canna si incurva sotto le possenti sfuriate del pesce che dal comportamento non riesco a catalogare . Penso che se si tratta di un lucioperca , questo deve essere di buone dimensioni e , nel frattempo, cerco un luogo adatto per scendere al livello dell’acqua per salpare il pesce . Il flebile chiarore di un vicino lampione rischiara leggermente l’acqua e quando finalmente il pesce viene a galla riconosco le fattezze di un giovane esemplare di siluro ; ha aggredito in punta di bocca il mio artificiale che con le sue robuste ancore non gli permette di riguadagnare le profondità lacustri . E’ un siluro di circa settanta cm di lunghezza per due chilogrammi di peso che dopo le solite foto di rito riguadagna la libertà .
La giornata/serata è andata piuttosto bene e tutto quello che volevo sapere circa le potenzialità dell’attrezzatura Rapture l’ho soddisfatto ampiamente . Una volta in più sono cosciente del fatto che affronto le mie sessioni di pesca con attrezzature adeguate e senza lasciare nessun elemento al caso . Il resto è il bello dello spinning

7.20.2016

Persici reali e Lucci di Marco Altamura

Persici Reali e Lucci

Siamo con Marco Altamura , mio ex “collega” quando esisteva la nota rivista PESCARE , cioè la più vecchia Rivista cartacea di pesca fallita miseramente ad inizio del 2009 dopo quasi 50 anni di pubblicazioni e collaboratore di questo Blog con molti articoli all’attivo , specie sulla pesca della Trota Lacustre e dello Zander o Lucioperca come si usa chiamarlo in Italia. Marco è uno spinningofilo più che esperto ( ha una casa sul Lago Maggiore ) ed è quindi accreditato ,oltre che ad insidiare Lucci e Persici Reali , anche a rispondere in merito a questi argomenti .


Domanda n° 1
Pescare con l’ausilio della barca. Quante catture in più ?
Risposta n°1
Indubbiamente l’ausilio di un natante può regalare molte catture in più in quanto consente di ispezionare luoghi altrimenti inaccessibili ; mi riferisco a tutte le insenature e le cale private dalle quali sarebbe impossibile accedere da riva perché facenti parte di proprietà private o cantieri nautici , sempre frequenti sui grandi laghi prealpini del nord Italia . Inoltre questi spots possono vantare una minore pressione di pesca tutta a favore dei pochi fortunati che sono in grado di immergerci le proprie lenze . In merito a tale questione però tengo a precisare che , non senza un malcelato orgoglio , nell’arco della mia lunga carriera di lanciatore , ho realizzato tutte le mie più significative catture praticando lo spinning a piede asciutto e senza l’ausilio di ecoscandaglio a quant’altro possa rivelare la presenza di pesce nello spot.

Domanda n° 2
Come si deve agire con la barca per catturare i Persici e con quale attrezzature ?
Risposta n° 2
Nella ricerca del Persico Reale , l’ausilio del natante risulta molto utile in quanto è in grado di farci compiere spostamenti rapidi da uno spot all’altro . Il percide infatti si sposta in relazione agli spostamenti dei banchi di pesce bianco come alborelle e piccoli gardons e quindi la localizzazione della massa stabulante è sinonimo di catture a ripetizione . Solitamente l’approccio vincente è quello che prevede lanci a raggiera verso la riva e comunque nei pressi dei banchi di pesce foraggio e , logicamente , l’artificiale principe per questo tipo di pesca risulta essere il minnow sia con assetto galleggiante ( nella bella stagione ) che con assetto affondante o suspending ( in autunno e inverno ) .
Domande n° 3 e n° 4
Dove cercare i Persici sia con la barca che da riva?


Risposta n° 3 e n° 4
I luoghi prediletti per la ricerca del Persico Reale sia dalla barca che dalla riva sono rappresentati da litorali con presenza di strutture quali moli , pontili galleggianti , manufatti in cemento , pali di attracco , boe e comunque tutti quegli spots in grado di fornire protezione dalle intemperie e dall’eccessivo moto ondoso ai banchi di pesce foraggio . Da non tralasciare le zone in prossimità di torrenti tributari che apportano linfe più fresche e ossigenate , sempre appetite dai Reali e in genere da tutti i predatori . In tutti questi spots alterno diverse tecniche tra le quali cito il classico spinning con minnow e cucchiai rotanti sempre molto validi , alternato a tecniche “finesse” quali il jigging e il drop-shot effettuati entrambi con imitazioni di piccoli shads siliconici e presi in prestito dal Bass-fishing .
Domanda n° 5
Come si deve agire con la barca per catturare i Lucci e con quali attrezzature ?

