10.15.2016

Pesca a spinning oltre ogni limite



Oltre il limite
Articolo e fotografie di Marco Altamura

Tutti gli esseri umani hanno la necessità di porsi dei traguardi da raggiungere per far fronte alle difficoltà della vita e , in quest’ottica , anche il sottoscritto non fa certo eccezione ; nella pesca come nella vita sento impellente il bisogno di raggiungere le mie mete e di spostare sempre più in alto l’asticella per garantirmi gli obiettivi prefissati . Se a ciò aggiungiamo il fatto che anche nella pesca a volte cerco di complicarmi le situazioni per trarne maggior soddisfazione , il cerchio si chiude senza una logica apparente . Ma solo apparente perché questa “forma mentis” negli anni mi ha aiutato non poco a soddisfare la mia voglia di crescere e credo che finché questo modo di pensare rimarrà vivo in me avrò la concreta possibilità di imparare sempre nuove cose .
Fin da quando anni fa ho iniziato la mia carriera di testimonial per varie aziende del settore “spinning”, ho applicato questa mia filosofia  in questo che per me più che un lavoro è stato ed è tutt’ora un vero e proprio divertimento . Non mi sono mai fidato dei proclami più o meno roboanti delle Aziende che descrivono i loro prodotti come il massimo presente sul mercato , ma ho voluto toccare con mano le reali potenzialità di ciò che rappresentavo per essere sicuro di abbinare al mio nome un prodotto di qualità e non solo una trovata pubblicitaria o una moda del momento . Da due anni a questa parte , da quando cioè collaboro con “Rapture” di Trabucco,
  ho adottato lo stesso metodo di giudizio ed ho avuto l’opportunità di conoscere una realtà dinamica ed in continua crescita che propone materiali di grande qualità a prezzi veramente competitivi se paragonati ai principali competitors americani e nipponici. Così una volta affidatomi i materiali da testare , non mi sono accontentato di conoscerne le caratteristiche tecniche e prestazionali , ma ho voluto condurre i miei test portandoli ai limiti di utilizzo e, talvolta , anche oltre . E’ esattamente ciò che ho fatto con un attrezzo da me molto apprezzato come la canna da spinning da Mt. 2,44 in due sezioni e con range di lancio 3/15 gr. denominata Delsol
; si tratta di una canna con azione dichiarata di tipo MF (medium/fast ) e pertanto adatta ad uno spinning leggero in lago alla ricerca principalmente di persici reali e cavedani

