10.06.2016

Pesca nel VCO (Verbano-Cusio-Ossola





Articolo di Marco Altamura e fotografie di Marco Altamura e Walter Scandaluzzi  colla collaborazione fotografica  di Luca Ragno il “Selvatico”.


Prefazione di Walter Scandaluzzi

Chi sono io?  Satana e Gesù allo stesso tempo!!! Temuto dai malandrini della pesca ai tempi dei forum e amato dagli altri (che però in faccia cioè pubblicamente non lo dicevano ma mi mandavano messaggi). Essendo addentrato nel mondo della pesca come collaboratore delle riviste dell' Olimpia e consigliere fondatore del CAGeP  e della prima legislazione [Coordinamento Associazioni Gestionali Piscatorie...ora in pratica Fishing Tour (www.apd.no.it)] conoscevo o intuivo vari intralazzi*** e in internet li dicevo mentre  logicamente sulle riviste mi limitavo dato che 4 soldi me li davano. Due interviste fatte a me potete leggerle ai link :http://pescambiente.blogspot.it/2015/06/pescare-il-cavedano-originante-la-specie.html e http://pescambiente.blogspot.it/2011/04/12-pesca-intervista-12-pesca.html. La collaborazione colle riviste termino ad agosto 2018 credo grazie a Gionata Paolicchi [( direttore di PescareOnline)ed allora semplice fotografo della rivista PESCARE)]con cui ebbi un rapporto di amore/odio che attualmente è di indifferenza. Gli devo dire proprio GRAZIE visto che io quei pochi soldi (40 euro a pagina ingombro cioè testo + foto)
per un incasso annuo (negli ultimi anni di 2000/2500 euro )che mi pagavano a malapena le spese di pesca per testare nuovi spot. L' Olimpia nel 2009 falli' e altri collaboratori (non sò Marco)aspettano ancora migliaia di euro...magari arriva giù xxx ed invece di moltiplicare pane e pesci moltiplica solo i pani e li fà diventare "sghei".
Luca detto "Selvatico" lo conoscei attraverso i forum e me lo portai, naturalmente agratis in Carinzia a pescare nelle riserve di Adriano Gargantini e poi appena possiamo ci vediamo ancora.
Ama i bacini alpini e le acque di montagna anche non disdegna il  Verbano che è sotto i suoi piedi.



Marco non lo conosco di persona ma è senza ombra di dubbio un gran spinnofilo e prima o poi qualche uscita la faremo assieme. Della sua fama ero noto ma lo conobbi solo in FB e gli pubblico volentieri vari suoi articoli.
"Selvatico" è un personaggio strano (in positivo) delle volte. Lavora ed abita a Verbania Trobaso in una concessionaria FIAT e pesca nelle pause pranzo e cosi' mi manda foto delle sue prede vestito colla "muda" cioè col vestito bello....compreso una lacustre di 12 kg presa da un suo amico professionista più i lucci che prende...ah ah ah

***Mai nascosto che andavo in Austria (www.adrianogargantini.it)con famiglia e/o amici avendo vitto, alloggio e permessi riserve gratis...solo che i 1200 km di spese automobilistiche li mettevamo noi. Chi ci guadagnava? Noi o Lui colla veritiera pubblicità che gli  facevo??



