9.22.2016

Pesca dalla barca nei grandi laghi (Molagna, cavedanera,cannno ecc ecc)

Lacustre 5500 gr pescata nel lago Maggiore (foto del cuoco mio amico)


Esistono sistemi di pesca poco frequentati dato che ci vuole una barca per esercitarli e un motore almento elettrico oltre a qualche esperienza con pescatori che sappiano fare bene le tecniche che descriverò sommariamente; Esse sono pratiche in buona parte nei grandi laghi del Nord.


Esse sono destinate in primis alla trota lacustre e poi ai coregoni e ai salmerini Alpinus
Salmerini Alpinus

Lucioperca del Mergozzo catturato da Ruggero Nibbio
, i persici reali con qualche cattura di grossi cavedani, lucci e dei nuovi arrivati cioè i lucioperca o Zander come lo si voglia chiamare.



In Italia esistono 2 tipi di coregoni entrambi alloctoni anche se presenti da un centinaio di anni in tutti i grandi laghi del nord Italia ed anche in qualcuno del centro-italia

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In Italia il Lavarello è stato introdotto alla fine del XIX secolo dai laghi elvetici: oggi è diffuso nei laghi laziali e nei grandi laghi prealpini. Le popolazioni che vivono nella parte settentrionale dell'habitat hanno abitudini anadrome(Sono specie anadrome quelle che, nate nei fiumi, vivono la maggior parte della loro vita in mare per poi tornare in acqua dolce al momento della riproduzione; ne sono esempi il salmone, lo storione, le lamprede.) mentre nel sud la specie popola soprattutto le acque dolci della zona pelagica dei laghi.
Coregone




Il coregone Bondella proveniente dal lago di Neuchatel, è stato introdotto nei laghi Maggiore e di Como. Cresce più rapidamente del lavarello con cui si aggrega alla ricerca di cibo, ma ha una taglia massima inferiore (30 cm contro i 60 cm del lavarello). Il coregone "bondella", è più piccolo ed ha la testa con il muso ancora più appuntito.

Si racconta che le massaie di inizio 1900 si lamentassero che il Lavarello era troppo grosso da cucinare e quindi fù introdotto il coregone Bondella.






La cavedanera è un tradizionale sistema di pesca a traina e la sua azione di pesca si sviluppa in superficie.
E' composta da un derivatore "cane"da un trave di dacron da 0.6 a 1mm e da un palo posto sul natante.



Cavedanera
Il cane è formato da due assicelle di legno disposte verticalmente, dalla forma carenata simile a un'imbarcazione, davanti arrotondate e leggermente appuntite, dietro tronche, tenute verticali all'acqua tramite altre due assicelle orizzontali che le uniscono, in modo da farla sembrare una piccola imbarcazione simile ad un catamarano. . Sul lato della barca, o in entrambe i lati nel caso di utilizzo di due barchini, è fissato un cordino collegato al trave, servirà da tirante di richiamo in caso di abboccata del pesce, per procedere al recupero.
Come per la molagna e la tirlandana, anche la cavedanera viene costruita artigianalmente e viene personalizzata a seconda dell'esperienza e delle varie "malizie" del pescatore che intende utilizzarla.

Viene molto utilizzata sia sul lago Maggiore sia negli altri laghi, nei mesi invernali e primaverili, per la pesca alla trota lacustre (si può incappare anche in lucci, lucioperca e cavedani).


La Tirlindana
La tirlindana è un sistema di pesca antichissimo che si effettua con la barca in movimento. E' composta da un lungo filo (circa 35-40 mt.) di nylon appositamente piombato ( una volta si utilizzava un filo di rame della stessa lunghezza con piombi solo sul fondo) . All' estremità di questo ultimo è presente un ulteriore spezzone di filo di nylon (diametro circa 0.25) di circa5- 6m, collegato all'esca che desideriamo utilizzare (artificiale o naturale) tramite una piccola girella con moschettone. Resta evidente che è importantissima la giusta velocità della barca, che deve dare il giusto guizzo all' esca impiegata. Importante risulta anche la conoscenza dei fondali per evitare il rischio di incagliarsi, rischio che bisogna assumersi in quanto il terminale (nella maggior parte dei casi) deve passare vicino al fondo per il successo dell' abboccata.
Viene usata soprattutto nel mese di giugno, luglio, agosto e settembre, sia sul lago Maggiore sia negli altri laghi, per la pesca del pesce persico.
Sconsigliamo l'uso nei mesi estivi in quanto il traffico cospicuo di natanti ed imbarcazioni da diporto potrebbero cagionare incidenti, visto la lunghezza dello sviluppo di questo sistema di pesca.

