10.21.2011

Pesca a galleggiante controcorrente




Che vi fossero delle storture mentali e anche tecniche nel mondo della pesca c’è ne eravamo resi conto noi di P&P, ma l’ incontro col Dayaco in un forum di pesca ci ha aperto gli occhi e siamo andati ad intervistarlo e a pescare con lui con diverse tecniche durante un suo periodo di ferie in Toscana. La moglie sua è al mare e noi 3 a Calcinaia sull Arno a prendere carpe e channel. Abbocherà pure una piccola anguilla.

Perché Lei non si rileva apertamente?

- Ho avuto un passato, ed ancora adesso sono parecchio conosciuto nel mondo della pesca; Inoltre il mio consuocero ha notevoli interessi nella pesca. Voglio evitare discussioni inutili



Come mai i pesci abboccano anche con acque sporche come quelle in cui stiamo pescando?

- Hanno delle specie di sensori lungo i fianchi: detta linea laterale che avverte le vibrazioni. Ogni animaletto si muove ed anche le esche artificiali. Poi molti grufolano ed aspirano tutto rigettando poi quelle cose non di loro gradimento.



I pesci vedono il filo?

Non lo so ma è ininfluente ai fini della pesca.
- Loro non sanno cosa sia un filo ed a cosa serve. Di certo nei tratti No Kill o similari stanno ben ben attenti a cosa mettono in bocca dopo essere stati punti varie volte ma ho preso un barbo una volta con ben altri 7 ami sul labbro... Nel caso del cavedano col singolo bigattino usare fili fini è solo un modo di far fluttuare meglio il complesso della lenza dato che l’amo influenza notevolmente la caduta del bigattino singolo in acqua ed il cavedano, attento osservatore, nota la differenza fra quello innescato e quelli in pastura che scendono molto più lentamente. Pescare con 4-5 bigattini è tutta una altra cosa.



A passata quale è la cosa più essenziale?

- E’ come nel ledgering.
A ledgering il lancio del pasturatore ad intervalli regolari (a seconda della quantità di pesce) sempre allo stesso punto sia coi feeder sia col method. A passata una pasturazione iniziale nelle giuste dosi e il mantenimento regolare della stessa a piccole dosi una volta che il pesce abbocca. Non serve assolutamente a nulla continuare a pasturare, specie in acque ferme o lente, se i pesci non entrano nell’ area pasturata. Ovviamente la passata deve avvenire sempre ove si è pasturato




A ledgering servono fili fini!!

- A parte casi particolari che riguardano sempre i NO Kill (ma anche li’ nutro seri dubbi) e qualche volta i cavedani in acque trasparenti, ma proprio trasparenti, direi proprio di no. Tutto il resto ingoia senza problemi l’esca ben presentata e si autoferra quasi sempre. Il resto è suggestione dettata dalla leggenda.


Ma lei si rende conto che sta dicendo il contrario di quello che vari esperti dicono da lustri, anzi decenni, nelle riviste ?

- E’ una leggenda, oltre ad essere Marketing e cose derivanti dalle gare di pesca ove il pesce piccolo e medio rappresentava la maggioranza del pescato, ed anche legato al cavedano nelle gare. Cioè: una volta il cavedano rappresentava circa il 30% dei pesci sopra i 300 gr; i pezzi sopra i 2 kg vi erano ma di certo non erano oggetto delle attenzioni dei garisti al colpo mentre quelli di taglia media si. Questi ultimi collo 0.10 od anche 0.08 li tirate fuori tranquillamente anche voi 2 imbranati.
Questo assieme di cose ha fatto del filo fine una delle basi del pescatore a passata. Per me è un grande errore tecnico specie di chi pesca da anni. Può anche darsi che abbocchi il 10% in più di pesci ma di sicuro i pezzi veramente grossi spaccano. Lei ben capirà che più roba vi è nella cassetta meglio è per il portafoglio di industria e commercianti della pesca.




Non siamo convinti di questa storia….Lei vorrebbe che un pescatore legasse un amo del N 22 a dello 0.18 ?

- Uffà che barba...L’ amo può essere anche del N 16 o del N 14 o anche meno come numero e si innesca NON uno, ma parecchi bigattini.
Tutti innescano un bigattino con amo minuscolo e filo sottile per rendere il bigatto esca più similare nella calata e nelle movenze in acqua ai bigattini di pastura.
Ognuno fa quello che vuole ma io innescando più bigattini rendo diversa la mia esca….come se pescassi con un grosso verme, mais, uva ecc ecc. Con le esche alternative e voluminose i cavedani abboccano anche con lenze da oratorio e fili di diametro più generoso.
Chi pratica il carpfishing da anni può benissimo dire che ha preso grossi cavedani colle boiles; ditemi Voi che terminali usano stè persone per poter portare al guadino carpe anche di 20 Kg? . 7-8-9 o più bigattini diventano una esca similare come concetto ad esche grosse; Basta attirare i cavedano coi bigattini sfusi e pescarli con altra esca, o meglio, innesco.




E per lo spinning?

- Lo stesso per lo spinning. Te la menano sulle esche ma nessuno spiega a che profondità, in che luogo rispetto a quella tipologia di acqua e in che periodo staziona tal o tal altro pesce. Ma non perché non vogliano ma perché non lo sanno nemmeno loro.
Sanno lanciare, sanno che quella esca artificale fa una tale azione e basta.



E Lei?

- Io non sono capace e ho solo fortuna, direbbe anche adesso il capitano della mia squadra di pesca di molti lustri fa...Esperienza che aborro ma che mi è stata utile! Pesco da una vita anche in posti ove facevo il bagno e scrutavo colla maschera i pesci per vedere dove erano e poi pescarli. Ma tecnicamente sono scarso.
Mi piace girare svariati posti e provare di tutto meno mosca e carpfishing.


Amo senza ardiglione? Che ne dice?

- A passata si; meno in acque ove ci sono anche trote, cioè torrenti di fondovalle, ma già in zone ciprinicole.
Il pesce bianco lo tieni sempre in tiro e non salta a parte qualche caso. La trota tante volte si e si slama abbastanza con amo od ancoretta senza ardiglione. Idem anche a ledgering.
A spinning mai meno ove è obbligatorio. Non rischio manco un 1% di perdere un medio/grosso predatore.





Come mai Dayaco?

- Essi sono una razza malese che prima tagliava e poi rimpiccioliva le teste dei nemici. Io faccio metaforicamente la stessa cosa adesso.

10.11.2011

Contenimento alloctoni a Firenze

Gli interventi di contenimento delle specie aliene presenti nelle nostre acque continuano a moltiplicarsi.
Ormai su tutto il territorio nazionale si contano sempre più piani e progetti che tentano di porre rimedio a questo problema.

E' di nuovo il turno della Toscana: dopo Arezzo tocca a Firenze, con l'attuazione di un piano di contenimento degli esotici (in particolare Siluri e Channel)che interesserà le acque dell'Arno cittadino

Vi invitiamo quindi a leggere questo articolo apparso su "GREEN REPORT", che ci spiega come e dove verranno fatti questi interventi.

Pare da evidenziare soprattutto la sorte che spetterà al materiale raccolto durante le pesche di selezione. A questo proposito riportiamo uno stralcio dell'articolo.

"...Le operazioni di cattura sono assolutamente innocue per gli animali e si compiono tramite elettrostorditore e reti a tramaglio, lungo tratti di lunghezza di circa 500 metri di fiume, nel tratto cittadino dell'Arno. Gli animali prelevati sono tenuti in vita in acqua per il tempo necessario al completamento della sessione di cattura, al termine della quale vengono liberati in un apposito bacino di stoccaggio, ovviamente isolato dalle acque pubbliche..."

Quindi niente uccisioni di massa di questi animali, ma il trasporto in un'area loro destinata.
Speriamo che almeno questo importante particolare allevi le preoccupazioni di quelli che si oppongono a questo genere di intervento proprio perchè non vogliono vedere uccisi questi animali.

Qui il link all'intero articolo

http://www.greenreport.it/_new/index.php?page=default&id=12677&mod=greentoscana

9.17.2011

Gare di pesca galleggiante


 In questa intervista non intende polemizzare sulla “Pesca vera - o – non vera”, sull’etica, sulla filosofia etc., ma si limita a riportare una semplice intervista.

Sotto il nome di “pesca al colpo” si intendono varie tecniche: canna fissa, bolognese, roubaisienne, inglese e alborella ossia tipologie di pesca che si attuano in gara.

Fino a non molti anni fa, in Italia le licenze di pesca superavano il milione di libretti. Si può quindi ben immaginare quale fosse il “movimento” di denaro intorno al mondo della pesca e, specialmente, intorno al mondo dell’agonismo. Tenete conto che un agonista era ( ed è tuttora) un “cliente” molto interessante per le grosse Aziende di pesca, dato che un agonista spende all’anno, tra attrezzature varie, esche, pasture etc., almeno dieci volte di più di un normale pescatore per diletto . L’associazione di pesca sportivi degli agonisti Italiani era la FIPSAS (a quell’epoca semplice FIPS).

Denaro e onestà non vanno troppo d’accordo, ed ecco perché l’intervistato avrà un Nick, grazie al quale si potrà esprimere liberamente su certi argomenti. Noi, per comodità, lo chiameremo “Silvio Trambusti”.Io stesso ne certifico l' attentuità.

Trambusti è nato e risiede tuttora in Toscana. E’ stato un agonista di livello medio (e se ne vanta). Ha anche collaborato alla rivista “Pescare” negli anni ’90.

-S. Trambusti, che differenza c’è tra l’attrezzatura da garista dei tuoi tempi e quella di adesso?