E’ da molto tempo che avevo in mente di regalare un doveroso tributo al lago Maggiore piemontese e al Comprensorio del  Verbano-Cusio- Ossola ; in questi territori infatti ho trascorso i miei momenti legati alla pesca più belli degli ultimi quarant’anni . La zona del lago Maggiore , oltre allo stesso bacino prealpino , è caratterizzata da un fitto reticolo di corsi d’acqua e bacini lacustri di grande importanza dal punto di vista squisitamente alieutico : oltre a tutta la sponda occidentale del Verbano che parte da Sesto Calende fino ad arrivare al confine svizzero in località Brissago , esistono una serie di corsi d’acqua facenti parte del V.C.O. ( Verbano-Cusio-Ossola )
Torrente San Bernardino-Riserva gli ultimi Km)
Cattura di Walter nel San Bernardino
e costituenti la bellissima Val d’Ossola che assumono una grande rilevanza ai fini della pesca sportiva e con una grande tradizione piscatoria alle spalle . Il corso d’acqua principale della valle è il Toce dove da tempo immemore dimora l’unica trota autoctona ed endemica della valle , la trota marmorata ,
unitamente a splendidi esemplari di trota lacustre risalenti dal vicino lago Maggiore . La valle principale annovera molte valli laterali che con i loro torrenti tributari rappresentano un vero e proprio paradiso per il pescatore sia che pratichi la pesca con esche naturali che a spinning o a mosca . Non posso non citare l’Ovesca , il Melezzo occidentale (quello orientale è un rigagnolo che si vede per dei km salendo in Val Vigezzo)
Melezzo Occidentale
, l’Anza, il San Bernardino e il San Giovanni e i laghi alpini quali il lago Devero , il lago Larecchio , il lago di Antrona , il lago di Cheggio , il lago Castel ,  il lago di Campiccioli , il piccolo bacino di Verampio ed il lago di Morasco che con la sua cascata da origine al fiume Toce . Inoltre altri due incantevoli specchi d’acqua trovano uno spazio preminente per il pescasportivo : il lago di Mergozzo ed il Cusio meglio conosciuto come lago d’Orta . Visto la mia lunga frequentazione della zona , è superfluo sottolineare che ho avuto modo di immergere la mia lenza in tutte queste splendide e pescose acque traendone ricordi scolpiti nella mente legati a importanti catture e al godimento regalatomi da una natura ancora abbastanza rispettata . Per una trattazione che rispetti l’ordine geografico ed orografico della zona , inizierò con il parlare della pesca sui grandi laghi prealpini appartenenti a questo comprensorio ; per quel che riguarda il Verbano , le località da me più frequentate coincidono con gli abitati delle maggiori città rivierasche del versante piemontese : quindi Castelletto , Arona , Meina , Lesa , Belgirate , Stresa , Baveno , Verbania , Ghiffa , Cannero e Cannobio .
Cavedano alla foce del San Giovanni a spinning

Isolino San Giovanni di proprietà esclusiva della famiglia Borromeo come molte cose attorno al lago

Isola Maggiore

Cannobio

Altro cavedano del Verbano

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La curiosità dei Castelli di Cannero è che la rocca Vitaliana fu costruita sulle rovine di un'altra fortificazione di cui ora non esiste traccia detta il "Castello della Malpaga" cioè una fortificazione utilizzata sin dai primianni del quattrocento come rifugio della potente e crudele famiglia dei Mazzarditi che erano cinque fratelli malavitosi  che tra il 1403 ed il 1404 saccheggiarono l'alto Lago Maggiore. Questo fino a quando i Visconti cinsero d'assedio la roccaforte, costringendo i banditi alla resa per fame e radendo al suolo l'antico castello.

Isola dei briganti a Cannero.

Mete turistiche di grande livello più apprezzate dagli stranieri che dagli italiani con al suo interno le isole Borromee (Isola Madre, isola dei pescatori, isola maggiore, isolino San Giovanni e ruderi di un castello abitato da briganti a Cannero). La fauna ittica presente è rappresentata da specie ciprinicole quali scardole , cavedani ( sempre meno ) , gli alloctoni gardons
14 KG di gardon donati a gente su una barca che mi avevano detto sarebbero andati alla menza dei poveri....boh
e acerine , carpe , tinche, qualche raro pigo ( una volta il Verbano vantava una popolazione invidiabile di tali ciprinidi ! Notizia avute dal mio amico Walter che mi diceva che fino a 3 anni fa circa si catturavano pighi nel naviglio grande (che esce dal Ticino ) a Turbigo
Naviglio grande a Turbigo
in discreta quantità…(misteri della pesca) ) , triotti ( pochi ) ed alborelle , per decenni un anello fondamentale della catena alimentare dell’intero ecosistema lacustre ed ora purtroppo relegate a sparuti banchi tanto da far notizia l’avvistamento di uno di questi . Vi è da citare la presenza di grosse carpe e tinche e di anguille.





Negli anni ’70 e soprattutto ’80 si è fatto scempio di questi simpatici ed utili ciprinidi saccheggiando il lago con speciali reti chiamate “bedine” che prelevavano enormi quantità di questo pesce per produrre mangimi a scopo alimentare per gli allevamenti d’oltralpe . Le “Bedine” sono reti dispostea cerchio e provviste di galleggianti. Quando vengono calate in acqua si recuperano i lembi inferiori in modo tale da formare un catino sollevato dal fondo che successivamente viene issato sulla barca.