Non è raro incappare in prede diverse, ma sempre ambite, tipo trote lacustri, lucci, lucioperca e grossi cavedani)

 

La Molagna
http://pescambiente.blogspot.it/2010/03/intervista-al-tronistaoops-trainista.htm





In molte foto vi è Ruggero Nibbio proprietario dell' Hotel 2 Palme ( si mangia divinamente) e presidente dell' AP Mergozzo che ogni anno incubano milioni di uova di coregoni come potete vedere nei filmni
Per detta pesca vi rimando all' articolo:

https://www.youtube.com/watch?v=K1gh3ixpO9w

https://www.youtube.com/watch?v=Gf3wXzA1HM0


Consiglio vivamente il risotto giallo coi filetti di persico reale, coregoni o salmerini in bagnetto e ravioli al luccioperca. Chiuso da inizio autunno a inizio primavera.



I sitemi descritti vengono effettuati con artificiali ondulanti o minnows


mentre nei seguente con imitazioni di larve





Canne da coregone
Sono canne costruite ancora artigianalmente anche se ne esistono di molti tipi in commercio. A seconda della scuola di provenienza, esistono tre tipi di canne differenti:





-CANNINO (scuola francese)
Si tratta di una canna in monopezzo di carbonio dai 130 cm ai 180cm. Il cimino è morbido e fine per segnalare la tocca del pesce a volte quasi impercettibile. E' diffusa che i coregoni o le bondelle mangino in spiombata (una volta afferrata l'esca il pesce si dirige verso la superficie dell' acqua in modo tale che il pescatore non avverta più la tensione della lenza ed il peso del piombo -dai 5 ai 20 gr.-). La canna è munita di piccolo mulinello a recupero rapido su cui è avvolto del monofilo trecciato molto sottile.



-CANNA A SPALLA (scuola svizzero - tedesca)
E' una canna che sviluppa una lunghezza dai 240 cm ai 270 cm ricavata da un pregiato grezzo da mosca per coda nr. 4 Il recupero è costituito da una ruota in alluminio o carbonio in grado di recuperare circa mezzo metro di filo a giro in modo di avere l'esatta conoscenza della profondità a cui si sta pescando. La ruota (ma anche un piccolo mulinello come per il cannino) viene posizionato sul fusto di sughero in modo da regolare la bilanciatura della canna A dispetto del proprio nome, la canna non è appoggiata alla spalla, ma passa tra braccio ed avambraccio in bilanciatura. Quando il coregone mangia, la canna si protende in avanti, ed è il momento di ferrare. Sono tecncihe attuabili anche per il salmerini e la mia unica uscita in barca alla loro ricerca fù un 12 a 0 a favore del mio amico "Selvatico" che allora aveva la barca sul lago di Mergozzo.





-PESCA CON GALLEGGIANTE (scuola austriaca)
Si utilizza una robusta canna lunga sui 4-5metri con un comune mulinello a bobina fissa su cui è presente del monofilo di diametro dello 0.25/0.30, e in grado di lanciare un "galleggiantone" scorrevole da almeno 40 grammi di portata con la relativa zavorra. La tecnica: Si lancia nel punto in cui si crede che si trovino i pesci, ed è il galleggiante che pesca. Infatti, una volta che questo è affondato o, come accade più spesso, è aggallato (il coregone spesso mangia in spiombata), non c'è altro da fare che recuperare il pesce, che si è autoferrato proprio a causa della resistenza opposta dal grosso glleggiante.


Le lenze o piantane sono costituite da una catena di esche artificiali (realizzati artigianalmente), in numero oscillante da 3 a 15, realizzata con monofilo dallo 0.12 allo 0.18, e con attacco finale per il piombo.
Essenziale avere a bordo un guadino a maglie larghe di nylon, sia per salpare il pesce in barca (il coregone ha una bocca molto delicata) sia per liberare con maggior facilità le moschette una volta catturata la preda.


Per maggiori approfondimenti andare al sito: http://pescalagodicomo.altervista.org/

di Gianpaolo Pedersini con cui tentai anni fà di scrivere un libro di pesca e saluto calorosamente. Ed anche alla pagina
http://acquadulza567.sitonline.it/1/tecniche_di_pesca_3323069.html


Pesca alla carpa & altro in Val Chisella(TO)




 

La Valchiusella è logicamente attraversata dal Torrente Chiusella con la valle lunga circa 25 chilometrie con una superficie di 143 km², e più precisamente è collocata nella zona del canavese che fa capo ad Ivrea i cui abitanti sono detti "epoderiesi". Il torrente nasce dal monte Marzo (non aprile e manco febbraio..) per confluire nel fiume Dora Baltea nei pressi di Strambino, dopo un percorso di più di 40 km. Naturalmente nella parte mdeio alta è zona salmoncola e vi è una riverva gestita dalla FIPSAS Torino le cui info potete reprire al lnk http://www.fipsas.it/nuovo_sfai/abwpagine/province/schedaimpianto.asp?ida=282



 

 