Risposta n° 5
Per quel che riguarda la pesca al luccio nei grandi laghi del Nord , le difficoltà aumentano di molto anche se si ha la fortuna di poter pescare con l’aiuto di un natante ; infatti i grandi laghi prealpini offrono al predone del lago grandi profondità dove poter svolgere la propria attività predatoria lontano dalle nostre insidie . Ciò avviene per la maggior parte dell’anno ad esclusione del periodo post riproduttivo che coincide con la primavera avanzata quando cioè le grosse femmine risultano a tiro dei nostri artificiali perché intente a proteggere i piccoli appena oltre la “corona” . Non a caso le catture più importanti , pescando dalla riva , in detti luoghi avvengono sempre in questo periodo dell’anno e anche con l’ausilio del natante , pur aumentando rispetto alla pesca a piede asciutto , non raggiungono mai i livelli alti che si possono riscontrare per esempio nei laghi del nord Europa dove le profondità sono sempre contenute e risulta meno complicato raggiungere il nostro predatore . Non voglio alimentare sterili polemiche , ma mi viene da sorridere quando vedo sul web schiere di appassionati bearsi con in braccio lucci catturati in Mar Baltico piuttosto che in Irlanda o in Svezia . La soddisfazione che sa regalare un grosso esocide “over 100” catturato sui grandi laghi prealpini a spinning e magari dalla riva non ha paragoni sostenibili . Per ciò che riguarda le attrezzature , sono solito attuare questo spinning medio-pesante al luccio utilizzando indifferentemente sia l’attrezzatura da casting che da spinning ; faccio uso di canne abbastanza potenti di lunghezza mt.2,40 in due sezioni e in bobina carico una treccia di diametro mm 0,18 / 0,20 alla quale connetto tramite un nodo Toni Pegna ben eseguito uno spezzone di circa 150 cm di terminale di monofilo spessore mm 0,35 con l’ultimo spezzone di circa 40 cm in acciaio per ripararmi dai temibili denti del predone e per non lasciare in circolazione lucci con grossi “piercing” attaccati alla bocca . Come artificiali prediligo usare grossi jerk e pesanti cucchiai ondulanti , artificiali “antichi “ ma sempre estremamente catturanti .

Domanda n° 6 e n° 8
Dove cercare i Lucci sia con la barca che da riva ?
Risposta n° 6 e n° 8
Nella tarda primavera , quando cioè la temperatura dell’acqua inizia a stabilizzarsi su livelli attorno ai 15 gradi , ricerco il luccio lungo le spiagge sassose a media granulometria o nei pressi di fiumi e torrenti tributari ; in questo periodo le grosse femmine sono ancora nei pressi dei luoghi di riproduzione e non è necessario cercarle in profondità . E’ l’unica occasione per chi come me insidia il luccio dalla riva di trovare grossi esemplari a portata di artificiale . In genere cerco litorali esposti a sud e battuti dalle brezze periodiche che alzano in sospensione i microrganismi bentonici che attraggono il pesce planctofago e di conseguenza i predatori .

Domanda n° 7
I tuoi record per le specie ?
Risposta n° 7
In più di quarant’anni di spinning sono molti i lucci e i persici catturati degni di menzione , diciamo che , per quanto riguarda il luccio , ricordo con piacere tutti quelli sopra i cinque chilogrammi di peso che mi hanno regalato momenti di puro divertimento . Dovendone citare qualcuno in particolare direi che non posso dimenticare un grosso maschio di kg 10,050 catturato nel lago di Mergozzo , una femmina di kg 7,350 catturata sempre nel meraviglioso lago piemontese e , per finire , un maschio di kg 8,200 catturato nel lago d’Orta con attrezzatura leggera insidiando trote di lago . Più in generale sono molti i lucci catturati in circostanze diverse che attestano il loro peso tra i cinque ed i dieci chilogrammi , ognuno dei quali ha lasciato in me splendidi ricordi . Per i persici , esemplari dagli otto etti al chilo e mezzo si possono certamente considerare di ottima stazza , con qualche fortunata cattura di pesci da kg 1,800 effettuata in pieno inverno , quando cioè il clima seleziona la pezzatura di questi simpatici predatori . Praticando lo spinning dalla riva comunque la media dei Persici che si possono catturare si attesta intorno ai 3 / 4 etti di peso .