 Il risultato è che oggi ci troviamo a pescare in un ambiente quasi privo di massa stabulante , vero “combustibile” biologico per il buon funzionamento dell’intero ecosistema .
Tralasciando le note tristi e volendo rimanere estranei a sterili polemiche , torno ad elencare le specie di pesci da me preferite e insidiate : la schiera dei pesci predatori è ben rappresentata in questa ampia porzione di lago Maggiore , e così si spazia dai sempre divertenti ed astuti cavedani , ai persici reali , al luccio presente nelle due specie autoctono ed alloctono ( northern pike ) , alle sempre più rare bottatrici (https://www.youtube.com/watch?v=2IEAXwAV7mE),
Il solito "Selvatico"

alle pregiate trote lacustri , agli altrettanto pregiati coregoni ed agoni
Coregoni
   
Agone a Pella di un collega di lavoro di Walter
 (attaccano i mini-rotanti !!! ) , per giungere alla schiera degli alloctoni black bass , lucioperca ed ultimamente anche siluro

Ingo il "messicano"
. Da sempre pratico lo spinning da riva senza l’ausilio di ecoscandaglio o altre simili diavolerie , pertanto rivendico le mie catture con ancora più malcelato orgoglio e soddisfazione .  Sul Maggiore prediligo insidiare in primavera la mia amata trota lacustre con l’uso di minnow lipless ( senza paletta direzionale ) , persici reali , lucci e lucioperca dal mese di giugno , e black bass durante l’estate e l’autunno . Per più di trent’anni ho frequentato il magnifico bacino di Mergozzo , vera perla posta ai piedi dell’Ossola ed  incastonata tra il fiume Toce ed il monte Orfano ;                questo non è un lago di quantità , ma è uno spot che può regalare la cattura della vita . Fanno bella mostra in casa mia le foto di grossi black bass  dai due ai tre chilogrammi, lucci “over 100” ,



trote di lago di alcuni chilogrammi , persici reali “extra large” e lucioperca oltre i cinque chilogrammi tutti catturati a spinning in questo lago che tendenzialmente annovera le stesse specie ittiche del Verbano ( una volta i due laghi facevano parte di un unico grande bacino .Vi sono anche splendidi salmerino autoctoni. Oggi un canale li collega garantendo il passaggio di pesce dal Maggiore al Mergozzo dove la fauna ittica trova una migliore qualità delle acque : qualche anno fa alcuni prelievi idrici hanno evidenziato uno stato fisico-chimico simile a quello del secondo dopoguerra ) .


Da alcuni anni la F.i.p.s.a.s ha abbandonato la tutela di queste acque che sono del comune come  diritto esclusivo di pesca che li fà gestire  dalla locale Associazione Pescatori con tanto di Incubatoio in loco con presidente Ruggero Nibbio proprietario dell’ Hotel 2 Palme (Chiuso nella brutta stagione) dove si mangia divinamente piatti come il risotto giallo al persico reale, ravioli al Lucioperca, coregone e/o salmerino a prezzi leggermente superiori di quelli che vi fanno in una pizzeria(http://www.hotelduepalme.it/) e con la possibilità di alloggiare, mangiare dentro o sul terrazzo in riva al lago e prendere il sole e/o fare il bagno nel prato  privato dell’ Hotel visto che le acque sono classificate fra le migliori in Italia ed è vietata la barca con motore a scoppio..


L’ incubatorio produce circa 2 milioni di piccoli coregoni e un 15.000 trotelle ed è gestito direttamente dai pescatori.
Vasi Zug

A metà luglio gli aderenti all’ associazione organizzano una pesciolata ove affluiscono migliaia di persone e sempre senza ricevere nessun euro. Nel 2015 ho fatto pure Walter l'annuale e quella di socio (70 euro in tutto) consapevole di prendere poco ma convinto di fare del bene alla pesca.