o in laghetto in cerca di trote . Non potevo certo lasciarmi sfuggire la ghiotta occasione di portare questa canna al limite insidiando lucci e lucioperca in ambiente lacustre . Approfittando del periodo propizio quale è l’inizio d’autunno quando cioè tutti i predatori sono al massimo dell’attività , ho organizzato alcune uscite sul “mio” lago Maggiore dove conosco gli spot più proficui e le tecniche adeguate per ingannare qualche bel predatore e , soprattutto , per mettere a dura prova la resistenza della Delsol . Il lago , a causa della quasi assenza di precipitazioni degli ultimi due mesi , si presenta con livelli molto bassi e questo stato del Verbano  coincide da sempre con copiose catture sia in termini di numero che in taglia del pescato . Come primo approccio scelgo una spiaggia che con i livelli normali risulta irraggiungibile anche con l’uso dei waders e che viceversa ora è pescabile in modo ottimale ;
opto come inizio per l’utilizzo di un Super Dexter , minnow dall’assetto affondante che con i suoi undici centimetri di lunghezza e soprattutto con i suoi 32 gr. di peso mettono a durissima prova la corretta azione della canna sia in fase di lancio che di un corretto recupero dell’artificiale
. L’alta criticità del test piano piano lascia il posto alla consapevolezza di poter osare grazie ad un grezzo che , come invece avviene nella maggioranza dei casi , non è sovrastimato in materia di potenza di lancio ma semmai il contrario ! La Delsol mostra di essere perfettamente in grado di gestire la gravosa situazione e così, positivamente impressionato , inizio a sondare la porzione di lago antistante . Dopo il lancio lascio scendere l’artificiale verso il fondale che qui è profondo circa quattro metri , ed inizio una serie di recuperi lenti inframmezzati da colpetti di cimino per far “spanciare” il Super Dexter che così emana accattivanti bagliori ; la livrea che ho a disposizione è la Super Dexter, molto naturale , che imita il pesce foraggio presente in loco come gardons e piccoli cavedani . Se abbocca qualcuno grosso di cavedano è il benvenuto!!!I
primi tentativi sono infruttuosi e così decido di forzare un po’ il lancio cercando di raggiungere una maggiore distanza da riva ; la canna sopporta bene e , finalmente , durante uno di questi recuperi percepisco in canna l’inconfondibile attacco dell’esocide : ferro prontamente e la Delsol si incurva fin quasi all’impugnatura , regalandomi attimi di puro godimento . Il combattimento dura un po’ più del dovuto considerando il fatto che il pesce , pur non essendo un gigante della specie , è pur sempre un luccio di circa tre chilogrammi che prima di arrendersi ce la mette tutta per complicarmi la vita e il terminale è di spessore mm 0,22 . Una volta salpato lo fotografo velocemente e lo lascio ritornare nel suo ambiente .
La prima situazione “border line” è stata abbondantemente superata e quindi cambio artificiale per ricercare altre condizioni che possano mettere in difficoltà il combo ( alla canna ho abbinato il mulinello SX-1 taglia 2000 sul quale ho imbobinato del trecciato di spessore mm 0,12 con un finale in fluorocarbon spessore mm 0,22 ) .
Scelgo tra le varie possibilità uno spinnerbait e precisamente il Windex Sniper Single Blade da mezza oncia ( 14 gr.)  al quale ho aggiunto un trailer-hook per mettermi al riparo da eventuali attacchi “corti” .
Ho a disposizione la finitura Special White che ben si addice ad acque trasparenti quali sono quelle del lago Maggiore . Mi sposto di qualche centinaio di metri lungo la sponda fino a raggiungere una stazione dove i battelli di linea fanno scalo la mattina e la sera ; qui alcuni pali di attracco creano luoghi ideali per i predatori intenti a tendere agguati alla minutaglia presente in loco
. Riesco ad interessare solo un black bass che insegue pigramente il mio spinner fino a riva per poi fare dietro front e scomparire di nuovo nelle profondità del lago . Continuando a pescare giungo nei pressi di un piccolo porto dove i  pesci-foraggio trovano riparo dai venti periodici e dalle intemperie ; sulla carta dunque un luogo ideale per trovarvi qualche bel luccio . Lancio parallelamente alla riva , faccio affondare il mio spinner ed infine attuo un recupero che i bassmen chiamano “slow rolling” e che nella realtà permette all’artificiale di procedere lentamente tra le asperità del fondo;  all’inizio dell’autunno , con il progressivo abbassarsi della temperatura dell’acqua , il luccio predilige cacciare prede più “facili” tralasciando le sfuriate e i veloci inseguimenti che caratterizzano il suo modo di cacciare nella stagione calda . I bagliori emessi dalla pala di tipo “willow leaf” dello Sniper Blade rendono molto accattivante l’insidia che in uno dei lanci successivi viene attaccata ferocemente da un luccio di piccole dimensioni , stimato intorno al chilogrammo e mezzo di peso ; anche in questo caso il combattimento è entusiasmante grazie all’attrezzatura che ne amplifica le sensazioni .