R: Ho cominciato a fare le prime gare che ero ancora adolescente, quindi a metà degli anni ’70. A quei tempi , l’attrezzatura, specie per chi iniziava, era molto ridotta rispetto a oggi. Si trattava di avere una “batteria” di canne fisse telescopiche ad azione di punta, dai 5 agli 11 metri, poi un paio di bolognesi di 5-6 metri e alcuni cannini da alborella. A quell’epoca, non esisteva ancora né roubaisienne, né inglese né i grossi panchetti che usano oggi.
Tutto sommato, erano gare alla portata di tutti o quasi, specie se uno si limitava ai circuiti provinciali. Se poi salivi di livello ( Regionale, Nazionale ) i costi lievitavano in modo esponenziale perché, oltre alle attrezzature, esche e pasture, dovevi mettere in conto la benzina, i pedaggi etc.


Ai miei tempi, poi, non esistevano gli Sponsor intesi in senso odierno. C’era qualche piccola azienda del tutto estranea al mondo della pesca che magari ci aiutava a pagare le piccole spese come affiliazione alla FIPS, tessere e poco altro.


-E i garisti di adesso che costi devono affrontare?

R: E’ difficile generalizzare. Certamente, oggi, anche un ragazzo giovane che comincia l’attività agonistica, deve mettere in conto di avere una roubaisienne, un buon panchetto, varie canne inglesi e bolognesi e relativi mulinelli e, in certi campi gara, ci vogliono anche le “vecchie” canne fisse e i cannini da alborella. Quindi, si può dire che, rispetto ai miei tempi, è una spesa superiore, anche perché molte Società di pesca sportiva, in pratica, “obbligano” il giovane (o la giovane) ad avere un certo tipo di attrezzatura, cosa che non succedeva ai miei tempi… Chi poi deve affrontare Campionati di un certo livello (Eccellenza Nord che corrisponderebbe ad una serie A in un altro sport oppure anche un’Eccellenza Zonale che invece sarebbe la serie B) si deve preparare a sostenere costi molto elevati, che sicuramente molti non si potrebbero permettere se non ci fossero gli Sponsor.
Da una recente indagine, pubblicata anche su di un noto forum, risulta che il 70 per cento circa dei 320 partecipanti all’Eccellenza Nord fanno parte del mondo della pesca, in quanto negozianti, rappresentanti, direttori commerciali di aziende produttrici e distributrici etc.



-Come si svolge una gara di pesca e come vengono redatte le classifiche ?

R: Tutti i partecipanti si ritrovano ad un luogo di Raduno. Lì, viene consegnata ad ognuno una busta che contiene le indicazioni per trovare il “picchetto” (posto di gara). Per esempio : Zona B, settore III, picchetto 5 , vuol dire che Ti dovrai recare nella Zona B, e poi al terzo settore della zona stessa. Lì, dovrai cercare il posto contrassegnato dal N° 5.
La gara, di solito, dura tre ore e per ogni tipo di Campionato sono previste delle “limitazioni” in fatto di esche e pasture.
Le Classifiche vengono redatte in base al peso del pescato da ogni singolo concorrente, quindi c’è una Classifica di Settore, di Zona e poi Assoluta.
Importante sottolineare che, prima e durante lo svolgimento della gara, i concorrenti sono (o, almeno, dovrebbero essere) controllati da un Giudice di Sponda, pronto a registrare ogni irregolarità e ad accogliere eventuali reclami.



-Ti è mai capitato di vedere od assistere a qualche “illecito” o “furbate” varie ?

R: Beh, sai, “la Madre dei furbi “ è sempre all’opera…Perché tutti vogliono vincere, o quanto meno “spulciare” il miglior risultato possibile.
Secondo me, bisogna distinguere due epoche : durante gli Anni Settanta, il pescato in gara veniva tenuto in buste di nailon legate alla cintola, per cui, a fine gara, i pesci erano morti. Ovviamente, c’è stato chi ha approfittato di questa norma, a volte, addirittura portando i pesci morti da casa per appesantire il sacchetto, e quindi vincere o quanto meno piazzarsi tra i primi.
Dopo, negli anni Ottanta, c’è stato l’obbligo tassativo di tenere il pesce in vivo nelle apposite nasse, per cui questo tipo di “escamotages” non è esistito più..
Le “furberìe” più evidenti sono quelle di chi detiene un quantitativo di esche
(bigattini) e pasture (sfarinati) di molto superiore al consentito dal Regolamento di questo o quel Torneo. E qui la “fantasia” dei furbi si scatena :
chi nasconde etti di larve dentro la fodera del giaccone da pesca (fodera cucita apposta), chi li nasconde in un calcio (o pompa) della Roubaisienne, chi cerca
di eludere i controlli celando cagnotti e pasture in borse, borsoni, fondi di secchi.. E la lista non finisce qui..


-Che mi puoi dire della situazione odierna ?

R_Oggigiorno, il mondo dell’Agonismo al Colpo in A.I. è in lento, ma (secondo
me), irreversibile declino. I giovani non sentono più, come una volta, il fascino delle gare. I motivi, del resto ci sono : la pesca in gara è uno “sport” costoso, per farsi una buona attrezzatura di base, occorre un mucchio di soldi. Poi, la benzina che costa ogni giorno di più. Mettiamoci anche che, negli ultimi 15-20
anni, sono nate discipline nuove di pesca come il Carp-Fishing, la grande esplosione dello Spinning e della pesca a Ledgering e la pesca al Siluro.
Queste nuove tecniche hanno affascinato sempre più giovani pescatori, promettendo grosse catture tutto sommato con un’attrezzatura che costa relativamente poco. Poi, c’è il fenomeno dei “laghetti” a pagamento (o cave), che offrono pesci a “pronta-pesca” (le famose “Trote-pollo”) e sono vicini alle città. Molti pescatori, anziani ma anche tanti giovani, vanno lì per “sfogare” la loro passione, sognando, magari, di pescare il bestione da dieci chili…



-Cosa mi dici dell’Arno Fiorentino ?

 2Video cattura siluro
Video cormorani
R: Purtroppo, tocchi un tasto dolente. L’Arno è MORTO !! Ed il brutto è che nessuno ne vuol sentire parlare.. E’ come la Favola del “Re Nudo” : tutti lo vedevano, ma nessuno aveva il coraggio di dirlo. L’Arno a Firenze è praticamente un fiume “morto”, in quanto non c’è più pesce bianco..Dove sono andate a finire le tonnellate di cavedani, scardole, savette, carassi che c’erano fino a dieci-quindici anni fa ? Inquinamento (certo), Effetto Diga di Bilancino (certo), ma soprattutto MILIONI DI SILURI che si sono mangiati tutto il pesce rimasto!! Se poi ai Siluri vogliamo aggiungere i Cormorani e i Channels, altra specie alloctona più invasiva del siluro stesso, il quadro è completo.
Nelle Gare in Arno si prende poco o nulla : qualche manciata di alborelle,oppure, ogni tanto, c’è chi pesca il “Jolly” sotto forma di carpona di 5-6 kg o
un Silurotto della stessa taglia e riesce, dopo non pochi sforzi, a portarli a guadino. Sull’Arno sono stati pubblicati Studi dell’Università di Firenze, in cui si dichiara che il 90 per cento della Bio-Massa del fiume, è costituito da Siluri.
Che altro vuoi che ti dica ? Che ..hanno ammazzato il fiume più pescoso d’Italia ? Te lo dico, e sono incavolato NERO ! Soprattutto con tutti i bigotti-ipocriti che fanno finta di niente, o con gli sciocchi che credono che “la Natura” metterà le cose a posto ! Sì, domani !! Stammi bene !



Silvio detto “I’ Trambusti”.

Video gara

http://pescambiente.blogspot.it/2011/09/gare-di-pesca-al-colpo.html

https://www.youtube.com/watch?v=6f_GOCGRHC0

9.14.2011

Precisazioni sul progetto "Pesca di Selezione"

In molti, a seguito della pubblicazione dell'intervista, ci hanno contattato e chiesto lumi riguardo alla deroga sulla pesca col vivo, soprattutto temendo ripercussioni sulle popolazini di lucci della zona. Anche su alcuni spazi web è nata la discussione, così ho pensato di chiedere di nuovo speigazioni ai fautori del progetto, L'Arci Pesca Fisa di Arezzo.

La mia domanda è stata semplice: la deroga alla pesca col vivo, non potrebbe rappresentare un pericolo per la popolazione di esocidi? Quali contromisure avete preso per evitare che questo avvenga?

Pronta la risposta del Comitato dell'Arci, che noi vi riportiamo testualmente.