Altro grande bacino presente in zona è il Cusio o lago d’Orta

Nigoglia
che dai primi anni ’90 è risorto a nuova vita grazie ad un’operazione di “liming” condotta dall’Istituto Italiano di Idrobiologia Verbanese  e dal CNR che sulla base degli esempi dei laghi nordici inquinati dalle piogge acide , sono intervenuti immettendo diverse tonnellate di bicarbonato di sodio per addolcirne le acque rese inadatte alla vita dalla locale industria galvanica   (principalmente rubinetterie ) che scaricava in lago reflui tossici per l’ittiofauna .
Cavedano a Pella
Prima si faceva qualche cattura solo allo sbocco nel lago dei piccoli affluenti come mi ha detto il mio amico Michele Marziani collaboratore prima delle riviste Olimpia (come me e Walter) e poi scrittore di successo con parecchi libri romanzati dedicati alla pesca(http://www.michelemarziani.org/) e che ha vissuto molti anni della sua giovinezza a qualche Km dal lago.  I primi benefici effetti si sono visti con il progressivo aumento delle specie ittiche originarie immesse allo stadio giovanile e caratterizzate da un velocissimo accrescimento ; in primis sono stati i persici reali a comparire massicciamente nel Cusio ,
seguiti poi da tutte le altre specie ittiche compresi i pregiati salmonidi  emissrio ' unica acqua che scorre verso monte immettersi poi nello Strona poco dopo che si chiama Nigoglia. 
. Su questo lago mi reco spesso in primavera dopo la data di apertura alla pesca della trota e del luccio e pratico uno spinning medio rivolto a queste due specie citate , salmonidi ed esocidi .
Marco con un luccio che, posso sbagliarmi, è del lago di Mergozzo



catture non sono mai copiose , ma anche qui come nel Mergozzo non è impossibile imbattersi in qualche “gigante” della specie. Essendo in 2 provincie ci sarebbero da fare 2 regolamenti ma una delle cose positive politicamente è stata di farne uno solo che potete leggere al link:http://www.provincia.novara.it/Pesca/Regolamenti/LagoOrta.pdf

Poi lo spinning in acque correnti dove sicuramente la parte del leone la fa il magnifico fiume Toce con le sue acque di color verde smeraldo ;
purtroppo negli anni anche qui le cose sono notevolmente peggiorate anche se , armandosi di buona volontà e di buone gambe , qualche cattura degna di nota si può ancora realizzare ; personalmente sono solito frequentare il medio-basso corso di questo selvaggio fiume perché prediligo la cattura di trote lacustri , le quali sono in grado di risalire fino circa alla diga in località  Prata dove trovano un ostacolo insormontabile per la loro indole di indomite viaggiatrici . Nel tratto più alto, verso Verampio, vi sono anche temoli.
Temolo


