8.22.2011

Intervista al Dr. Cesare Puzzi sull'avanzamento dei lavori del progetto di contenimento del siluro sul Lago di Varese

Siamo tornati ad intervistare il Dr. Cesare Puzzi per domandargli qual è lo stato dei lavori del progetto di contenimento del siluro sul Lago di Varese.



Siluro, ma non solo quello, poichè il piano di studio e intervento riguarda diverse specie aliene.



Dr. Puzzi: "Sì, infatti il siluro rappresenta la specie più “appariscente” fra le specie aliene, ma come ben sappiamo è in compagnia. Ricordiamo carassio, gardon, pesce gatto tra le più abbondanti, ma anche rodeo amaro, pseudorasbora, abramide, cobite di stagno per citarne altre che abbiamo rilevato nel corso delle indagini."



Quindi entriamo subito nel vivo e cerchiamo di fare il punto della situazione.



Dr. Puzzi: "Il punto della situazione è il seguente: siamo in pieno svolgimento del secondo anno di attività sui tre complessivi, ed è stata consegnata a fine 2010 una relazione di avanzamento lavori al Parco del Ticino e alla Provincia di Varese. Il primo anno è stato caratterizzato dalla effettuazione di campagne di controllo delle specie aliene invasive, che hanno portato alla cattura di un buon numero di pesci esotici. In particolare, sul Lago di Comabbio ne sono stati catturati circa 22 quintali, dei quali 16 q di siluro e 6 q di carassio, oltre a qualche decina di Kg di gardon. Sul Ticino sono stati catturati circa 10 quintali di siluro, e qualche esemplare di altre specie esotiche come rodeo, pseudorasbora, carassio, abramide, cobite di stagno. Sul Lago di Varese sono stati rimossi circa 21 quintali di pesci, dei quali 14 q di carassio, 3,4 di siluro, 2,8 di pesce gatto, 0,6di gardon."



Ci eravamo lasciati più di dodici mesi fa alla vigilia dell'avvio dei lavori e lei ci aveva spiegato in modo dettagliato quali sarebbero stati i vari step del progetto.



Il primo di questi era la creazione di un network per la condivisione delle informazioni raccolte nelle aree di progetto; le chiediamo quindi quali risultati ha prodotto lo studio nelle aree interessate e se sono stati creati dei protocolli di gestione per facilitare il contrasto alla diffusione delle specie aliene.



Dr. Puzzi: "La redazione dei protocolli sarà un’attività del terzo anno, quando potranno essere tirate un po’ di conclusioni sulle migliori tecniche di controllo, con ottimizzazione dei risultati in rapporto allo sforzo di cattura.

Il network di controllo sta nascendo, ed è stata pubblicata una prima versione del sito: http://www.progettosiluro.altervista.org che sarà via via arricchito dai dati del progetto."




Le informazioni ecologiche sul siluro e le altre specie esotiche erano carenti per quanto riguarda il Lago di Varese, quindi sarebbe interessante sapere quali dati sono emersi attraverso le varie attività di studio. Le pescate selettive hanno fornito materiale utile?



Dr. Puzzi: "Senz’altro. In primo luogo la densità del siluro nel Lago di Varese non è ancora arrivata ad essere così massiccia come lo è nel Comabbio e nel Ticino. E’ questione di tempo, e dunque per il Lago di Varese pare che l’intervento di controllo possa essere particolarmente utile poiché colpisce la specie nella sua fase di espansione. I dati autoecologici sono stati raccolti e lo saranno anche per tutto il secondo anno. La loro elaborazione ed interpretazione sarà attività del terzo anno, contestuale alla produzione dei protocolli di contenimento."



Altro punto importante erano i ripopolamenti in programma per aiutare le specie autoctone in difficoltà. Ci aveva parlato di semine di lucci, alborelle e lacustri per il Lago di Varese e di marmorate, pighi e storioni cobice per il Ticino. Queste semine continuano? E soprattutto avete potuto registrare dati positivi riguardo alle popolazioni citate?



Dr. Puzzi: "Sì le semine continuano. Nel primo anno di progetto ci sono stati risultati particolarmente buoni per quanto riguarda la produzione di luccetti da ripopolamento, nei due incubatoi ittici del Tinella (Lago di Varese) e di Magenta (La Fagiana, Parco Ticino). Nell’incubatoio del Tinella sono stati prodotti e seminati nel lago circa 270.000 luccetti; nel Ticino e nel Lago di Comabbio sono stati seminati circa 90.000 luccetti prodotti dal Parco del Ticino.

Oltre ai lucci sono stati seminate tinche e storioncini cobice dal Parco Ticino, sempre prodotti nell’incubatoio della Fagiana, e sono state seminate alborelle nel Lago di Varese prodotte al Tinella.



Circa i dati positivi rispetto alle specie citate per ora non ci sono dati quantitativi, anche per la difficoltà oggettiva di avere tali dati in ambienti acquatici così vasti. Ci sono informazioni che arrivano dai pescatori, incoraggianti per lo storione del Ticino e per i lucci del Ticino stesso ma anche dei laghi di Comabbio e di Varese. L’alborella continua invece ad essere in grande crisi e le sue segnalazioni sono davvero poche."




Come ha risposto la comunità dei pescatori al progetto?



Dr. Puzzi: "Non pervenuta. Nel senso che noi non abbiamo avuto riscontri particolari. I pochi pescatori con cui siamo entrati in contatto, in particolare per i laghi di Comabbio e di Varese, erano ben contenti dell’intervento, perché sono molto affezionati ai pesci (magari anche esotici) che hanno pescato negli ultimi decenni, come i boccaloni o i persici sole, le scardole, le tinche, le anguille, il luccio. Ci sono appassionati di pesca al siluro, ma per ora, in questa area, prevalgono decisamente i pescatori contrari al siluro.

La comunità dei pescatori professionali è invece molto contenta del progetto, tanto che ne fanno pienamente parte, anche a tutela della loro attività minacciata da specie esotiche invasive di scarso pregio commerciale."




Sappiamo che parte integrante del lavoro sono proprio attività di sensibilizzazione e divulgazione e che anche i pescatori dilettanti possono prendere parte ai lavori contattando voi, il parco o la provincia.



Dr. Puzzi: "Certamente. Noi, il Parco del Ticino (Servizio Faunistico) e la Provincia di Varese (Ufficio Pesca) siamo a disposizione di chi volesse avere informazioni o partecipare in qualche modo al progetto. La piena divulgazione da parte degli Enti presumibilmente sarà realizzata nel terzo anno, quando ci saranno risultati pressoché definitivi e le idee più chiare su che cosa si possa effettivamente fare."



In cosa consisterà il lavori dei prossimi mesi?