(L'intervista al Comitato Arci Pesca Fisa di Arezzo sul progetto "Pesca di selezione" potete leggerla cliccando QUI)

I dubbi che hanno espresso i lettori sono corretti e direi anche apprezzabili perchè indicano che c'è stata una crescita notevole nella sensibilità
rispetto alla tutela del patromonio ittico. E questo ci piace molto.
Il rischio che viene paventato per il luccio è stato valutato da noi e direi contenuto al massimo. Ti spiego.
Il regolamento scritto da noi e approvato dalla nostra Amministrazione provinciale prevede l'assoluto divieto, nell'esercizio della Pesca di Selezione, di trattemimnento di qualsiasi altro pesce diverso dal Siluro. Per ulteriore tutela degli esocidi è stata definita inoltre un'area di applicazione del progetto ben precisa: si tratta di un tratto di Arno relativamente contenuto e di un breve tratto del Canale Maestro della Chiana, zone queste non votate alla presenza e alla pesca del luccio e facili da controllare con le guerdie ittiche della nostra associazione (me compreso).
Già dalla presentazione preliminare del progetto (Novembre 2010) abbiamo sottolineato che zone come Montedoglio, aree molto vocate alla presenza e alla pesca del luccio non dovevano essere incluse nell'areale di applicazione della Pesca di Selezione.
Se qualcuno abuserà di questa deroga che ci è stata data, abusando quindi della fiducia accordataci, sarà sanzionato. Ma questo vale per qualsiasi violazione commessa anche al di fuori di un progetto qualsiasi. Al corso saremo molto precisi e chiari su questo ed altri punti che ci stanno molto a cuore, come a voi.
Un'ultima cosa: la nostra Provincia vieta l'uso dell'esca viva perchè questa pratica piscatoria poteva, più o meno in buona fede, diventare veicolo di immissione di alloctoni (v. pseudorasbora parva). la deroga concessa non contraddice lo spirito della norma perchè nel nostro regolamento si impone di reperire l'esca viva nel luogo di pesca stesso.
Grazie per il vostro interesamento.

9.08.2011

"Pesca di selezione" -- Contenimento siluri Arno aretino

Siamo andati ad intervistare il Comitato Provinciale Arci Pesca Fisa di Arezzo per chiedere lumi in merito al progetto "Pesca di selezione".
Questo piano si è reso necessario a seguito dell'esplosione demografica della popolazione di siluri nel tratto Aretino dell'Arno.
Ringraziando il Comitato per la disponibilità nel rispondere alle nostre domande, vi lasciamo da subito all'intervista che spiega in modo dettagliato tutti gli aspetti della vicenda: su quali basi scientifiche poggia, quali sono gli obiettivi e in che modo saranno coinvolti i pescatori sportivi.
Purtroppo anche in questo caso c'è chi deve porre rimedio ai danni causati dalla stupidità altrui, ma ben vengano persone come queste che spendono il loro tempo nel tentativo di risanare quello che è il nostro patrimonio ambientale.

Il progetto è stato approvato dalla Provincia di Arezzo con delibera di Giunta 451 del 3-8-2011

Qual è la situazione siluro nell'Arno aretino? Da quanto sappiamo nelle vostre acque il glano era presente in modo limitato; cosa è successo negli ultimi anni? A cosa imputate l'esplosione demografica della specie?

R: La situazione dell'Arno aretino è preoccupante a detta degli ittiologi che proprio nel 2011 hanno competato un complesso lavoro di aggiiornamento della carta ittica. stiamo vivendo una fase in cui, dopo un lungo periodo di latenza, la diffusione del Siluro ha raggiunto livelli significativi.
tenete conto che l'asta dell'Arno scorrente in territorio aretino è interrotta da ben 2 dighe insormantabili (da monte a valle: diga di Levane, diga di La Penna) e da almeno 4 dighe/briglie nel tratto superiore. al momento attuale, diversamente da quanto registrato fino a 1/2 anni fa, il siluro ha fatto la sua comparsa (immaginate voi quale sia stato il veicolo...) fino sopra la seconda grande diga e ormai le catture di siluri sono all'ordine del giorno fino all'inizio del corso torrentizio del nostro Arno, ovvero fino al centro abitato di Castelluccio (comune di Capolona situato nel basso Casentino).
l'ittiologo che segue il nostro progetto da un punto di vista scientifico non è ottimista circa l'impatto che questa nuova popolazione ittica possa avere nel nostro fiume e paventa scenari simili a quelli dell'Arno fiorentino. Voi mi chiedete a cosa possa essere imputato l'incremento del numero di siluri.
credo che nel nostro Arno si verifichi quello che è già successo altrove: introduzioni di siluri, acclimatazione, l'ambiente ostitante che riesce in una fase iniziale a sostenere da un punto di vista alimentare la nuova popolazione di alloctoni, incremento esponenziale del numero dei siluri, impatto nelle popolazioni di autoctoni, ecc. ecc. una storia già vista. purtroppo.


Avete condotto degli studi prima di stendere un piano di intervento? Se si, cosa hanno evidenziato?

R: Quanto agli studi ho già detto sopra. gli stordimenti condotti dagli ittilogi incaricati dalla Provincia di Arezzo hanno evidenziato un incremento del numero dei siluri e soprattutto ne hanno rilevato la presenza in zone (v. Canale Maestro della Chiana, un affluente dell'Arno) nelle quali non era censito nei rilievi del 2008.

Una cosa che mi ha colpito molto è la notizia che voi, unitamente alla Provincia, avete organizzato dei corsi rivolti a tutti i pescatori muniti di licenza B, proprio per sensibilizzarli al problema. Con quali modalità verranno effettuati questi corsi e cosa imparerà chi deciderà di partecipare?

R: I corsi si terranno a partire dal mese di Settembre. il corso si prefigge in linea generale di responsabilizzare tutti i pescatori alla tutela del nostro ecosistema fluviale. In particolare prevedono una parte normativa (spiegazione dettagliata del regolamento per la pesca di selezione) e una parte
scientifica a cura dell'ittiologo finalizzata alla conoscenza della biologia Silurus Glanis. La partecipazione al corso abilita all'esercizio della pesca in deroga al divieto di utilizzo di esche vive o morte, solo per realizzare le finalità (monitoraggio e contenimento del Siluro) del progetto.


Un punto che spesso si rivela spinoso quando si parla di piani di contenimento e soprattutto di divieto di rilascio di specie esotiche è lo stoccaggio del materiale prelevato. Un animale come il siluro che può raggiungere lunghezze e pesi da brivido, non può essere gettato nel cassonetto dell'immondizia come un qualsiasi rifiuto organico, né può essere abbandonato sulla sponda o peggio gettato morto in acqua. Come dovrà comportarsi il pescatore dopo la cattura, qualora decidesse di non cibarsi della sua preda?

R: Il problema che ci ponete è serio. Al momento tuttavia non ci sono da noi siluri di taglia che possa creare difficoltà insormantabili di smaltimento.
Forniremo ai pescatori di selezione borse termiche per la conservazione delle catture, in attesa che poi l'ittiologo possa esaminare il contenuto stomacale. da esperienze recenti ci risulta che i siluri catturati ad oggi siano stati consumati dai pescatori o da loro conoscenti. I nostri pescatori hanno dimostrato un buon livello di maturità e di responsabilità.


Il piano sta prendendo il via in questi giorni, avete già potuto tastare il polso della comunità dei pescatori in merito?

R: Noi siamo un'Associazione di pescatori. Le nostre iniziative nascono (ed è un preciso dovere il nostro, dovere di rappresentanza!) dalle esigenze dei pescatori. Nei mesi scorsi abbiamo dovuto contenere la grande aspettativa dei pescatori in merito a questo nostro progetto dato che i necessari passaggi burocratici parevano rallentarne la realizzazione. Ci è stata mossa sempre e soltanto una critica: perchè non abbiamo agito prima?

Avete un sito web attraverso il quale anche i nostri lettori possono avere maggiori informazioni sul progetto ed eventualmente seguirne lo sviluppo?

R: Presto il nostro sito www.arcipescando.altervista.org sarà aggiornato con i contenuti del progetto.

D.M.

N.B Potete leggere alcune precisazioni in merito alla deroga al divieto di pesca con esca viva cliccando QUI

9.04.2011

La tinca




Se, per assurdo, questo pesce si trasformasse in un essere umano non potrebbe che diventare una elegante e bella signora dalle forme abbondanti e movenze sensuali, con atteggiamenti un po’ snob. Ad incontrarla vien da chiamarla Sabrina come la conturbante attrice romana Ferilli, ma il suo nome latino è “tinca tinca” (linnaeus 1758) della famiglia dei ciprinidi.

Molti sostengono che sia autoctona cioè vivente nelle acque della nostra penisola fin dagli albori delle sue origini, ma qualcuno pensa che sia arrivata in Italia dall’oriente ai tempi dei romani come la carpa. Porcellotti dottor Stefano asserisce che è autoctona al 100% e se lo dice Lui........ Di sicuro è stata introdotta in Sicilia e Sardegna.

La cosa interessa poco a noi pescatori che ci accontentiamo di insidiarla ed alcune volte di portare piacere alle nostre papille gustative colla sua carne. Ad onor del vero non tutti l’ apprezzano dato che la nostra signora passa la sua esistenza a succhiare invertebrati dal fango; ma molteplici sono comunque le ricette a lei dedicate.







MORFOLOGIA, HABITAT E DIETA:



La tinca ha una corporatura massiccia ed una colorazione verde con tonalità variabili a seconda del luogo in cui vive e piccolissime squame; ne esistono alcune con macchie bianche ed altre con grosse macchie nere, che io stesso ho catturato in un piccolo lago della Carinzia (Austria).

Ha dei denti faringei (4 o 5 per ogni lato) che sono claviformi. Il suo ventre è generalmente chiaro diventando più bruno verso il nerastro nelle parti superiori. La pelle della tinca è spessa e ricca di ghiandole mucose che la rendono viscida.

Nelle peschiere (generalmente vecchie cave per l’ estrazione dell’ argilla) di Poirino (TO) viene allevata a scopo commerciale la versione dorata.

Ama le acque ferme o a corso lento con fondali fangosi, specialmente se ricchi alghe. Vive però anche in acqua di risorgiva e si adatta pure nei laghi e laghetti di collina, oltre che ai grandi bacini dei grossi laghi.

Tollera acque leggermente salmastre.

Tipica è la sua presenza nelle lanche, cioè nei rami morti dei grandi fiumi.

Particolarmente significativa la sua presenza nel lago di Iseo.