Sia in questo tratto che nel resto del suo corso , il Toce può regalare splendidi esemplari di trota marmorata , autentico endemismo degli affluenti di sinistra del Po, denominata qui semplicemente “trutta” come a significare l’unico tipo di salmonide degno di portare questo nome .
6500 gr nel Toce
Qualche “grigia” la si può trovare fino alle sorgenti in Val Formazza , e i colori e le screziature di questo unico salmonide sono strabilianti .
Cascata del Toce (aperta solo in agosto)
Sul Toce utilizzo grossi e pesanti rotanti e minnow lipless fino a trenta grammi di peso perché qui è di fondamentale importanza nell’azione di pesca rimanere il più a lungo possibile in prossimità del fondo . C’è poi tutta una serie di torrenti tributari del Toce e piccoli riali
che ospitano le stesse specie del fiume principale con una preponderanza di trote fario anche “pronta-pesca” gestite nei tratti turistici ; questa a mio parere non è una buona cosa ai fini di mantenere il ceppo originario di trota marmorata del Toce , in quanto queste fario provenienti da vari e dubbi allevamenti , posseggono geni di tipo “atlantico “ che ibridandosi con le ruspanti marmorate ne inquinano il prezioso patrimonio genetico.  Sarebbe auspicabile in questi tratti l’immissione di trote iridee che essendo nelle nostre acque del tutto sterili , non sono in grado di accoppiarsi con la fauna ittica del posto , comprese le rarissime fario di ceppo mediterraneo . Due esempi in questo senso sono rappresentati dal tratto terminale del torrente Ovesca
OVESCA
e dal torrente Cannobino interessati periodicamente da massicce immissioni di trote fario e salmerini di fonte . Una citazione la meritano anche il torrente Anza che scende da Macugnaga , il torrente Melezzo originario della “Valle dei Pittori” e dal torrente Bogna che da il nome alla Val Bognanco . In questi affluenti si possono catturare principalmente trote fario ma anche iridee e qualche rara marmorata di risalita dal Toce e sono tutti affrontabili a spinning prediligendo  l’uso di rotanti classici , piccoli minnow e shads siliconici montati su ami di tipo “aberdeen” con testina in tungsteno . Infine , per dare completezza a questa rapida trattazione , vi sono i bacini alpini sia naturali che generati da dighe che rappresentano una valida alternativa per chi vuole praticare la pesca in un ambiente salutare e fresco
Salmerini di Selvatico & Soci in un lago di mongna
: in quest’ottica vanno segnalati il lago di Antrona nell’omonima valle , il lago di Cheggio , il lago di Campiccioli , il lago Devero,  il lago Larecchio , il lago Castel ed il lago di Morasco .
Citerei anche la piana di Verampio dove il fiume Toce si allarga a creare un piccolo bacino naturale . In tutte queste acque montane possiamo trovare una vasta popolazione di salmonidi : dalle fario alle iridee , dalle marmorate ai salmerini sia di fonte che alpini , fino alle trote canadesi del lago Castel immesse alcuni anni orsono e divenute di dimensioni ragguardevoli . Le catture in foto testimoniano il bottino di Luca detto “Selvatico” con suoi amici in un lago alpino.  A parte quest’ultimo lago dove sarebbe auspicabile un’attrezzatura medio-pesante nell’eventualità di catturare queste trote canadesi , nel resto dei laghi citati utilizzo canne da mt. 2,40 con azione medium-fast con mulinello taglia 4000 caricato con un trecciato spessore mm 0,14 ed un terminale in fluorocarbon spessore mm 0,22 considerando l’estrema trasparenza delle acque . Come artificiali vanno bene gli ondulanti dalla forma affusolata del peso intorno ai venti grammi  con livrea oro e argento e , soprattutto , l’utilizzo di artificiali siliconici imitanti piccoli pesci montati
sempre su ami di tipo “aberdeen” con cone-heads in tungsteno.  Durante le lunghe serate estive rende molto  anche la pesca a coda di topo . Ogni tanto in questi grossi laghi esce la sorpresa soto forma di tinca
o carpa che si lasciano insidiare specialmente dai siliconici .piacevolissime giornate praticando il nostro sport preferito con le concrete possibilità di effettuare catture importanti e di qualità ; i grandi pericoli per la salvaguardia di questi ultimi santuari naturalistici sono quelli che dagli anni duemila in poi ci hanno reso le cose difficili : per i laghi prealpini sicuramente la pesca professionale con un livello di prelievi eccessivo , le progressive ed inarrestabili migrazioni di uccelli ittiofagi come cormorani , svassi ed aironi
ed infine il grado di inquinamento sia organico che chimico delle acque che determina un progressivo stato di eutrofizzazione a danno specialmente dei primi anelli della catena alimentare ( zooplancton e fitoplancton ) . Non tralascerei nemmeno lo scarso senso civico dei fruitori di questo ecosistema che talvolta non danno il giusto peso alle  conseguenze dei loro gesti sconsiderati ( abbandono di rifiuti , inquinamento termico di chi tratta le acque a scopo idroelettrico , eccessivo prelievo a scopo irriguo , ecc …). Per quel che riguarda le acque correnti ed in genere le acque montane , assistiamo ad un ancora purtroppo timido tentativo di salvaguardare gli endemismi più preziosi delle nostre acque come la trota marmorata , la trota fario di ceppo mediterraneo e la trota lacustre ; le acque del Comprensorio V.C.O. si stanno muovendo in questa direzione e la speranza è che come avvenuto per la rinascita del lago d’Orta , si possano in tempi ragionevoli apprezzarne i risultati . Ricordo che il regolamento del lago Maggiore è stilato dalla Convenzione Italo Elvetica che potete leggere al link: http://www.cispp.org/


Melezzo orientale

Melezzo occidentale
Lago di Mergozzo
Intervista al presidente dei pescatori di Mergozzo Ruggero Nibbio

Video Lago Maggiore
Isolino San Giovanni a Verbania Pallanza
Negozi di Pesca: Andate al link: http://www.negozipesca.it/piemonte.html#verbania


 Credo che portate la moglie a prendere il sole (magari a Mergozz) e Voi andate a pesca avrà poco da dire...