Veloce foto e poi via di nuovo in acqua . Sono giunte ormai le ore diciannove , decido di riporre l’attrezzatura e con l’auto faccio ritorno a casa ; durante il tragitto di ritorno ,  percorrendo la statale che costeggia il lago , vedo un piccolo assembramento di gente intente a guardare attentamente ed in modo concitato in acqua . Riconosco due amici e decido di accostare per sincerarmi sull’accaduto ; subito mi viene detto che vicino alla riva è stato avvistato un pesce siluro di notevoli dimensioni e che loro , essendo intenti ad insidiare persici reali con artificiali piccoli , non sarebbero stati in grado di provarne la cattura perché dotati di attrezzature estremamente sottodimensionate . In men che non si dica corro al bagagliaio della mia auto e tra me e me ripeto che non ci sarebbe stata occasione più propizia per testare i miei materiali : il tempo di annodare un terminale più robusto dello spessore mm 0,30 e di prelevare dalla mia tackle box il minnow Super Dexter e subito mi ritrovo anch’io a scrutare l’acqua in cerca di quel grosso pesce . Finalmente , intento a cacciare i pesci del sottoriva , si mostra in tutta la sua possanza e immediatamente , più per istinto che per ragionamento , lancio il mio minnow nelle vicinanze ; lo faccio affondare e subito inizio un recupero sincopato fatto di continui colpetti di cimino per dare un aspetto il più veritiero possibile alla mia insidia . Non ho neppure il tempo di ragionare che una botta tremenda mi riporta alla realtà : ho in canna un pesce di circa un metro e mezzo che tira come un treno con relativi vagoni e non vuole cedere alla mia trazione ; allento subito la frizione micrometrica del mulinello per evitare rotture e constato di come la mia povera Delsol sia incurvata fino all’impugnatura sotto i colpi poderosi del glanide . Il pesce nel divincolarsi viene in superficie lasciando me e le persone presenti all’evento del tutto attoniti ; si sente solo lo stridio della frizione dell’SX-1 che svolge il suo lavoro a meraviglia ! Cerco di non pensare in negativo e , per quanto mi è possibile , forzo il pesce fuori da una zona che presenta diverse piante acquatiche ; inoltre la mia posizione è sopraelevata rispetto alla superficie dell’acqua e , se da una parte mi facilita la visuale , dall’altra mina ulteriormente le possibilità di successo in quanto l’angolo acuto descritto dal trecciato rispetto l’artificiale amplifica la già esuberante reazione del grosso pesce . Non sono in grado di determinare quanto tempo passi in realtà in questa situazione , ma improvvisamente mi ritrovo con il filo allentato e l’artificiale che letteralmente schizza fuori dall’acqua : si è slamato proprio quando il combattimento iniziava a volgere a mio favore . Disdetta ! La delusione fa breccia negli animi dei presenti e soprattutto in me anche se posso ritenermi soddisfatto di aver tenuto testa ad un pesce “extra large” con un’attrezzatura largamente sottodimensionata . In fondo quello che cercavo l’ho avuto ma dopo un simile smacco ho bisogno di un’immediata rivalsa ; è giunta l’ora di cena ma , tacendo con gli amici le mie intenzioni , mi  riprometto di cenare per poi con il buio ritentare in quello stesso posto con la stessa attrezzatura . Detto fatto circa alle ventidue mi ripresento sul luogo incriminato con rinnovata fiducia e con la speranza di catturare di nuovo quel pesce ; dopo aver cambiato il terminale in casa alla luce e in tutta comodità , decido di usare come artificiale un minnow lipless di cm 9 per 16,5 gr di peso con livrea Clown , molto ben visibile nell’oscurità e pertanto adatto al siluro , predatore notturno per antonomasia . Si tratta dello Slash Stick di Rapture particolarmente adatto per raggiungere grandi distanze grazie al suo grande cx di penetrazione dell’aria e al suo buon peso ; sento distintamente il rumore di fragorose cacciate a galla , segno evidente che alcuni siluri stanno facendo incetta di pesce . Inoltre ho anche la possibilità di lasciare scendere lo Stick fino sul fondo per sondare gli strati bassi dell’acqua nell’eventualità ci siano anche dei lucioperca . Ed infatti da li a poco ho ragione di due piccoli lucioperca che hanno aggredito con voracità il mio lipless e subito dopo hanno riguadagnato la libertà . Ma i perca non sono il soggetto delle mie attenzioni e così riprendo a lanciare al largo nella direzione dove provengono gli sciacquii dell’attività predatoria dei siluri . Purtroppo non registro alcunché e dopo un’ora di tentativi ripiego sulla possibilità di catturare qualche lucioperca , considerando che poco prima questi non erano rimasti indifferenti alle lusinghe del mio minnow ; eseguo lanci di circa quindici metri ed attuo un recupero a saltelli sul fondo anche se per questo tipo di approccio sarebbe stato più corretto usare un silicone . Quando ormai consideravo terminata la mia sessione notturna , in uno degli ultimi lanci , ricevo un colpo secco in canna e porto una decisa ferrata : la canna si incurva sotto le possenti sfuriate del pesce che dal comportamento non riesco a catalogare . Penso che se si tratta di un lucioperca , questo deve essere di buone dimensioni e , nel frattempo, cerco un luogo adatto per scendere al livello dell’acqua per salpare il pesce . Il flebile chiarore di un vicino lampione rischiara leggermente l’acqua e quando finalmente il pesce viene a galla riconosco le fattezze di un giovane esemplare di siluro ; ha aggredito in punta di bocca il mio artificiale che con le sue robuste ancore non gli permette di riguadagnare le profondità lacustri . E’ un siluro di circa settanta cm di lunghezza per due chilogrammi di peso che dopo le solite foto di rito riguadagna la libertà .
La giornata/serata è andata piuttosto bene e tutto quello che volevo sapere circa le potenzialità dell’attrezzatura Rapture l’ho soddisfatto ampiamente . Una volta in più sono cosciente del fatto che affronto le mie sessioni di pesca con attrezzature adeguate e senza lasciare nessun elemento al caso . Il resto è il bello dello spinning