La sua vocazione è gregaria e delle volte si incontrano branchi di individui della stessa taglia.

L’alimentazione è costituita da animali bentonici come vermi, larve di insetti, molluschi e crostacei, oltre alle alghe come componente secondario della dieta. E’ abbastanza adattabile alla temperatura dell’ acqua anche se nei periodi più freddi se ne sta in “letargo” (rallenta le funzioni vitali) in mezzo al fango. Resiste inoltre per parecchio tempo fuori dall’ acqua. Purtroppo è una specie che ha subito una netta regressione numerica a causa dell’ inquinamento.











RIPRODUZIONE:



La “frega” avviene in acqua bassa e la femmina depone fra la fine della primavera e l’ inizio dell’ estate , con temperature di 19-20 °C un numero di uova elevato ( circa 400.000/600.000 ogni Kg) con diametro di 0.8/1.3 mm

Le uova schiudono in 4-8 giorni avendo necessità di 100-120 gradi giorno e le larve possiedono organi adesivi e rimangono, fino all’ assorbimento del sacco vitellino, attaccate alle piante acquatiche. La crescita è piuttosto lenta; la maturità sessuale è raggiunta a 2 anni per i maschi e a 3-4 per le femmine. Nelle acque italiche raggiunge i 4 Kg di peso con qualche rara eccezione superiore; la media delle catture è compresa fra i 500 e i 2000 grammi. Vive in media 10 anni.


                                                           Tinche in Irlanda




LA PESCA:



Bisogna tener conto che essa è protetta da misure minime (generalmente attorno ai 20 cm) e periodi di divieto di prelievo durante il periodo riproduttivo in tutta Italia, con variabili da regione a regione per cui è meglio informarsi magari andando a cercare il link adatto nel nostro sito all’ articolo LINK LEGISLATIVI. In generale la protezione avviene nel mese di giugno e la misura minima è di 20 cm ma è meglio comunque informarsi.

La sua cattura avviene occasionalmente, ma non troppo, pescando a passata. Cose più uniche che rare è la cattura a spinning come è capitato nelle lanche del Ticino di Cameri(NO-Mio paese natale) al ragazzo della prima foto che stava insidiando Mister Esox.

Per la sua pesca specifica essenziale e ovvio è la certezza della sua presenza in maniera significativa nello spot; in acque circoscritte come stagni, piccole cave, stretti canali bisognerà adottare un comportamento ovattato atto ad evitare rumori inutili in quanto la “nostra signora” è particolarmente timida.

Una pasturazione preventiva di qualche giorno è il preludio per la sua cattura. Nel lago Maggiore , ma anche altrove, era consuetudine pasturare con bocconi di polenta mischiata a gorgonzola; non arrivando a tal punto si può benissimo comprare la polenta pronta venduta nei negozi di pesca o fare delle palline usando della pastura specifica a base dolce unendoci del mais.








Anche il pane, i piselli ed altri legumi sono adatti allo scopo.

Manipolando gli impasti è consigliato ai fumatori incalliti indossare guanti di plastica per non impregnare il composto di odore e sapore sgradevole.

Una buona tecnica, più raffinata della classica e vetusta pesca a fondo, è il cosiddetto Method, anche con l’esca infilata nella pastura che si stringe attorno al marchingegno.

Si può benissimo anche pescare col galleggiante. In questo caso l’ abboccata della tinca è caratterizzata sovente da sussulti del “tappo” più o meno marcati; si aspetta un deciso affondamento e poi si ferra; la sua massiccia conformazione fa che la “signora” attui una difesa poderosa almeno inizialmente, ma non certo paragonabile a quella di carpe o barbi.

Un finale dello 0.20 sarebbe sufficiente anche per grossi esemplari, ma il suo vivere presso alghe induce ad usare nylon di qualche misura superiore nel caso in cui durate il recupero vi si infili dentro.

Gli ami andranno scelti in base all’ esca magari usando quelli dorati innescando il mais.









CUCINA:



Traggo dalle tabelle di composizione degli alimenti dell’ Istituto della nutrizione: 100 gr di parte edibile cioè commestibile apportano 76 Kcal e contengono 18 gr di proteine, 80 mg di sodio, 244 di potassio, 0.5 gr di lipidi, 1 mg di ferro, 218 di fosforo, 31 mg di calcio, 0.06 di tiamina, 0.15 di riboflavina oltre a tracce di vitamina A e C.



Segnaliamo la sagra della tinca al forno a Clusane D’ Iseo

http://www.clusane.com/eventi/locandina_settimana_della_tinca.pdf



Altre sagre sono nella zona di Poirino e ci si informi nei siti adeguati.

Infatti in tal paese a metà maggio si svolge da molti decenni la fiera della tinca (70-80 vasche di esposizione) che è l’ unico concorso sull’ allevamento ittico di cui abbia sentito parlare.

Per chi fosse interessato all’acquisto di tinche nello stesso paese esiste un consorzio.



http://www.arcanova.info/mat/aziende_schede/razze_autoctone/TincaGobbaDorata.pdf
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La colorazione dorata di quelle tinche è dovuta alle terre argillose della zona e la gibbosità pare all’ eccesso di alimentazione. I pesci vengono immessi in commercio una volta raggiunto il peso di 100-120 gr.

Una taglia cosi piccola fa si che le loro carni non prendano gusto di fango. Esiste addirittura un disciplinare per il loro allevamento.







CURIOSITA’:



Come ogni signora di origini nobili anche la tinca ha le sue storie ed anche se non sono sentimentali sono alquanto interessanti e singolari.

Si diceva che fosse magica, avendo proprietà di guarigione di altri pesci ed anche della razza umana.

Alcuni antichi medici sostenevano che messa sul capo guarisse le infiammazioni agli occhi e se applicata alla pianta del piede guarisse la peste. Siccome all’epoca già esistevano le correnti di pensiero altri esimi dottori affermavano che l’ultima applicazione invece fosse adatta per curare l’ itterizia ed il mal di testa oltre a far cessare la febbre.





8.22.2011

Intervista al Dr. Cesare Puzzi sull'avanzamento dei lavori del progetto di contenimento del siluro sul Lago di Varese

Siamo tornati ad intervistare il Dr. Cesare Puzzi per domandargli qual è lo stato dei lavori del progetto di contenimento del siluro sul Lago di Varese.



Siluro, ma non solo quello, poichè il piano di studio e intervento riguarda diverse specie aliene.



Dr. Puzzi: "Sì, infatti il siluro rappresenta la specie più “appariscente” fra le specie aliene, ma come ben sappiamo è in compagnia. Ricordiamo carassio, gardon, pesce gatto tra le più abbondanti, ma anche rodeo amaro, pseudorasbora, abramide, cobite di stagno per citarne altre che abbiamo rilevato nel corso delle indagini."



Quindi entriamo subito nel vivo e cerchiamo di fare il punto della situazione.



Dr. Puzzi: "Il punto della situazione è il seguente: siamo in pieno svolgimento del secondo anno di attività sui tre complessivi, ed è stata consegnata a fine 2010 una relazione di avanzamento lavori al Parco del Ticino e alla Provincia di Varese. Il primo anno è stato caratterizzato dalla effettuazione di campagne di controllo delle specie aliene invasive, che hanno portato alla cattura di un buon numero di pesci esotici. In particolare, sul Lago di Comabbio ne sono stati catturati circa 22 quintali, dei quali 16 q di siluro e 6 q di carassio, oltre a qualche decina di Kg di gardon. Sul Ticino sono stati catturati circa 10 quintali di siluro, e qualche esemplare di altre specie esotiche come rodeo, pseudorasbora, carassio, abramide, cobite di stagno. Sul Lago di Varese sono stati rimossi circa 21 quintali di pesci, dei quali 14 q di carassio, 3,4 di siluro, 2,8 di pesce gatto, 0,6di gardon."



Ci eravamo lasciati più di dodici mesi fa alla vigilia dell'avvio dei lavori e lei ci aveva spiegato in modo dettagliato quali sarebbero stati i vari step del progetto.



Il primo di questi era la creazione di un network per la condivisione delle informazioni raccolte nelle aree di progetto; le chiediamo quindi quali risultati ha prodotto lo studio nelle aree interessate e se sono stati creati dei protocolli di gestione per facilitare il contrasto alla diffusione delle specie aliene.



Dr. Puzzi: "La redazione dei protocolli sarà un’attività del terzo anno, quando potranno essere tirate un po’ di conclusioni sulle migliori tecniche di controllo, con ottimizzazione dei risultati in rapporto allo sforzo di cattura.

Il network di controllo sta nascendo, ed è stata pubblicata una prima versione del sito: http://www.progettosiluro.altervista.org che sarà via via arricchito dai dati del progetto."




Le informazioni ecologiche sul siluro e le altre specie esotiche erano carenti per quanto riguarda il Lago di Varese, quindi sarebbe interessante sapere quali dati sono emersi attraverso le varie attività di studio. Le pescate selettive hanno fornito materiale utile?



Dr. Puzzi: "Senz’altro. In primo luogo la densità del siluro nel Lago di Varese non è ancora arrivata ad essere così massiccia come lo è nel Comabbio e nel Ticino. E’ questione di tempo, e dunque per il Lago di Varese pare che l’intervento di controllo possa essere particolarmente utile poiché colpisce la specie nella sua fase di espansione. I dati autoecologici sono stati raccolti e lo saranno anche per tutto il secondo anno. La loro elaborazione ed interpretazione sarà attività del terzo anno, contestuale alla produzione dei protocolli di contenimento."