Dr. Puzzi: "Nei prossimi mesi continueranno le pescate selettive, sia con reti che con elettropesca nell’area di progetto: Fiume Ticino, Lago di Comabbio e Lago di Varese. Al contempo si raccoglieranno dati sull’autoecologia delle specie esotiche invasive più importanti al fine della individuazione delle migliori strategie di contenimento. Oltre all’attività di campo c’è quindi un importante lavoro di laboratorio e di elaborazione dei dati raccolti.

Si aggiornerà inoltre il sito del progetto, completando con i dati il database che serve proprio al network di controllo e al coordinamento fra gli enti di gestione.

Nel frattempo si inizia a capire come dovranno essere strutturati i protocolli di controllo, avendo una buona esperienza che consente di valutare attrezzi, periodi, aree, metodi che con più efficacia permettono di intervenire contro le specie invasive."




Dottore, tracci lei un bilancio di questi mesi di lavoro. Avete riscontrato differenze rispetto a quanto pensavate di trovare?



Dr. Puzzi: "Il bilancio sino ad oggi direi che è decisamente positivo. Le attività svolte stanno rispettando il programma di lavoro e si conferma che la presenza e la diffusione di pesci esotici nei nostri ambienti è uno dei più importanti problemi relativi alla perdita di biodiversità. Stiamo raccogliendo moltissime informazioni e contiamo di arrivare in fondo al progetto con le idee chiare su che cosa si possa ragionevolmente fare per contrastare questa minaccia. E’ chiaro, e ne abbiamo piena consapevolezza, che i pesci esotici non sono eradicabili in ambienti acquatici vasti, articolati e complessi come quelli di studio. Si può però fare un contrasto efficace alle specie esotiche, evitando che prendano il completo sopravvento sulle specie native, e sostenendo con le immissioni i pesci autoctoni maggiormente minacciati.

Differenze su quanto pensavamo di trovare ce ne sono. Ad oggi, una sorpresa negativa è la rapida affermazione del gardon anche nei laghi di Comabbio e di Varese, nei quali è comparsa solo di recente, ma dove pare in rapidissima affermazione a discapito dell’autoctona scardola con la quale condivide la base alimentare (lo zooplancton) e con la quale dunque compete. Altra specie che mostra abbondanze superiori a quanto ci aspettassimo è il carassio, poco “visibile” nei laghi, ma molto abbondante nell’evidenza dei risultati delle catture.

Il siluro, specie simbolo del progetto, corrisponde grosso modo alle attese: abbondante nel Comabbio e nel Ticino, presente e in espansione nel Lago di Varese."




Ringraziandola per il tempo concessoci, le auguriamo buon lavoro e restiamo assolutamente disponibili a divulgare in futuro novità riguardo al progetto.



Ricordiamo ai lettori che sul sito è presente l'intervista rilasciataci dal Dr. Puzzi all'avvio del progetto. Potete leggere questa intervista cliccando QUI

8.18.2011

Vaironi





Ero in Austria e incontro un gruppo di milanesi; vengono a sapere che sono un esperto della zona novarese e “ Dove sono i vaironi?”…Siamo nel regno delle Breme, dei grossi barbi, dei Nasen,degli Huco Huco e di ogni altro ben di Dio e questi mi chiedono dei vaironi…???

Stessa cosa ovunque incontri un milanese, brianzolo,varesotto o giù di li.. . Ed allora adesso nel 2011 (PRRRRRR) glielo dico ma pubblicamente cosi ne potranno approfittare tutti i lettori ed è l’ occasione buona per rendere omaggio a questo piccolo ciprinide ed a tutti i piccoli pesci. Tenete conto che adesso (2016) negli spot citati la popolazione di detto pesce è calata paurosamente.



Chi è il vairone?

NOME LATINO: Telestes souffia muticellus della Famiglia dei Cyprinidae ordine Cypriniformes Taglia media 10-15 cm con rare eccezioni fino a 25. Sono presenti nei corsi d'acqua, ma anche zone litorali lacustri, delle regioni settentrionali e centrali fino alla Campania. Si raduna in grandi branchi e predilige acque limpide con fondo ghiaioso, ma è rinvenuto anche in acque stagnanti con fondali fangosi; nelle acque montane è stato ritrovato fino sul Monviso (2113 m s.l.m.). RIPRODUZIONE: ha luogo tra fine Aprile e Luglio in acque a corrente vivace , su fondali ghiaiosi. Le uova sono piccole e numerose. I riproduttori, dopo la deposizione migrano a valle. Le larve schiudono in 10-20 giorni e si portano in acque più calme per nutrirsi di organismi planctonici. L'accrescimento è rapido e la maturità sessuale è raggiunta a tre anni.







Come lo si pesca?

A spinning! Beh è successo anche questo essendo il piccolo ciprinide molto vorace, ma restano episodi più unici che rari nella vita. A mosca senz’ altro delizia e fa da scuola a pescatori non sofisticati ed umili, ma quasi sempre viene pescato con il bigattino, vermettino di letame e comunque con esche animali di piccole dimensioni. Si usano canne fisse generalmente non superiori ai 6 metri per non far stancare il braccio anche visto che una volta individuato il branco è possibile pescargli a ridosso facendo movimenti pacati. Dopo un iniziale spavento infatti tornano subito nei luoghi in cui dimoravano. Galleggianti sferici o a pera rovesciata ben tarati sono l’ideale per vincere le correntine e i piccoli gorghi dei rigiri. Piccola torpille per il 75% circa e piombi del n 7/9 a tarare bene. Ami dal 16 al 20 a seconda della taglia media del luogo. Assieme ai vaironi generalmente possiamo allamare cavedani, gobioni, sanguinerole, barbi e una volta anche lasche. Da cercarsi sul fondo anche se….vedere capitolo sotto. L’abboccata è generalmente decisa specie in corrente. Nei grossi giri d’acqua può però capitare che esso spiombi il galleggiante o fermi semplicemente la sua corsa.

Un paio di vecchi luoghi oramai in netto declino per la sua cattura che frequentavo erano:



Torrente Cervo in piena città. L’entrata è in Corso Milano vicino al ponte di Chiavazza . Sono indispensabili gli stivali a tutta coscia . A risalire per circa un km è ancora acqua normale e quindi si può usare il bigattino; oltre vermettini di letame. Nel primo tratto sono correntine con grossi sassi e rigiri dietro a questi. Meglio una pesca al tocco come si pescasse trote. E queste vi sono anche se non di taglia; appena oltre la misura minima. Quindi conveniva stare con finali dello 0.12 ed ami del 16/18 invece che quelli del 20/22. I soggetti erano di media taglia con qualche esemplare notevole. Mia figlia ne ha preso un paio di 18 cm. Oltre il ponte lame ampie e buche permettono di usare il galleggiante meglio se a pera rovesciata. Colla nuova regolamentazione biellese si può pescare solo a spinning o mosca. In questi luoghi il ciprinide non era sempre sul fondo specie nelle buche e nei rigiri e quindi prima di abbondare uno spot credendo che non vi fosse nulla era meglio sondare vari strati d’acqua.