Spinning al Black Bass nei grandi laghi




Power Fishing
Articolo e fotografie di Marco Altamura


Il titolo di questo mio articolo non è e non vuole essere una delle tante ostentazioni nei confronti dei sempre più dilaganti termini esterofili ; chi pratica lo spinning rivolto al nostro amico black bass sa perfettamente che con tale termine anglofono si identifica uno specifico approccio di pesca all’interno della disciplina del bass-fishing. Solitamente , dopo aver scelto lo spot , lo si ispeziona con gli artificiali specifici da “power” e cioè cranks e spinners per appurare o meno la presenza di pesce in quel sito . Queste due categorie di artificiali infatti , permettono di sondare velocemente grandi porzioni d’acqua per poi, una volta accertata la presenza di pesce, insidiarlo con le altre tecniche del bass-fishig quali  le tecniche “finesse” oppure affidandosi a jigs , jerks , minnows , top-water , WTD , ecc… Nella fattispecie, in concomitanza con l’uscita sul mercato delle novità Rapture per il 2016/17 , vorrei approfittare per parlare della categoria dei crank baits ed in particolare di tre nuovi modelli che si aggiungono alla già cospicua schiera presente in catalogo : si tratta di due modelli “deep” e cioè il Neo Crank SQR DR e il Neo Crank Silente , e di un modelllo “shallow” e cioè il Neo Crank SQR SR . Ho effettuato i test insidiando logicamente il black bass in alcuni spots del versante piemontese del lago Maggiore . I dettami del moderno spinning al bass imporrebbero l’utilizzo di una canna in fiberglass per un corretto approccio con l’utilizzo di crank e spinner ; questo perché una canna in fibra di vetro risulta più “morbida” e meno scattante del carbonio, consentendo una corretta azione parabolico-progressiva sia in fase di ferrata ( con le canne troppo scattanti il rischio è quello di togliere letteralmente l’artificiale dalla bocca del predatore ), che in fase di combattimento con grossi esemplari. Personalmente , all’interno della vasta gamma di attrezzi per lo spinning presenti nel catalogo Rapture , ho identificato nella canna Delsol da mt.2,44 e range di lancio 3/15 gr., l’attrezzo ottimale per recuperare crank e spinnerbaits .
Pur essendo costruita in fibra di carbonio e pensata per uno spinning leggero  in grado di lanciare artificiali dal peso esiguo , questa canna risponde perfettamente ai requisiti richiesti da questa branca del bass-fishing , regalandoci ferrate sicure e combattimenti entusiasmanti. Ho trovato il giusto mulinello abbinandole il mulinello top di gamma Rapture e cioè l’ SX-1 Mod. 2000 caricato con un trecciato di spessore mm 0,15 ed un terminale in fluorocarbon di spessore mm 0,28 connesso con un nodo doppio Allbright.
Per il test inizialmente ho optato per una piccola spiaggia con fondale digradante e presenza di vegetazione sommersa oltre a diversi ostacoli rappresentati da tronchi e grossi massi . Per iniziare ho connesso al terminale il Neo Crank Silente che garantisce un approccio non invasivo grazie all’assenza di sferette metalliche al suo interno , ottimo per le zone ad alta pressione di pesca. Questo artificiale espleta la sua corretta azione nella colonna d’acqua compresa tra la superficie ed i quattro metri di profondità e può essere recuperato linearmente e fatto sostare nelle zone “calde” quando incoccia gli ostacoli del fondo ; questo recupero chiamato “bump the stump” dai bassmen a stelle e strisce, risveglia l’aggressività dei bass che attaccano ferocemente l’intruso. I primi lanci mi servono per prendere confidenza con il nuovo artificiale ma già dopo poco tempo capisco le grandi potenzialità di questo crank ; lancio distante il più possibile e poi recupero velocemente fino a che non percepisco il mio artificiale cozzare contro gli ostacoli sommersi . Da qui in avanti il recupero è molto lento per permettermi di sostare il più a lungo possibile nella zona “strike”. Di solito l’attacco del bass è deciso e profondo e non è raro vedere il pesce in canna avvicinarsi alla riva accompagnato da altri bass richiamati in zona dalla nostra imitazione. I primi tentativi non danno i frutti sperati così decido di spostarmi di qualche metro sulla destra nei pressi di un albero sommerso , da sempre considerato un ottimo spot per l’insidia del centrarchide ;
qui lancio a filo dei rami sommersi e, dopo aver richiamato velocemente il crank fino a fargli raggiungere il fondo , inizio il recupero vero e proprio fatto di lenti richiami ed altrettanto lente risalite . Durante il terzo lancio in zona percepisco il primo attacco e porto una ferrata dolce ma decisa : si tratta di un bass di piccole dimensioni che però ha deciso di non farsi sfuggire un’occasione così ghiotta per mettere qualcosa sotto i denti . Dopo il breve combattimento e le relative foto lo rilascio con tutte le cure possibili e ritorno a perlustrare il lato destro dell’albero sommerso .
Qui il percorso dell’artificiale è molto più tormentato e ciò è dovuto agli innumerevoli ostacoli del fondo insieme ai rami sommersi che , se da una parte mettono in serio pericolo la salvaguardia dell’artificiale stesso , dall’altra garantiscono la massiccia presenza di bass che qui trovano il loro habitat preferito . Rischio il tutto per tutto con un lancio a filo dell’albero e non appena il crank tocca le asperità del fondo avverto una gran botta in canna ; ferro e questa volta il pesce sembra essere di ottime dimensioni ! Infatti dopo un combattimento che  forzo lontano dai rami, vedo nella trasparenza dell’acqua la sagoma di un grosso black bass con in bocca il mio Neo Crank Silente . Come da copione , il grosso pesce guadagna la superficie e qui compie una di quelle evoluzioni aeree che lo hanno reso famoso in ogni parte del mondo .