Altro punto importante erano i ripopolamenti in programma per aiutare le specie autoctone in difficoltà. Ci aveva parlato di semine di lucci, alborelle e lacustri per il Lago di Varese e di marmorate, pighi e storioni cobice per il Ticino. Queste semine continuano? E soprattutto avete potuto registrare dati positivi riguardo alle popolazioni citate?



Dr. Puzzi: "Sì le semine continuano. Nel primo anno di progetto ci sono stati risultati particolarmente buoni per quanto riguarda la produzione di luccetti da ripopolamento, nei due incubatoi ittici del Tinella (Lago di Varese) e di Magenta (La Fagiana, Parco Ticino). Nell’incubatoio del Tinella sono stati prodotti e seminati nel lago circa 270.000 luccetti; nel Ticino e nel Lago di Comabbio sono stati seminati circa 90.000 luccetti prodotti dal Parco del Ticino.

Oltre ai lucci sono stati seminate tinche e storioncini cobice dal Parco Ticino, sempre prodotti nell’incubatoio della Fagiana, e sono state seminate alborelle nel Lago di Varese prodotte al Tinella.



Circa i dati positivi rispetto alle specie citate per ora non ci sono dati quantitativi, anche per la difficoltà oggettiva di avere tali dati in ambienti acquatici così vasti. Ci sono informazioni che arrivano dai pescatori, incoraggianti per lo storione del Ticino e per i lucci del Ticino stesso ma anche dei laghi di Comabbio e di Varese. L’alborella continua invece ad essere in grande crisi e le sue segnalazioni sono davvero poche."




Come ha risposto la comunità dei pescatori al progetto?



Dr. Puzzi: "Non pervenuta. Nel senso che noi non abbiamo avuto riscontri particolari. I pochi pescatori con cui siamo entrati in contatto, in particolare per i laghi di Comabbio e di Varese, erano ben contenti dell’intervento, perché sono molto affezionati ai pesci (magari anche esotici) che hanno pescato negli ultimi decenni, come i boccaloni o i persici sole, le scardole, le tinche, le anguille, il luccio. Ci sono appassionati di pesca al siluro, ma per ora, in questa area, prevalgono decisamente i pescatori contrari al siluro.

La comunità dei pescatori professionali è invece molto contenta del progetto, tanto che ne fanno pienamente parte, anche a tutela della loro attività minacciata da specie esotiche invasive di scarso pregio commerciale."




Sappiamo che parte integrante del lavoro sono proprio attività di sensibilizzazione e divulgazione e che anche i pescatori dilettanti possono prendere parte ai lavori contattando voi, il parco o la provincia.



Dr. Puzzi: "Certamente. Noi, il Parco del Ticino (Servizio Faunistico) e la Provincia di Varese (Ufficio Pesca) siamo a disposizione di chi volesse avere informazioni o partecipare in qualche modo al progetto. La piena divulgazione da parte degli Enti presumibilmente sarà realizzata nel terzo anno, quando ci saranno risultati pressoché definitivi e le idee più chiare su che cosa si possa effettivamente fare."



In cosa consisterà il lavori dei prossimi mesi?



Dr. Puzzi: "Nei prossimi mesi continueranno le pescate selettive, sia con reti che con elettropesca nell’area di progetto: Fiume Ticino, Lago di Comabbio e Lago di Varese. Al contempo si raccoglieranno dati sull’autoecologia delle specie esotiche invasive più importanti al fine della individuazione delle migliori strategie di contenimento. Oltre all’attività di campo c’è quindi un importante lavoro di laboratorio e di elaborazione dei dati raccolti.

Si aggiornerà inoltre il sito del progetto, completando con i dati il database che serve proprio al network di controllo e al coordinamento fra gli enti di gestione.

Nel frattempo si inizia a capire come dovranno essere strutturati i protocolli di controllo, avendo una buona esperienza che consente di valutare attrezzi, periodi, aree, metodi che con più efficacia permettono di intervenire contro le specie invasive."




Dottore, tracci lei un bilancio di questi mesi di lavoro. Avete riscontrato differenze rispetto a quanto pensavate di trovare?



Dr. Puzzi: "Il bilancio sino ad oggi direi che è decisamente positivo. Le attività svolte stanno rispettando il programma di lavoro e si conferma che la presenza e la diffusione di pesci esotici nei nostri ambienti è uno dei più importanti problemi relativi alla perdita di biodiversità. Stiamo raccogliendo moltissime informazioni e contiamo di arrivare in fondo al progetto con le idee chiare su che cosa si possa ragionevolmente fare per contrastare questa minaccia. E’ chiaro, e ne abbiamo piena consapevolezza, che i pesci esotici non sono eradicabili in ambienti acquatici vasti, articolati e complessi come quelli di studio. Si può però fare un contrasto efficace alle specie esotiche, evitando che prendano il completo sopravvento sulle specie native, e sostenendo con le immissioni i pesci autoctoni maggiormente minacciati.

Differenze su quanto pensavamo di trovare ce ne sono. Ad oggi, una sorpresa negativa è la rapida affermazione del gardon anche nei laghi di Comabbio e di Varese, nei quali è comparsa solo di recente, ma dove pare in rapidissima affermazione a discapito dell’autoctona scardola con la quale condivide la base alimentare (lo zooplancton) e con la quale dunque compete. Altra specie che mostra abbondanze superiori a quanto ci aspettassimo è il carassio, poco “visibile” nei laghi, ma molto abbondante nell’evidenza dei risultati delle catture.

Il siluro, specie simbolo del progetto, corrisponde grosso modo alle attese: abbondante nel Comabbio e nel Ticino, presente e in espansione nel Lago di Varese."




Ringraziandola per il tempo concessoci, le auguriamo buon lavoro e restiamo assolutamente disponibili a divulgare in futuro novità riguardo al progetto.



Ricordiamo ai lettori che sul sito è presente l'intervista rilasciataci dal Dr. Puzzi all'avvio del progetto. Potete leggere questa intervista cliccando QUI

8.18.2011

Vaironi





Ero in Austria e incontro un gruppo di milanesi; vengono a sapere che sono un esperto della zona novarese e “ Dove sono i vaironi?”…Siamo nel regno delle Breme, dei grossi barbi, dei Nasen,degli Huco Huco e di ogni altro ben di Dio e questi mi chiedono dei vaironi…???

Stessa cosa ovunque incontri un milanese, brianzolo,varesotto o giù di li.. . Ed allora adesso nel 2011 (PRRRRRR) glielo dico ma pubblicamente cosi ne potranno approfittare tutti i lettori ed è l’ occasione buona per rendere omaggio a questo piccolo ciprinide ed a tutti i piccoli pesci. Tenete conto che adesso (2016) negli spot citati la popolazione di detto pesce è calata paurosamente.



Chi è il vairone?

NOME LATINO: Telestes souffia muticellus della Famiglia dei Cyprinidae ordine Cypriniformes Taglia media 10-15 cm con rare eccezioni fino a 25. Sono presenti nei corsi d'acqua, ma anche zone litorali lacustri, delle regioni settentrionali e centrali fino alla Campania. Si raduna in grandi branchi e predilige acque limpide con fondo ghiaioso, ma è rinvenuto anche in acque stagnanti con fondali fangosi; nelle acque montane è stato ritrovato fino sul Monviso (2113 m s.l.m.). RIPRODUZIONE: ha luogo tra fine Aprile e Luglio in acque a corrente vivace , su fondali ghiaiosi. Le uova sono piccole e numerose. I riproduttori, dopo la deposizione migrano a valle. Le larve schiudono in 10-20 giorni e si portano in acque più calme per nutrirsi di organismi planctonici. L'accrescimento è rapido e la maturità sessuale è raggiunta a tre anni.







Come lo si pesca?

A spinning! Beh è successo anche questo essendo il piccolo ciprinide molto vorace, ma restano episodi più unici che rari nella vita. A mosca senz’ altro delizia e fa da scuola a pescatori non sofisticati ed umili, ma quasi sempre viene pescato con il bigattino, vermettino di letame e comunque con esche animali di piccole dimensioni. Si usano canne fisse generalmente non superiori ai 6 metri per non far stancare il braccio anche visto che una volta individuato il branco è possibile pescargli a ridosso facendo movimenti pacati. Dopo un iniziale spavento infatti tornano subito nei luoghi in cui dimoravano. Galleggianti sferici o a pera rovesciata ben tarati sono l’ideale per vincere le correntine e i piccoli gorghi dei rigiri. Piccola torpille per il 75% circa e piombi del n 7/9 a tarare bene. Ami dal 16 al 20 a seconda della taglia media del luogo. Assieme ai vaironi generalmente possiamo allamare cavedani, gobioni, sanguinerole, barbi e una volta anche lasche. Da cercarsi sul fondo anche se….vedere capitolo sotto. L’abboccata è generalmente decisa specie in corrente. Nei grossi giri d’acqua può però capitare che esso spiombi il galleggiante o fermi semplicemente la sua corsa.

Un paio di vecchi luoghi oramai in netto declino per la sua cattura che frequentavo erano:



Torrente Cervo in piena città. L’entrata è in Corso Milano vicino al ponte di Chiavazza . Sono indispensabili gli stivali a tutta coscia . A risalire per circa un km è ancora acqua normale e quindi si può usare il bigattino; oltre vermettini di letame. Nel primo tratto sono correntine con grossi sassi e rigiri dietro a questi. Meglio una pesca al tocco come si pescasse trote. E queste vi sono anche se non di taglia; appena oltre la misura minima. Quindi conveniva stare con finali dello 0.12 ed ami del 16/18 invece che quelli del 20/22. I soggetti erano di media taglia con qualche esemplare notevole. Mia figlia ne ha preso un paio di 18 cm. Oltre il ponte lame ampie e buche permettono di usare il galleggiante meglio se a pera rovesciata. Colla nuova regolamentazione biellese si può pescare solo a spinning o mosca. In questi luoghi il ciprinide non era sempre sul fondo specie nelle buche e nei rigiri e quindi prima di abbondare uno spot credendo che non vi fosse nulla era meglio sondare vari strati d’acqua.