Torrente Cervo Biella inizio 2014 

https://www.youtube.com/watch?v=3BFVDNTIahs


Si pescava fra muri di vecchie fabbriche ed era uno scenario inconsueto. Vi pescavo in maggio/giugno e a settembre specialmente dopo che l’acqua era ben calata da piene. Luglio ed agosto rendevano anche loro ma era facile trovare poca acqua e pesci un po’ svogliati. Oltre a trote e vaironi erano rare altre catture anche se qualche volta si allamava qualche gobione e barbo canino. Abitandovi a 4 Km ci dedicavo parecchie uscite serali per metterli “in brusco” (sotto aceto e vino bianco magari aggiungendovi aromi come salvia, menta, carotine a pezzi ecc) per l’inverno e consumarli come antipasto. Preferivo schiacciare l’ardiglione per slamare senza danni le trote che giudicavo piccole per essere trattenute anche se misura legale.







Il Terdoppio a Novara Veveri nel tratto fra la strada che da Novara Vereri porta verso Cameri a risalire fino al ponte sito sulla statale che da Novara porta verso il lago Maggiore detto della PanElettric per via di una vecchia fabbrica oramai chiusa che sorgeva accanto alle sue rive. Si accede comodamente dove il torrente è scavalcato da una piccola passerella in cemento che permette ai “campè” di controllare i livelli del canale Cavour che passa sotto. Lo troviamo uscendo al casello di Novara Est, percorrendo la circonvallazione ed uscendo all’ indicazione Novara Veveri. Poi si svolti verso sinistra, passeremo il ponte sullo stesso torrente(ci si può fermare lì volendo) , proseguiremo e al bivio obbligatorio a destra fino a quando, prima del canale Cavour, troveremo uno spazio. Seguendo il canale al di là della statale in 200 metri siamo alla passerella. Acqua a normale normativa e pescabile con la sola licenza B . Nei periodi caldi conveniva portarsi appresso un buon antinzare. A disturbare parecchie simpatiche sanguinerole ed a integrare il fritto gobioni.

https://www.youtube.com/watch?v=8ssSXK9F09M



Lo scenario è molto migliore che sul Cervo visto che si pescava fra la vegetazione ed anche ben consistente nei periodi caldi.











Piccole lame e correntine si alternano. Corte canne fisse (4-5 metri) con in lenza uno 0.12 sono più che sufficienti per qualche ora di divertimento. Ami del 20/22 legati sullo 0.08 o 0.10. Solo un paio di lame meritano l’uso del mulinello e sempre se si vuole provare ad insidiare qualche bella carpa o cavedano ivi presente.













7.27.2011

Monitoraggio quali-quantitativo dei popolamenti ittici del Canale Circondariale nel campo gara delle Vallette di Ostellato

Vi segnaliamo il link a un interessante studio fatto dalla Provincia di Ferrara in collaborazione con l'Università di Ferrara e l'Arpa Ferrara.
Il documento espone in modo chiaro e per certi versi drammatico la situazione della popolazione ittica nel Canale Circondariale di Ostellato (sede tra le altre cose dei prossimi mondiali di pesca al colpo).
Il quadro che emerge è inquitante.
La percentuale costituita dal siluro è pari al 54,4% della bio-massa totale, con un incremento di oltre 20 punti percentuali rispetto ai campionamenti eseguiti nel quinquennio 2004-2009.
Da non sottovalutare anche i dati relativi alla taglia delle speci pescate.
L'altra specie numericamente più presente è la carpa, con una taglia media attorno ai 10 kg.
Se ne deduce facilemente che resistono solo quelle ormai non più predabili dal vorace siluriforme, che invece mostra una popolazione ben distribuita nelle varie pezzature, con un peso medio degli esemplari pescati di circa 9 kg. Gli esemplari di glano prelevati variavano da circa 5 etti ai 35 kg, mentre le carpe andavano dai 9 ai 18 kg...fate un po' voi le proporzioni.

Ora, sicuramente ci sarà chi negherà l'attendibilità anche di questa ricerca e chi griderà a chissà quale complotto contro il pesce siluro, però l'unico dato attendibile che chiunque può reperire con semplici ricerche, mostra che la totalità degli studi effettuati in svariate zone d'Italia, ha evidenziato il disastroso impatto che questa specie ha avuto e sta ancora avendo sugli equilibri delle nostre acque.
In giro c'è chi va ancora parlando, o forse sarebbe meglio dire sproloquiando, di fantomatici e non ben chiariti "nuovi equilibri biologici", ma gli studi fatti da chi possiede gli strumenti tecnici e scientifici adeguati, smentiscono sempre queste tesi a dir poco fantasiose.

Attraverso questo link potete accedere al testo completo dello studio e fare le vostre considerazioni.
Buona lettura.

Monitoraggio quali-quantitativo dei popolamenti ittici del Canale Circondariale nel campo gara delle Vallette di Ostellato

7.20.2011

Torrente Elvo



L'Elvo (in piemontese Elv) è un torrente piemontese che scorre nelle province di Biella e Vercelli. E’ il principale tributario del T. Cervo e scorre parallelo ad esso  fino a quando svolta verso est e vi si immette prima che questo ultimo confluisca nel Sesia alle porte di Vercelli.
Dà il nome alla omonima valle: la Valle dell'Elvo. Il suo bacino ha un perimetro di 107 km per 300 Kmq. Nasce dal monte Mars a 2300 s.l.m, lungo circa circa 58 km, ha alla foce una portata media di circa 7 metri cubi al secondo.
Inizialmente il suo corso si dirige verso sud e la sua valle si infossa progressivamente scavando una stretta gola che divide i centri abitati in destra idrografica (Graglia, Muzzano e Camburzano) da quelli posti alla sinistra del torrente (Sordevolo, Occhieppo Superiore, Occhieppo Inferiore).
Un discreto numero di trote fario  autoctone e immesse da avannotti lo popola unito ad iridee di semina. La taglia non è eccelsa ma qualche bel pezzo esce . Solite tecniche del tocco e spinning e molta prudenza. Vedere al seguente link le ultime disposizioni in materia.

http://www.provincia.biella.it/on-line/Home/Sezioni/Cacciaepesca.html



La pesca non è facile per le rive scoscese e grossi massi ed è bene essere in due nei tratti medio alti.