10.05.2016

Pescare a Novara nel canalino della frazione Veveri



Esistente anche prima della seconda guerra mondiale, il Cavetto fu allargato e risistemato nel 1952 per le aumentate richieste soprattutto della zona industriale di S. Agabio, area nella quale termina, in due rami.
Da ragazzo era un posto dove facevo il bagno, colloquiavo con gli altri pescatori e gli addetti alla centrale idroelettrica e per ultimo portavo qualche "pescia" in camporella nei boschi vicini.
Il canalino di Veveri (frazione di Novara sulla strada che porta al lago Maggore) esce dal canale Regina Elena poco prima che questo ultimo si immetta nel Canale Cavour. Quando il R. Elena è in asciutta prende acqua da una derivazione del Torrente Terdoppio. Passa sotto la statale che porta al lago, poi scavalca il canale Cavour con 3 grossi tubi;
Al contrario dei suoi “fratelli” Non và mai in asciutta perché il suo scopo è quello di servire l’ industria e non a uso irriguo. Le sponde sono di cemento e il fondo di ghiaia sopra il cemento portata da quale circostanza non so quale.
Dopo pochi km passa sotto la strada che da Veveri porta a Cameri (il mio paese natale) e poco dopo si dirama in 2 rami. E’ in gestione Fishing Tour Novara classificato come acqua da salmonidi visto che il FT vi immette trote iridee  e (420 Kg nel 2016 divisi in 6 immissioni compreso un po’ nel  bacino di carico della centrale).

Sono gli unici pesci abbastanza facili al tocco o a spinning da prendere dato che l’ esigua profondità del canalino (30-80 cm) e la limpidezza dell’ acqua spaventa il pesce all’ avvicinarsi del pescatore. Infatti si vedono e lenze in acqua solo dopo immissioni.
I pesci ci sono e tanti con in prevalenza barbi e cavedani con qualche  gradevole intruso che scende dal lago maggiore come i persici reali , si immette nel R. Elena e poi nel canalino. Questi ultimi ogni tanto fanno la loro apparizione
In una circostanza vidi una grossa tinca nell' unica acqua calma cioè dove esce l' acqua del Terdoppio e che è ferma quando è attivo il R. Elena. I pesci girano avanti e indietro e non è raro vederne un branco che passa sotto i tuoi occhi; Il sistema migliore è quello di lasciare scendere per lunghi tratti un minnow galleggiante e poi recuperare. Fatta 3-4 volte  questa azione si scenda a valle. Una alternativa è riuscire, molto delicamente e senza far rumore, a mettere la nostra esca (vermi di letame i migliori anche se Gatoss, sanguisughe, lumachine ecc ecc) sotto il ponte che scavalca la Cameri-Veverie e si riesce  prendere qualche ciprinide ma non molti dato che spaventati fuggono.
Un piombo da pochi grammi o una corona di style posti sul fondo e/o recuperati lentamentamente (Quando si crede che l’ esca oramai abbia passato del tutto sotto il ponte) si recuperi e si ritenti. Se non è piovuto inutili gli stivali anche corti mentre è quasi sempre indispensabile il guadino. Non è certo un spot di quelli grandiosi ma il pesce vi è e se siete in zona potete tentare.
https://www.youtube.com/watch?v=2CCFO_1e8Bc



Permessi: Licenza governativa e buono o permesso per salmonidi del Fishing Tour. Link: http://www.fipsas.novara.it/  oppure www.aps.no.it
 Da vedere: La basilica di San Gaudenzio è un importante luogo di culto cattolico della città diNovara, in Piemonte, famosa per la sua cupola, alta 121 metri, opera di Alessandro Antonelli.
 Il Broletto di Novara è un complesso architettonico medioevale costituito da quattro edifici storici sorti in epoche diverse, con stili artistici differenti e non coerenti tra loro, disposti a quadrilatero attorno ad un cortile (o "Arengo") centrale. Si trova nel centro città a pochi passi dal Duomo, vi si accede tramite un passaggio ad arco da Piazza della Repubblica (a sud) ed un secondo arco da Corso Italia (a nord).

Cosa comprare. Naturalmente il gorgonzola e il riso nelle cascine circostanti.

Negozio di Pesca: Davide Verri in corso della Vittoria 50 e qualcosa. Il corso è quello che porta fuori Novara verso il lago Maggiore passando da Veveri e arrivando allo spot citato.