Il lago di Meugliano è un lago morenico dell'Era Glaciale, che si trova a Meugliano, in Valchiusella con una superificie di 0.29 kmq. Fino a qualche anno aveva una gestione ma attualmente non sò bene come sia la cosa però ho rintracciato nel Web questo link https://sites.google.com/site/lagodimeuglianopescasportiva/home Il lago di Alice ha una superficie di quasi 1 Km2 e un perimetro di 1200 metri e la pagina Facebook: https://www.facebook.com/ApsdMeuglianoPescaSportiva/


Il lago di Alice superiore ha una Superficie di 0,096 km², Lunghezza 0,47 km ,Larghezza 0,37 km Profondità massima 11,
 

L'invaso ha forma all'incirca quadrata. A sud è costeggiato dalla SP 68 mentre ad est un'ampia spiaggia privata dà accesso allo specchio d'acqua. Sulla riva settentrionale una valletta prativa si spinge in direzione del vicino Lago di Meugliano mentre la sponda orientale è dominata da un cordone morenico coperto di alberi.

Il Lago Piccolo, lungo poco più di 100 metri e largo circa 80, è invece caratterizzato da basse rive paludose e da un ampio canneto.

Nel 2009 i "Laghi di Meugliano e Alice" sono stati riconosciuti sito di interesse comunitario (codice: IT1110034).

Lago in inverno
La bassa valle è formata da colline coperte da fitti boschi e sui quali si trovano numerosi paesi molti dei quali sono comuni autonomi. Uno di questi è il comune di Alice Superiore in cui vi è il lago naturale dall’ omonimo nome a quasi 600 mslm. Ad est dello specchio d'acqua principale si trova un lago più piccolo chiamato, appunto, Lago Piccolo. Il Lago Piccolo, lungo poco più di100 metrie largo circa 80, è invece caratterizzato da basse rive paludose e da un ampio canneto. L’ invaso principale è molto più grosso e lo vedrete nelle foto e filmati. Nel 2009 i 2 bacini sono stati riconosciuti sito di interesse comunitario (codice: IT1110034) come biotopi e quindi nulla vi può essere toccato. Le piante da abbattere sulle rive in inverno sono segnate e nel lago non può essere immesso nessun pesce (al di fuori delle trote iridee che sappiamo sterili) . Nel lago sono presenti carpe nate nello stesso, un po’ di tinche, persici reali parecchi, persici sole , scardole e un discreto quantitativo di trote iridee e tanti pesci gattini e dei cavedani imprendibili. Non vi sono lucci e Black Bass e per la prima specie trovo la cosa strana. Fino a pochi anni fa era gestito da un club che lo tenevano come "cosa di prestigio"* ed attualmente vi sono Bruno e Raffaella o meglio il contrario che devono attenersi alla volontà del possessore del Diritto Esclusivo di Pesca che deve attenersi alle direttive della comunità europea sui biotopi. Quello che vuol dire lo potete intuire da soli….. PESCI RUSPANTI e naturali dall’ incredibile forza! Attualmente Bruno è stato buttato fuori!

In una calura infernale coll’ erba già un po’ bruciata dal sole io e Adriano siamo stati in barca un paio di ore pescando vicino ai canneti in zona ombreggiata. Qualche trota l’ abbiamo vista saltare al largo ma anche lanciando sull’ abboccata non le abbiamo prese. Pescando a spinning e col verme abboccavano solo i persici sole e qualche scardola.
In estate i piccoli arrivano sempre prima… Verso sera Adriano ha preso un Persico reale a spinning col solito Martin
e dopo ho pescato io (io filmavo e fotografavo) vicino al ristorante col pane a galla e nel giro di poco più di una ora ho preso 5-6 carpe stimate dai 2.5 ai 4 Kg di cui 2 mi hanno letteralmente spaccato lo 0.22, una si è intanata (non riuscivo a tenerla e volevo giocarla colla frizione) in un buco; Ho dovuto mettere su un trecciatino per forzarle letteralmente dalla potenza che avevano. Il record ci dice Raffaella (che è li da quasi 15 anni, in effetti con diverse mansioni) è di 15 Kg circa con altre catture, ma non molte, oltre i10 kg. Fino ai10 Kg abbastanza. Ma non sono pesci di allevamento messi nei comuni carpodromi ed ingrassati come se fossero maiali ma roba nata nel lago con tutti gli annessi e connessi.