Raggiunge Occhieppo Inferiore e diventa acqua normale ma purtroppo è stato ovunque spianato e rimangono solo piccole buche; non mancano però i vaironi, qualche barbo piccolo e dei cavedani anche di mole. L’acqua quasi sempre chiara rende la pesca a questa ultima specie difficilissima e solo a spinning se ne frega qualcuno. Per il resto basta un 5 metri fissa e un po’ di bigattini per divertirsi qualche ora magari a Borriana. Uscito nella pianura biellese riceve presso Mongrando l'apporto da destra dell'Ingagna, il suo principale affluente. Nei dintorni di Borriana da sinistra lo raggiungono l'apporto idrico dell'Oremo e il suo corso comincia a deviare gradualmente verso ovest e riceve l'apporto dell'Olobbia, che confluisce nei pressi di Cerrione. In comune di Salussola, l'Elvo viene scavalcato dalla ex SS 143 e dalla Ferrovia Santhià-Biella ed entra poi nella pianura risicola vercellese, nella quale scorre lentamente creando numerose isole più o meno stabili nel tempo.



Non fatevi trarre in inganno  perché si era in post piena e purtroppo anche con temporale in arrivo; Generalmente l’acqua è molto più bassa. Son filmini fatti da un dilettante e quindi scusate la qualità.



Sempre dirigendosi verso ovest interseca l'Autostrada A4 e riceve in destra idrografica le acque di un canalino che deriva dal  canale Depretis in località Lama dei banditi presso Arro a fine lama. Queste sono fredde essendo acque della Dora Baltea e cioè in estate acqua dei ghiacciai; l’ acqua si opalizza per molti km. La lama è molto bella ed accoglie carpe da 1-2 kg, vaironi, barbi normali e canini e cavedani di media misura.
Si può fare già un comoda passata con una bolognese di 5 metri e le solite esche. Sono da evitare rumori inopportuni visto il luogo e a pasturazione và fatta a fionda o con i “maccheroni”. Lo sfarinato rende molto poco. Qualche trota può apparire di discesa o perché venuta dal canalino citato.
Scendendo a valle entra nella provincia di Vercelli e ha conformazione classica del torrente. Ben massificato in tempi remoti ha conservato la caratterista di anse alternate. Le lame e le buche non superano quasi mai i 150 cm tranne qualche raro caso. Una volta gremito di lasche adesso ospita pochi cavedani ma tutti di Taglia, barbi europei e nostrani con grossi soggetti anche ma difficilmente localizzabili se non lo si frequenta.





Le solite carpe seminate dalla provincia di Vercelli, minutaglia, qualche raro luccio e si vocifera di silurotti nell’ ultimo tratto. Oltre alle solite tecniche in qualche lama si può effettuare anche un ledgering “silenzioso” ovvero appoggiando più che lanciando il feeder.
L'Elvo è un torrente dal regime tipicamente prealpino con piene autunnali e primaverili e marcatissime magre estive e invernali.
Lo stato ambientale delle acque è stato classificato al 2002 dalla Regione Piemonte come BUONO fino a Occhieppo Inferiore e SUFFICIENTE da Mongrando alla confluenza, a causa delle immissioni di origine civile e industriale e della presenza di diserbanti e antiparassitari rilevata nel tratto più a valle.



Il torrente è molto noto per la presenza di pagliuzze d'oro nella sabbia del letto localizzate ,in questo caso, soprattutto nella zona nei pressi della Bessa che è la più lunga serra morenica in Europa coi suoi 24 e fischia Km.

A Biella si punti verso Occhieppo Superiore e poi Sordevolo per la parte alta; Per la parte bassa si percorra la statale detta Trossi e lo avremo sempre alla nostra destra fino quasi a Vercelli. Lo si scavalcherà un 1 Km dopo il paese di Collobiano quando oramai il T. Cervo è pronto ad accoglierlo.

Non è certo un itinerario da andarci apposta ma se vi trovate in zona per caso lo si può fare.

Negozi di pesca a Gaglianico in Via monte grappa e a Vercelli in Corso Casale che è aperto anche la domenica.

Comprare riso nelle aziende poste sulla statale citata; Indumenti firmati nei vari spacci aziendali di note marche a livello mondiale. Liquore Ratafià dolce , Birra Menabrea e formaggio detto Toma nel biellese. Per il vercellese sempre riso e biscotti Bicciolani a Vercelli.
Visitare i santuari di Oropa e Graglia oltre al Piazzo e al “ricetto” di Candelo nel Biellese cioè una porzione di paese rimasto allo stato mediovale e in cui vi sono stati girati film.
A Vercelli non si può non dare uno sguardo alla più bella chiesa gotica in Italia posta vicino alla stazione.

Singolare, ed effettuata ogni 5 anni, la “Passione di Sordevolo” ove quasi tutto il paese si trasforma in attori/attrici per la rappresentazione della crocefissione.

Per mangiare e dormire non vi è nessun problema.

5.16.2011

Qualità delle acque in Toscana -- SIRA

Il SIRA (Sistema Informativo Regionale Ambientale della Toscana) è un portale che mette a disposizione di tutti delle enormi banche dati conteneti tutti i rilievi effettuati sull'ambiente dal 1991 ad oggi.
I database sono suddivisi a seconda della materia delle rilevazioni, quindi c'è un database per l'aria, uno per la terra, un altro per gli agenti fisici (elettromagnetismo, radioattività e inquinamento acustico) e ultimo, ma per noi più importante, uno sulla qualità dell'acqua.

BANCHE DATI SIRA

Interessante per noi pescatori è che all'interno della banca dati sull'acqua è prensente una sezione interamente dedicata ai rilievi fatti sulle acque destinate alla vita dei pesci e, anche in questo caso, è possibile consultare dati che coprono un intero decennio.

Seguendo questo LINK arriverete direttamente alla pagina contenente il form per fare la vostra ricerca.

Come avrete modo di vedere il funzionamento è molto intuitivo; basta inserire (scegliendoli tra le varie opzioni che compariranno) i filtri geografici che ci interessano; quindi la provincia, il comune, il nome del corpo idrico etc.
Noterete che il portale ci offre un grande aiuto nel selezionare le opzioni visto che nei diversi menù a tendina compariranno in automatico le opzioni che riguardano la provincia e il comune selezionato.

Ad esempio, selezionando la mia provincia (Massa-Carrara), appare automaticamente come corpo idrico quello del fiume Frigido con le stazioni di controllo, la tipologia di corpo idrico (salmonidi, ciprinidi etc) e via di seguito con tutti gli altri filtri richesti.

Una volta riempiti tutti i campi con le informazioni geografiche non ci resta che scegliere quali indicatori di inquinamento vogliamo controllare.
Se, per esempio, scegliessimo METALLI nel menù denominato TIPOLOGIA DI INDICATORE, non dovremo fare altro che selezionare nel menù sottostante (NOME INDICATORE) il nome dell'inquinante che ci interessa (piombo, cadmio etc etc).
La stessa operazione la dovremo fare se invece dei metalli scegliessimo di visionare i dati sui composti fenolici o sulle altre opzioni che il form mette a dispozione.