10.01.2016

Pesca alla trota nel casentinese


Articolo fatto per gentile concessione di Robero Barbaresi (www.robertobarbaresi.it)
Pesc


Il Casentino (in Latino Passumena terra, poi Clusentinus) è una delle quattro vallate principali della provincia di Arezzo; situato a nord della provincia, si estende per una superficie di 826,49 km², e conta 48.870 abitanti.. Il Casentino é noto per essere stata la sede della prima stazione ferroviaria d'Italia.[
È la valle in cui scorre il primo tratto del fiume Arno, che nasce dal monte Falterona (1654m s.l.m.)  e l'ampia vallata sottostante è delimitata dall'Alpe di Serra verso est e dal gruppo del Pratomagno verso ovest. Il Casentino ha una forma approssimativamente ovale il cui asse maggiore misura circa 60 chilometri ed il minore circa 30. Paesaggisticamente varia dalle grandi foreste delle zone di montagna alle zone pianeggianti e collinari del fondovalle.
 Secondo la classificazione dei climi di Köppen il clima del fondovalle casentinese appartiene al gruppo Cfb (clima oceanico) in quanto la temperatura media del mese più caldo è inferiore a 36/37 °C e la pluviometria del mese più secco risulta ovunque superiore a 40 mm. 
Il Casentino è noto per la sue bellezze paesaggistiche e naturalistiche che hanno scaturito un notevole interesse turistico. Ambienti ancora intatti fanno la gioia degli escursionisti e ospitano una moltitudine di specie di fauna selvatica, in cui nel periodo caldo estivo estate per il pescatore non c'è niente di meglio che fare levataccie ed essere sull’ acqua prima del sorgere del sole oppure pescare  prima del tramonto per immergere la lenza nelle acque limpide e fresche popolate di bellissime trote Fario che come si sa, se selvatiche, rifuggono la luce.

IL RETICOLO IDROGRAFICO
L'alto corso del fiume Arno è il corpo idrico principale, recettore di numerosi torrenti. Tra questi, i più rilevanti sono il torrente Staggia che scende dal Passo della Calla e vi confluisce nell'abitato di Stia
, il torrente Solano che dal Pratomagno vi aggiuge le sue acque nei pressi di Poppi e il torrente Corsalone che raccoglie le sorgenti dell'Alpe di Serra e le convoglia a valle di Bibbiena. Ma il bello della pesca alla trota nel Casentino sta nell'esplorazione delle sorgenti e della miriade di rii e fossi, chiamati ancora "borri" come nell'antico vulgo toscano, all'apparenza insignificanti ma capaci di regalare tante pinnate sorprese.


LA CASENTINESE
E' proprio in questi micro-torrenti che in epoca storica si è sviluppata una tecnica di pesca ampiamente descritta nella letteratura di pesca  italiana cioè la casentinese. Gli abitanti della valle si armavano di canne in bambù alla cui vetta legavano uno spezzone di monofilo di grossolana misura lungo un paio di metri circa che accorciavano semplicemente arrotolandolo nella vetta stessa .Qualche pallino di piombo e un generoso amo completavano la lenza, una manciata di vermi raccolti nel letamaio o le grosse lumache senza guscio garantivano parecchie catture.
Era necessario infiltrarsi nella folta vegetazione circostante le pozze che fungeva da riparo alla vista delle trote senza far rumore e svolgere la lenza fino a far arrivare l'esca in acqua; all'abboccata quasi sempre fulminea rispondevano con un'energica ferrata per salpare la trota prima che fosse capace di aggrovigliarsi tra i sassi e le radici sommerse. I più esperti pulivano le trote subito ponendole in un cestino di vimini con delle foglie per mantenerle meglio.


LA PESCA NELLE ACQUE MINORI
In epoca moderna le tecniche di pesca che meglio si prestano alla ristrettezza di certi ambienti sono la pesca al tocco con canne teleregolabili lunghe anche fino a 10 metri e lo spinning ultraleggero con rotanti del N 1-2 o gli innovativi della Flumen Style (.https://www.extrafg.it/) .
Pochi minnows di lunghezza massima di 3 cm stanno bene nella scatolina degli artificiali assieme a qualche gommato magari a forma di piccoli pesci che coabitano colle trote.
Canna corta da 5 a 7 piedi retraibile, mulinello N 1000 caricato con filo dello 0.18, stivali tutta coscia. Spettacolare una foto che mi fece il mio socio anni fa con il pesce che saltava in aria in una delle 2 mie uscite in zona.