La pesca era gestita da un circolo che faceva facente a Bruno che prevedeva una adesione annuale di 30 euro nel 2012 cioè quando sono stato contattato per farre uno scritto.; Pesce pagato a peso, pesci gatto gratis. Pesca No kill 15 euro il giornaliero. Barche a remi in loco a 5 euro l’ ora ma tariffe speciali per pescatori. Insomma chi volesse portare la morosa in gita sul lago paga 5 euro l’ ora, per i pescatori un forfeit da stabilire. Nel prossimo inverno ricaveranno qualche piazzola sulla sponda vicino alla statale e le piante, abbiamo visto noi, che sono già state segnate dagli organi competenti. Lungo la sponda alberata vi è un sentiero: Esso è parallelo alla statale. Dove finisce il guardrail vi è in cancello d’ ingresso.Attualmente non sò come è la cosa ma Raffaella vi è ancora dato che questa estate sono andato colla mugliera a prendere un aperitivo. Pagina facebok: https://www.facebook.com/lago.superiore/?fref=ts


 

Il ristorante è gestito dalla stessa Raffaella e offre cucina casalinga con alcune sciccherie come quelle che ci hanno offerto tipo sarde messe bagnetto fatto dalla "ragazza" colle sue mani .
Locale interno piccolo, terrazza coperta con tavoli, tavoli all’ aperto.
Prato (attenti che vicino ai canneti a sinistra del ristorante proprio è torba cioè terreno molle con sotto acqua..) . Possibilità di prendere il sole e sentiero per passeggiate.
Un luogo incantevole per famiglie che vogliano passare una domenica tranquilla pescando o non pescando.

Se si vuole pescare e mangiare la possibilità c’è. Solo che per pescare bisogna associarsi . Se si vuole solo mangiare…mangiate solo…chi se ne frega della pesca davanti a piatti tipici ed ad una birra Menabrea spillata? (Birra prodotta a Biella e vincitrice di numerosi concorsi a livello mondiale). Vi danno pure il gelato……


Il tutto recintato!!!!
Cosa di prestigio vuol dire che pagavano circa 1500 euro annuali fino a pochi anni fa ed era usato dai soci per esibire la loro posizione sociale verso gli altri e magari per invitare altri benestanti di altre zone a pescate e mangiate extra affari. Il cancello era sempre chiuso e lo aprivano solo a soci ed invitati. Sembra (sembra..) che il DeP sia del comune di Alice e facia pagare circa 70.000 euro annui.


Lago e circolo di Pesca con ristorante denominato "Il Pontile".
Via Pr. per Lessolo 27
10010 Alice Superiore (TO)
Tel 0125/78488 Cell 328/8529239
email: lagodialicesuperiore@virgilio.it
Video:

http://www.youtube.com/watch?v=6Lw9imLdmSAHYPERLINK "http://www.youtube.com/watch?v=6Lw9imLdmSA&feature=plcp"&HYPERLINK "http://www.youtube.com/watch?v=6Lw9imLdmSA&feature=plcp"feature=plcp

http://www.youtube.com/watch?v=dC-dmms3fzEHYPERLINK "http://www.youtube.com/watch?v=dC-dmms3fzE&feature=plcp"&HYPERLINK "http://www.youtube.com/watch?v=dC-dmms3fzE&feature=plcp"feature=plcp


https://www.youtube.com/watch?v=6Lw9imLdmSA


https://www.youtube.com/watch?v=dC-dmms3fzE


https://www.youtube.com/watch?v=9nzmqs24p5E


https://www.youtube.com/watch?v=RhQW-jeoJoU


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Il lago di Meugliano è un lago morenico dell'Era Glaciale, che si trova a Meugliano, in Valchiusella con una superificie di 0.29 kmq. Fino a qualche anno aveva una gestione ma attualmente non sò bene come sia la cosa però ho rintracciato nel Web questo link https://sites.google.com/site/lagodimeuglianopescasportiva/home Il lago di Alice ha una superficie di quasi 1 Km2 e un perimetro di 1200 metri e la pagina Facebook: https://www.facebook.com/ApsdMeuglianoPescaSportiva/

 
 
 
 
 

9.18.2016

Pesca al tocco




La tecnica di pesca al tocco è esclusivamente o quasi riservata alla pesca alla trota ed identifica una tecnica nella quale l’abboccata del pesce viene avvertita attraverso una serie di vibrazioni (le tocche appunto) che si trasmettono grazie ad un diretto contatto tra esca, vettino della canna(dotata di dispositivi denominati "blocchi" o "boccole") e mano del pescatore, complice la mancanza di un dispositivo galleggiante di segnalazione e un’opportuna tensione della lenza.
Il miglior impiego è quello di pescare sotto il vettino della canna ed esistono in commercio canne lunghe 13 metri circa con prezzi anche attorno ai 500 euro ma per iniziare basta molto meno.
Tali lunghi attrezzi sono quasi sempre appannaggio dei garisti e sono usati in acque particolarmente larghe. Sul filo del mulinello andra montato un segnafilo oppure un fiocco di lana rosso in modo da vedere bene dove si pesca. Non è di facile attuazione per il principiante ma rende bene in molteplici situazioni.