Fatto questo non resta che scegliere il periodo che ci interessa (possiamo selezionare sia l'anno che il semestre) e poi scaricare i nostri dati.
Questo può essere fatto sia attraverso un link che ci viene inviato via mail, oppure direttamente dalla pagina cliccando sul pulsante AVVIA posto subito sotto la scritta AVVIA LO SCARICO DEI DATI.
Se la mole dei dati richiesta è grande, e quindi il file che dobbiamo scaricare è pesante, è possibile il download solo attraverso il link via mail, ma in generale per tabelle su un singolo elemento si può scaricare direttamente dal sito.

Se vogliamo l'unica pecca di questo servizio è che i dati ci vengono inviati in formato CSV (comma separated value).
I file CSV vengono quasi sempre convertiti da Excel in modo automatico, ma appunto perchè questo avviene "quasi sempre" e non sempre, vi segnaliamo anche questo link, che vi spiega velocemente come fare per aprire senza problemi le vostre tabelle con Excel o Access.

APRIRE CSV CON EXCEL O ACCESS

4.15.2011

Intervista a CAVEDANO (Walter Scandaluzzi)






Questo Blog è stato gestito per 3 anni circaI
 anche da Damiano M. (NapoleoneIII) ed era anche un mezzo sito. Poi per ragioni di lavoro ha dovuto lasciare. Lui ha intervistato me
.


Molti lo conoscono come Cavedano, altri come l'uomo dai mille e mille nick name (“Cavedanonerotico" su tutti, visto che pare gli piacciono anche le pescie umane :) ) tutti però sono concordi nel riconoscerlo come un grande rompi maroni...stiamo parlando di Walter Scandaluzzi persona che stimo molto e con la quale condivido questo spazio web (che ci sta dando belle soddisfazioni, quindi GRAZIE a voi che ci leggete).

Fate copia/incolla di 

http://www.buonapesca.it/video/la-tragica-intervista-a-walter-il-cavedano/


Facciamo le cose in grande, quindi almeno una parte del suo curriculum di pescatore/giornalista ve lo dobbiamo...

Ha collaborato per 8 anni per PESCARE e Il Pescatore, è stato a pesca molte volte in Carinzia ed anche in Slovenia stando a contatto diretto con alcuni personaggi molto famosi della pesca compreso il grande Franko Gorjan leggendaria guida dell’ Isonzo sloveno.

Ho pensato di fargli una vera e propria intervista, così da svelare gli arcani misteri che lo circondano e per poter carpire i segreti di una delle "memorie storiche" di siti e forum di pesca.




Ciao Walter, è da anni ormai che ci conosciamo attraverso il mondo della pesca on line...ricordo di avere letto per la prima volta i tuoi scritti sul forum di Mikymos, al tempo in cui era anche il tuo, ma in realtà da quanto è che bazzichi questi spazi virtuali?

Sono oramai al limite della arteriosclerosi galoppante (classe 1956) e quindi scusate le date. Direi nel 2000: esisteva solo IHP cioè It Hobby Pescare, un Newsgroup di Libero per lo scambio di idee sulla pesca sia di mare che di acque dolci. Mi introdusse il mitico Titta Di Girolamo (personaggio di un film ambientato nell’ Ossola ) dopo esserci conosciuti in una riunione per i ”preliminari” della nascita del CAGeP***, partito e concretizzato da Renato Pellò cioè l’allora presidente dell’APD NO ed attuale presidente del CAGeP e vicepresidente della consulta regionale del Piemonte (Il presidente è l’ assessore)….Sia maledetto per l’ eternità………..IL Titta!!ah ah ah
Presi nel Terdoppio 

***CAGeP che poi unitosi in buona parte colla FIPSAS Novara ha dato vita al Fishing Tour Novara che vedete nel sito www.apd.no.it

La mia pescia..la CAVEDANESSA


C'erano Actos, l’ ideatore degli AdS , il loro Messia cioè il grande spinnofilo Luciano Cerchi, un noto agente di viaggi di pesca all’ estero, Loris Ferrari, Amerigo Rocchi*** e Gianni Burani(http://xoomer.virgilio.it/cjbur/index.htm). Altri sono ancora in circolazione ma non ho voglia di stare lì a spulciare troppo nei ricordi….Sappi solo che distrussi uno dei più noti in IHP solo ribattendogli per un anno con “ MENABREA” e basta….furono i suoi stessi amici a dirgli di smettere!!!!!! Vero Titta? Ti ricordi di Aber Rock? L’ unico Nick valido a livello mio come controbattute fù un certo Anchise ma spari’ andando a gestire una specie di albergo di pesca diciamo in una isola greca.

***Adesso fà "la guida di pesca" specie al luccio nel centro Italia




E innegabile, e credo che tu vada anche abbastanza orgoglioso di questo, che molti ti considerino un "nemico" mettiamo le virgolette perchè la parola nemico è forse esagerata), ti sei scontrato spesso sugli argomenti più disparati con molte persone, secondo te cosa da maggiormente fastidio di quello che scrivi?

La verità nuda e cruda fa male e vi sono cose anche nella pesca che riguardano piccoli e medi interessi economici. Il perché e come si agisce nei forum ed in internet, il perché e come si aprono club specialistici ecc ecc . La solita storia della vita: Soldi, potere e vanagloria. Peccato che mancano le donne!!!!!

105 cm



Qual è per te l'effettiva valenza di posti come i forum di pesca. Li hai visti cambiare in tutti questi anni?

La valenza tecnica è buona ; quella filosofica e di razionalita molto meno. Sta sempre tutto nel cervello di chi legge e scrive. Nei forum scrivono Nick che sono poi in realtà dei ragazzini di 14-20 anni e mi dici come possono competere con gente che pesca da 30 anni? Eppure controbattono come se fossero loro i vecchi e chi legge non sa a chi credere visto che non vi è un curriculum esatto per ogni Nick.

Ore 15.30 del 31 dicembre 2003 sulla Drava a Grafestein




Sono cambiati un po’ visto che le solite battaglie sul C&R, siluro o non sluro e alloctoni e autoctoni si sono oramai fossilizzate e quasi esaurite nella razionale e classica via di mezzo: Ognuno, nei limiti di legge, fa quello che vuole.
Vi sarebbe da far comprendere bene che anche la pesca è soggetta a leggi e regolamenti che si possono contestare o meno, ma sono così di legge. Cioè, io sono filosoficamente contro l’ obbligo delle cinture di sicurezza per le auto ma se mi beccano sempre pago senza fiatare…come mi è successo a Verbania anni fa sul serio.




Satira sui forum di pesca". A chi è relativamente giovane come utente sui forum questo titolo non dirà nulla, invece c'è chi sicuramente si ricorderà di questo spazio che ha fatto girare le balle a molte persone.
Che cosa ti aveva spinto a crearlo? Come è andatata a finire?