Domanda n° 9
Qual è la situazione attuale del Verbano?
Risposta n° 9
A questa domanda rispondo con molta nostalgia e con un filo di rabbia : il Verbano purtroppo negli ultimi trent’anni ha subito angherie di ogni tipo . Dal prelievo indiscriminato di alborelle effettuato dai francesi che calavano chilometri di “bedine” ( speciali reti ) per la cattura dei piccoli ciprinidi da utilizzare come mangime animale , all’altrettanto dannoso prelievo di pesce pregiato da parte dei superstiti pescatori di professione che talvolta non rispettano le distanze dalla riva nel calare le loro reti venendo a procacciarsi il loro profitto proprio dove i pesci hanno meno possibilità di difesa e cioè lungo la “corona” prossima alle coste , trincerandosi dietro il fatto che la pesca rappresenta per loro l’unico mezzo di sostentamento . Inoltre nella bella stagione le cittadine rivierasche , con l’aumento consistente della popolazione turistica , incrementano anche il livello di inquinamento organico delle acque dando il via alla proliferazione di alghe e al fenomeno dell’eutrofizzazione delle acque che perdono sempre più ossigeno a scapito delle popolazioni ittiche . In vero qualche tentativo da parte di piccole Società di pescatori di tutelare il proprio lago esiste , ma paragonato a tutti gli “attentati” alla salute dello stesso risultano sempre troppo esigui . Troppi sono gli interessi che entrano in gioco e sarebbe auspicabile una politica che tuteli tutte le componenti che fanno parte di questo complesso ecosistema.

Domanda n° 10
Consigli e considerazioni varie ?
Risposta n° 10
Io sono solo un grande appassionato di questa splendida passione che è la pesca e , probabilmente , non sono in grado di dare consigli o suggerimenti ; l’unica cosa che mi sento di trasmettere è quella di avvicinarsi a questo sport con rispetto per i pesci  per l’ambiente , e per gli altri pescatori . Già questo , se fatto da tutti , porterebbe ad un notevole miglioramento della situazione e non saremmo costretti e celebrare la morte di tanti bellissimi ecosistemi di cui la nostra splendida

4.19.2016

Lucci della provincia di Vercelli



 



Mary alla lanca di Palestro



Vi sono dei momenti della mia vita aulietica in cui avrei tanta voglia di appendere le scarpe, pardon, le canne al chiodo. Uno di questi è avvenuto negli ultimi giorni del 2005 quando il mio negoziante di fiducia mi presenta la foto di un altro suo cliente, tal Cristiano, con un luccio di Kg 10 esatti preso a spinning con un ondulante di 17 gr alla lanca del Sesia situata nei pressi della cascina Brarola vicino alla strada che dalla periferia di Vercelli porta a Palestro. Avrei voluto smettere non tanto perché era parecchio che non la visitavo ma dato che il signor Cristiano era solo due mesi che pescava a spinning e mi sembrava esagerato il fondoschiena che aveva avuto.
Cristiano

Successivamente divenne un mio socio è l' intuizione sul suo "fondello" fù esatta.
Comunque quello era solo la continuazione di una serie di esocidi extra che puntualmente da qualche anno facevano la fortuna di qualche pescatore che immergeva la propria lenza nelle acque del basso Sesia, dei suoi affluenti o delle sue lanche.

Ero un assiduo frequentatore (anche perchè vi entravo gratis come adetto stampa deell' associazione) del lago Ripalta (poi vi fù una grossa moria per colpa di alghe particolare che sterminarono una grossa parte della popolazione del lago)
Carpa del Ripalta