Le montature sono svariate passando da corone composte di tanti pallini; Non è di facile attuazione per il principiante ma rende bene in molteplici situazioni. Ad esempio la corona di Cesano viene montata su un terminale con filo dello 0,22 lungo circa un metro. Novantasei centimetri se si vuole essere precisi visto che venivano fissati/schiacciati di norma 15 piombini del n.4 posti a circa 6 centimetri di distanza l'uno dall'altro.

 

Il pallettone è piombatura più concentrata, a volte insostituibile per penetrare le forti e turbolente correnti superficiali, ma anch’esso deve essere controllato senza distrazioni.
Va montato scorrevole sulla madre lenza con un gommino salvanodo prima della girella.Esistono anche pallettoni muniti di cappucci in plastica che permettono di cambiare il peso snza smontare la lenza. Vanno scelti, secondo le circostanze, di peso compreso tra 5 e 20 grammi. - La spiralina di filo di piombo (detta rodolon) centrata in pochi centimetri di lunghezza, facilmente gestibile da chi inizia difficilmente si incaglia c in balìa della corrente, permettendo di ampliare il raggio d’azione oltre la lunghezza della canna.
Scelta di peso adeguato alla forza della corrente (3-10 grammi) permette passate molto naturali rasenti il fondo ma in alcune circostanze non consente le necessarie trattenute proprio perché riceve troppa spinta dall’acqua. In commercio si trovano spiraline di varie fogge e pesi, anche con guaina passafilo interna, allungate e sottili da far scendere meglio in corrente, corte e tozze per una pesca maggiormente statica.

In pieno inverno quando la pesca alla trota è chiusa possiamo dedicarci alla costruzione delle montature, per le spiraline basterà avvolgere del filo di piombo su qualcosa di cavo variando il peso della stessa. E' logico che vada inserita scorrvole con un salvanodi

La pesca al tocco si puo attuare anche in canali e rogge di pianura con la consistente probabilità di agganciare cavedani barbi.

Nella tecnica di pesca al tocco della trota con la corona la canna da pesca ha una notevole importanza. Deve essere leggera ma anche robusta (per consentire di salpare, se non esistono altre soluzioni, la trota di peso/al volo) noltre deve possedere altre determinate caratteristiche tecniche: rigidità (con esclusione per gli ultimi elementi in punta), manegevolezza (meglio utilizzare canne più corte se la larghezza del torrente è più piccola rispetto a quella della canna estesa), bilanciamento (fattore importante per evitare l'affaticamento del braccio di chi pesca) e affidabilità (intesa nella possibilità di utilizzare la canna da pesca senza essere perseguitati dal timore di romperla al minimo urto o sforzo), nonché una notevole sensibilità del cimino. La rottura di qualche pezzo della canna è da mettere in preventivo e quindi affidarsi a canne di marca in modo da trovare pezzi di ricambio.



Ulteriori info ai siti
-http://www.robertobarbaresi.it/index.htm

-http://www.passionetrota.it/didattica%20hp.htm



 

 

 



 
 
 
 