La Delsol asseconda a meraviglia le sfuriate del pesce finché riesco a trascinarlo sul bagnasciuga dove lo afferro per la mascella inferiore ; sembra trattarsi di una femmina stimata abbondantemente sopra il chilo e mezzo di peso e , finalmente soddisfatto , scatto alcune foto e la rilascio nel suo ambiente . Ora urge cambiare posto perché il combattimento ha disturbato non poco la tranquillità di quel luogo . In pochi minuti di auto sono in un altro spot promettente che negli anni non mi ha mai tradito . Si tratta di una riva a canneto rado con un fondale medio di due metri con presenza di vegetazione acquatica e ripariale che nel tardo pomeriggio garantisce l’ombra sull’acqua ; decido di cambiare anche artificiale e connetto al moschettone il Neo Crank SQR DR . E’ anch’esso un “deep runner” ma il suo range di utilizzo spazia dalla superficie ad un massimo di mt.1,80/2,00 di profondità .
A differenza del Silente , questo crank è dotato di sferette in metallo interne che gli conferiscono il classico effetto rattling e che lo rendono facilmente localizzabile dai predatori anche in acque opache . Qui il lago si presenta all’apparenza tutto uguale , ma le mie lunghe frequentazioni mi aiutano non poco a “capire” lo spot ed a sfruttarne al massimo le potenzialità
; effettuo lunghi lanci perpendicolari alla sponda e , vista l’esigua profondità , raggiungo quasi subito il fondo con l’artificiale che avanza tra le asperità sommerse . La compattezza e i suoi otto grammi di peso mi consentono lanci lunghi e precisi . L’artificiale perlustra accuratamente il fondo e tra un richiamo ed un rilascio cerco di infondergli la maggior credibilità possibile aiutato anche dalla composizione sabbiosa del fondale che a contatto con la paletta del crank alza una piccola nuvola di limo rendendo l’azione quanto mai verosimile visto e considerato che il predatore pensa di trovare un piccolo pesce sotto il limo o che è fuggito dallo stesso..
La livrea di cui dispongo è la Ghost Threadfin Shad che in definitiva imita un piccolo pesce e , tra me e me , penso che sarebbe andata meglio un’imitazione di gambero come la Red Hot Craw in quanto il luogo risulta essere molto frequentato dai crostacei ; ma tant’è e quindi continuo la mia ricerca .
Nel volgere di circa un’ora di pesca registro tre attacchi di cui due andati a buon fine ed uno a vuoto ; anche in questi casi i pesci catturati sono bass di piccole/medie dimensioni ma tanto basta per poter trarre ottime indicazioni circa l’efficacia del crank sotto esame .
Merita un cenno anche l’armatura di tutti e tre questi crank che sono dotati di ancorine del tipo Power Point in acciaio al carbonio affilate chimicamente che garantiscono un’ottima presa non solo nella bocca dei bass ma anche in quella ben più coriacea di lucci e lucioperca .
Dopo aver fotografato i due bass e averli rilasciati nel loro ambiente , decido di cambiare ancora spot e con dieci minuti d’auto mi porto nei pressi di un altro grosso albero sommerso dove mi appresto a montare l’ultimo dei tre crank presi in esame e cioè il Neo Crank SQR SR . Come anticipato all’inizio , questo crank si differenzia dei primi due provati per la sua azione “shallow”; la sigla SQR è l’acronimo dell’inglese “squared” che si riferisce alla forma quadrata della paletta .
Questo artificiale proprio per le fattezze della sua paletta  espleta un’ azione ottimale nella colonna d’acqua tra la superficie ed il metro di profondità ; con il prezioso aiuto degli occhiali con lenti polarizzate , riesco a scorgere al pelo dell’acqua nei pressi della pianta alcuni black bass di medie dimensioni che si crogiolano al sole del tramonto e decido di tentare la sorte con lanci in zona ed un recupero estremamente lento tanto da far rimanere l’artificiale a galla con andamento incerto creando una scia invitante .La risposta è immediata e due bass contemporaneamente si lanciano a bocca spalancata sul malcapitato : vince la contesa il più grosso dei due e me lo ritrovo in canna a compiere evoluzioni aeree mettendo sul campo una vitalità insospettata .
Archivio velocemente la cattura con foto e rilascio e con la medesima modalità ispeziono il resto dello spot . Le evoluzioni del bass catturato hanno creato un po’ di scompiglio nel banco di bass presenti in loco che ora si sono portati più in profondità e fatico a vederli ; attendo circa un quarto d’ora che ritorni la calma ed effettuo alcuni lanci richiamando il crank in modo da fargli ispezionare uno strato d’acqua meno superficiale . La scelta si rivela corretta e in circa mezz’ora realizzo due catture e due bass slamati durante l’immancabile salto prima della resa . I due bass catturati sono anch’essi di medie dimensioni ma comunque hanno risposto molto positivamente al richiamo di questo crank di superficie che lascia intravvedere ottime possibilità di cattura anche nei confronti di altri predatori , in primis il persico reale che durante le cacciate a galla nel primo mattino e al crepuscolo dovrebbe apprezzare molto le evoluzioni del Neo Crank SQR SR ; insieme ai persici intuisco grandi possibilità di successo anche con grossi cavedani di lago , lucci e aspi
Piccolo Aspio
. A consuntivo di questo test effettuato sul lago Maggiore in cerca di bass non posso non sottolineare la bontà del lavoro dei tecnici Rapture nel concepire prima e nel realizzare poi questa serie di Crank Bait dalle alte prestazioni e dall’invidiabile rapporto qualità/prezzo ; ciò mi fa particolarmente piacere considerando il fatto che ad accezione dei bassmen che li usano abitualmente e ne apprezzano le caratteristiche precipue , questa famiglia di validissimi artificiali è stata per troppo tempo trascurata o forse non “capita” dalla maggioranza dei lanciatori nostrani . Inoltre i crank sono una delle poche categorie di artificiali in grado di catturare , specialmente nella stagione fredda e in primavera , i big bass così refrattari e perennemente sospettosi nei confronti di noi lanciatori . Un motivo in più per farli entrare a far parte delle nostre tackle boxes ed aiutarci a capire un po’ di più i complessi comportamenti biologici di questo meraviglioso predatore .