cioè uno specchio d’acqua di 11 ettari posto ad Asigliano, sempre nel vercellese, ed in ex gestione alla APD Novara. Esso presentava al momento dell’iniziale gestione la presenza di qualche esocide a detta dei vecchi frequentatori; in un recupero in una roggia della zona di Mortara, sempre in gestione APD NO, fatta poco dopo furono rinvenuti inaspettatamente quasi 70 esemplari di luccio che furono collocati appunto in detto lago. Parecchi erano piccoletti ma parecchi avevano più che discrete dimensioni fino ad arrivare ad un paio di soggetti attorno agli otto kg. 
Nei successivi mesi autunnali ed invernali ne presi almeno una dozzina; con rotanti normali, con rotanti tandem, con minnows, ondulanti e qualsiasi si voglia esca artificiale ma nessuno dico nessuno di essi superava il kg e trecento grammi, il chilo e quattrocento ad voler essere buono con me stesso.
Lo sberleffo finale avvenne quando a primavera il mio amico carpista Ghisio ne tiro a riva uno attorno ai 4500 gr che aveva addentato due boiles rosse e gialle mentre recuperava le stesse.
Lo scopo dell’ articolo è evidentemente quello di metter in risalto  quella che personalmente ritengo una provincia piemontese di maggior interesse per coloro che volessero dedicare la loro attività piscatoria  alla caccia Mister Esox. Notizie certe corredate in qualche caso  da alcune foto mi danno questa netta impressione;  Il grande lago Maggiore o Verbano penso possa essere chiaramente posto fuori da ogni ipotetica classifica.
Non mi avventurerò in descrizione delle tecniche da usarsi anche se personalmente ritengo il pesce vivo la più adescante seguita a ruota dal morto manovrato. Ma ognuno ha le sue convinzioni e i sistemi di pesca che più si adeguano anche alla  sua indole, alla sua cultura piscatoria, alla sua sensibilità e quindi mi limito a segnalare la bontà della zona.
Luccioni come o superiori al primo descritto ogni anno vengono tirati a riva usando le più disparate tecniche; non posso certamente mettere in dubbio la parola del presidente APD NO che mi dice che alla fine degli anni "90  tiro a riva un esemplare di 12 kg circa pescando a morto manovrato alla Svizzera,
cioè con piombo interno al pesce esca, nell’ asta principale del Sesia. E che dire della foto apparsa nel 2006 su un giornale locale del novarese di uno stupendo esemplare, probabilmente femmina, di oltre 15 kg preso innescando una scardola vicina ai 400 grammi, sempre in qualche lama del Sesia basso. Lame, specifichiamo per  coloro che non avessero mai visto il fiume, lunghe mediamente oltre un km, con profondità che oscillano fra i 4 e 6 metri per toccare punte anche maggiori come qualche centinaio di metri; luoghi perciò ben adatti ad ospitare grossi esemplari di luccio anche se purtroppo ultimamente sono diventate anche luogo di dimora di grossi siluri.
Tutti luoghi che potrete trovare abbastanza facilmente prendendo stradine non asfaltate, ma comunque ben individuabili, che dipartono dai  paesi posti nelle vicinanze del fiume compreso la città di Vercelli nel rione Cappuccini..
Nel comune di una di queste è a Prarolo, posto appena a Sud di Vercelli sulla strada per Casale, vi è quella che ritengo la più grossa e più bella lanca fluviale della regione
. Essa si trova sulla sinuosa stradina asfaltata che dal paese citato porta alla frazione di Pizzarrosto ed è alquanto nota anche per le carpe, i Black Bass, i bei persici reali e gli innumerevoli pesci gatto che vi dimorano.  Attraverso esperienze dirette e di "negozio" mi risulta un adeguato numero di catture di esocidi anche se non corredate da pesi record fermo restando che esemplari sui 4-5 kg sono già da considerarsi buone come un esemplare di 5.100 kg preso nel 2004 dal già citato Ferraro
in una battuta dedicata ai reali e un altro preso la moglie Mary con un Martin da 3 gr (misteri della fede....). (FOTO N 1)
Ottimo posto risulta anche la parte Est dove da Vercelli verso Palestro si può raggiungere una lanca attraversando la cascina Brarola, raggiungere l’ argine e girare a sinistra ma questa riceve acqua solo quando il Sesia è in piena; Oppure entrando in Palestro, girare a destra al semaforo e poi ancora a destra in prossimità di una curva. Alla diramazione dello stradino prendere a sinistra ed avremo il fiume vivo ed una lanca collegata ad esso.

La mia defunta cagnolina "Miss" in esplorazione
 
E’ la che presi il mio luccio più grosso del vercellese(il mio record è 125 cm) quando la "sfiga" fini' ..Anche se in foto può sembrare più grosso era poco più di 6 Kg. Purtroppo sanguinava e cosi' nonna Rita lo preparò per una cena in compagnia cucinandolo in umido.


Oltre ai già citati luoghi esistono nel vercellese numerose acque dalla diversa tipologia che sfociano nel Sesia; Esse sono spesso oggetto di risalita dei lucci, specialmente nei momenti prossimi alla frega. Ne troviamo un paio molto interessanti presso la già citata cascina Brarola dalla parte sinistra del fiume. La roggia Bona ed il Torrente Marcova si immettono invece sulla destra del Sesia e le troveremo sulla statale che da Vercelli porta verso Casale nell’ ordine citato. Sta a Voi poi trovare i luoghi migliori come fece il mio collega Adriano Taglier di Occhieppo Inferiore (BI) nel dicembre 2007.
 