9.05.2016

Pesca in città ovvero Street-Fishing



Pesca in città
Testo e fotografie di Marco Altamura



Le ultime tendenze dello spinning identificano nello “Street-Fishing” la nostra tecnica preferita praticata in tutti quei luoghi ad alta antropizzazione e in un contesto prettamente urbano , lontano cioè dal paesaggio bucolico nel quale solitamente siamo soliti pescare , svolta con esili attrezzature ed artificiali dal peso e dalle dimensioni molto contenute. In realtà il problema risiede solo nell’uso della nomenclatura esterofila in quanto da tempo immemore l’uomo pratica la pesca all’interno del tessuto urbano vicino a fiumi , laghi e torrenti ; il termine anglofono quindi è più una trovata pubblicitaria per promuovere e commercializzare prodotti dedicati dei quali , a mio parere , non esiste una vera e propria improrogabile esigenza .
Ben inteso , non voglio assolutamente fare una sterile polemica su questa “nuova” tecnica alieutica , quanto piuttosto affermare che è possibile divertirsi pescando anche in città senza necessariamente accollarsi costosi esborsi per l’acquisto di un’attrezzatura specifica . Ben venga dunque l’avvicinamento di un pubblico giovane con nuove idee nel settore spinning , ma senza la creazione di false esigenze che arricchiscono solo ed esclusivamente gli interessi di alcune persone scevre di reali contenuti . Lo spinning è da sempre una disciplina semplice ed essenziale e chi come me ha iniziato a praticarlo fin dagli anni ’70 crescendo con il concetto di andare sul fiume o al lago solo “con una canna ed una manciata di artificiali” non può tradire questo spirito pionieristico abbracciando esigenze solo di tipo commerciale .
Da quando faccio parte del Rapture Pro Team sono venuto a conoscenza di un’Azienda dinamica che , partendo dai capisaldi che identificano la disciplina dello spinning , ha saputo apportare innovazioni di qualità senza creare falsi bisogni e mantenendo uno standard qualitativo alto avvalendosi di collaboratori seri e preparati . Con queste persone ho testato attrezzi ed artificiali al contempo innovativi e fedeli alle tradizioni , il tutto con un rapporto qualità/prezzo veramente sorprendente . Questa doverosa premessa mi serve per affermare con forza che non è necessario stupire a tutti i costi per guadagnarsi effimere fette di mercato , ma è sufficiente fare bene il proprio lavoro restando sempre saldamente ancorati alle tradizioni ed ai principi inderogabili di una disciplina . Ricordo con un velo di malcelata nostalgia quando , in tempi non sospetti , praticavo “la nobile arte” con una classica mt. 2,10 in fibra di vetro e senza l’ausilio di fantasiose alchimie catturavo persici reali , cavedani , lucci e trote lacustri in grande quantità ; erano i primi anni ’80 e fin da allora , in compagnia dei miei amici più fidati , ero solito pescare anche nei contesti urbani delle cittadine lacustri del lago d’Iseo , del Garda , del Lario e del Maggiore . Il teatro delle nostre scorribande erano i lungolago ed i porticcioli di cittadine come Lovere , Castro , Pisogne , Lazise , Como , Lecco , Mandello , Verbania e Stresa . Di pesci se ne catturavano tanti , anche se non potevamo vantare un’attrezzatura all’avanguardia come quelle che oggi la tecnologia ci mette a disposizione . Logicamente in tutti questi anni c’è stata una grande evoluzione nei materiali ,
nelle tecniche di assemblaggio degli stessi e nella produzione di artificiali , con un‘innegabile vantaggio per noi lanciatori che oggi godiamo anche del piacere di utilizzare certe canne e certi mulinelli , e non solo del piacere della cattura fine a se stessa . Noi non lo sapevamo a quei tempi , ma stavamo praticando una forma pionieristica di “Street-Fishing” anche se con l’utilizzo di artificiali non specifici e dalle dimensioni non sempre contenute , tecnica oggi molto all’avanguardia soprattutto tra le giovani leve dello spinning . Bene , per riportare il discorso ai giorni nostri e non tediare con ricordi più o meno piagnucolosi, proprio con attrezzature Rapture sono solito affrontare queste situazioni “urbane” alla ricerca di una folta schiera di predatori che abitano tali acque ; solitamente mi approccio con un’attrezzatura che prevede l’utilizzo di due canne , la prima una Intruder da mt. 2,40 con potenza di lancio gr.14/40 per lo spinning ed il jigging , la seconda una Delsol sempre da mt: 2,40 ma con potenza di lancio gr. 3/15 per la tecnica del drop-shot che pratico molto volentieri ogni qual volta trovo uno spot adatto .
In questi ambienti caratterizzati da diverse strutture e manufatti , è importante pescare “precisi” con lanci mirati e , una volta con il pesce in canna , sapersi destreggiare tra i vari ostacoli presenti in acqua quali funi , boe , pali d’attracco , pontili ed imbarcazioni ; pescando a spinning classico utilizzo la Intruder e come artificiale è frequente l’uso di minnows dall’assetto neutro che vengono attaccati indistintamente da tutti i predatori così da considerarli dei veri e propri jolly in grado di regalarci un grande divertimento . All’interno di questa classe di artificiali ho una predilezione per quelli di tipo “lipless” ( senza paletta direzionale) che utilizzo indistintamente in recupero o in caduta (wobbling ) . Le prede spaziano dai cavedani , ai persici reali , ai lucioperca e a qualche trota di lago quando il clima è ancora freddo . Ricordo una cattura di un lucioperca di piccole dimensioni effettuata con il lipless Slash Stick con finitura Clown lasciato cadere sul fondo con il suo movimento “wobbling” ed il relativo fulmineo attacco del percide .