Torrente Cervo Biella inizio 2014 

https://www.youtube.com/watch?v=3BFVDNTIahs


Si pescava fra muri di vecchie fabbriche ed era uno scenario inconsueto. Vi pescavo in maggio/giugno e a settembre specialmente dopo che l’acqua era ben calata da piene. Luglio ed agosto rendevano anche loro ma era facile trovare poca acqua e pesci un po’ svogliati. Oltre a trote e vaironi erano rare altre catture anche se qualche volta si allamava qualche gobione e barbo canino. Abitandovi a 4 Km ci dedicavo parecchie uscite serali per metterli “in brusco” (sotto aceto e vino bianco magari aggiungendovi aromi come salvia, menta, carotine a pezzi ecc) per l’inverno e consumarli come antipasto. Preferivo schiacciare l’ardiglione per slamare senza danni le trote che giudicavo piccole per essere trattenute anche se misura legale.







Il Terdoppio a Novara Veveri nel tratto fra la strada che da Novara Vereri porta verso Cameri a risalire fino al ponte sito sulla statale che da Novara porta verso il lago Maggiore detto della PanElettric per via di una vecchia fabbrica oramai chiusa che sorgeva accanto alle sue rive. Si accede comodamente dove il torrente è scavalcato da una piccola passerella in cemento che permette ai “campè” di controllare i livelli del canale Cavour che passa sotto. Lo troviamo uscendo al casello di Novara Est, percorrendo la circonvallazione ed uscendo all’ indicazione Novara Veveri. Poi si svolti verso sinistra, passeremo il ponte sullo stesso torrente(ci si può fermare lì volendo) , proseguiremo e al bivio obbligatorio a destra fino a quando, prima del canale Cavour, troveremo uno spazio. Seguendo il canale al di là della statale in 200 metri siamo alla passerella. Acqua a normale normativa e pescabile con la sola licenza B . Nei periodi caldi conveniva portarsi appresso un buon antinzare. A disturbare parecchie simpatiche sanguinerole ed a integrare il fritto gobioni.

https://www.youtube.com/watch?v=8ssSXK9F09M



Lo scenario è molto migliore che sul Cervo visto che si pescava fra la vegetazione ed anche ben consistente nei periodi caldi.











Piccole lame e correntine si alternano. Corte canne fisse (4-5 metri) con in lenza uno 0.12 sono più che sufficienti per qualche ora di divertimento. Ami del 20/22 legati sullo 0.08 o 0.10. Solo un paio di lame meritano l’uso del mulinello e sempre se si vuole provare ad insidiare qualche bella carpa o cavedano ivi presente.













7.27.2011

Monitoraggio quali-quantitativo dei popolamenti ittici del Canale Circondariale nel campo gara delle Vallette di Ostellato

Vi segnaliamo il link a un interessante studio fatto dalla Provincia di Ferrara in collaborazione con l'Università di Ferrara e l'Arpa Ferrara.
Il documento espone in modo chiaro e per certi versi drammatico la situazione della popolazione ittica nel Canale Circondariale di Ostellato (sede tra le altre cose dei prossimi mondiali di pesca al colpo).
Il quadro che emerge è inquitante.
La percentuale costituita dal siluro è pari al 54,4% della bio-massa totale, con un incremento di oltre 20 punti percentuali rispetto ai campionamenti eseguiti nel quinquennio 2004-2009.
Da non sottovalutare anche i dati relativi alla taglia delle speci pescate.
L'altra specie numericamente più presente è la carpa, con una taglia media attorno ai 10 kg.
Se ne deduce facilemente che resistono solo quelle ormai non più predabili dal vorace siluriforme, che invece mostra una popolazione ben distribuita nelle varie pezzature, con un peso medio degli esemplari pescati di circa 9 kg. Gli esemplari di glano prelevati variavano da circa 5 etti ai 35 kg, mentre le carpe andavano dai 9 ai 18 kg...fate un po' voi le proporzioni.

Ora, sicuramente ci sarà chi negherà l'attendibilità anche di questa ricerca e chi griderà a chissà quale complotto contro il pesce siluro, però l'unico dato attendibile che chiunque può reperire con semplici ricerche, mostra che la totalità degli studi effettuati in svariate zone d'Italia, ha evidenziato il disastroso impatto che questa specie ha avuto e sta ancora avendo sugli equilibri delle nostre acque.
In giro c'è chi va ancora parlando, o forse sarebbe meglio dire sproloquiando, di fantomatici e non ben chiariti "nuovi equilibri biologici", ma gli studi fatti da chi possiede gli strumenti tecnici e scientifici adeguati, smentiscono sempre queste tesi a dir poco fantasiose.

Attraverso questo link potete accedere al testo completo dello studio e fare le vostre considerazioni.
Buona lettura.

Monitoraggio quali-quantitativo dei popolamenti ittici del Canale Circondariale nel campo gara delle Vallette di Ostellato

7.20.2011

Torrente Elvo



L'Elvo (in piemontese Elv) è un torrente piemontese che scorre nelle province di Biella e Vercelli. E’ il principale tributario del T. Cervo e scorre parallelo ad esso  fino a quando svolta verso est e vi si immette prima che questo ultimo confluisca nel Sesia alle porte di Vercelli.
Dà il nome alla omonima valle: la Valle dell'Elvo. Il suo bacino ha un perimetro di 107 km per 300 Kmq. Nasce dal monte Mars a 2300 s.l.m, lungo circa circa 58 km, ha alla foce una portata media di circa 7 metri cubi al secondo.
Inizialmente il suo corso si dirige verso sud e la sua valle si infossa progressivamente scavando una stretta gola che divide i centri abitati in destra idrografica (Graglia, Muzzano e Camburzano) da quelli posti alla sinistra del torrente (Sordevolo, Occhieppo Superiore, Occhieppo Inferiore).
Un discreto numero di trote fario  autoctone e immesse da avannotti lo popola unito ad iridee di semina. La taglia non è eccelsa ma qualche bel pezzo esce . Solite tecniche del tocco e spinning e molta prudenza. Vedere al seguente link le ultime disposizioni in materia.

http://www.provincia.biella.it/on-line/Home/Sezioni/Cacciaepesca.html



La pesca non è facile per le rive scoscese e grossi massi ed è bene essere in due nei tratti medio alti.

Raggiunge Occhieppo Inferiore e diventa acqua normale ma purtroppo è stato ovunque spianato e rimangono solo piccole buche; non mancano però i vaironi, qualche barbo piccolo e dei cavedani anche di mole. L’acqua quasi sempre chiara rende la pesca a questa ultima specie difficilissima e solo a spinning se ne frega qualcuno. Per il resto basta un 5 metri fissa e un po’ di bigattini per divertirsi qualche ora magari a Borriana. Uscito nella pianura biellese riceve presso Mongrando l'apporto da destra dell'Ingagna, il suo principale affluente. Nei dintorni di Borriana da sinistra lo raggiungono l'apporto idrico dell'Oremo e il suo corso comincia a deviare gradualmente verso ovest e riceve l'apporto dell'Olobbia, che confluisce nei pressi di Cerrione. In comune di Salussola, l'Elvo viene scavalcato dalla ex SS 143 e dalla Ferrovia Santhià-Biella ed entra poi nella pianura risicola vercellese, nella quale scorre lentamente creando numerose isole più o meno stabili nel tempo.



Non fatevi trarre in inganno  perché si era in post piena e purtroppo anche con temporale in arrivo; Generalmente l’acqua è molto più bassa. Son filmini fatti da un dilettante e quindi scusate la qualità.



Sempre dirigendosi verso ovest interseca l'Autostrada A4 e riceve in destra idrografica le acque di un canalino che deriva dal  canale Depretis in località Lama dei banditi presso Arro a fine lama. Queste sono fredde essendo acque della Dora Baltea e cioè in estate acqua dei ghiacciai; l’ acqua si opalizza per molti km. La lama è molto bella ed accoglie carpe da 1-2 kg, vaironi, barbi normali e canini e cavedani di media misura.
Si può fare già un comoda passata con una bolognese di 5 metri e le solite esche. Sono da evitare rumori inopportuni visto il luogo e a pasturazione và fatta a fionda o con i “maccheroni”. Lo sfarinato rende molto poco. Qualche trota può apparire di discesa o perché venuta dal canalino citato.
Scendendo a valle entra nella provincia di Vercelli e ha conformazione classica del torrente. Ben massificato in tempi remoti ha conservato la caratterista di anse alternate. Le lame e le buche non superano quasi mai i 150 cm tranne qualche raro caso. Una volta gremito di lasche adesso ospita pochi cavedani ma tutti di Taglia, barbi europei e nostrani con grossi soggetti anche ma difficilmente localizzabili se non lo si frequenta.





Le solite carpe seminate dalla provincia di Vercelli, minutaglia, qualche raro luccio e si vocifera di silurotti nell’ ultimo tratto. Oltre alle solite tecniche in qualche lama si può effettuare anche un ledgering “silenzioso” ovvero appoggiando più che lanciando il feeder.
L'Elvo è un torrente dal regime tipicamente prealpino con piene autunnali e primaverili e marcatissime magre estive e invernali.
Lo stato ambientale delle acque è stato classificato al 2002 dalla Regione Piemonte come BUONO fino a Occhieppo Inferiore e SUFFICIENTE da Mongrando alla confluenza, a causa delle immissioni di origine civile e industriale e della presenza di diserbanti e antiparassitari rilevata nel tratto più a valle.