 
Profondo conoscitore della rete idrica vercellese trovava strano che in quel tratto di Marcova a Stroppiana non si riusciva a prendere un pesce pescando con parecchie tecniche. La convinzione che un grosso luccio vi dimorasse risultò esatta quando il suo Martin 28 gr fu preda della vorace bocca di un esemplare di ben 12 kg proprio al calar delle tenebre .
E questi sono solo gli esocidi extra di cui sono a conoscenza e quindi è presumibile che altre grosse catture siano avvenute.
Tutti i luoghi citati, eccetto il lago Ripalta, sono pescabili con licenza governativa e tessera FIPSAS. Un negozio di pesca aperto anche alla domenica mattina lo trovate in Corso Casale 42 a Vercelli.

Nel caso volete una guida, anche per altri pesci del Sesia come siluri, Aspi ecc ecc potete rivolgervi al mio amico Paolo Baragioli guida professionale di pesca ch trovate al sito: http://www.pescamista.com/

Profilo Facebook:https://www.facebook.com/profile.php?id=100009641805433

Naturalmente non è gratis.....

 

1.13.2014

Lucci a Vercelli









Dopo mi rifeci ma vi sono dei momenti della mia vita aulietica in cui avrei tanta voglia di appendere le scarpe, pardon, le canne al chiodo. Uno di questi è avvenuto negli ultimi giorni del 2005 quando il mio negoziante di fiducia mi presenta la foto di un altro suo cliente, tal Cristiano, con un luccio di Kg 10 esatti preso a spinning con un ondulante di 17 gr alla lanca del Sesia situata nei pressi della cascina Brarola vicino alla strada che dalla periferia di Vercelli porta a Palestro. Avrei voluto smettere non tanto perché era parecchio che non la visitavo ma dato che il signor Cristiano era solo due mesi che pescava a spinning e mi sembrava esagerato il fondoschiena che aveva avuto.

Cristiano col luccio citato

Comunque quello era solo la continuazione di una serie di esocidi extra che puntualmente da qualche anno facevano la fortuna di qualche pescatore che immergeva la propria lenza nelle acque del basso Sesia, dei suoi affluenti o delle sue lanche.
Ero un  un assiduo frequentatore del lago Ripalta cioè uno specchio d’acqua di 11 ettari posto ad Asigliano, sempre nel vercellese, ed in ex gestione alla APD Novara(grossa moria di pesci pochi anni fa però).   Esso presentava al momento dell’iniziale gestione la presenza di qualche esocide a detta dei vecchi frequentatori; in un recupero in una roggia della zona di Mortara, sempre in gestione APD NO, fatta poco dopo furono rinvenuti inaspettatamente quasi 70 esemplari di luccio che furono collocati appunto in detto lago. Parecchi erano piccoletti ma parecchi avevano più che discrete dimensioni fino ad arrivare ad un paio di soggetti attorno agli otto kg.
Nei successivi mesi autunnali ed invernali ne presi in quello specchio d’ acqua almeno una dozzina di esox; Sia con rotanti normali, con rotanti tandem, con minnows, ondulanti e qualsiasi si voglia esca artificiale ma nessuno dico nessuno di essi superava il kg e trecento grammi, il chilo e quattrocento ad voler essere buono con me stesso. Lo sberleffo finale avvenne quando a primavera un mio amico carpista  ne tiro a riva uno attorno ai 4500 gr che aveva addentato due boiles rosse e gialle mentre recuperava le stesse……..


Inizio lanca Prarolo

Lo scopo dell’ articolo è evidentemente quello di metter in risalto  quella che personalmente ritengo la provincia piemontese di maggior interesse per coloro che volessero dedicare la loro attività piscatoria  alla caccia Mister Esox. Notizie certe corredate in qualche caso  da alcune foto mi danno questa netta impressione.  Non mi avventurerò in descrizione delle tecniche da usarsi anche se personalmente ritengo il pesce vivo la più adescante seguita a ruota dal morto manovrato. Ma ognuno ha le sue convinzioni e i sistemi di pesca che più si adeguano anche alla  sua indole, alla sua cultura piscatoria, alla sua sensibilità e quindi mi limito a segnalare la bontà della zona.