Anche gli spinnerbaits sono artificiali che amo particolarmente e che mi consentono la cattura di qualche bel lucciotto soprattutto in primavera ; sempre utilizzando la canna Intruder poi una larga fascia di preferenza è rappresentata dalla pratica del jigging con artificiali siliconici , nella fattispecie lo Swing Shad , il Rib Slim Shady , lo Xciter Shad ed il mitico Power Shad di casa Rapture innescati su jigheads da 10/12 grammi su ami n° 3/0 o 4/0 e fatti lavorare sul fondo nei pressi di strutture e manufatti in cemento . Le vittime principali di questa tecnica sono rappresentati dai lucioperca , dai lucci e da qualche grosso persico reale , non tralasciando il sempre possibile incontro con il cavedano di taglia. Ho un ricordo recente della cattura di un lucioperca di circa tre kg avvenuta sul Maggiore nei pressi di un vecchio imbarcadero; il predatore striato ha attaccato con ferocia un Rib Slim Shady con finitura chartreuse-ghost e poi si è lasciato immortalare in una foto con una turista russa anch’essa accorsa sul posto ed esaltata dalla bella cattura . Ad avvalorare l’efficacia di tali siliconi , proprio quest’anno mi è capitato di effettuare un’insolita cattura di un pesce che non si può certo codificare come predatore : in uno dei tanti lanci effettuati all’interno di un porticciolo nel centro di Como , avverto un deciso attacco al mio artificiale al quale rispondo prontamente con una robusta ferrata ; subito avverto trattarsi di un pesce di taglia anche se il suo comportamento è quantomeno insolito , fatto di puntate vigorose verso il fondo ma portate con ritmo più lento rispetto un luccio o un lucioperca . Nella luce del crepuscolo infine appare in superficie una maestosa tinca stimata sui 2,5 kg che tiene ben saldo nella sua bocca carnosa di colore rosato il mio Xciter Shad finitura smoke-blue armato con una testina da 12 gr. su amo n°3/0 ; l
o stupore è tanto , ma fino ad un certo punto in quanto sono più che convinto che tutte le categorie di pesci , compresi i planctofagi e gli erbivori , una volta raggiunta una certa taglia non disdegnano un succulento pesciolino se ben presentato . D’altro canto mi è già capitato più di una volta di catturare grosse carpe regina in fiume con un minnow affondante da nove centimetri mentre stavo insidiando grosse trote marmorate e lacustri di risalita . Sempre con questi shads siliconici sono innumerevoli le catture di persici reali , lucioperca e lucci nell’arco degli anni negli spot “cittadini”, argomento di questo scritto . Con la seconda canna citata, la Delsol, attuo una tecnica da me molto apprezzata , il drop-shot , spesso e volentieri adottata quando si tratta di insidiare pesci di taglia non eccessiva nella colonna d’acqua vicino al fondale quali black bass , persici reali e lucioperca ( tale tecnica fa parte degli approcci cosiddetti “finesse” specifiche per il bass ) .
Questo meraviglioso metodo prevede l’utilizzo di una zavorra a fondo lenza di forma cilindrica o sferica e , mediante un nodo “Palomar” , il fissaggio di un amo specifico ad una trentina di centimetri dal piombo ; l’amo si trova ad essere posizionato sulla linea principale senza alcun bracciolo ma legato direttamente in posizione orizzontale e con l’ardiglione rivolto verso l’alto . Questa posizione consente ferrate sicure ed una presentazione estremamente naturale del piccolo shad siliconico . A tal proposito utilizzo in preferenza piccole imitazioni di pesce della lunghezza di 3,0 inch ( 7,5 cm ) anche se la tecnica prevede si possano usare anche imitazioni di creatures ( ninfe , gamberi , vermi , ecc. ) . Per ciò che riguarda la zavorra , prediligo quelle a forma sferica ( Round Sinker ) del peso di ¼ di oncia ( 7,0 gr. ) non disdegnando all’occorrenza anche quelle a forma cilindrica (Stick Sinker ) qualora mi trovi ad operare su fondali particolarmente accidentati . Rapture produce questi speciali piombi rivestiti con una particolare verniciatura che non consente all’acqua di entrare in contatto con il piombo e al contempo assicura un buon effetto mimetico . Gli ami dedicati denominati Drop Shot sono a filo sottile adatti all’innesco di siliconi di profilo ridotto e allo stesso tempo abbastanza robusti da affrontare anche combattimenti con lucci , lucioperca e grossi black bass .
Dopo queste necessarie precisazioni tecniche a favore dei neofiti che volessero intraprendere questa meravigliosa branca dello spinning “finesse”, passiamo alla pesca vera e propria che si può svolgere con questo metodo in due diverse modalità: la prima si basa sulla sensibilità del pescatore a percepire le tocche dei vari predatori e presuppone buone doti di percezione tattile , la seconda ,da me preferita , si basa su una pesca “a vista” e presuppone una visione diretta dell’attacco del pesce alla nostra imitazione .
Il nostro combo piombo-amo-silicone si troverà a “saltellare” tra gli ostacoli del fondo imprimendo con il vettino della canna piccoli colpetti che daranno vita allo shad rendendolo estremamente adescante ; gli attacchi saranno diversi a seconda del tipo di predatore e comunque sempre molto emozionanti . Ovviamente ogni spot ha le sue caratteristiche e al variare di queste si potranno variare anche zavorra e distanza dell’amo da questa rendendo così possibile sondare diversi strati d’acqua laddove i pesci risulteranno attivi . Praticare questa tecnica in ambienti urbani è molto divertente e , oltretutto , consente un approccio vincente nei confronti di pesci sottoposti ad una grande pressione di pesca ; dove le altre tecniche dello spinning falliscono , il drop shot regala momenti di pura adrenalina avendo ragione dei predatori più smaliziati ed apatici . Quindi dai grandi laghi , ai tratti cittadini dei fiumi , canali , rogge e torrenti , potremo praticare il nostro sport preferito a contatto del tessuto urbano delle città che così non ci appariranno più come fredde e distanti , ma saranno parte integrante e paesaggio circostante le nostre uscite di pesca , avvicinandoci così ad esse senza l’alone di diffidenza che le caratterizza .