10.14.2016

pesciolini di acqua dolce fritti














Una volta era molto molto più facile fare una bella frittura di pesciolini se non portavi la fidanzata che pescava e prendeva il  prendeva il sole colle tette al vento   oppure la   figlia che ti faceva demoralizzare prendendo un vairone enorme…
Prima di cominciare controllate se avete tutte le carte in regola pesca  visto che la Guradiapesca è sempre in giro
Ma comunque anche adesso con un po di pazienza qualche vairone si riesce a trovare,
Alborella
molto meno le alborelle se non qualche fosso o piccolo canale , qualche raro gobione (che qualcuno chiama “barbtrutè “come se fosse un incrocio fra una trota e un barbo), quasi impossibile reperire i cobiti
Cobite sopra e sotto

che una volta erano ambiti per la pesca al persico reale ma anche come frittura. Impossibili prenderli coll’ amo io e mio padre solcavamo i fossi con un grosso retino detto “buratola”. Se se ne prendono poco si possono portarli a casa, pulirli e metterli nel frezeer  fino alla quantità desiderata. Si possono adoperare anche le piccole sanguinerole.
Sanguinerola
Se si avanzano vanno benissimo metterli sotto aceto e vino magari non qualche spezia .Dunque possiamo usare le alborelle, i  vaironi, le sanguinerole, gli spinarelli,
Spinarello
i  cobiti, i gobioni
e magari i piccoli pesci gatto mentre evito gli autctoni triotti (oramia specie in via di estinzione alche loro), le piccole scardole, Rodei Amari, Pseudorasbore e gambusie oltre alle oramai quasi introvabili lasche che in alcuni regolamenti vi è di divieto permanente di trattenerle.
2 rodei Amari, una alborella in mezzo e una pseudorasbora
Canne fisse o con mulinello (se si vuole tentare di prendere qualche cavedano o Barbo con passate lunghe) di 5 metri, ami da N 18 al N 22 con filo dello 0.10/012, galleggianti da 0.5 a 1 grammo e affusolati se si pesca in acqua ferma; Astina tarata al limite per vedere bene la tocca del pesciolino. Tanto per la cronaca gli oramai sparuti gruppi di alborelle erano migliaia e sono state vinte delle gare con oltre 1000 pesci in 3 ore usando cannini da 3 metri; Non slamavano manco il pesce ma con un violento colpo di posto sopra la grande nassa circolare lo facevano andare dentro.
***
In sostituzione di questi presi potete usare i latterini che trovate in qualsiasi pescheria degna di tale nome. Per i più piccoli basta schiacciarli la pancia per fargli usare le interiora mentre per gli altri bisogna usare una forbice. Lavarli molto bene e asciugarli con una panno per poi passarli nella farina; Si consiglia di setacciare i tutto per evitare trota (Ops refuso…volevo dire  troppa) farina. In una casseruola grossa con olio già caldo si immettono i pesciolini fino a quando sono ben croccanti. Qualche goccia di limoni e birra o vino bianco come bevande.Patatine fritte sono l' ideale contorno ma possiamo anche usare zucchine o peproni.
Video frittura: https://www.youtube.com/watch?v=p-Uo2o1EATM