Luccioni come o superiori al primo descritto ogni anno vengono tirati a riva usando le più disparate tecniche; non posso certamente mettere in dubbio la parola del presidente APD NO che mi disse che alla fine degli anni “90  tiro a riva un esemplare di 12 kg circa pescando a morto manovrato alla Svizzera, cioè con piombo interno al pesce esca, nell’ asta principale del Sesia. E che dire della foto apparsa nel 2006 su un giornale locale del novarese di uno stupendo esemplare, probabilmente femmina, di oltre 15 kg preso innescando una scardola vicina ai 400 grammi, sempre in qualche lama del Sesia basso. Lame, specifichiamo per  coloro che non avessero mai visto il fiume, lunghe mediamente oltre un km, con profondità che oscillano fra i 4 e 6 metri per toccare punte anche maggiori come qualche centinaio di metri; luoghi perciò ben adatti ad ospitare grossi esemplari di luccio anche se purtroppo sono diventate anche luogo di dimora di grossi siluri.



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Tutti luoghi che potrete trovare abbastanza facilmente prendendo stradine non asfaltate, ma comunque ben individuabili, che dipartono dai  paesi posti nelle vicinanze del fiume compreso la città di Vercelli nel rione Cappuccini.
Nel comune di uno questi e cioè Prarolo, posto appena a Sud di Vercelli sulla strada per Casale, vi è quella che ritengo la più grossa e più bella lanca fluviale della regione.
Essa si trova sulla sinuosa stradina asfaltata che dal paese citato porta alla frazione di Pizzarrosto ed è alquanto nota anche per le carpe, i Black Bass, i bei persici reali e gli innumerevoli pesci gatto che vi dimorano.  Attraverso esperienze dirette e di “negozio” mi risulta un adeguato numero di catture di esocidi anche se non corredate da pesi record fermo restando che esemplari sui 4-5 kg sono già da considerarsi buone come un esemplare di 5.100 kg preso nel 2004 dal mio negoziante stesso(purtroppo defunto)..

Ottimo posto risulta anche la parte Est dove da Vercelli verso Palestro si può raggiungere una lanca attraversando la cascina Brarola, raggiungere l’ argine e girare a sinistra; Oppure entrando in Palestro, girare a destra al semaforo e poi ancora a destra in prossimità di una curva. Alla diramazione dello stradino prendere a sinistra ed avremo il fiume vivo ed una lanca collegata ad esso.   E’ la che finalmente presi il mio Over 10 con un Martin di 28 gr a fine 2007.






Oltre ai già citati luoghi esistono nel vercellese numerose acque dalla diversa tipologia che sfociano nel Sesia; Esse sono spesso oggetto di risalita dei lucci, specialmente nei momenti prossimi alla frega. Ne troviamo un paio molto interessanti presso la già citata cascina Brarola dalla parte sinistra del fiume. La roggia Bona ed il Torrente Marcova si immettono invece sulla destra del Sesia e le troveremo sulla statale che da Vercelli porta verso Casale nell’ ordine citato. Sta a Voi poi trovare i luoghi migliori come fece il mio collega Adriano Taglier di Occhieppo Inferiore (BI) nel dicembre 2007.


Sesia e lanca a Palestro

 Profondo conoscitore della rete idrica vercellese trovava strano che in quel tratto di Marcova a Stroppiana non si riusciva a prendere un pesce pescando con parecchie tecniche. La convinzione che un grosso luccio vi dimorasse risultò esatta quando il suo Martin 28 gr fu preda della vorace bocca di un esemplare di ben 12 kg proprio al calar delle tenebre .


Adriano

E questi sono solo gli esocidi extra di cui sono a conoscenza e quindi è presumibile che altre grosse catture siano avvenute.

Infatti la guida di pesca Paolo Baragioli (paolo.baragioli@yahoo.it) ne ha eseguito altre e le potete vedere nel suo profilo Facebook.


Tutti i luoghi citati, eccetto il lago Ripalta, sono pescabili con licenza governativa e tessera FIPSAS. Un negozio di pesca aperto anche alla domenica mattina lo trovate in Corso Casale 42 a Vercelli. 


 Questo è un articolo mio apparso un po’ di anni fa sulla rivista cartacea PESCARE e successivamente in PescareOnline e leggermente modificato adesso.

Video






Pescare nei laghi di Bertignano e Masserano (entrambi nella provincia di Biella)

Dal PDF (stranamente scaricabile) della provincia “” In provincia di Biella le acque gravate da vincoli particolari sono: ...