9.02.2016

Tinca nera


Andavo sovente a pesca nelle rogge vercellesi e mi fermavo a prendere qualcosa ad un bar nelle vicinanze gestito da una famiglia fra cui Carolina come mia nonna  (Era per questo che vi era un pò di confidenza) ) una donna sui 40 anni alta, formosa, nerissima di capelli col solo difetto di avere una gamba più corta dell' altra; Cosa genetica nella famiglia visto che anche la nipote e un fratello avevano stesso difetto ma l'altra sorella Guendalina e le loro figlie no. 
 Quel giorno presi un discreta tinca a Ledgering in una buca su una roggia poco distante . Volevo fare una foto a  Carolina con la tinca ma essa rifiuto, andò in cucina ed usci con una donna nera di capelli di chiara origine calabrese di nome Concettina e mi disse "Vai con Lei Ma poi mi lasci il pesce". Io annui e tornammo sulla roggia e feci il filmino che vedete



Le domande sono:

1) Il marito vi era oppure la tinca (quella vera) l'ho presa io nella buca sottostante? 


2)Cosa è successo dopo il filmino ?

3)Visto che "la tinca nera" era single e con 2 sorelle da mantenere e non bastavano i soldi per mandare la famiglia collo stipendio di aiutante del Bar cosa ha fatto dopo essersi licenziata

4)Sono riuscito a stare da solo con "Concettina"" per qualche ora e dargli la mia anguilla??




9.01.2016

La trota più bella

Lo sapevo da 2 anni che era li’ in una buca del torrente Repele appena a valle della zona ciprinicola. L’ avevo insidiata a spinning, col verme ed anche coi bigattini ma nulla. La vedevo passare con calma e nascondersi nella sua tana. Mi ero immerso anche colla maschera per vederla meglio
Qualche altra trota la prendevo  colle varie tecniche ma Lei mi si aggancio solo la prima volta quando sapevo che non vi era; pescavo i vaironi e cavedani col finale dello 0.10 e per Lei fù un gioco di ragazzi spaccare  il finale con un salto in alto. Era un 2 kg circa . Un bel giorno dalla parte opposta una visione celestiale;  Mafalda compagna di scuola ma non di classe in monokini a prendere il sole dalla parte opposta alla mia; Non era bellissima ma con bel corpo e un viso piacevole! La conoscevo di vista e basta a Lei mi saluto. Gli chiesi se voleva qualche trota da mangiare.  Attraverso il torrente a nuoto e alla vista del suo seno andai un po’ in bambola visto che di sesso ne facevo poco a quei tempi. Mafalda ne scelse 2 delle 4 che avevo preso a spinning.
Si rivesti e mi disse “Ci vediamo fra qualche mese a scuola”. Lei studiava ragioneria  e geometra ma l’ istituto era lo stesso ..Non la vidi più per un po di tempo  dato che suo padre carabiniere aveva cambiato città di lavoro. L’ anno successivo ero sempre nello stesso spot deciso a prendere quella trota. Presi di tutto fra cui un tinca a colla bilancia.
Un giorno a casa di un amico la rividi tutta elegante coi capelli colorati i biondo
;qualche chiacchera, un po’ di alcolici e Lei mi disse “L’ hai presa la trota?”. Io negai e Lei “dopodomani vengo con te se vuoi e sono sicura che ti porterò fortuna. “Sei un ragazzo intelligente, simpatico e dall’ aria dolce ed è bello stare con te”. La feci alzare alle 5 del mattino e partimmo per lo spot e decisi di usare ancora la bilancia.
Posai il quadrato vicino alla sua tana, la vidi in caccia e dissi a Mafalda  di tirare qualche sasso verso il salmonide; Il pesce si spavento e si diresse verso la sua tana ma li’ vi era la mia rete e la insaccai. Ero quasi tentato di rilasciarla ma Mafalda mi disse “la mangiamo da mio cugino che proprietario del ristorante “Acquamarina”…..una risata la facemmo entrambi visto che la trota era un pesce di acqua dolce. Alle 19 passai a prenderla ed il vestito era tutto un programma.
Mangiammo la trota alle mandorle” , bevemmo un a bottiglia di Erbaluce e poi lascio immaginare a Voi dove andammo e cosa facemmo. Il rapporto duro qualche mese e poi si sciolse amichevolmente perché Mafalda andò a lavorare a 600 km di distanza.

Pescare nei laghi di Bertignano e Masserano (entrambi nella provincia di Biella)

Dal PDF (stranamente scaricabile) della provincia “” In provincia di Biella le acque gravate da vincoli particolari sono: ...