I galleggianti grossi e gli ami del N 5/= servono per pescare nel lago Whorter (Carinzia) le Alborelle Carenatus che arrivano a 4 etti...ah ah ah


10.08.2016

Pescare: Regolamenti e pensieri






Siamo nel 2016 e quindi ho 60 anni di cui quasi 50 nell’ ambito della pesca; Ho tralasciato questa grande passione solo per 6-7 anni per cercare di catturare qualche “sogliola” ma non  intesa come pesce d'acqua salata e salmastra appartenenti alla famiglia dei soleidi e dei Pleuronectidi
, ma ben altro cioè quell’essere vivente umano con in mezzo alle gambe  un canale che si estende dalla cervice uterina (porzione anatomica più profonda) alla vulva (porzione anatomica superficiale), la quale ha una lunghezza da 6 a 8 cm nella parte anteriore e di 8–9 cm nella parte posteriore,]dilatandosi/espandendosi in lunghezza e larghezza durante l'eccitazione sessuale. Otto più nove fa 17 e quindi la storia del pene lungo è una bufala.
Ho praticato e pratico la pesca col galleggiante, a spinning, ledgering. Agli Agoni e in  gioventù anche la bilancia. Ho scritto anche 8 anni per la fallita casa editrice Olimpia sulle riviste PESCARE e Il Pescatore.
Ho fatto del volontariato ittico e il consigliere fondatore e della prima legislazione del CAGeP (Coordinamento Associazioni Gestionali Piscatorie) che è diventato club affiliato alla FIPSAS Novara ha dato luogo al Fishing Tour e di cui potete leggere al link: http://www.fipsas.novara.it/ che in pratica gestisce buona parte delle acque provinciali.  Ho pescato in mezzo Piemonte, qualche uscita in altre provincie i non piemontesi, in Austria e Slovenia.
Sono conosciuto specie nel Web col Nick:CAVEDANO fin dal 2000.
Nella gestione delle acque ho i miei dubbi, certezze ed incognite che vi espongo in maniera un po’ confusa e di cui con qualcuna non sarete in accordo.

Perché i pescatori di acqua dolce(AI cioè Acque interne) pagano e quelli di mare no visto che prelevano pesce anche loro? Anzi se una buona parte del pesce catturato in AI torna vivo in acqua quello di mare al 80% almeno finisce sulla tavola? Non sarebbe opportuno fare 3 tipi di licenza cioè una per le AI una per il mare e una per entrambe?
La tassa governativa in Piemonte almeno è di 12 euro e 23 euro per la provincie con 2 specifici bollettini postali indirizzati entrambi alla regione che dovrebbe restituire la seconda parte alla provincia. Lo fa o non lo fa? Parrebbe di no in alcuni casi ma non ne ho la certezza.
Ho il portafoglio vuoto ma 45 euro annui per la licenza governativa mi sembrano una inezia; Una giornata a sciare costa quella cifra, una uscita a Pizzighettone sull’ Adda partendo da Novara costa quasi 24 euro, un telefonino nuovo quanto costa?, 2 serate in pizzeria
quanto sborsi ecc ecc? 10-20 euro in più se utilizzati per il nostro settore (e qua è il grande dubbio) penso che almeno il 90% dei lettori possono sborsarli.
Le consulte di pesca sono cose diciamo anomali dato che decide l’ assessorato ma che è consigliato (visto che l’ assessore è difficile che ne sappia qualcosa) da vari componenti. Se vi prendete la briga di andare al link: http://www.regione.lombardia.it/cs/Satellite?c=News&cid=1213672885746&childpagename=Regione/Detail&pagename=RGNWrapper