Il torrente è molto noto per la presenza di pagliuzze d'oro nella sabbia del letto localizzate ,in questo caso, soprattutto nella zona nei pressi della Bessa che è la più lunga serra morenica in Europa coi suoi 24 e fischia Km.

A Biella si punti verso Occhieppo Superiore e poi Sordevolo per la parte alta; Per la parte bassa si percorra la statale detta Trossi e lo avremo sempre alla nostra destra fino quasi a Vercelli. Lo si scavalcherà un 1 Km dopo il paese di Collobiano quando oramai il T. Cervo è pronto ad accoglierlo.

Non è certo un itinerario da andarci apposta ma se vi trovate in zona per caso lo si può fare.

Negozi di pesca a Gaglianico in Via monte grappa e a Vercelli in Corso Casale che è aperto anche la domenica.

Comprare riso nelle aziende poste sulla statale citata; Indumenti firmati nei vari spacci aziendali di note marche a livello mondiale. Liquore Ratafià dolce , Birra Menabrea e formaggio detto Toma nel biellese. Per il vercellese sempre riso e biscotti Bicciolani a Vercelli.
Visitare i santuari di Oropa e Graglia oltre al Piazzo e al “ricetto” di Candelo nel Biellese cioè una porzione di paese rimasto allo stato mediovale e in cui vi sono stati girati film.
A Vercelli non si può non dare uno sguardo alla più bella chiesa gotica in Italia posta vicino alla stazione.

Singolare, ed effettuata ogni 5 anni, la “Passione di Sordevolo” ove quasi tutto il paese si trasforma in attori/attrici per la rappresentazione della crocefissione.

Per mangiare e dormire non vi è nessun problema.

5.16.2011

Qualità delle acque in Toscana -- SIRA

Il SIRA (Sistema Informativo Regionale Ambientale della Toscana) è un portale che mette a disposizione di tutti delle enormi banche dati conteneti tutti i rilievi effettuati sull'ambiente dal 1991 ad oggi.
I database sono suddivisi a seconda della materia delle rilevazioni, quindi c'è un database per l'aria, uno per la terra, un altro per gli agenti fisici (elettromagnetismo, radioattività e inquinamento acustico) e ultimo, ma per noi più importante, uno sulla qualità dell'acqua.

BANCHE DATI SIRA

Interessante per noi pescatori è che all'interno della banca dati sull'acqua è prensente una sezione interamente dedicata ai rilievi fatti sulle acque destinate alla vita dei pesci e, anche in questo caso, è possibile consultare dati che coprono un intero decennio.

Seguendo questo LINK arriverete direttamente alla pagina contenente il form per fare la vostra ricerca.

Come avrete modo di vedere il funzionamento è molto intuitivo; basta inserire (scegliendoli tra le varie opzioni che compariranno) i filtri geografici che ci interessano; quindi la provincia, il comune, il nome del corpo idrico etc.
Noterete che il portale ci offre un grande aiuto nel selezionare le opzioni visto che nei diversi menù a tendina compariranno in automatico le opzioni che riguardano la provincia e il comune selezionato.

Ad esempio, selezionando la mia provincia (Massa-Carrara), appare automaticamente come corpo idrico quello del fiume Frigido con le stazioni di controllo, la tipologia di corpo idrico (salmonidi, ciprinidi etc) e via di seguito con tutti gli altri filtri richesti.

Una volta riempiti tutti i campi con le informazioni geografiche non ci resta che scegliere quali indicatori di inquinamento vogliamo controllare.
Se, per esempio, scegliessimo METALLI nel menù denominato TIPOLOGIA DI INDICATORE, non dovremo fare altro che selezionare nel menù sottostante (NOME INDICATORE) il nome dell'inquinante che ci interessa (piombo, cadmio etc etc).
La stessa operazione la dovremo fare se invece dei metalli scegliessimo di visionare i dati sui composti fenolici o sulle altre opzioni che il form mette a dispozione.

Fatto questo non resta che scegliere il periodo che ci interessa (possiamo selezionare sia l'anno che il semestre) e poi scaricare i nostri dati.
Questo può essere fatto sia attraverso un link che ci viene inviato via mail, oppure direttamente dalla pagina cliccando sul pulsante AVVIA posto subito sotto la scritta AVVIA LO SCARICO DEI DATI.
Se la mole dei dati richiesta è grande, e quindi il file che dobbiamo scaricare è pesante, è possibile il download solo attraverso il link via mail, ma in generale per tabelle su un singolo elemento si può scaricare direttamente dal sito.

Se vogliamo l'unica pecca di questo servizio è che i dati ci vengono inviati in formato CSV (comma separated value).
I file CSV vengono quasi sempre convertiti da Excel in modo automatico, ma appunto perchè questo avviene "quasi sempre" e non sempre, vi segnaliamo anche questo link, che vi spiega velocemente come fare per aprire senza problemi le vostre tabelle con Excel o Access.

APRIRE CSV CON EXCEL O ACCESS

4.15.2011

Intervista a CAVEDANO (Walter Scandaluzzi)






Questo Blog è stato gestito per 3 anni circaI
 anche da Damiano M. (NapoleoneIII) ed era anche un mezzo sito. Poi per ragioni di lavoro ha dovuto lasciare. Lui ha intervistato me
.


Molti lo conoscono come Cavedano, altri come l'uomo dai mille e mille nick name (“Cavedanonerotico" su tutti, visto che pare gli piacciono anche le pescie umane :) ) tutti però sono concordi nel riconoscerlo come un grande rompi maroni...stiamo parlando di Walter Scandaluzzi persona che stimo molto e con la quale condivido questo spazio web (che ci sta dando belle soddisfazioni, quindi GRAZIE a voi che ci leggete).

Fate copia/incolla di 

http://www.buonapesca.it/video/la-tragica-intervista-a-walter-il-cavedano/


Facciamo le cose in grande, quindi almeno una parte del suo curriculum di pescatore/giornalista ve lo dobbiamo...

Ha collaborato per 8 anni per PESCARE e Il Pescatore, è stato a pesca molte volte in Carinzia ed anche in Slovenia stando a contatto diretto con alcuni personaggi molto famosi della pesca compreso il grande Franko Gorjan leggendaria guida dell’ Isonzo sloveno.

Ho pensato di fargli una vera e propria intervista, così da svelare gli arcani misteri che lo circondano e per poter carpire i segreti di una delle "memorie storiche" di siti e forum di pesca.




Ciao Walter, è da anni ormai che ci conosciamo attraverso il mondo della pesca on line...ricordo di avere letto per la prima volta i tuoi scritti sul forum di Mikymos, al tempo in cui era anche il tuo, ma in realtà da quanto è che bazzichi questi spazi virtuali?

Sono oramai al limite della arteriosclerosi galoppante (classe 1956) e quindi scusate le date. Direi nel 2000: esisteva solo IHP cioè It Hobby Pescare, un Newsgroup di Libero per lo scambio di idee sulla pesca sia di mare che di acque dolci. Mi introdusse il mitico Titta Di Girolamo (personaggio di un film ambientato nell’ Ossola ) dopo esserci conosciuti in una riunione per i ”preliminari” della nascita del CAGeP***, partito e concretizzato da Renato Pellò cioè l’allora presidente dell’APD NO ed attuale presidente del CAGeP e vicepresidente della consulta regionale del Piemonte (Il presidente è l’ assessore)….Sia maledetto per l’ eternità………..IL Titta!!ah ah ah
Presi nel Terdoppio 

***CAGeP che poi unitosi in buona parte colla FIPSAS Novara ha dato vita al Fishing Tour Novara che vedete nel sito www.apd.no.it

La mia pescia..la CAVEDANESSA


C'erano Actos, l’ ideatore degli AdS , il loro Messia cioè il grande spinnofilo Luciano Cerchi, un noto agente di viaggi di pesca all’ estero, Loris Ferrari, Amerigo Rocchi*** e Gianni Burani(http://xoomer.virgilio.it/cjbur/index.htm). Altri sono ancora in circolazione ma non ho voglia di stare lì a spulciare troppo nei ricordi….Sappi solo che distrussi uno dei più noti in IHP solo ribattendogli per un anno con “ MENABREA” e basta….furono i suoi stessi amici a dirgli di smettere!!!!!! Vero Titta? Ti ricordi di Aber Rock? L’ unico Nick valido a livello mio come controbattute fù un certo Anchise ma spari’ andando a gestire una specie di albergo di pesca diciamo in una isola greca.

***Adesso fà "la guida di pesca" specie al luccio nel centro Italia




E innegabile, e credo che tu vada anche abbastanza orgoglioso di questo, che molti ti considerino un "nemico" mettiamo le virgolette perchè la parola nemico è forse esagerata), ti sei scontrato spesso sugli argomenti più disparati con molte persone, secondo te cosa da maggiormente fastidio di quello che scrivi?

La verità nuda e cruda fa male e vi sono cose anche nella pesca che riguardano piccoli e medi interessi economici. Il perché e come si agisce nei forum ed in internet, il perché e come si aprono club specialistici ecc ecc . La solita storia della vita: Soldi, potere e vanagloria. Peccato che mancano le donne!!!!!

105 cm



Qual è per te l'effettiva valenza di posti come i forum di pesca. Li hai visti cambiare in tutti questi anni?