  La prima è diretta discendente della sopra descritta casentinese e va praticata con le stesse modalità, con canne di 4-5 metri di lunghezza che si possano accorciare fino a 2 metri, munite di mulinello o recuperino tipo Ritma, utilizzando come esca vermi, camole, larve di tipula. La seconda va praticata con cannine di 5 o 6 piedi, infilandosi nei tunnel formati dalla vegetazione e procedendo in acqua con la massima cautela fino a raggiungere la correntina di uscita delle pozze, da qui si proietta un rotante di 3-4 grammi con lanci da sotto o a balestra cercando di farlo lavorare quell'istante che serve a scatenare l'attacco della trota.


GLI ITINERARI PIU' NOTI
Oltre ai luoghi selvaggi che richiedono adeguata documentazione cartografica, la zona offre anche alcuni torrenti piuttosto facili da individuare e raggiungere, con tratti comodi e adatti a tutti. Il torrente Solano si individua facilmente raggiungendo l'abitato di Strada in Casentino, dove un tratto è anche adibito a campo gara. Risalendolo per alcune centinaia di metri c'è la possibilità di catturare belle trote, naturali e di immissione, e raggiungere il suo splendido affluente Scheggia.
Il Corsalone si raggiunge percorrendo la strada provinciale che collega Bibbiena a Chiusi della Verna dove è istituita una Zona a Regolamento Specifico periodicamente ripopolata, la pesca è consentita fino alla fine di Giugno (info permessi al 335 6363847 - 338 8834377) e vi si accede agevolmente da uno sterrato adiacente.
I negozi di pesca li trovate al link: http://www.negozipesca.it/toscana.html

NORMATIVE PESCA
In quanto le regole cambiano di anno in anno è meglio sempre informarsi prima di immettere la lenza. Fino a poco tempo fa comunque l 'alto corso dell'Arno a monte di Pratovecchio e gran parte dei suoi affluenti sono classificati come "Acque a Salmonidi" e la pesca è consentita dall'ultima domenica di Febbraio fino alla prima domenica di Ottobre. Per pescare è necessario possedere la sola Licenza in corso di validità, quota catture stabilita in 6 capi di misura minima 22 centimetri, vietati bigattino, pesci esca vivi, uova di pesci e pasturazione. Le info dettagliate sulla pesca in Provincia di Arezzo dovrebbero essere ancora disponibili all'indirizzo www.provincia.arezzo.it/pesca/ dove trovate anche il recapito telefonico dell'Ufficio preposto. Occorre prestare attenzione ai torrenti ricadenti all'interno del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna dove, in attesa dell'approvazione del Regolamento del Parco, la pesca è vietata.

INFO TURISTICHE
Come già esposto in introduzione, il Casentino attira un gran numero di trekkers e bikers lungo gli itinerari naturalistici che si snodano per decine di chilometri attraversando monti e valli, castelli e piccoli villaggi. Importanti flussi turistici derivano anche dalla presenza di famosi luoghi di culto quali il Monastero ed Eremo di Camaldoli e il Santuario della Verna. Il sito del fotografo Alessandro Ferrini fornisce una panoramica su tutto ciò che è rappresentativo di questa meravigliosa zona d'Italia www.ilbelcasentino.it La ricettività è garantita dai tanti Agriturismi, Bed & Breakfast e Case Vacanze sparsi in tutto il territorio. Nel portale turistico ufficiale curato dal Consorzio Casentino Sviluppo e Turismo trovate anche pacchetti promozionali con la lista di tutti gli eventi e manifestazioni www.casentino.net
INFO TURISTICHE
Come già esposto in introduzione, il Casentino attira un gran numero di trekkers e bikers lungo gli itinerari naturalistici che si snodano per decine di chilometri attraversando monti e valli, castelli e piccoli villaggi. Importanti flussi turistici derivano anche dalla presenza di famosi luoghi di culto quali il Monastero ed Eremo di Camaldoli e il Santuario della Verna. Il sito del fotografo Alessandro Ferrini fornisce una panoramica su tutto ciò che è rappresentativo di questa meravigliosa zona d'Italia 
www.ilbelcasentino.it La ricettività è garantita dai tanti Agriturismi, Bed & Breakfast e Case Vacanze sparsi in tutto il territorio. Nel portale turistico ufficiale curato dal Consorzio Casentino Sviluppo e Turismo trovate anche pacchetti promozionali con la lista di tutti gli eventi e manifestazioni www.casentino.net























Pescare nei laghi di Bertignano e Masserano (entrambi nella provincia di Biella)

Dal PDF (stranamente scaricabile) della provincia “” In provincia di Biella le acque gravate da vincoli particolari sono: ...