Mi dite cosa ci fanno in consulta l’ assessore all’ agricoltura e un rappresentante degli allevamenti ittici e altre figure? ANCHE ASSOCIAZIONI DILETTANTISTICHE - Oltre ai componenti nominati potranno richiedere di partecipare alle riunioni della consulta, senza diritto di voto, i rappresentanti delle associazioni dilettantistiche, dell'Unione delle Bonifiche, dei Comuni, delle Comunità montane, delle Direzioni generali della giunta regionale e delle associazioni nazionali o regionali interessate alla gestione dalla fauna ittica e della pesca. Rappresentanti delle Bonifiche? Delle comunità montane?
Che trota é?
Che dire poi della FIPSAS che chiama atleti i garisti? Uno che si confronta con altri animali sarebbe un garista?????????? E cosa ci fa in seno alla federazione vere e proprie gare come il rugby subacque ecc ecc.
Non andiamo poi a parlare dei vari tesserini provinciali e FIPSAS….Io vado colla moglie a Masio(AL) sul Tanaro, pesco 2 ore e dovrei avere un libretto? E magari è domenica e dove me lo procuro? Idem per acque FIPSAS delle varie provincie. Credo che con 5 euro in più sia fattibile la cosa sempre se ben fatta.

E qua ho dei seri dubbi che 2 “cadrehini” siano meglio di uno per le tasche dei Boss come li ho sui 2 parchi del Ticino cioè 2 amministrazioni, presidenti, consiglieri e dipendenti per un solo fiume
Ticino a Pavia
. Un fiume poi ove sono stati immessi milioni di piccole marmorate e da dove se ne catturano pochissime rispetto ad altri spot. Come mai? Eccovi la foto della sede del Parco Piemontese…degli uffici a Novara nonsi potevano comprare o affittare invece di acquistare la villa Picchetta ex villa di campagna dei regnanti piemontesi?

E quà passiamo agli ibridi chiedendomi chi determina che tal pesce è un idrido o no.

Non sarebbe auspicabile un corso di pesca anche gratuito  avendo costato che vi è gente che scambia i persici reali per Black Bass e viceversa oppure che , almeno a Biella, i barbi canini sono detti “barbtrutè” come se fossero incroci trota e barbo?
Sulle misure minime e i diversi regolamenti provinciali vi sarebbe da scrivere una marea di parole a cominciare dal settore trota che è il più gettonato. Difficile fare un tesserino ben fatto almeno per ogni regione? Il bello della faccenda è che i pensionati e quelli che non lavorano possono usufruire di moltissime più uscite, e quindi catturare più pesci, di chi lavora!!! Ci vorrebbe un limite di catture annue.  Perché chi fa carpfishing generalmente può usare 3 canne invece delle 2 normali per gli altri? Anche la pesca mosca ha dei vantaggi rispetto alle altre tecniche che pur essendo portatori di buone anzi molto buone  intenzioni per la pesca vi sono….
Ma chi guadagna veramente dalla pesca sono i costruttori e i grossi commercianti o no? Investono qualcosa per rilanciare la nostra passione? Ad esempio molti anni fà la Rapalà pago i cartelli si un tratto di acque dell' APD Novara risparminado soldi all' associazioni facendosi pubblicità.
Che dire poi di associazioni che si dicono ambientalistiche e poi immettono trote tigre per far arrivare gente?

I Diritti Esclusi di Pesca dei canali di chi sono proprietari?
http://pescambiente.blogspot.it/2012/07/storia-dei-diritti-esclusivi-di-pesca-e.html

Ma è cosi difficile fare misure minime e divieti di pesca per zone dalle stesse caratteristiche invece che da provincia a provincia? Un regolamento unico fra Liguria-Piemonte-Lombardia-Est Italia SAREBBE DA BUTTARE?
Cacchio sono una fario di 23 cm ed abito nel T. Cervo(BI) a Tollegno che è zona salmonicola e non posso andare a trovare la fidanzata che abita dopo il ponte di Chiavazza perché li la misura è di 22 cm essendo zona ciprinicola!!! Copia/incolla dal sito provinciale
TROTA FARIO: Misura minima  per il pescato
Al fine di favorire una riproduzione naturale delle trote e consentire la crescita dei riproduttori, è stato stabilito, esclusivamente per le zone salmonicole, che la misura minima per il pescato è pari a 24 cm.

Non si potrebbe alzare la misura minima di alcuni pesci e abbassare la quota numerica o di peso?

Che dire poi dei ridicoli rimborsi dati per gli svasamenti delle dighe e inquinamenti accertati fatti da xxx…
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In Austria chi fa ciò ha un adeguata multa visto che la cosa DANNEGGIA LA NATURA MA ANCHE ILTURISMO, che specie nei territori montani è legato anche alla pesca.

Chiudo qui perché sono molto arrabbiato!! NON SI CAPISCE NULLA!!! E figurate se capisco poco io quale sapere può avere un novizio…

Pescare nei laghi di Bertignano e Masserano (entrambi nella provincia di Biella)

Dal PDF (stranamente scaricabile) della provincia “” In provincia di Biella le acque gravate da vincoli particolari sono: ...