La valenza tecnica è buona ; quella filosofica e di razionalita molto meno. Sta sempre tutto nel cervello di chi legge e scrive. Nei forum scrivono Nick che sono poi in realtà dei ragazzini di 14-20 anni e mi dici come possono competere con gente che pesca da 30 anni? Eppure controbattono come se fossero loro i vecchi e chi legge non sa a chi credere visto che non vi è un curriculum esatto per ogni Nick.

Ore 15.30 del 31 dicembre 2003 sulla Drava a Grafestein




Sono cambiati un po’ visto che le solite battaglie sul C&R, siluro o non sluro e alloctoni e autoctoni si sono oramai fossilizzate e quasi esaurite nella razionale e classica via di mezzo: Ognuno, nei limiti di legge, fa quello che vuole.
Vi sarebbe da far comprendere bene che anche la pesca è soggetta a leggi e regolamenti che si possono contestare o meno, ma sono così di legge. Cioè, io sono filosoficamente contro l’ obbligo delle cinture di sicurezza per le auto ma se mi beccano sempre pago senza fiatare…come mi è successo a Verbania anni fa sul serio.




Satira sui forum di pesca". A chi è relativamente giovane come utente sui forum questo titolo non dirà nulla, invece c'è chi sicuramente si ricorderà di questo spazio che ha fatto girare le balle a molte persone.
Che cosa ti aveva spinto a crearlo? Come è andatata a finire?


Storia lunga e pericolosa per fare nomi e cognomi in un sito con server italiano. L’ inizio lo risparmio dato che non ne vale la pena. Io cominciai, Titta, il carparo Gabox mi seguirono, tu e altri Nick di cui manco io so chi siano dal vero ci seguirono e in 8-10 persone facevamo 2000 visite in qualche Thread ironizzando sugli altri forum ma dicendo la verità anche su cose scomode.


Prendevamo in giro ironicamente ma dicevamo la verità e la “massa” capiva…-Poi il mio amore/odio Jhonny intervenne direttamente presso la direzione italiana dei Forum Free con minaccia di denuncia come responsabili (suo vecchio gioco che con me direttamente funziono poco….MA TI AMO JHONNY) del tutto, e chiusero il forum. Si sarebbe potuto riaprire un altro forum similare ma in ogni cosa la seconda non è mai come la prima e rinunciammo.
Aggiungi didascaliaBarbo 61 cm canale Cavour




Hai spesso partecipato in varie parti d'Italia a riunioni, convegni e altro che riguardano la gestione delle acque e la pesca in generale; se dovessi farne un bilancio pensi che ci siano delle figure valide e motivate sparse nelle varie sezioni Fipsas, Consulte e quant'altro?

Valide nella pesca abbastanza, nella gestione delle acque poche e colle “palle” da cambiare il sistema direi quasi zero…….manco io. Il SISTEMA in qualsiasi campo tritura e divora qualsiasi personalità**** Devi essere DIO e io sono solo suo fratello ah ah ah.

Recupero cavo Plezza....media di 30 cm di fango



A tuo avviso, alla maggioranza dei pescatori quanto effettivamente importa degli aspetti burocratici, amministrativi e ambientali?

Per i primi due direi quasi nulla….diciamo 1%; per il terzo qualcosa ma non molto. Il fatto è, come detto prima, è che anche la pesca è regolata da leggi e amministrata e se si vuole cambiare le cose si deve agire in quel campo e non nei forum , nei convegni ecc ecc.

Sesia medio 25 e passa anni fà...notare la varietà



Dalla pesca on line passiamo alla pesca delle riviste e poi alla "pesca-pescata".

Che validità hanno le riviste? Bisogna sempre analizzare i vari scrittori*** e poi interpretare gli articoli. Vi sono anche li’ elementi di tutti i generi come in tutti gli altri campi. Abbondano gli specialisti tecnici che sanno al millesimo di grammo quanto pesa un artificiale ma non sanno cosa sia un vairone oppure scrivono la bozza di un articolo di come si deve appuntare un bigattino su un amo del N 24 collegato ad un filo dello 0.08  per prendere i cavedani e al loro fianco vi è un vecchiotto che ne prende a decine usando filo dello 0.22, amo del N 6 ma innescando delle more. Qualcuno scrive itinerari mal o ben fatti e altri articoli più che decenti se non buoni o ottimi. Diciamo che qualcosa si può imparare ma solo dopo attento esame pratico di quello che è stato scritto. Cioè se si leggono 2 itinerari dello stesso autore ed entrambi sono una bufala nel prossimo numero si prendono senza leggerle le pagine di quell' autore e le si usa per accendere il fuoco per la grigliata.


***Il caporedattore è molto molto facile che di pesca ne sappia poco ma molto poco anche se vi sono in circolazione libri di pesca scritti da lui.....con quale inchiostro non si sà ma risulta scritto da lui un libro sulla pesca al cavedano quando lui pesca 3 volte all' anno e sempre e solo trote nei riali dell' appennino (NB: Non è un esempio)
Barbo cm 64 gr 3500 net T. Elvo







Una domanda banale, ma almeno ci aiuta a conoscerti...da quanto peschi?


Mio padre era accanito pescatore…fai tu; quindi credo che nel 1963-4 ebbi già una canetta in mano e poi dopo anche la bilancia. Terdoppio, Agogna, canali novaresi e Ticino le acque . Un periodo di circa 8 anni di fermo dietro ad altro tipo di pescia e poi ripartito**Conosco bene il novarese e il Vercellese, meno ma decentemente il biellese e il Verbano, La Drava carinziana, , qualcosa del torinese e alessandrino e altri luoghi sparsi in giro.

Whortesee a traina "diciamo"





Tecnica preferita?

Passata. Il Non plus ultra della pesca come orgasmo è la canna fissa senza elastico….possono dire delle altre tecniche ciò che vogliono. A circa 45 anni presi una trota da 1850 gr nel Sesia a Romagnano colla fissa e finale dello 0.12 ed ebbi un orgasmo mentale micidiale.

Canale Sartirana


La cattura della tua vita qual è stata? Fino ad ora, s'intende :) (qui se vuoi fare gli scongiuri fai pure)


Come goduria quella citata; poi una marmorata da 4.4 kg nel Po a Carmagnola colla camola e finale dello 0.22 mi pare ma venne a riva senza lottare molto (in effetti è l’ iridea la trota più combattiva specie se immessa da avanotto) . Come peso una carpa sui 6 kh diciamo ma con finale grosso. Prima pescavo sempre leggero, non avevo assimilato certi concetti di adesso e i pesci grossi grossi che agganciavo (specie nel canale Cavour) spaccavano. ** Nel Cavour a Novara Veveri scendevano dal Po, dalla Dora Baltea e dal tratto iniziale del Ticino post lacuale ogni varietà di pesci di allora e NON PICCOLI!!!! Luccio da 3.4 kg coll’ alborella viva e finale del 0.18. Eravamo a trote io Titta e gabox.




Considerata l'esperienza maturata sul campo, quanto e come ritieni cambiato il panorama alieutico?

Il panorama è alla frutta. Pesci pochi e a macchia di leopardo. Licenze in Piemonte calate del 50% negli anni 1995/2005…Credo che le altre regioni abbiano lo stesso trend.
Per chi ha qualche soldo resta una porzione di estero ma attenti bene dove andate, in che periodo andate, chi è l’ agenzia di pesca ecc ecc. Diciamo che 30-40 anni fa potevi fare la corte alla Ferilli, adesso la fai ad una donna di cm 150, 34 kg di peso,senza seno e pure colle lentiggini.



Qualche aneddoto?

1972 o 73. Terdoppio vicino Caltignaga: bilancia da 130 cm per lato e maglia da 2 cm, io e il papi. Avevamo già un 6-8 cavedani medi, 1 tinca, un paio di trote e qualche altro pesce; giungemmo in una lama e ci piazzammo a 50 metri di distanza. Vidi un luccio credo vicino al Kg e gli piazzai piano piano piano la bilancia a 70 cm. Il gioco era semplice...Il luccio generalmente non si spaventa così tu alzi un po’ il lato opposto al luccio, il socio gli tocca la coda e lui si impianta nella rete: chiamo il papi e lui “ho 3 barbetti qua…aspetta”. Me ne arriva un altro similare dal lato opposto. Sono spiazzato…non so che fare!! Lo richiamo e lui ”Anguilla anguilla”….2400 gr di anguilla!!!! 30 minuti per metterla nel cestino a maglie metalliche.



4 anni fa, cava verso Trino; io, Gabox, Titta e un ragazzino…Il ragazzino pescava e Titta lo guardava. Il ragazzino non si sente di lanciare il minnow in un posto per i rami sopra la testa e ci pensa Titta per insegnargli……un lancio e luccio da 3,4 Kg. QUANDO IL C……agisce l’ abilità, l’ esperienza ecc ecc vano a farsi benedire. Poi magari incavolato nero per il c....dell' amico ti fai un 1 km a piedi sulla riva per smaltire la rabbia e incontri quella della foto sotto e benedisci l' amico ah ah ah




Barbo cm 71 gr 3800


Walter lascio a te la conclusione di questa intervista...

Ragazzi giovani datevi ad altre cose…….Io se rinascessi certo non spenderei soldi e tempo adesso colla pesca. Se la passione è AMORE attualmente la pesca è un brutto partner vecchio e senza fantasia ed iniziativa. NON sposatevi colla pesca!!!!!



Video

Anedotti pesca 

Persico reale con amettiera agoni 

Salmetrino a spinning 







Pescare nei laghi di Bertignano e Masserano (entrambi nella provincia di Biella)

Dal PDF (stranamente scaricabile) della provincia “” In provincia di Biella le acque gravate da vincoli particolari sono: ...