Storia lunga e pericolosa per fare nomi e cognomi in un sito con server italiano. L’ inizio lo risparmio dato che non ne vale la pena. Io cominciai, Titta, il carparo Gabox mi seguirono, tu e altri Nick di cui manco io so chi siano dal vero ci seguirono e in 8-10 persone facevamo 2000 visite in qualche Thread ironizzando sugli altri forum ma dicendo la verità anche su cose scomode.


Prendevamo in giro ironicamente ma dicevamo la verità e la “massa” capiva…-Poi il mio amore/odio Jhonny intervenne direttamente presso la direzione italiana dei Forum Free con minaccia di denuncia come responsabili (suo vecchio gioco che con me direttamente funziono poco….MA TI AMO JHONNY) del tutto, e chiusero il forum. Si sarebbe potuto riaprire un altro forum similare ma in ogni cosa la seconda non è mai come la prima e rinunciammo.
Aggiungi didascaliaBarbo 61 cm canale Cavour




Hai spesso partecipato in varie parti d'Italia a riunioni, convegni e altro che riguardano la gestione delle acque e la pesca in generale; se dovessi farne un bilancio pensi che ci siano delle figure valide e motivate sparse nelle varie sezioni Fipsas, Consulte e quant'altro?

Valide nella pesca abbastanza, nella gestione delle acque poche e colle “palle” da cambiare il sistema direi quasi zero…….manco io. Il SISTEMA in qualsiasi campo tritura e divora qualsiasi personalità**** Devi essere DIO e io sono solo suo fratello ah ah ah.

Recupero cavo Plezza....media di 30 cm di fango



A tuo avviso, alla maggioranza dei pescatori quanto effettivamente importa degli aspetti burocratici, amministrativi e ambientali?

Per i primi due direi quasi nulla….diciamo 1%; per il terzo qualcosa ma non molto. Il fatto è, come detto prima, è che anche la pesca è regolata da leggi e amministrata e se si vuole cambiare le cose si deve agire in quel campo e non nei forum , nei convegni ecc ecc.

Sesia medio 25 e passa anni fà...notare la varietà



Dalla pesca on line passiamo alla pesca delle riviste e poi alla "pesca-pescata".

Che validità hanno le riviste? Bisogna sempre analizzare i vari scrittori*** e poi interpretare gli articoli. Vi sono anche li’ elementi di tutti i generi come in tutti gli altri campi. Abbondano gli specialisti tecnici che sanno al millesimo di grammo quanto pesa un artificiale ma non sanno cosa sia un vairone oppure scrivono la bozza di un articolo di come si deve appuntare un bigattino su un amo del N 24 collegato ad un filo dello 0.08  per prendere i cavedani e al loro fianco vi è un vecchiotto che ne prende a decine usando filo dello 0.22, amo del N 6 ma innescando delle more. Qualcuno scrive itinerari mal o ben fatti e altri articoli più che decenti se non buoni o ottimi. Diciamo che qualcosa si può imparare ma solo dopo attento esame pratico di quello che è stato scritto. Cioè se si leggono 2 itinerari dello stesso autore ed entrambi sono una bufala nel prossimo numero si prendono senza leggerle le pagine di quell' autore e le si usa per accendere il fuoco per la grigliata.


***Il caporedattore è molto molto facile che di pesca ne sappia poco ma molto poco anche se vi sono in circolazione libri di pesca scritti da lui.....con quale inchiostro non si sà ma risulta scritto da lui un libro sulla pesca al cavedano quando lui pesca 3 volte all' anno e sempre e solo trote nei riali dell' appennino (NB: Non è un esempio)
Barbo cm 64 gr 3500 net T. Elvo







Una domanda banale, ma almeno ci aiuta a conoscerti...da quanto peschi?


Mio padre era accanito pescatore…fai tu; quindi credo che nel 1963-4 ebbi già una canetta in mano e poi dopo anche la bilancia. Terdoppio, Agogna, canali novaresi e Ticino le acque . Un periodo di circa 8 anni di fermo dietro ad altro tipo di pescia e poi ripartito**Conosco bene il novarese e il Vercellese, meno ma decentemente il biellese e il Verbano, La Drava carinziana, , qualcosa del torinese e alessandrino e altri luoghi sparsi in giro.

Whortesee a traina "diciamo"





Tecnica preferita?

Passata. Il Non plus ultra della pesca come orgasmo è la canna fissa senza elastico….possono dire delle altre tecniche ciò che vogliono. A circa 45 anni presi una trota da 1850 gr nel Sesia a Romagnano colla fissa e finale dello 0.12 ed ebbi un orgasmo mentale micidiale.

Canale Sartirana


La cattura della tua vita qual è stata? Fino ad ora, s'intende :) (qui se vuoi fare gli scongiuri fai pure)


Come goduria quella citata; poi una marmorata da 4.4 kg nel Po a Carmagnola colla camola e finale dello 0.22 mi pare ma venne a riva senza lottare molto (in effetti è l’ iridea la trota più combattiva specie se immessa da avanotto) . Come peso una carpa sui 6 kh diciamo ma con finale grosso. Prima pescavo sempre leggero, non avevo assimilato certi concetti di adesso e i pesci grossi grossi che agganciavo (specie nel canale Cavour) spaccavano. ** Nel Cavour a Novara Veveri scendevano dal Po, dalla Dora Baltea e dal tratto iniziale del Ticino post lacuale ogni varietà di pesci di allora e NON PICCOLI!!!! Luccio da 3.4 kg coll’ alborella viva e finale del 0.18. Eravamo a trote io Titta e gabox.




Considerata l'esperienza maturata sul campo, quanto e come ritieni cambiato il panorama alieutico?

Il panorama è alla frutta. Pesci pochi e a macchia di leopardo. Licenze in Piemonte calate del 50% negli anni 1995/2005…Credo che le altre regioni abbiano lo stesso trend.
Per chi ha qualche soldo resta una porzione di estero ma attenti bene dove andate, in che periodo andate, chi è l’ agenzia di pesca ecc ecc. Diciamo che 30-40 anni fa potevi fare la corte alla Ferilli, adesso la fai ad una donna di cm 150, 34 kg di peso,senza seno e pure colle lentiggini.



Qualche aneddoto?

1972 o 73. Terdoppio vicino Caltignaga: bilancia da 130 cm per lato e maglia da 2 cm, io e il papi. Avevamo già un 6-8 cavedani medi, 1 tinca, un paio di trote e qualche altro pesce; giungemmo in una lama e ci piazzammo a 50 metri di distanza. Vidi un luccio credo vicino al Kg e gli piazzai piano piano piano la bilancia a 70 cm. Il gioco era semplice...Il luccio generalmente non si spaventa così tu alzi un po’ il lato opposto al luccio, il socio gli tocca la coda e lui si impianta nella rete: chiamo il papi e lui “ho 3 barbetti qua…aspetta”. Me ne arriva un altro similare dal lato opposto. Sono spiazzato…non so che fare!! Lo richiamo e lui ”Anguilla anguilla”….2400 gr di anguilla!!!! 30 minuti per metterla nel cestino a maglie metalliche.



4 anni fa, cava verso Trino; io, Gabox, Titta e un ragazzino…Il ragazzino pescava e Titta lo guardava. Il ragazzino non si sente di lanciare il minnow in un posto per i rami sopra la testa e ci pensa Titta per insegnargli……un lancio e luccio da 3,4 Kg. QUANDO IL C……agisce l’ abilità, l’ esperienza ecc ecc vano a farsi benedire. Poi magari incavolato nero per il c....dell' amico ti fai un 1 km a piedi sulla riva per smaltire la rabbia e incontri quella della foto sotto e benedisci l' amico ah ah ah




Barbo cm 71 gr 3800


Walter lascio a te la conclusione di questa intervista...

Ragazzi giovani datevi ad altre cose…….Io se rinascessi certo non spenderei soldi e tempo adesso colla pesca. Se la passione è AMORE attualmente la pesca è un brutto partner vecchio e senza fantasia ed iniziativa. NON sposatevi colla pesca!!!!!



Video

Anedotti pesca 

Persico reale con amettiera agoni 

Salmetrino a spinning 







4.04.2011

Pesca in Austria


Il titolo non tragga in inganno visto che non vuole porre in evidenza piste e impianti per sport sulla neve della nota regione austriaca, che seppur esistendo, non sono certo l’ oggetto di questo sito, ma della possibilità di pescare il cosiddetto “pesce bianco”; cioè cavedani, barbi, breme e nasen in abbondanza in quel loco quasi sempre nominato per trote e temoli che seppur si prendono anche pescando colle esche tradizionali da galleggiante.


Quando scoprii in internet agli albori del nuovo millennio un sito dedicato a questa pesca per me fu quasi la fine di un incubo; potevo finalmente convincere mio marito a portarmi in Austria! Ci riuscii e lui riuscii a farmi pescare per poi soddisfare le mie richieste turistiche.
Da allora ci siamo tornati una decina di volte, anche con amici, sempre aspettando ansiosi il momento della partenza e sognando il nuovo ritorno quando purtroppo gli impegni di lavoro e famiglia ci riportavano in Piemonte.
La pesca al pesce bianco in Carinzia vuol dire soprattutto Drava; sia Drava Grande dalla diga di Feistrit fino all’ inizio del bacino di Volkermarkt, sia quella denominata in loco “Drava Piccola” da non confondersi con quella a monte di Lienz.

Sono esclusi i grandi bacini a monte delle dighe pare per il limo glaciale che vi si deposita. Infatti molti decenni or sono gli austriaci canalizzarono, seppur non sembri data la vegetazione sulle rive, a scopo idroelettrico buona parte del fiume costruendovi grosse e alte dighe; Viene logico che a monte di esse per qualche km si formino dei laghi di difficoltosa pesca che è praticata invece nei tratti a valle delle stesse.

Ferlach


Per qualche motivo la prima centrale è stata attivata invece alla fine di un canale lungo qualche Km che preleva gran parte dell’acqua dal grosso fiume; nel grande vecchio letto scorre il rimanente liquido che và poi a congiungersi con quello del canale ed è appunto questo tratto che è detta Drava piccola . Mentre per la Grossa siamo a dimensioni e portata inusuale per le acque italiche a cui solo il Po dopo Cremona può arrivare, riguardo la Piccola la portata è da paragonarsi a una nostra Agogna o Cervo nei tratti medio bassi pur scorrendo in un ampio letto ricoperto in parte da folta vegetazione.



Pesci e loro pesca con esche naturali

Il pesce predominante è sicuramente il Nasen cioè l’equivalente della nostrana Savetta con appunto un grosso naso e ben presente anche nei corsi del Friuli come l’Isonzo. La pezzatura passa dai 700/800 gr fino ai 2 kg abbondanti.
E’ presente in ogni tratto della Drava, sia piccola che grossa.
Segue a ruota la Breme di almeno 2 specie. E’ presente in buona parte della Drava grande ma non ovunque, assente a nostro sapere in quella piccola, e ben presente nel tratto finale del torrente Gurk; la pezzatura dei soggetti che formano grossi branchi và dai 500 a oltre 1000 grammi.
Sotto la diga di Feistrit sono frequenti esemplari di 2-3 kg con qualche soggetto che arriva o supera i 4000 gr.



Il barbo europeo è ben presente ovunque ma presenta difficoltà a catturarlo nella Drava Grande visto che come sua abitudine si piazza nelle correnti più forti. La taglia è decisamente interessante con un record di oltre 5 kg.

Lo spettacolare cavedano a volte dalle marcate pinne rosse non è frequente come le altre specie ma qualche cattura nell’arco della giornata avviene sempre con taglie sbalorditive.

Non vi è da stupirsi più di tanto se si allamano, trote iridee e fario, salmerini alpinus, pighi, temoli e coregoni . Sono presenti huco huco, lucci, lucioperca e grosse carpe anche per altre pesche e ualche volta rrosse alborelle a branchi nella bella stagione. Si può pescare anche a spinning e l' Hotel ha in gestione una risorgiva con trote e salmerini

Salmerino in risorgiva





Come pescarli

Si usa il classico bigattino ovviamente. Qualche scatola di mais è utile averla dietro nel caso delle appena citate alborelle; abbiamo provato anche col pane francese con risultati discreti ma nettamente minori che col “cagnotto”. Da portarsi appresso canne da ledgering (le più potenti possibili) o anche da surf casting visto che l’abboccata non è mai delicata ma sempre ben evidente se non addirittura violenta.
Bolognesi dai 5 metri per la Drava piccola ai 6/7 metri per quella grossa. Mulinelli con bobine caricate dallo 0.18 allo 0.25 per il ledgering, un pò meno ma mai sotto lo 0.16 per la passata.
Fili finali dallo 0.12 minino allo 0.22 per il ledgering pesante. Ami dal N 10 al N 16 a filo medio.
Galleggianti dai 3 ai 10 grammi; qualcosa meno per la piccola se proprio si desidera pescare leggero ma ciò non serve in quelle acque in cui i pesci stanno vedendo il bigattino da pochi anni.
Tanta pastura a base salata e magari qualche sacchetto di pane grattugiato da aggiungervi, almeno 2 kg di bigattini al giorno per ogni giorno preventivato di Drava Grande e pochi per la Drava Piccola. Stivali corti ovunque e lunghi se si vuole esplorare la Drava piccola attraversandola nei raschi.

A passata non servono particolari accorgimenti e finezze tipiche italiane; A seconda della corrente si sceglie il “tappo” a pera o a pera rovesciata più o meno accentuata, lo si tara al 90% con una torpille e si completa con alcuni pallini . Finali corti dello 0.12/0.14 sui quali legheremo un amo del N 12/14 a cui infilzeremo anche 8/10 bigattini. Naturalmente in Drava Grande pescheremo sulla linea ove abbiamo immesso la pastura. Non è mai conveniente cambiare postazione e bisogna insistere nel punto pasturato dato che prima o poi i grossi branchi troveranno quello che abbiamo immesso.


In Piccola si può anche fare una pesca di ricerca.
A Ledgering si usano pasturatori di grosse dimensioni per la ricerca dei grossi barbi; conviene addirittura portarsene alcuni precedentemente appesantiti anche oltre i 200 gr.
Pagliette in abbondanza, fionda e tutta la normale attrezzatura da portarsi dietro, non dimenticando il guadino, uniti al resto.
Conviene non dimenticarsi nulla a casa visto la difficoltà di reperimento di alcuni oggetti. Un negozio di pesca è in Ferlach a poca distanza dalla banca di Slovenia che fra l’altro è a pochi metri da un piccolo rio dall’acqua trasparente gremito di splendide trote fario.



I bigattini sono introvabili in Carinzia e non è raro che qualche locale venga a chiederne un po’ per farsi i pesciolini che userà per insidiare i predatori magari lasciandoli semplicemente morti sul fondo come ho visto fare. In effetti i pescatori locali sono pochi e con una qualità tecnica media che lascia perplessi a dir poco.
Raramente si scende sotto i 20 kg di pescato a testa.
Nasse vietate e il pesce si libera subito o si trattiene morto nei limiti consentiti della riserva. Non vi è motivo di questo e perciò dopo l’eventuale foto si consiglia il rilascio.
Ogni canna già in assetto di pesca è considerata come fosse in pesca. Per ogni altra questione regolamentare vedere i permessi e/o chiedere in Hotel.
I controlli sono frequenti sia dai guardapesca regionali sia da quelli privati.





Stagioni

Siamo andati anche a capodanno nel 2003 ed è stata una di quelle rare volte di cui accennavo poco sopra; però ho preso un luccio di 63/64 cm con un tandem sotto la diga di Grafestein in un'oretta di un inconsueto spinning, per noi almeno, in Austria.
L’acqua della Drava è fredda e quindi bisogna aspettare almeno maggio per catturare bene anche se già a fine aprile si può tentare ed ottenere discreti risultati.
Fine aprile, maggio e talvolta inizio giugno sono i periodi ideali per divertirsi in Drava piccola anche con fisse da 7 metri durante la rimonta dei Nasen.


Negli altri periodi è meno fruttuosa ma ne resta sempre qualcuno unito a grossi cavedani, barbi, qualche carpa e un po’ di minutaglia; mai vista una breme. Personalmente è il posto che amo di più.
La postazione in assoluto da non perdere è a valle della la Diga di Feistritz dove il divertimento è assicurato dal neofita al campione.


Si pesca poco oltre la punta della bolognese attuando una leggera trattenuta. Diciamo attorno ai 10/12 metri da riva e se non è al mattino di sicuro al pomeriggio, quando l’acqua scende di anche 20 cm per via di una parziale chiusura della diga, è una “sarabanda” di nasen.
Se si vogliono i barbi o le grosse breme conviene però pescare a ledgering in mezzo al grosso rigiro. Abbiamo visto usare anche le roubaisienne.
Qualche cavedano fa sempre la sua visita unito talvolta alle sorprese di cui sopra. Il fondo sulla linea citata è attorno ai 2.5/3 metri.

Tratto finale della Drava piccola

Anche in altre postazioni a Feistrit più lontane dalla diga, a Ferlach presso i “barconi” e a Grafestein abbiamo fatto ottime pescate alternate però da uscite meno fruttuose con comunque al guadino, oltre altri pesci sganciati, sempre almeno 15/20 pezzi oltre il kilo. Probabilmente non pasturavamo abbastanza in quelle occasioni non riuscendo a fermare sul posto gli enormi branchi di pesce.
La profondità è maggiore che a Festritz e si attesta verso i 4 metri. Il tratto finale del Gurk ci ha regalato solo Breme di media stazza e qualche Blicca.



Hotel e permessi

L’ Aktiv Hotel si trova a Frog in comune di Rosegg proprio in mezzo all’isola che formano la Drava Piccola e il canale e quindi a un “tiro di schioppo” dai luoghi di pesca.
Si entra in Austria dal passo del Tarvisio dopo essersi lasciati alle spalle Udine oltre 100 km; si devia in direzione Slovenia e si esce al primo svincolo.
Dopo St Jhoann si devia per Rosegg e si arriva alla frazione Frog. Volendo cogliere subito l’atmosfera austriaca si può uscire ad Arnoldstein e farsi una trentina di km.
Ricordarsi di munirsi del bollino per le autostrade austriache all’ ACI locale o presso gli ultimi autogrill prima del confine del costo di euro 7.60 per 10 gironi. Sito internet: www.trophyclub.it

Sport e turismo

La verde Carinzia possiede oltre 200 fra laghi e laghetti di varie dimensioni fra cui i più grossi sono il Whorter ( a 5 km dall’ Hotel), Il Milstatter e l’ Ossiach oltre al mitico Weiben.
Una visita alla bellezza selvaggia e alle acque cristalline di quest’ultimo è d’obbligo come salire verso il Gerlitzen (stazione sciistica) e godersi il panorama splendido dell’ Ossiach, magari gustando qualche tipico piatto della zona in una terrazza di un ristorante a metà strada.
A Velden sul Whortersee (see sta per lago) un casinò può allietare le serate o alleggerire il portafoglio.
Klangfeurt la capitale della Carinzia offre un centro storico classico ma nulla più. Mete più interessanti ma più lontane sono Salisburgo e Graz.
Salisburgo
Graz
Sport acquatici in abbondanza per i giovani ma anche molte piste ciclabili di cui ben 200 km lungo la Drava.
Passeggiate a piedi e equitazione sono l’alternativa nei periodi senza funghi.
Essi sono il secondo scopo per cui ci rechiamo in Carinzia pur non essendo dei “fungaioli”…e penso sia capibile quanti ve ne sono in estate.



I prezzi sono mediamente come in Italia ad eccetto della benzina che si paga circa 20cent in meno. Si consiglia di evitare di prendere il caffè nei bar ed invece di gustarsi dolci e piatti a base di carne nei pranzi durante le gite turistiche accompagnati naturalmente da birra.
Da portarsi a casa acquistando nei tanti piccoli e medi supermercati Wusterl e salumi affumicati oltre al già citato liquido biondo.
Quello che piace del luogo sono soprattutto il grande verde e la quasi assenza di traffico appena fuori dai centri abitanti maggiori che sono anche pochi.


Pescare nei laghi di Bertignano e Masserano (entrambi nella provincia di Biella)

Dal PDF (stranamente scaricabile) della provincia “” In provincia di Biella le acque gravate da vincoli particolari sono: ...